Cosa ne pensate

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Nobody

Utente di lunga data
questo lo dici tu, che infatti non hai la fede.
cerchi di escludere la fede con prove scientifiche e razionali, ma anche se tu o qualche equipe di scienziati riusciste a dimostrare razionalmente e scientificamente l'esistenza di un motore immobile e come si è formato:
la fede sarebbe sempre a monte di tutto questo.

perchè vedi, giorgio, la fede (cristiana in questo caso) non colloca nella creazione l'atto di fede massimo, ma nella resurrezione di Cristo, che dà senso a tutto: ma questo lo sai PER fede, non per ragione.
non sono tanto d'accordo... se davvero in futuro si riuscirà a dimostrare una teoria globale unica che permetterà dii spiegare davvero tutto, la metafisica necessariamente scomparirà, non avrebbe più alcuno spazio. Ma probabilmente sarà impossibile arrivare a capire razionalmente ogni cosa.
 

spleen

utente ?
non sono tanto d'accordo... se davvero in futuro si riuscirà a dimostrare una teoria globale unica che permetterà dii spiegare davvero tutto, la metafisica necessariamente scomparirà, non avrebbe più alcuno spazio. Ma probabilmente sarà impossibile arrivare a capire razionalmente ogni cosa.
Amen
 

spleen

utente ?
questo lo dici tu, che infatti non hai la fede.
cerchi di escludere la fede con prove scientifiche e razionali, ma anche se tu o qualche equipe di scienziati riusciste a dimostrare razionalmente e scientificamente l'esistenza di un motore immobile e come si è formato:
la fede sarebbe sempre a monte di tutto questo.

perchè vedi, giorgio, la fede (cristiana in questo caso) non colloca nella creazione l'atto di fede massimo, ma nella resurrezione di Cristo, che dà senso a tutto: ma questo lo sai PER fede, non per ragione.
Brava, hai centrato secondo me il punto.
Non è possibile dimostrare la fede con la ragione e ogni sforzo di lettura è un inutile dibattersi.
Appartengono a sfere diverse del sentire, del percepire la propria esistenza.

Capire come funziona l'universo intero non fornisce alcuna spiegazione sullo scopo della sua e nostra esistenza.
Trovare uno scopo per la nostra esistenza non necessita di una spiegazione razionale di come funziona l'universo.
 

Sbriciolata

Escluso
Tu lo sai, Sbri, che ti darei un verde ogni 2-3 messaggi. Ma non mi si lascia. Quindi, niente più verdi e mi ti propongo come prossimo marito.

Uno dei problemi nella comprensione "comune" della nascita dell'Universo è che tantissimi pensano che la materia, la Creazione, sia nata da quel puntolino, che ne fosse lo scopo. Invece ne è solo conseguenza, neppure immediata: insomma, come dire che i passaggi che portano dall'esistenza dell'Universo alla nostra sono molti di più di quelli che normalmente ci si immagina. In pratica, se l'Universo stesso, nella sua configurazione attuale, è ancora in parte inspiegato, è invece ampiamente documentato che le dinamiche che hanno portato all'esistenza di tutti gli elementi di cui oggi è costituito...tutto, sono molto più "casuali" e precari di come qualsiasi dogma (che è di natura contraria per definizione) vorrebbe farci intendere.

Ma soprattutto, che quando si pensa che tutto non possa essere stato generato dal nulla...in realtà è esattamente l'opposto. Perchè è andata proprio così. E non è successo solo una volta, ma succede di continuo dall'inizio del tempo (ed evidentemente anche "prima" - e qui me la sto tirando). Il problema è proprio quel nulla, che in fisica si indica come 'vuoto' o 'vuoto quantistico'. Il nostro intuito, come dicevo, è così legato - pur non avendone padronanza - ai concetti di massa e tempo, che è veramente difficile spostare il proprio punto di vista quanto basta a cercare di comprendere.

Sono appassionato di astronomia e astrofisica da quando ero ragazzino: l'enorme vantaggio di questo ambito di studi, per l'evoluzione del pensiero, è che si tratta di un campo di nozioni estremamente controintuitive; ci si abitua quasi subito - o si abbandona - a considerare gli enormi abbagli con cui ci si confronta chi non ne sa nulla come un'eredità obsoleta. E si sposta un po' più in là l'asticella, pur sapendo bene di aver fatto un passo da formica. Ma questo basta a innescare il dubbio, la curiosità, e a volerne sapere ancora.
Tesoro, marito no.
Ma non prenderla sul personale.
Ho già dato.
Poi io sono disordinatissssssssssssssssssima.
Armadio alla Tebe.
Però il frigo lo controllo. Più che altro per riempirlo.
 

Sbriciolata

Escluso

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Brava, hai centrato secondo me il punto.
Non è possibile dimostrare la fede con la ragione e ogni sforzo di lettura è un inutile dibattersi.
Appartengono a sfere diverse del sentire, del percepire la propria esistenza.

Capire come funziona l'universo intero non fornisce alcuna spiegazione sullo scopo della sua e nostra esistenza.
Trovare uno scopo per la nostra esistenza non necessita di una spiegazione razionale di come funziona l'universo.

condivido
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
non sono tanto d'accordo... se davvero in futuro si riuscirà a dimostrare una teoria globale unica che permetterà dii spiegare davvero tutto, la metafisica necessariamente scomparirà, non avrebbe più alcuno spazio. Ma probabilmente sarà impossibile arrivare a capire razionalmente ogni cosa.

ma non si tratta di metafisica, si tratta di fede.
la fede è dentro di te, essere non solo razionale.
la fede cristiana, fra l'altro è un atto di grazia concesso da Dio, al quale tu aderisci.

che tu creda o no, alla fine non è importante. fai parte di un disegno su cui nulla puoi.
e Dio ti rende libero, talmente libero che sei libero di ...non credere.

fede
no razionalità.
 

giorgiocan

Utente prolisso
questo lo dici tu, che infatti non hai la fede.
cerchi di escludere la fede con prove scientifiche e razionali, ma anche se tu o qualche equipe di scienziati riusciste a dimostrare razionalmente e scientificamente l'esistenza di un motore immobile e come si è formato:
la fede sarebbe sempre a monte di tutto questo.
Cerco di spiegarmi meglio, perchè mi rendo conto che forse non ho chiarito cosa voglio dire.

La fede nasce per fornire "risposte", non per complicare inutilmente o travisare le domande. Giusto? Altrimenti sarebbe alla meglio superstizione, alla peggio truffa.

Intendo dire che io posso anche spiegarti con cognizione di causa e convincentemente la teoria del Big Bang, ma tu protresti ancora lecitamente chiedermi cosa c'è "a monte", ed è evidente che io non ho e forse non avrò mai elementi per sostenere che il "seme iniziale" sia o non sia riconducibile a Dio o chi per esso. Quindi, a livello di pura logica, tu potresti anche essere un astrofisico con una fede solida e coerente. Non ci vedo alcun abominio, anche se magari cercherei di approfondire un tale concetto di fede (dal mio punto di vista, quando esiste una spiegazione esauriente per qualcosa, accumularne una seconda, alternativa e non verificabile, non è in alcun modo utile o costruttivo, nemmeno per un credente).

Ma voglio essere più specifico. Quando non conoscevamo la combustione, il fuoco DOVEVA essere emanazione di una sfera sovrumana, perchè altre risposte non ce n'erano. Ora che il fuoco lo conosciamo e lo controlliamo, sarai d'accordo pure tu che considerare il fuoco una divinità sia fondamentalmente distorcere la realtà. O affidarsi volontariamente alla superstizione, cosa che è giustamente riconosciuta come il contrario (e la mortificazione) di un Credo. Poi magari fanno eccezione i panteisti, ma tralasciamo.

Il vero problema gira tutto attorno a quel "volontariamente", ed è lì la differenza. Perchè se le meccaniche legate a fenomeni naturali come un uragano sono in discreta parte note e a disposizione di chiunque voglia farle anche proprie, ma un predicatore afferma e sostiene con veemenza che l'uragano sia una punizione divina dell'omosessualità (fatti realmente accaduti, come saprete), qui saltiamo a piè pari la superstizione e arriviamo direttamente alla truffa, al plagio e all'istigazione.

Quello che voglio dire è che ogni nozione certa in quanto universalmente verificabile DOVREBBE spostare più a monte la Grande Domanda, oppure non serve a nulla cercare di capire e conoscere il mondo (atteggiamento, infatti, assai inviso a qualsiasi integralista "religioso").

Quel che mi lascia interdetto e dispiaciuto è che molti ritengono ancora che analizzare a fondo il conoscibile possa offendere "la bellezza" intrinseca delle cose. Come a dire che un credente e un non credente che contemplino un magnifico tramonto dovrebbero trarne differente suggestione perchè al non credente manca "qualcosa". Al contrario, io ritengo che le fascinazioni si sommino.

Ma il punto è che se decidiamo deliberatamente di astenerci dall'indagare il conoscibile sulla base di convinzioni personali o faziose (o di ansie e paure), per come la vedo io smettiamo di crescere sia come fedeli che come scettici. So che lo stesso messaggio è stato diffuso, negli ultimi anni, da molti esponenti di rilievo delle principali istituzioni religiose mondiali. Il tempo in cui "la curiosità è del Diavolo" è fortunatamente finito da un pezzo, almeno dalle nostre parti. E pare sia percepita, anche nelle alte sfere, la necessità di riallineare allo scibile umano la ricerca spirituale. La quale, ritengo, ha tutto da guadagnarci a poter riformulare con rinnovata cognizione di causa le proprie riflessioni.
 
Ultima modifica:

Joey Blow

Escluso
Cerco di spiegarmi meglio, perchè mi rendo conto che forse non ho chiarito cosa voglio dire.

La fede nasce per fornire "risposte", non per complicare inutilmente o travisare le domande. Giusto? Altrimenti sarebbe alla meglio superstizione, alla peggio truffa.

Intendo dire che io posso anche spiegarti con cognizione di causa e convincentemente la teoria del Big Bang, ma tu protresti ancora lecitamente chiedermi cosa c'è "a monte", ed è evidente che io non ho e forse non avrò mai elementi per sostenere che il "seme iniziale" sia o non sia riconducibile a Dio o chi per esso. Quindi, a livello di pura logica, tu potresti anche essere un astrofisico con una fede solida e coerente. Non ci vedo alcun abominio, anche se magari cercherei di approfondire un tale concetto di fede (dal mio punto di vista, quando esiste una spiegazione esauriente per qualcosa, inventarne una seconda, alternativa e non verificabile, non è in alcun modo utile o costruttivo, nemmeno per un credente).

Ma voglio essere più specifico. Quando non conoscevamo la combustione, il fuoco DOVEVA essere emanazione di una sfera sovrumana, perchè altre risposte non ce n'erano. Ora che il fuoco lo conosciamo e lo controlliamo, sarai d'accordo pure tu che considerare il fuoco una divinità sia fondamentalmente distorcere la realtà. O affidarsi volontariamente alla superstizione, cosa che è giustamente riconosciuta come il contrario (e la mortificazione) di un Credo. Poi magari fanno eccezione i panteisti, ma tralasciamo.

Il vero problema gira tutto attorno a quel "volontariamente", ed è lì la differenza. Perchè se le meccaniche legate a fenomeni naturali come un uragano sono in discreta parte note e a disposizione di chiunque voglia farle anche proprie, ma un predicatore afferma e sostiene con veemenza che l'uragano sia una punizione divina dell'omosessualità (fatti realmente accaduti, come saprete), qui saltiamo a piè pari la superstizione e arriviamo direttamente alla truffa, al plagio e all'istigazione.

Quello che voglio dire è che ogni nozione certa in quanto universalmente verificabile DOVREBBE spostare più a monte la Grande Domanda, oppure non serve a nulla cercare di capire e conoscere il mondo (atteggiamento, infatti, assai inviso a qualsiasi integralista "religioso").

Quel che mi lascia interdetto e dispiaciuto è che molti ritengono ancora che analizzare a fondo il conoscibile possa offendere "la bellezza" intrinseca delle cose. Come a dire che un credente e un non credente che contemplino un magnifico tramonto dovrebbero trarne differente suggestione perchè al non credente manca "qualcosa". Al contrario, io ritengo che le fascinazioni si sommino.

Ma il punto è che se decidiamo deliberatamente di astenerci dall'indagare il conoscibile sulla base di convinzioni personali o faziose (o di ansie e paure), per come la vedo io smettiamo di crescere sia come fedeli che come scettici. So che lo stesso messaggio è stato diffuso, negli ultimi anni, da molti esponenti di rilievo delle principali istituzioni religiose mondiali. Il tempo in cui "la curiosità è del Diavolo" è fortunatamente finito da un pezzo, almeno dalle nostre parti. E pare sia percepita, anche nelle alte sfere, la necessità di riallineare allo scibile umano la ricerca spirituale. La quale, ritengo, ha tutto da guadagnarci a poter riformulare con rinnovata cognizione di causa le proprie riflessioni.
No.
 

giorgiocan

Utente prolisso
che tu creda o no, alla fine non è importante. fai parte di un disegno su cui nulla puoi.
e Dio ti rende libero, talmente libero che sei libero di ...non credere.
Ecco, questo non lo capisco proprio. Onestamente mi sembra una roboante castroneria. Non sarebbe così a prescindere? Esistendo o meno Dio? E se può essere così anche senza l'esistenza di Dio, non è insensato (e persino blasfemo) presupporre la Sua presenza come "accessoria"? Non riesco a concepire che l'esistenza di Dio possa essere avulsa dal "disegno" a tal punto da poter non notare alcuna differenza, altrimenti tanto vale!!

La Fede "deve" cambiarti e ispirarti la vita, altrimenti è puro esercizio dialettico!! O no? :(
 

giorgiocan

Utente prolisso
Sapevo di averla scritta male, anche se mi sembrava chiaro l'intento di semplificare il ragionamento, visto come continuava la frase.

Parti tu?

PS - Ti prego però di non sostenere che la "fede" sia innata e/o implicita. Che quella, in caso, si chiama spiritualità.
 
Ultima modifica:

Sbriciolata

Escluso
Sappi che tenderei ad accasarmi, sul medio/lungo periodo.
mannaggia.
La maledizione della mia vita, io agli uomini ispiro solo quello, fin da piccola.
Mi facevano le trappole per presentarmi alla mamma inconsapevolmente.
Domani vieni a casa mia?
certo! Due ore di meticolosa preparazione.
E quando suonavo al campanello mi ritrovavo i parenti e la tavola imbandita.
E io lì senza fiato, tra l'altro a mani vuote.
... ma con un completino da urlo.
Inutile.


... poi dicono che il destino non esiste...:(
 

Sbriciolata

Escluso
Armadio alla Tebe?
Madonna.
:scared::scared::scared:
tipo aprire l'anta socchiudendo, verificare che non frani nulla e poi, senza fare movimenti bruschi aprire. Un'anta sola per volta.
Però mi accorgo sempre quando la figlia ci ha frugato dentro per fregarmi qualcosa.
 

drusilla

Drama Queen
mannaggia.
La maledizione della mia vita, io agli uomini ispiro solo quello, fin da piccola.
Mi facevano le trappole per presentarmi alla mamma inconsapevolmente.
Domani vieni a casa mia?
certo! Due ore di meticolosa preparazione.
E quando suonavo al campanello mi ritrovavo i parenti e la tavola imbandita.
E io lì senza fiato, tra l'altro a mani vuote.
... ma con un completino da urlo.
Inutile.


... poi dicono che il destino non esiste...:(
Agguato!incubo! Ti sono solidale
 

Joey Blow

Escluso
Sapevo di averla scritta male, anche se mi sembrava chiaro l'intento di semplificare il ragionamento, visto come continuava la frase.

Parti tu?

PS - Ti prego però di non sostenere che la "fede" sia innata e/o implicita. Che quella, in caso, si chiama spiritualità.
La religione serve per il conforto. Le domande che le persone rivolgono all'infinito non sono curiosità.
 

Nobody

Utente di lunga data
ma non si tratta di metafisica, si tratta di fede.
la fede è dentro di te, essere non solo razionale.
la fede cristiana, fra l'altro è un atto di grazia concesso da Dio, al quale tu aderisci.

che tu creda o no, alla fine non è importante. fai parte di un disegno su cui nulla puoi.
e Dio ti rende libero, talmente libero che sei libero di ...non credere.

fede
no razionalità.
la fede trova spazio solo se esiste una dimensione metafisica... altrimenti fede in cosa scusa? Se questa dimensione in futuro venisse cancellata (cosa di cui dubito fortemente), o per meglio dire assorbita totalmente dalla fisica, la fede non troverebbe più alcuno spazio.
 
la fede trova spazio solo se esiste una dimensione metafisica... altrimenti fede in cosa scusa? Se questa dimensione in futuro venisse cancellata (cosa di cui dubito fortemente), o per meglio dire assorbita totalmente dalla fisica, la fede non troverebbe più alcuno spazio.
Più che metafisica...la chiamerei semplicemente spirituale...
 
Stato
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