L'amo, non l'amo?

Stato
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Fantastica

Utente di lunga data
Ma anche no, che poi magari mi vien da pensare che intendevi il contrario di quello che affermi, o forse il contrario del contrario, e mi vien da prendermela a male, poi penso che tu mi stia dando della gattamorta, della pornodiva e che tu sia irrispettosa nei confronti della ragazza col codino e di altre manifestazioni culturali nipponiche, tanto da farmi dare le dimissioni dal forum...
Ah, no, scusa, mi sto confondendo...
Comunque, meglio di no, davvero.
:D
 

Eretteo

Utente di lunga data
Io sono di quelli che pensano che le colpe dei poveri siano da imputare ai ricchi, quelle dei deboli siano da imputare ai forti e quelle degli uomini, alle donne.
Le donne, invece, dato il loro status privilegiato, se hanno delle colpe, se le sono guadagnate da sole.
Quando infatti ti ritrovi sperduto in una strada di periferia, coi lampioni spenti e neanche un cane che faccia i suoi bisognini contro un palo del telefono, allora, o sono le due di pomeriggio di Ferragosto, oppure tutte le ragazze stanno fotografandosi i piedi per eccitare sessualmente gli sconisciuti di un forum che inzucchera le miserie umane e tutti gli uomini stanno peccando contro sé stessi in bagno guardando polpacci e caviglie della dimensione di un francobollo o giocano a ramino col cane di cui sopra (perdendo due mani su tre).
Non che questo sia necessariamente il segno di un decadimento dei costumi o di una qualche involuzione della società e dei rapporti umani che dal rispettoso saluto susiegoso e casto fra i generi si va pian piano trasformando in una panspermia asplosiva da espletarsi come nelle notti di luna piena lungo certe barriere coralline fra anemoni e madrepore, ma di certo è da mettere in una certa qual correlazione alla stima, intesa come, alta opinione di sé, della propria figura e del proprio ruolo sociale, dei rappresentanti del genere femminile, o meglio della sua carenza.
No, non mi si mettano parole in bocca che non voglio proferire, quindi non sto affatto dicendo che le donne che si sentono prive di valore cercano di risollevarsi un po' l'autostima facendo le troie per finta, perchè io non ho mai detto che fingano.
Loro non fingono gli orgasmi per non dare un minimo di soddisfazione al povero omino sudato che si strazia i lombi per la sua giocosa lussuria, affondandosi in un organo tanto infame quanto malprogettato, avido di energia come un fuoristrada di produzione russa ed altrettanto affidabile quanto il suo impianto elettrico, non fingono amore quando non ne hanno, e loro non ne hanno quasi mai, se non per pietà, ed allora le vedi avvinghiate al barbone vicino ai carrelli del supermercato a prendere qualche malattia dermatologicamente curiosa da regalare al legittimo consorte in occasione del prossimo semestrale veloce accoppiamento, solo perchè il meticcio pieno di zecche e rogna che cullava sotto al suo cappotto unto e bisunto faceva loro tanta compassione e non fingono di essere borghesi e benpensanti quando invece hanno l'animo da artista, dissociate dalle convenzioni sociali che non vedono come proprie, dalle formalità burocratiche che percepiscono come manifestazione del Moloch e dalla falsità che comporta il non fare del male a chi non amano, loro che non amano nessuno.
Ma loro sono nate così, e nessun intervento di chirurgia estetica, quale per esempio la rimozione del pene, potrà mai rendere altri, altri che non ci siano nati e cresciuti dentro dico, come loro.
Ma allora il Cavaliere d'Eon?
Su quello non mi sbilancio...
Il tuo lieto favellare mi riporta beato sulle distese in fiore a primavera,qual farfalla svolazzante che debba scegliere il fiore dalla piu' allettante cromìa e dal profumo piu' affabulatorio.
No,non sto parlando dei troioni che piu' le lodi,piu' divaricano le cosce sfatte in un improbabile assedio mediatico volto ad espugnare la tua fortezza per diventare la baldracca favorita di un sultanato che esiste solo in certe calotte.
Io discorrevo,invero di certe vecchiette che ancora scalpitano alla ggrande,e che con qualche accessorio sostituito con oculatezza qua e la',sono ben in grado di dar filo da torcere alle giovincelle tutte tronfie,gonfie di luccichii rutilanti,ma appesantite da un bagalio di moderna pesantezza che le fa apparire tal qual mammuth che studia danza classica in una cristalleria di Murano.
E allora perche' il bieco legislatore non applica loro le tariffe da pensionata,che gia' lo fan per il tram,il cinema ed il treno,ed invece le tartassa con indisponenti lacciuoli fino all'eta' da mummificazione?
Roba da far attanagliare lo scroto anche dei piu' consunti sottosegretari passivi dei piu' sinistrati tranvoni brasiliani dei piu' malfamati partitoni arrossati.
Ma tu mi stavi beàndo decantandomi le doti delle donnne,si,le donne.
Quelle che adesso avranno come missione della vita portare a maturazione ogni bipede di qualsiasi colore parlante qualsiasi lingua purche' non sia l'italiano emanante qualsiasi afrore e promanante qualsivoglia morbo,afflizione od affezione,perche' cosi' saranno paladine della nuova ordinazione mondiale.
Quella in cui loro sono l'ogiva in cui e' infisso il timone celeste,cosi' che Amleto possa far girare il mulino celeste,e rinnovellare l'eta' dell'oro un'altra volta.
Par i òc an fà mai l'alba,diceva quel famoso poeta inglese.
E non aveva nemmeno tutti i torti......dannazione e scùntia eterna,al dannato gabelliere delle anziane gualdrappiere sulle lisce mulattiere.
Vampiro!!!!
 

Rabarbaro

Escluso
Il tuo lieto favellare mi riporta beato sulle distese in fiore a primavera,qual farfalla svolazzante che debba scegliere il fiore dalla piu' allettante cromìa e dal profumo piu' affabulatorio.
No,non sto parlando dei troioni che piu' le lodi,piu' divaricano le cosce sfatte in un improbabile assedio mediatico volto ad espugnare la tua fortezza per diventare la baldracca favorita di un sultanato che esiste solo in certe calotte.
Io discorrevo,invero di certe vecchiette che ancora scalpitano alla ggrande,e che con qualche accessorio sostituito con oculatezza qua e la',sono ben in grado di dar filo da torcere alle giovincelle tutte tronfie,gonfie di luccichii rutilanti,ma appesantite da un bagalio di moderna pesantezza che le fa apparire tal qual mammuth che studia danza classica in una cristalleria di Murano.
E allora perche' il bieco legislatore non applica loro le tariffe da pensionata,che gia' lo fan per il tram,il cinema ed il treno,ed invece le tartassa con indisponenti lacciuoli fino all'eta' da mummificazione?
Roba da far attanagliare lo scroto anche dei piu' consunti sottosegretari passivi dei piu' sinistrati tranvoni brasiliani dei piu' malfamati partitoni arrossati.
Ma tu mi stavi beàndo decantandomi le doti delle donnne,si,le donne.
Quelle che adesso avranno come missione della vita portare a maturazione ogni bipede di qualsiasi colore parlante qualsiasi lingua purche' non sia l'italiano emanante qualsiasi afrore e promanante qualsivoglia morbo,afflizione od affezione,perche' cosi' saranno paladine della nuova ordinazione mondiale.
Quella in cui loro sono l'ogiva in cui e' infisso il timone celeste,cosi' che Amleto possa far girare il mulino celeste,e rinnovellare l'eta' dell'oro un'altra volta.
Par i òc an fà mai l'alba,diceva quel famoso poeta inglese.
E non aveva nemmeno tutti i torti......dannazione e scùntia eterna,al dannato gabelliere delle anziane gualdrappiere sulle lisce mulattiere.
Vampiro!!!!
Ah, magari esistessero davvero le ragazze di cui parli tu!
Quelle che quando cammini tutto indaffarato e con l'umore sotto scarpe ti regalano un fiore ed un sorriso!
Loro vivono sopra le nuvole, tra i campi di un grano che è sempre giallo come il sole e riposano sulle rive di fiumi dalle acque freschissime.
Loro sono la tua voglia che siano come ti piacerebbe che fosse la tua vita, il tuo mondo ed anche te stesso: libero dalla sciagura che porta con sé il timore che si ripeta e il dolore per quello che hai perduto senza riuscire a godertelo quando ce l'avevi tra le mani stupide.
Ed esplori quello che hai attorno, che hai combinato e che ti può sollevare dall'essere un mendicante pigro e incapace di commuovere chi ti guarda distrattamente, e vedi che è ben poca cosa, quasi nulla ti verrebbe da dire mentre scuoti la testa e ti guardi i piedi che sembrano nudi e feriti dai sassi della strada anche se sono nascosti dentro a comode scarpe di cuoio robusto.
Esplori il tuo passato con l'analisi di un ciarlatano che riempie la tua testa di chiacchiere e le sue tasche delle tue fatiche per scoprire solamente che sarebbe bastato considerare chi hai amato come la donna che ti pulisce i pavimenti in ufficio la mattina e quella che passeggia sotto ai lampioni di periferia alla sera per non stare male.
Esplori te stesso come il lumino che viene mosso dalla mano stanca dentro la botte di quel tipo strano che disprezzava tutto quello che gli altri reputavano importante, ma quel tipo famoso tu proprio non riesci a vederlo, a trovarlo, non gli illumini neppure la barba, eppure la botte è la stessa - tu credi - ed allora fai finta di averlo trovato, che tanto nessuno ti conosce abbastanza da capire se fai finta oppure no, perchè non c'è nessuno che abbia mai voluto bene oltre la tua luce fioca, quella che gli faceva comodo vedere, ed abbia mai voluto abbracciarti nel buio, che non era fuori, ma dentro di te.
Puoi esplorare l'universo con le astronavi giganti, il futuro con gli oroscopi sciocchi, il tuo naso col dito indice, ma ne estrarrai sempre le stesse cose, quelle che agli altri fanno schifo e per te non sono altro che scarti.
Ma forse non ci pensi così spesso come temi, perchè i tuoi pensieri volano e sono nascosti, fra l'assicurazione ed il bollo della macchina, tra le ferie estive che vuoi provar a collegare a quelle di Natale senza che nessuno se ne accorga e fra i volti di quelle ragazze che, quando non puoi più, ti sorridono da lontano e ti regalano un fiore.
 

Eretteo

Utente di lunga data
Ah, magari esistessero davvero le ragazze di cui parli tu!
Quelle che quando cammini tutto indaffarato e con l'umore sotto scarpe ti regalano un fiore ed un sorriso!
Loro vivono sopra le nuvole, tra i campi di un grano che è sempre giallo come il sole e riposano sulle rive di fiumi dalle acque freschissime.
Loro sono la tua voglia che siano come ti piacerebbe che fosse la tua vita, il tuo mondo ed anche te stesso: libero dalla sciagura che porta con sé il timore che si ripeta e il dolore per quello che hai perduto senza riuscire a godertelo quando ce l'avevi tra le mani stupide.
Ed esplori quello che hai attorno, che hai combinato e che ti può sollevare dall'essere un mendicante pigro e incapace di commuovere chi ti guarda distrattamente, e vedi che è ben poca cosa, quasi nulla ti verrebbe da dire mentre scuoti la testa e ti guardi i piedi che sembrano nudi e feriti dai sassi della strada anche se sono nascosti dentro a comode scarpe di cuoio robusto.
Esplori il tuo passato con l'analisi di un ciarlatano che riempie la tua testa di chiacchiere e le sue tasche delle tue fatiche per scoprire solamente che sarebbe bastato considerare chi hai amato come la donna che ti pulisce i pavimenti in ufficio la mattina e quella che passeggia sotto ai lampioni di periferia alla sera per non stare male.
Esplori te stesso come il lumino che viene mosso dalla mano stanca dentro la botte di quel tipo strano che disprezzava tutto quello che gli altri reputavano importante, ma quel tipo famoso tu proprio non riesci a vederlo, a trovarlo, non gli illumini neppure la barba, eppure la botte è la stessa - tu credi - ed allora fai finta di averlo trovato, che tanto nessuno ti conosce abbastanza da capire se fai finta oppure no, perchè non c'è nessuno che abbia mai voluto bene oltre la tua luce fioca, quella che gli faceva comodo vedere, ed abbia mai voluto abbracciarti nel buio, che non era fuori, ma dentro di te.
Puoi esplorare l'universo con le astronavi giganti, il futuro con gli oroscopi sciocchi, il tuo naso col dito indice, ma ne estrarrai sempre le stesse cose, quelle che agli altri fanno schifo e per te non sono altro che scarti.
Ma forse non ci pensi così spesso come temi, perchè i tuoi pensieri volano e sono nascosti, fra l'assicurazione ed il bollo della macchina, tra le ferie estive che vuoi provar a collegare a quelle di Natale senza che nessuno se ne accorga e fra i volti di quelle ragazze che, quando non puoi più, ti sorridono da lontano e ti regalano un fiore.
Questi si',che sono quei cambi di registro che emozionano,mi sento come sul finale di via col vento,con protagonisti i jefferson e toto'.
Pero' mi fa veramente incazzare il fatto che vogliano far pagare il bollo alle auto per 30 anni,figli di madre ignota....
 

Rabarbaro

Escluso
Questi si',che sono quei cambi di registro che emozionano,mi sento come sul finale di via col vento,con protagonisti i jefferson e toto'.
Pero' mi fa veramente incazzare il fatto che vogliano far pagare il bollo alle auto per 30 anni,figli di madre ignota....
Capita a volte, quando hai il tempo di guardarti indietro, di vedere che il finale l'hai già passato, con la noncuranza di chi cammina con gli occhi chiusi perchè sa bene che di ostacoli sulla sua strada non ce ne sono più.
Quelle volte ti sembra d'essere il fantasma di quello che eri per le persone che se ne sono andate e non ti guardano più, un po' come quando stai per così tanto tempo a intagliare una cornice bellissima e a dorarla con tanta cura che, nel frattempo, è passato qualcuno e ti ha rubato il quadro.
Quelle volte ti ritrovi in mano il nulla che hai abbellito con tanta di quella fatica che, se la racconti, nessuno ci crede e, anche se l'appendi al muro con tutta la cura di cui sei capace, non riesce proprio a nascondere le crepe che ci sono dietro.
Vedi la gente sciocca come te che guarda gli acrobati e i pagliacci di un circo meccanico che fa sempre gli stessi movimenti, con i clown che ridono solo perchè hanno la bocca disegnata e gli elefanti che muovono la proboscide legata col fil di ferro, il tutto comandato da una molla che qualche buontempone ogni tanto carica perché, sciocco pure lui, si diverte a guardare quel misero e logoro spettacolo.
A volte invece sei tu a caricare la molla, perché ti senti solo più di quanto tu non lo sia davvero, e lo fai per sentire il ticchettio che fa compagnia, le figurine muoversi e il carillon suonare le stesse dodici note che si ripetono all'infinito.
Ogni volta che lo fai ti piace sempre meno, ogni volta che lo fai ti senti più stanco e ogni volta che lo fai pensi che sia l'ultima.
Finché non lo è davvero.
 

FataIgnorante

Utente di lunga data
Salve a tutti,
Frequento da circa sei mesi una donna di 40 anni, (io ne ho 33) è una relazione intensa e piacevole, credo di essere innamorato e le voglio un gran bene.
C'è un grosso "PERO'": Sarà la sua età o non so cosa, ma non riesco a fare a meno di desiderare nuove emozioni con donne che ho frequentato in passato e che mi hanno reso felice sessualmente, per il loro aspetto fisico e semplicemente per il feeling sessuale avuto.
Aggiungo che al momento non alcuna intenzione di farle del male o deluderla, e che NON provo assolutamente nulla per le vecchie fiamme con le quali sono rimasto in contatto, ma è pur vero che sessualmente mi attraggono ancora molto.
Come posso fare per "LIBERARMI" da queste chiamiamole "passioni"?
Grazie a tutti.
Risponni a sta domanda! Che voi fa da grande?
Dopo che hai risposto sai che devi fa!
 

Eretteo

Utente di lunga data
Capita a volte, quando hai il tempo di guardarti indietro, di vedere che il finale l'hai già passato, con la noncuranza di chi cammina con gli occhi chiusi perchè sa bene che di ostacoli sulla sua strada non ce ne sono più.
Quelle volte ti sembra d'essere il fantasma di quello che eri per le persone che se ne sono andate e non ti guardano più, un po' come quando stai per così tanto tempo a intagliare una cornice bellissima e a dorarla con tanta cura che, nel frattempo, è passato qualcuno e ti ha rubato il quadro.
Quelle volte ti ritrovi in mano il nulla che hai abbellito con tanta di quella fatica che, se la racconti, nessuno ci crede e, anche se l'appendi al muro con tutta la cura di cui sei capace, non riesce proprio a nascondere le crepe che ci sono dietro.
Vedi la gente sciocca come te che guarda gli acrobati e i pagliacci di un circo meccanico che fa sempre gli stessi movimenti, con i clown che ridono solo perchè hanno la bocca disegnata e gli elefanti che muovono la proboscide legata col fil di ferro, il tutto comandato da una molla che qualche buontempone ogni tanto carica perché, sciocco pure lui, si diverte a guardare quel misero e logoro spettacolo.
A volte invece sei tu a caricare la molla, perché ti senti solo più di quanto tu non lo sia davvero, e lo fai per sentire il ticchettio che fa compagnia, le figurine muoversi e il carillon suonare le stesse dodici note che si ripetono all'infinito.
Ogni volta che lo fai ti piace sempre meno, ogni volta che lo fai ti senti più stanco e ogni volta che lo fai pensi che sia l'ultima.
Finché non lo è davvero.
Tutte le volte che per mascherare l'esistenza di un problema ci si fa scudo con la tradizione,i successi del passato,il blasone,e' segno inequivocabile che quel problema esiste,anche se non vuoi vederlo e metteresti la testa sotto una montagna di sabbia alta come il monte everest.
 

Eretteo

Utente di lunga data
Cosa vedono i miei occhi?
Il sapiente caprìde dall'ammiccante dentiera svanito come un ologramma di vampiro alla luce del sole ferragostano del serengeti?
Quale fu la causa di cotal mancamento?
Le bieche evoluzioni volute dai deboli di spirito?
Le perverse spirali innescate dagli avari di vocabolario?
Le battibeccate da cortile sostenute dagli scaldatori di sedie scolastiche?
Le irresistibili profferte di inseminazione violenta che ti giungevano col favore delle tenebre dalle piu' frigide ed attempate troie del portale?
Quale orrenda visione,che immane vuoto quella finestra sdentata....spezzo una candela in onore dell'ungulato imboscato.
Chissa' che questo messaggio in bottiglia non arrivi a solcare il mare ed approdare nell'isola lontana.
Quella senza miserabili beccaccioni.
 
Stato
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