Rabarbaro
Escluso
Ciao Tradito(?),un paio di mesi fa raccontai la storia di un presunto tradimento di mia moglie e parlai di una vicenda su alcuni fazzoletti umidi che mi aveva insospettito molto.
Nel frattempo non ho scritto piu' ma ho continuato a leggere questo forum che e' un tesoro di esperienze.
Ora non so che fare. Poco dopo aver scritto sul forum e senza raggiungere una prova definitiva, dopo una notte insonne c'e' stato un litigio molto aspro e sono andato via di casa. Dopo una decina di giorni parlammo, lei non ammise assolutamente il tradimento ma ammise di aver molto sbagliato nei miei confronti chiedendomi perdono e piangendo mi chiese di starle vicino visto un brutto periodo che stava passando. Il suo discorso mi colpi' molto perché era la prima volta nella sua vita che mi parlava in questo modo.
Entro una settimana ritornammo insieme e, approfittando dell'assenza dei figli trascorremmo davvero un bel periodo. La portavo fuori a cena tutte le sere ed il sesso andava a mille.
Ma ora le cose non vanno piu' tanto bene. Lei e' ritornata la stessa di sempre mentre io ogni volta che non risponde al telefonino mi faccio mille film ed a volte mi innervosisco.
Il risultato e' che litighiamo continuamente.
Quando un rapporto diventa granuloso e disagevole per via di una malnata che con donnesco mugghio adombra l'essenza di poderosi appagamenti stillanti ed elaborati grovigli con grulli, allora non rimane sommario ed indeterminato il giudizio, ma prende corso e forma di un fiume che risale su per le vene con fare dolciastro di placido estuario rovescio e poi s'impaluda inclemente dentro al tuo seno che è foresta già disarborata dai mali che esplorarono il tuo cuore di tenebra, facendone uno schiavo che morirà su una nave troppo lenta, per non diventare mai la mano che raccoglierà il cotone delle lenzuola sottili di chi si può permettere di stenderele sul giaciglio segreto assieme alla moglie di un altro uomo che si sente come ora ti senti tu, per colpa sua.
Il rumoreggiamento si evolve in mormorio di strilli soffocati nelle otri riempite del pianto che non vuole proprio uscire dalla sua casa fra gli occhi, come invece facesti tu dalla casa di chi coi suoi occhi ti rifuggiva, bugiarda, tra le pieghe di un libro dalle pagine bianche delle tue notti non dormite, quando Morfeo non ha braccia ma solo artigli per dilanarti le carni, le stesse carni che lei cingeva con cura, quando scioglieva i capelli per farti da cuscino, dopo che ti aveva sorriso da lontano, prima di sussurrarti che ti sarebbe rimasta accanto, per sempre.
Ed è sempre lei, come l'albero che perde le foglie, che se non l'hai guardato per tutto il tempo non riesci più a riconoscere quando il freddo ti punge le dita e tu sei ancora coi vestiti leggeri, quando non capisci che quel che vedi è tutto quel che resta quando c'è solo gelo intorno a te, quando non capisci che il gelo è anche dentro di lei.
Se raccogli le foglie e provi a riattaccarle, non ottieni altro che un ridicolo mostro, una cosa che i bambini scherniscono e i vecchi additano coi loro curvi bastini scuotendo la testa.
E quei fazzoletti intrisi sono come le foglie, sono quello che era, quello che lei ha gettato e che tu hai perduto, sono le foglie che non copriranno più la sua vergogna e il tuo dolore.
Ciao!