Mi sembra il suggerimento più ragionevole. E' quello che farei io (...e forse mi sembra ragionevole proprio per questo). Ora sei sconvolto e verosimilmente è sconvolta anche lei. Un pilastro è franato e la vita sembra priva di punti di riferimento saldi. Bene: c'è solo da cominciare a ricostruire la bussola. Il vantaggio è che, logisticamente, state entrambi a posto: nessuno è in mezzo a una strada. Quindi potete, entrambi, permettervi di prender tempo. Lei ti tempesta di messaggi? Le rispondi per una volta, una sola, che hai bisogno di tempo e di star solo. Non vuoi decidere tutta la vostra vita sulla base del dolore e della rabbia. Ci vuoi pensare sopra. E ti prendi il tempo che ti serve, tutto, nemmeno un minuto di meno. Ti chiudi in casa, sbatti un po' la testa, piangi, bevi, ricominci a lavorare, ti rendi conto che il mondo continua a girare. E, soprattutto, ti rendi conto di quanta parte del tuo mondo è lei. E permetterai anche a lei di fare lo stesso lavoro emotivo. A suo modo Fantastica ha ragione: la tua immagine, nella mente di lei, dipenderà anche da come ti poni ora e una riconciliazione frettolosa potrebbe essere anche sotto questo aspetto il peggiore dei mali. Hai bisogno tu di soffrire e ne ha bisogno lei. Avete bisogno di comprendere il vostro dolore. E questo non perché uno sbaglio nella vita ci può stare (chiaramente uno sbaglio di questo tipo no, non ci può stare nemmeno una volta) ma perché la vostra vita va riequilibrata e per farlo ci vuole tempo. E silenzio, e isolamento. Un mese, due mesi, un anno, non sono un tempo eccessivo. Sono il tempo che serve e stabilirai tu quanto è il tempo che occorre a te. Dopo qualche tempo (e stabilirai tu quanto) potrete ricominciare a sentirvi ma senza la fretta di decidere. Poiché, immagino, non la odi (e lei versosimilmente non odia te) un rapporto si può ricostruire tra un po' potrai chiderle nuovamente come sta, e lei chiederlo a te senza che la domanda suoni ironica. E poi vedrai...