Cinque anni di fidanzamento passati tra alti e bassi, scoprendo amicizie false come una 60€ di carta, condividendo la quotidianità, superando momenti davvero difficili che la vita ci ha posto davanti, come il suicidio di un caro amico, lutti di persone care. Ci siamo supportati a vicenda in ogni occasione.
Poi vengo trasferito per lavoro in un'altra città, lei entra in uno stato di buio che la porta a chiudersi totalmente con me e con il mondo e si sente sotto pressione da parte dei suoi che le parlano solo di quanto mi fa stare male questo suo stato.
Inizia il distacco, tensioni e indifferenza nei momenti più difficili per la mia carriera lavorativa e di vita lontano dalla città in cui sono cresciuto. Mi assicura che non ci sono altri.
Fino a quando non decido di lasciarla per disperazione, dato che non accetta aperture o vie di risoluzione e dice di non provare più nulla per me. Lei non ha il coraggio di farlo.
Dopo pochi mesi ci riavviciniamo in maniera del tutto spontanea. Lei viene a trovarmi sul luogo di lavoro nell'altra città senza preavviso dicendo di voler trasferirsi da me e ricominciare da zero. Passiamo dei giorni magnifici e ci amiamo come due persone mature e che si vogliono sotto tutti i punti di vista.
Poi, prima di andar via mi confessa di essere stata a letto con un altro, pochi giorni dopo esserci lasciati, poi di nuovo a distanza di venti giorni.
Lì per lì non reagisco, perché non mi rendo conto della situazione e le dico che è libera di vivere come meglio crede. Il giorno successivo, dopo la sua partenza, scoppio senza preavviso scivolando in un male unico.
Lei non ha mai smesso di riprovarci con me, in ogni modo, senza mai cadere nello squallido e dimostrando quanto fosse pentita del gesto. Le ho detto che la sua è stata una scelta, non un errore e che non stavo con lei per tenerla in gabbia.
Pur non essendo più la stessa persona, continuo a provare qualcosa di forte nei suoi confronti e le ho permesso di rientrare nella mia vita.
Grazie per lo sfogo.
Poi vengo trasferito per lavoro in un'altra città, lei entra in uno stato di buio che la porta a chiudersi totalmente con me e con il mondo e si sente sotto pressione da parte dei suoi che le parlano solo di quanto mi fa stare male questo suo stato.
Inizia il distacco, tensioni e indifferenza nei momenti più difficili per la mia carriera lavorativa e di vita lontano dalla città in cui sono cresciuto. Mi assicura che non ci sono altri.
Fino a quando non decido di lasciarla per disperazione, dato che non accetta aperture o vie di risoluzione e dice di non provare più nulla per me. Lei non ha il coraggio di farlo.
Dopo pochi mesi ci riavviciniamo in maniera del tutto spontanea. Lei viene a trovarmi sul luogo di lavoro nell'altra città senza preavviso dicendo di voler trasferirsi da me e ricominciare da zero. Passiamo dei giorni magnifici e ci amiamo come due persone mature e che si vogliono sotto tutti i punti di vista.
Poi, prima di andar via mi confessa di essere stata a letto con un altro, pochi giorni dopo esserci lasciati, poi di nuovo a distanza di venti giorni.
Lì per lì non reagisco, perché non mi rendo conto della situazione e le dico che è libera di vivere come meglio crede. Il giorno successivo, dopo la sua partenza, scoppio senza preavviso scivolando in un male unico.
Lei non ha mai smesso di riprovarci con me, in ogni modo, senza mai cadere nello squallido e dimostrando quanto fosse pentita del gesto. Le ho detto che la sua è stata una scelta, non un errore e che non stavo con lei per tenerla in gabbia.
Pur non essendo più la stessa persona, continuo a provare qualcosa di forte nei suoi confronti e le ho permesso di rientrare nella mia vita.
Grazie per lo sfogo.