Quindi - mi ripeto - Sindone è uguale a Scolapasta. E la qualità umana del Cattolicesimo è pari a quella del Pastafarianesimo. O è solo questione di numero di fedeli? O di cos'altro? Perchè allora pure la storia millenaria pesa gran poco. Perchè se i cattolici fossero quattro gatti e i pastafariani centinaia di milioni, un colpo di mano* non salverebbe i primi per questione di anzianità. E' veramente in nome di qualcosa che "potrebbe essere vero ma se anche non è vero basta la fede" che scanniamo e ci facciamo scannare (ma più che altro scanniamo) da un paio di millenni?
Non ce la posso fare, Tebe. Aiutami.
*Lo so, i pastafariani sono assai più pacifici dei cattolici, ma era per dire.
Ma guarda che per i credenti, ehm, il fenomeno non è certo la sindone...chi se ne frega di essa?
Il fenomeno è: la risurrezione di Cristo.
O ci credi o non ci credi, ma non la puoi dimostrare...
Puoi solo leggere quel che è scritto nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli.
Poi vorrei spiegarti un attimo come funziona la chiesa di Cristo con due articoli letti oggi sui quotidiani.
Articolo A:
ROMA
I Salesiani nei Paesi della Jihad senza paura. Più forti degli attacchi, delle stragi e dei massacri. Qualche giorno fa hanno visto uccidere ad Aleppo, in Siria, due giovani animatori del loro oratorio. Era un loro studente anche il giovane pakistano ucciso da un kamikaze davanti ad una chiesa cattolica a Lahore. Ma sono stati punto di accoglienza anche quando c'è stato l'attentato al museo Bardo di Tunisi.
I Salesiani sono in 132 Paesi, anche dove c'è la guerra. E anche dove ci sono le minacce dei fondamentalisti. Ma non lasciano perché «crediamo nei giovani e nel fatto che educare sia un modo per costruire il dialogo. Per noi è sempre un motivo di dolore quando perdiamo un confratello, quando si vive una situazione pericolosa ma è chiara la volontà di rimanere in quei luoghi difficili. La nostra preoccupazione piuttosto è per le situazioni di tanto dolore, tante sofferenze». A parlare è il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Angel Fernandez Artime. Spagnolo delle Asturie, proveniente da una famiglia di pescatori, don Angel è il decimo successore di don Bosco, del quale quest'anno si celebra il bicentenario della nascita. «Noi in quelle terre», ha detto don Angel, «vogliamo essere accanto alla gente, soprattutto ai giovani perché sono loro che portiamo nel cuore. Non possiamo pensare: diamo un aiuto e basta. Nel nostro carisma c'è il fare sempre tutto il possibile, offrire tutte le nostre risorse. Pensiamo per esempio a questo dramma mondiale dell'immigrazione. Muoversi da un Paese all'altro è un diritto».
SPARSI NEL MONDO. I Salesiani sono sparsi per il mondo per portare una parola di speranza nei Paesi anche dove la vita è più difficile. Con le loro scuole danno a molti giovani una chance per rimanere. Per questo restano anche dove c'è l'Isis, lasciano aperti i loro istituti anche dove non ci sono studenti cristiani. «Abbiamo tante scuole, soprattutto in Africa, dove la maggioranza dei ragazzi sono musulmani», ha aggiunto don Angel sottolineando come con le famiglie il rapporto è buono e si fa un bel lavoro, di educazione e testimonianza religiosa con grande rispetto. Sul fondamentalismo il Rettor Maggiore ha poi aggiunto che, nonostante il pericolo «continuiamo a scommettere sulla formazione dei giovani e sul dialogo. Di questo non ci stancheremo mai».
articolo B:
Adescava ragazzini con sms, Whatsapp e Facebook e li sottoponeva a sedute di "massaggi particolari" simulando competenze terapeutiche e sportive.
Il parroco del Sacro Cuore di Gesù di Vercelli, don Massimo Iuculano, è stato arrestato dalla polizia per violenza sessuale aggravata. Il sacerdote è stato sospeso dalla curia.
Secondo l'accusa, il sacerdote fingeva di essere un impiegato in cassa integrazione. Tre le vittime accertate, un italiano di 14 anni e due 17enni stranieri a cui il prete regalava dopo ogni incontro ricariche telefoniche, scarpe da calcio e piccole somme di denaro. Numerose le intercettazioni a cui è stato sottoposto dagli investigatori, coordinati dalla procura della Repubblica di Torino.
L'arcivescovo di Vercelli, monsignor Marco Arnolfo, ha sospeso il prete «in maniera cautelativa e a tutela del presbitero interessato e della comunità a lui affidata». Monsignor Arnolfo ha inoltre espresso la propria vicinanza «alla comunità dei Salesiani (cui appartiene Iuculano, ndr) e alla comunità del Sacro Cuore di Gesù di Vercelli e assicura affetto e preghiera per le famiglie eventualmente coinvolte».