Ciao Rabarbaro, hai capito perfettamente la mia situazione. La cosa che mi fa più male di tutta questa storia infatti, sono gli sguardi, gli sguardi di chi ti desidera ma sa che non può averti, se non a caro prezzo, e ti guarda come un bambino bisognoso, con gli occhi sgranati e pieni di meraviglia, come se fossi un bellissimo giocattolo.
E quando ne ha occasione ti viene vicino fingendo davanti al mondo che non esisti, ma solo per il gusto di avvertire il tuo calore e la vicinanza del tuo corpo, e poi ti guarda da lontano, mentre vi muovete in mezzo agli altri come se niente fosse, ma entrambi consapevoli della reciproca presenza, con i nervi che salgono a fior di pelle ogni volta che vi incrociate e i vostri corpi che urlano di fondersi insieme.
E le sue mani che ogni tanto sfuggono al controllo e tentano di rubare, di assaggiare, quello che non può avere, e ci si danza attorno, come due marionette legate agli stessi fili, senza mai incontrarsi veramente, rimanendo sospesi tra sguardi che sembrano scariche elettriche e hanno il potere di fermare il tempo e frasi lasciate a metà, senza che nessuno dei due abbia davvero il coraggio di raggiungere l'altro.