Appello accorato ai fake di Tradinet

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Uhlalá

Utente di lunga data
A proposito di fake

Tempo fa venne fuori un casino per dei fake sul sito della Selvaggia Lucarelli....poi furono scoperti, erano dei giovincelli parecchio fuori di melone :D
 

Spot

utente in roaming.
Inquietante?
Io sto scrivendo al pc, sono seduta a gambe incrociate su una comoda poltrona, ho la tv accesa che passa delle repliche di Grey's Anatomy dopo che mi sono vista un paio di puntate di un telefilm che sto seguendo...sto passando in rassegna alcuni documenti che domani devo presentare al lavoro, poco fa ho salutato al telefono il mio moroso che è di turno stanotte. Ho una maglia nera e dei pantaloni con dei cuoricioni disegnati, è un pigiama che mi è stato regalato da una amica a Natale.
Ora mi alzo e vado a bere due bicchieri d'acqua perchè forse la cena era un po' troppo salata per i miei gusti.
E digito su una tastiera, lo schermo mi illumina, ho gli occhiali perchè le lenti a contatto non si possono mica tenere 24 ore su 24 e sono una ciecata totale. Questo per dare un'immagine istantanea di me.
Mi piace parlare con le persone, mi piace scrivere e mettere giù i miei pensieri, l'ho sempre fatto...fin da quando ero alle medie e non avevo il pc. Lo facevo a mano, scrivevo lettere e aspettavo contenta una risposta. E' inquietante?
A me inquieta una persona che pensa che dall'altra parte non ci sia qualcuno di "umano" e degno di una risposta perchè non dà valore agli sconosciuti.
Io non do valore agli sconosciuti, do valore alle persone...lo stesso valore spero venga dato a me.
Anche a me non frega nulla che uno sia un fake, lo ripeto. Io continuo a dare la mia opinione a prescindere da chi pone l'argomento. Che la storia sia vera o falsa non importa, il bello è ciò che viene sviscerato in ogni discussione che viene fuori. Non si tratta di missioni, ci mancherebbe, le missioni sono ben altre...
Direi che ti puoi inquietare per altre cose, non perchè qualcuno dà valore alle persone con cui si interfaccia, virtualmente o meno.
C'entro poco nella discussione, dato che mi sono iscritta qualche giorno fa. Ma questa frase mi piace parecchio. Ho sempre pensato che una storia una volta raccontata assumesse un valore a sè per chi la ascolta o legge, indipendentemente dalla sua veridicità o da chi la racconta.

Che poi dietro ci siano persone reali è un valore aggiunto.
 

drusilla

Drama Queen
con tutta la buona volontà, non riesco a vedere il valore aggiunto che una storia alla Harmony scritta da uno svitato che si fa passare per donna possa apportare.
 

Spot

utente in roaming.
con tutta la buona volontà, non riesco a vedere il valore aggiunto che una storia alla Harmony scritta da uno svitato che si fa passare per donna possa apportare.
Ahahahaahah vabbè poi se la qualità della storia è di per se pessima, rimane una solo una storia pessima :D
 

Nicka

Capra Espiatrice
con tutta la buona volontà, non riesco a vedere il valore aggiunto che una storia alla Harmony scritta da uno svitato che si fa passare per donna possa apportare.
Il valore aggiunto sono le offese che gli faccio io e le prese per il culo!! :D
 

drusilla

Drama Queen
Il valore aggiunto sono le offese che gli faccio io e le prese per il culo!! :D
si, e la discussione sulla torta riciclata alla mamma della creatura :singleeye:
 

Eratò

Utente di lunga data
Il problema non son le storie farlocche....è che ci son storie vere che non ricevono attenzione pur di rispondere al mitomane di turno.
 
Ultima modifica:

Joey Blow

Escluso
per questo troll e fake andrebbero bannati all'istante
Ma all'istante quando te ne rendi conto. Oh. Ma poi troll. Dipende. Adinur era un coglione ma mica ha insultato chicchessia. Mica banni uno perchè è scemo, qua cazzo ci sarebbe il deserto e tu poi saresti il primo ad andartene a fare in culo, poi hai voglia a giustificarti che è colpa di quella stronza di mamma che m'ha fatto così.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Chi non vuoi conoscere sei tu.

Del resto come darti torto?
La battuta è da verde. Del resto a te ne ho dati pure e lo sai. Ma non a te, a ciò che dici, se ciò che dici mi vede concorde. Questo è l'abisso, ma proprio abissale, che separa me dal novanta per cento delle persone che scrivono continuativamente su questo forum.
E che questo fosse evidente da subito è stato così ben percepito, che sono stata istintivamente antipatica (o poco comprensibile) a quasi tutta la community storica da subito, soprattutto perché non parlavo di me, cioè non permettevo che si passasse dal che cosa al chi, o, meglio sarebbe dire, all'idea del chi, come ho già scritto.
Ma è del tutto normale: qualsiasi gruppo ha regole eplicite, e a quelle io mi sono attenuta sempre, però quelle implicite valgono di più per chi ne è leader, o vuole farne parte, o cerca di farne parte, parole dei quali valgono sicuramente meno del fatto che le pronunci Tizio o Caio. Con ogni evidenza io non rientro nella casistica.

Racconto un aneddoto che mi pare in tema. Ricordo quando ventenne frequentavo la parrocchia insieme a un gruppo di coetanei e una sera di carnevale si decise di fare una festa lì in maschera. Mi presentai vestita da fantasma (insomma, un lenzuolo bianco lungo fino ai piedi con due buchi per gli occhi) con gli occhiali tondi da sole a specchio (blu, erano bellini davvero), un cappello modello panama bianco e un paio di guanti bianchi. Decisi che non avrei aperto bocca tutta sera. Ci fu un mio amico che per la rabbia di non poter sapere chi io fossi, dopo aver insistito buona parte della serata con le buone, arrivò alla violenza di volermi strappare il costume di dosso. Non ricordo bene se a quel punto me ne andai o mi svelai, ma credo che non gliela diedi vinta (fu il solo a arrabbiarsi, ma fu impressionante...).
 

Eratò

Utente di lunga data
La battuta è da verde. Del resto a te ne ho dati pure e lo sai. Ma non a te, a ciò che dici, se ciò che dici mi vede concorde. Questo è l'abisso, ma proprio abissale, che separa me dal novanta per cento delle persone che scrivono continuativamente su questo forum.
E che questo fosse evidente da subito è stato così ben percepito, che sono stata istintivamente antipatica (o poco comprensibile) a quasi tutta la community storica da subito, soprattutto perché non parlavo di me, cioè non permettevo che si passasse dal che cosa al chi, o, meglio sarebbe dire, all'idea del chi, come ho già scritto.
Ma è del tutto normale: qualsiasi gruppo ha regole eplicite, e a quelle io mi sono attenuta sempre, però quelle implicite valgono di più per chi ne è leader, o vuole farne parte, o cerca di farne parte, parole dei quali valgono sicuramente meno del fatto che le pronunci Tizio o Caio. Con ogni evidenza io non rientro nella casistica.

Racconto un aneddoto che mi pare in tema. Ricordo quando ventenne frequentavo la parrocchia insieme a un gruppo di coetanei e una sera di carnevale si decise di fare una festa lì in maschera. Mi presentai vestita da fantasma (insomma, un lenzuolo bianco lungo fino ai piedi con due buchi per gli occhi) con gli occhiali tondi da sole a specchio (blu, erano bellini davvero), un cappello modello panama bianco e un paio di guanti bianchi. Decisi che non avrei aperto bocca tutta sera. Ci fu un mio amico che per la rabbia di non poter sapere chi io fossi, dopo aver insistito buona parte della serata con le buone, arrivò alla violenza di volermi strappare il costume di dosso. Non ricordo bene se a quel punto me ne andai o mi svelai, ma credo che non gliela diedi vinta (fu il solo a arrabbiarsi, ma fu impressionante...).
Prima o poi la vera faccia di ciascuno di noi deve svelarsi.La finzione dura poco...E non parlo solo del forum.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
La battuta è da verde. Del resto a te ne ho dati pure e lo sai. Ma non a te, a ciò che dici, se ciò che dici mi vede concorde. Questo è l'abisso, ma proprio abissale, che separa me dal novanta per cento delle persone che scrivono continuativamente su questo forum.
E che questo fosse evidente da subito è stato così ben percepito, che sono stata istintivamente antipatica (o poco comprensibile) a quasi tutta la community storica da subito, soprattutto perché non parlavo di me, cioè non permettevo che si passasse dal che cosa al chi, o, meglio sarebbe dire, all'idea del chi, come ho già scritto.
Ma è del tutto normale: qualsiasi gruppo ha regole eplicite, e a quelle io mi sono attenuta sempre, però quelle implicite valgono di più per chi ne è leader, o vuole farne parte, o cerca di farne parte, parole dei quali valgono sicuramente meno del fatto che le pronunci Tizio o Caio. Con ogni evidenza io non rientro nella casistica.

Racconto un aneddoto che mi pare in tema. Ricordo quando ventenne frequentavo la parrocchia insieme a un gruppo di coetanei e una sera di carnevale si decise di fare una festa lì in maschera. Mi presentai vestita da fantasma (insomma, un lenzuolo bianco lungo fino ai piedi con due buchi per gli occhi) con gli occhiali tondi da sole a specchio (blu, erano bellini davvero), un cappello modello panama bianco e un paio di guanti bianchi. Decisi che non avrei aperto bocca tutta sera. Ci fu un mio amico che per la rabbia di non poter sapere chi io fossi, dopo aver insistito buona parte della serata con le buone, arrivò alla violenza di volermi strappare il costume di dosso. Non ricordo bene se a quel punto me ne andai o mi svelai, ma credo che non gliela diedi vinta (fu il solo a arrabbiarsi, ma fu impressionante...).
E dimostri ancora quanto sei falsa
Se del chi non te ne frega nulla non dovevi passare dal virtuale al reale.
Ma mostrare la foto delle tette al privilegiato di turno è passare dal cosa al chi o viceversa?
 

Joey Blow

Escluso
La battuta è da verde. Del resto a te ne ho dati pure e lo sai. Ma non a te, a ciò che dici, se ciò che dici mi vede concorde. Questo è l'abisso, ma proprio abissale, che separa me dal novanta per cento delle persone che scrivono continuativamente su questo forum.
E che questo fosse evidente da subito è stato così ben percepito, che sono stata istintivamente antipatica (o poco comprensibile) a quasi tutta la community storica da subito, soprattutto perché non parlavo di me, cioè non permettevo che si passasse dal che cosa al chi, o, meglio sarebbe dire, all'idea del chi, come ho già scritto.
M
a è del tutto normale: qualsiasi gruppo ha regole eplicite, e a quelle io mi sono attenuta sempre, però quelle implicite valgono di più per chi ne è leader, o vuole farne parte, o cerca di farne parte, parole dei quali valgono sicuramente meno del fatto che le pronunci Tizio o Caio. Con ogni evidenza io non rientro nella casistica.

Racconto un aneddoto che mi pare in tema. Ricordo quando ventenne frequentavo la parrocchia insieme a un gruppo di coetanei e una sera di carnevale si decise di fare una festa lì in maschera. Mi presentai vestita da fantasma (insomma, un lenzuolo bianco lungo fino ai piedi con due buchi per gli occhi) con gli occhiali tondi da sole a specchio (blu, erano bellini davvero), un cappello modello panama bianco e un paio di guanti bianchi. Decisi che non avrei aperto bocca tutta sera. Ci fu un mio amico che per la rabbia di non poter sapere chi io fossi, dopo aver insistito buona parte della serata con le buone, arrivò alla violenza di volermi strappare il costume di dosso. Non ricordo bene se a quel punto me ne andai o mi svelai, ma credo che non gliela diedi vinta (fu il solo a arrabbiarsi, ma fu impressionante...).
Ah, ed io che pensavo fosse perché ragioni col culo. Che storia.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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