leuconoe
Utente
ciao io sono nuova mi sono iscritta dieci minuti fa, mi piace questo gruppo di forum e mi piace la gente che ci scrive. la mia vita va meglio ora, ma negli ultimi due anni e mezzo si è totalmente rivoluzionata, al punto tale che mi domando davvero molte cose sullo scorrere del tempo e su come lo percepiamo.
ho 35 anni. fino ai 32 ero immersa in una favola rock. l'uomo che ho sposato è un musicista. certo, un uomo coi suoi difetti, ma io (non capisco bene come mai, ora a distanza di tempo) lo amavo in una maniera tra l'infantile e il totale. non potevo respirare senza di lui. a volte solo guardandolo dormire venivo sopraffatta dall'emozione, e mi scendevano lacrime grandi come gavettoni. ora, solo ora capisco che quel tipo di amore non può tenere in piedi un matrimonio. me ne ha combinate tante. non mi aiutava in casa, non mi scopava quasi mai, non collaborava su nulla. suonava e basta, se potevo andavo e se no stavo a casa. se non suonava allora lavorava, da casa. era vietato rivolgergli persino la parola, rispondeva a GRUGNITI. non sopportava la mia famiglia (fatta credetemi di persone dolcissime) ma ero obbligata a frequentare la sua. insomma era una vita che mi raccontavo che fosse felice. la più bestiale delle sensazioni è quella infatti di averlo sposato e per questo di essere stata una stupida, di aver coinvolto la mia stupenda famiglia in una storia piena di cose tristi e marce.
ma tant'è.
una domenica torna da un concerto. era primissimo pomeriggio.
mi dice ti devo parlare
ho deciso di lasciarti
non ti amo più
amo un'altra donna
tre schiaffi.
BAM BAM BAM
il mio cuore si è paralizzato. da tempo si vedevano. io che avevo deciso di stare leggera e non pensarci, che essere gelosa di un rocker significava fare una vita infernale. ero serena, tranquilla, mi fidavo. brava stupida.
ma non è tanto questo il punto, il punto è stato dopo. era una giornata di sole e io avevo 32 anni. e tante donne separate, tradite e abbandonate, davanti agli occhi. e mi sono ripromessa di reagire meglio di loro, che per anni e anni e anni non ne sono mai venute fuori.
quindi ok, spazio per soffrire. per ubriacarmi pesantissimamente. per scoparmi il primo che trovavo, per digiunare, piangere, imbottirmi di tranquillanti.
e poi spazio per perdonare. e per riprendere finalmente a respirare. perché io lo amavo, quell'idiota, anche se a modo mio, anche se in un modo che molti disapproverebbero. non me ne importa, non mi vergogno di aver amato qualcuno. era una cosa bella. lui mi ha portato via tanto, mi ha spezzato il cuore, ma non può portarmi via l'amore, quello bello, e pulito, che ciascuno di noi ha nel cuore. e nemmeno la speranza.
oggi ho imparato di nuovo ad amare. ho capito che cosa sbagliavo. ho una testa, due gambe, un'autonomia. oggi amo il mio compagno, che mi trasmette gioia, sintonia, calore. non è una favola è realtà, una realtà fatta assieme e costruita giorno dopo giorno, con gentilezza e precisione, come un risotto caldo in una sera invernale.
e voi?
avete perdonato, vi siete messi il cuore in pace, avete superato?
ho 35 anni. fino ai 32 ero immersa in una favola rock. l'uomo che ho sposato è un musicista. certo, un uomo coi suoi difetti, ma io (non capisco bene come mai, ora a distanza di tempo) lo amavo in una maniera tra l'infantile e il totale. non potevo respirare senza di lui. a volte solo guardandolo dormire venivo sopraffatta dall'emozione, e mi scendevano lacrime grandi come gavettoni. ora, solo ora capisco che quel tipo di amore non può tenere in piedi un matrimonio. me ne ha combinate tante. non mi aiutava in casa, non mi scopava quasi mai, non collaborava su nulla. suonava e basta, se potevo andavo e se no stavo a casa. se non suonava allora lavorava, da casa. era vietato rivolgergli persino la parola, rispondeva a GRUGNITI. non sopportava la mia famiglia (fatta credetemi di persone dolcissime) ma ero obbligata a frequentare la sua. insomma era una vita che mi raccontavo che fosse felice. la più bestiale delle sensazioni è quella infatti di averlo sposato e per questo di essere stata una stupida, di aver coinvolto la mia stupenda famiglia in una storia piena di cose tristi e marce.
ma tant'è.
una domenica torna da un concerto. era primissimo pomeriggio.
mi dice ti devo parlare
ho deciso di lasciarti
non ti amo più
amo un'altra donna
tre schiaffi.
BAM BAM BAM
il mio cuore si è paralizzato. da tempo si vedevano. io che avevo deciso di stare leggera e non pensarci, che essere gelosa di un rocker significava fare una vita infernale. ero serena, tranquilla, mi fidavo. brava stupida.
ma non è tanto questo il punto, il punto è stato dopo. era una giornata di sole e io avevo 32 anni. e tante donne separate, tradite e abbandonate, davanti agli occhi. e mi sono ripromessa di reagire meglio di loro, che per anni e anni e anni non ne sono mai venute fuori.
quindi ok, spazio per soffrire. per ubriacarmi pesantissimamente. per scoparmi il primo che trovavo, per digiunare, piangere, imbottirmi di tranquillanti.
e poi spazio per perdonare. e per riprendere finalmente a respirare. perché io lo amavo, quell'idiota, anche se a modo mio, anche se in un modo che molti disapproverebbero. non me ne importa, non mi vergogno di aver amato qualcuno. era una cosa bella. lui mi ha portato via tanto, mi ha spezzato il cuore, ma non può portarmi via l'amore, quello bello, e pulito, che ciascuno di noi ha nel cuore. e nemmeno la speranza.
oggi ho imparato di nuovo ad amare. ho capito che cosa sbagliavo. ho una testa, due gambe, un'autonomia. oggi amo il mio compagno, che mi trasmette gioia, sintonia, calore. non è una favola è realtà, una realtà fatta assieme e costruita giorno dopo giorno, con gentilezza e precisione, come un risotto caldo in una sera invernale.
e voi?
avete perdonato, vi siete messi il cuore in pace, avete superato?