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LDS

Utente di lunga data
qua qualcuno ha completamente frainteso il discorso.

io sono per la scoperta dei sapori, per l'arricchimento personale di un bagaglio gustativo emotivo che è inarrivabile ai più.

la scoperta è data dalla curiosità, dalla ricerca e soprattutto dalla voglia di sperimentare.

io cerco quasi sempre una cucina locale per comprendere come uno chef cha lavora sul suo territorio esprime quello che la terra, il terroir gli dà.

non denigro assolutamente il lavoro della massaia, proprio per niente.
semplicemente sono su due livelli differenti. affermare questo non significa essere arroganti, o irrispettosi, significa comprendere la differenza fra uno chef che ( scuola?? ) ha passato almeno 5 anni della sua vita a spaccarsi le ossa in cucina per 17 ore al giorno ed ha affinato un rigore che nessun cuoco normale ha.
si parla di professionismo al massimo livello irraggiungibile a casa.

ora i gusti sono prettamente personali e nessuno li discute.

ma leggere che una massaia è in grado di cucinare meglio di chi lo fa per professione da 20 anni, questo signori miei è un insulto all'intelligenza.
la stessa cosa vale per qualsiasi professione.

mia sorella è molto brava a fare dolci, ma veramente. non c'è niente da dire.
mi è capitato più volte di dire che i dolci fatti da lei sono più saporiti e genuini di quelli mangiati al ristorante, più volte.

ma quando il livello sale non c'è niente da fare, non perché lei non sia capace, ma perché la materia prima e gli strumenti oltre che la cura per i dettagli non ci sono.

io la sprono per cambiare mestiere ed andare a lavorare in una pasticceria di un ristorante importante, ma non mi ascolta perché ha altre passioni anche.
ed è normale, ma se non affini le tecniche non raggiungerai mai l'apice.
punto.
 

ToyGirl

Utente di lunga data
e allora senti a me...ha ragione toy....per te piu le cose costano piu sono buone...
no mia madre e' anche meglio come ionsegnante che come cuoca pensa te.....
cmq, sei mai stato al rules? e' il ristorante piu antico di londra.....super di lusso....ci hai mai mangiato?
ecco....da 1 a 10 io perosnalmente darei 6, invece certe trattorie romane....mamma mia......10 su 10.....prima di tutto per le porzioni belle abbondanti e non i pasti da uccellino....e poi il gusto e il sapore delle cose semplci....
sono semopre gusti
Amò, non posso non darti ragione!!!

Qualche anno fa venne a Roma un artista famoso di New Orleans, amico del compagno di mamma.

Lo portammo a un ristorante a Trastevere. Uno di quelli che si mangia sui tavoli di marmo e ci si siede sugli sgabelli di legno.

Dei piatti... SUBLIMI!!! :eek:
Altro che la cagatin d'oiseau de paradis :rotfl:
 

PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
può essere che si diventi anche grande chef con un 'enorme esperienza (ma tanta perché c'è veramente tanto da imparare per arrivare all'eccellenza).ma sta di fatto che gli va riconosciuta una capacità che altri non hanno come per tanti altri mestieri.le fotografie le sanno fare tutti....un fotografo con trent'anni di esperienza e un talento naturale di base penso faccia la differenza.
etc

le tradizioni poi sono importanti...ma è un altro discorso
Quoto. In cucina c'è anche molta chimica, che non si può imparare a Roccabernarda al fornello di casa.
Poi non nego che ci siano tanti soggetti che vengono definiti grandi chef, ma che cucinano pietanze orribili.
 

LDS

Utente di lunga data
Ma ancora che fai battute sulla buonanima di mia nonna, povero cornuto ubriacone???

:eek:

Abbi la decenza di tacere dopo la figura di merda che hai fatto.

Quanto al vino... io ho provato champagne da qualche piotta ma continuerò sempre a preferire, sopra ogni cosa, il vino cotto con i cantucci.

Non ti hanno insegnato a scuola che ogni persona è diversa dall'altra? E che i gusti altrui vanno rispettati?
;)

Cresci, ragazzino.
ti senti meglio adesso?

puoi anche fare allusioni al fatto che la mia ex ragazza mi tradisse con il suo capo se ti fa star meglio.
 

Nobody

Utente di lunga data
Il problema nasce quando si definisce un certo tipo di cucina come: Cucina Vera.

Questa vuol dire che tutti gli altri tipi di cucina sono: Cucina Non Vera.

E a me questa sembra una cazzata.

Poi possiamo parlare di tutto.
quando passo per Roma quasi sempre faccio un salto a "Lo scoglio di Frisio" vicino a S.Maria Maggiore... i suoi spaghetti alle vongole veraci sono sicuramente cucina vera :up:
 
Quoto. In cucina c'è anche molta chimica, che non si può imparare a Roccabernarda al fornello di casa.
Poi non nego che ci siano tanti soggetti che vengono definiti grandi chef, ma che cucinano pietanze orribili.
ma sì, ci sono i ciarlatani ovunque.per me, l'ho detto, filippo la mantia è uno di quelli.
ma perché si banalizza e mortifica un lavoro così impegnativo , faticoso e difficile.
per l'ennesima volta dico che non è che apprezzare l'alta cucina voglia dire non amare la tradizione delle trattorie o osterie tipiche.
anzi
 

ToyGirl

Utente di lunga data
qua qualcuno ha completamente frainteso il discorso.

io sono per la scoperta dei sapori, per l'arricchimento personale di un bagaglio gustativo emotivo che è inarrivabile ai più.

la scoperta è data dalla curiosità, dalla ricerca e soprattutto dalla voglia di sperimentare.

io cerco quasi sempre una cucina locale per comprendere come uno chef cha lavora sul suo territorio esprime quello che la terra, il terroir gli dà.

non denigro assolutamente il lavoro della massaia, proprio per niente.
semplicemente sono su due livelli differenti. affermare questo non significa essere arroganti, o irrispettosi, significa comprendere la differenza fra uno chef che ( scuola?? ) ha passato almeno 5 anni della sua vita a spaccarsi le ossa in cucina per 17 ore al giorno ed ha affinato un rigore che nessun cuoco normale ha.
si parla di professionismo al massimo livello irraggiungibile a casa.


ora i gusti sono prettamente personali e nessuno li discute.

ma leggere che una massaia è in grado di cucinare meglio di chi lo fa per professione da 20 anni, questo signori miei è un insulto all'intelligenza.
la stessa cosa vale per qualsiasi professione.

mia sorella è molto brava a fare dolci, ma veramente. non c'è niente da dire.
mi è capitato più volte di dire che i dolci fatti da lei sono più saporiti e genuini di quelli mangiati al ristorante, più volte.

ma quando il livello sale non c'è niente da fare, non perché lei non sia capace, ma perché la materia prima e gli strumenti oltre che la cura per i dettagli non ci sono.

io la sprono per cambiare mestiere ed andare a lavorare in una pasticceria di un ristorante importante, ma non mi ascolta perché ha altre passioni anche.
ed è normale, ma se non affini le tecniche non raggiungerai mai l'apice.
punto.
Chi ti dice che tante donne non se lo spacchino anche di più, il sedere in cucina?
A Napoli è la NORMA alzarsi presto la mattina per iniziare a cucinare. Le casalinghe lo fanno tutti i giorni.
Cosa credi che solo i grandi chef lavorano?

Loro sono pagati profumatamente.

Una massaia cucina bene SOLO per passione e SOLO per far godere le papille gustative di chi mangia.

Se miss caciotta ti dice che la mamma è più brava dei piatti del grande chef presso cui lei ha mangiato, non c'è nulla che tu possa aggiungere.

Sono i SUOI gusti.

Lei è la cliente, il palato è il suo, e lei ci mette quello che vuole nella sua bocca.

Perchè non hai abbastanza intelligenza e sensibilità per capire certe cose?

Chi cazzo ti credi di essere?
 

ToyGirl

Utente di lunga data
ti senti meglio adesso?

puoi anche fare allusioni al fatto che la mia ex ragazza mi tradisse con il suo capo se ti fa star meglio.
Qui l'unico che sta male e che dovrebbe stare meglio sei tu.

Sia per quello che ti è successo, sia perchè hai veramente passato il limite.
 

PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
Quanto al vino... io ho provato champagne da qualche piotta ma continuerò sempre a preferire, sopra ogni cosa, il vino cotto con i cantucci.
Però sono due cose diverse. Paragonare lo champagne e il vino cotto è come paragonare la nduia e la nutella. Tra le altre cose, nulla esclude che alla stessa persona possano piacere entrambi.

E poi non è questione di costi: la tecnica di produzione dello champagne comporta dei costi che il vino cotto o il lambrusco non hanno.
 
Ultima modifica:
quando passo per Roma quasi sempre faccio un salto a "Lo scoglio di Frisio" vicino a S.Maria Maggiore... i suoi spaghetti alle vongole veraci sono sicuramente cucina vera :up:
non penso ne esista una falsa , diversa certamente.
per fortuna direi...
molti fanno la pizza benissimo...io continuo a pensare che un pizzaiolo che fa questo da svariati anni ene ha fatte a migliaia con amore la faccia senz'altro più buona
 
Ultima modifica:

Nobody

Utente di lunga data
non penso ne esista una falsa , diversa certamente.
per fortuna direi...
molti fanno la pizza benissimo...io continuo a pensare che un pizzaiolo che fa questo da svariati anni ene ha fatte a migliaia con amore la faccia senz'altro più buona
Assolutamente si! Che poi è chiaro che l'esperienza conta eccome, ma lo studio e l'applicazione più l'esperienza fa sempre la differenza... in qualunque campo, cucina compresa.
 

Brunetta

Utente di lunga data
può essere che si diventi anche grande chef con un 'enorme esperienza (ma tanta perché c'è veramente tanto da imparare per arrivare all'eccellenza).ma sta di fatto che gli va riconosciuta una capacità che altri non hanno come per tanti altri mestieri.le fotografie le sanno fare tutti....un fotografo con trent'anni di esperienza e un talento naturale di base penso faccia la differenza.
etc

le tradizioni poi sono importanti...ma è un altro discorso
Ho appena letto proprio a proposito della fotografia una spatafiata sulla differenza tra professionisti e dilettanti in cui si sosteneva che professionista è colui che fa della fotografia una professione e non è detto che tra dilettanti e amatori non esistano fotografi migliori.
In effetti non è del tutto irragionevole e questo vale per tutto.
Ci saranno dilettanti che cantano meglio della Pausini (pur apprezzandola non è una cosa inarrivabile, a parte per me :D) e non hanno alcun interesse o voglia o volontà o conoscenze o opportunità per diventare cantanti professioniste.


Per la cucina però è un discorso diverso perché cibo=mamma.
L'esperienza del cibo per noi comuni mortali è indissolubilmente legata all'esperienza affettiva di casa e in gioventù si fa fatica anche ad apprezzare un risotto con la salsiccia se la mamma ha sempre cucinato sofficini :)eek::unhappy:).

Il mercato del lusso c'è sempre stato (ci sono storici che teorizzano che sia proprio il lusso a essere motore da sempre dell'economia) di cui diceva Sienne e si modifica nel tempo portando a considerare più o meno buoni certi prodotti in base alla loro difficoltà di produzione e preparazione, come un tempo erano anche le banane o come il caviale.
E' anche evidente che essendoci un mercato (e meno male che c'è!) a questa clientela vanno proposte cose che non possono essere facilmente preparate a casa (neanche da ottimi cuochi di famiglie ricche) o trovare nella gastronomia dell'esselunga, altrimenti non avrebbe senso. Questo comporta una ricerca di accostamenti di sapori che sempre più si allontanano dalle abitudini alimentari comuni.
A me non interessa la cucina molecolare e certi accostamenti di sapori mi ripugnano solo al pensiero perché si allontanano dalla mia esperienza pluridecennale magari mi può fare anche ridere il caffè cagato così come il vestito di alta moda che non avrei occasione di mettere.
Però per il cibo bisogna anche tener conto che la più alta clientela non ha la cucina della mamma perché le mamme di quella fascia non hanno mai messo in piede in cucina e magari neanche mai hanno allattato.
Per me la parmigiana di mia mamma, che non la passava in forno, è ineguagliabile.
 

PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
Però per il cibo bisogna anche tener conto che la più alta clientela non ha la cucina della mamma perché le mamme di quella fascia non hanno mai messo in piede in cucina e magari neanche mai hanno allattato.
Per me la parmigiana di mia mamma, che non la passava in forno, è ineguagliabile.
Mi pare una minchiata, sai? Ti capita raramente, ma stavolta...
 
Ho appena letto proprio a proposito della fotografia una spatafiata sulla differenza tra professionisti e dilettanti in cui si sosteneva che professionista è colui che fa della fotografia una professione e non è detto che tra dilettanti e amatori non esistano fotografi migliori.
In effetti non è del tutto irragionevole e questo vale per tutto.
Ci saranno dilettanti che cantano meglio della Pausini (pur apprezzandola non è una cosa inarrivabile, a parte per me :D) e non hanno alcun interesse o voglia o volontà o conoscenze o opportunità per diventare cantanti professioniste.


Per la cucina però è un discorso diverso perché cibo=mamma.
L'esperienza del cibo per noi comuni mortali è indissolubilmente legata all'esperienza affettiva di casa e in gioventù si fa fatica anche ad apprezzare un risotto con la salsiccia se la mamma ha sempre cucinato sofficini :)eek::unhappy:).

Il mercato del lusso c'è sempre stato (ci sono storici che teorizzano che sia proprio il lusso a essere motore da sempre dell'economia) di cui diceva Sienne e si modifica nel tempo portando a considerare più o meno buoni certi prodotti in base alla loro difficoltà di produzione e preparazione, come un tempo erano anche le banane o come il caviale.
E' anche evidente che essendoci un mercato (e meno male che c'è!) a questa clientela vanno proposte cose che non possono essere facilmente preparate a casa (neanche da ottimi cuochi di famiglie ricche) o trovare nella gastronomia dell'esselunga, altrimenti non avrebbe senso. Questo comporta una ricerca di accostamenti di sapori che sempre più si allontanano dalle abitudini alimentari comuni.
A me non interessa la cucina molecolare e certi accostamenti di sapori mi ripugnano solo al pensiero perché si allontanano dalla mia esperienza pluridecennale magari mi può fare anche ridere il caffè cagato così come il vestito di alta moda che non avrei occasione di mettere.
Però per il cibo bisogna anche tener conto che la più alta clientela non ha la cucina della mamma perché le mamme di quella fascia non hanno mai messo in piede in cucina e magari neanche mai hanno allattato.
Per me la parmigiana di mia mamma, che non la passava in forno, è ineguagliabile.
bene, e nessuno penso ti chieda di cambiare idea."
sul discorso del fotoamatore bravissimo e dotato ti dico subito la "la piccola" discriminante qual è:
la possibilità di scegliersi soggetti e fare in genere ciò che gli piace in condizioni ottimali.
il professionista deve invece sempre essere all'altezza e dare il miglior prodotto in qualsiasi condizioni e con i soggetti richiesti.
per dirne una
ma alla fine non ho capito cosa vuoi dimostrare ...che non vanno apprezzate le professionalità con tutta la passione e la fatica che chi lavora mette in quello che fa?
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Mi pare una minchiata, sai? Ti capita raramente, ma stavolta...
Se la isoli dal contesto è una minchiata, altrimenti no.
Mi spiego: se il cibo è legato all'aspetto affettivo, come in effetti è, ci sarà più resistenza ad apprezzare i gusti che si discostano da quelli a cui si è abituati quanto più questi gusti sono legati a un'esperienza affettiva (e lì l'esempio della "mia" parmigiana).
Il mercato del lusso nasce dapprima per una clientela di lusso, lusso vero, per noi italiani possiamo pensare agli Agnelli la cui mamma americana in cucina non aveva mai messo piede (ma neppure si occupava molto dei figli affidati in tutto e per tutto a una governante inglese). Per i ragazzi Agnelli mangiare in un ristorante era affettivamente come mangiare a casa (anzi Susanna racconta che Clara, mi pare, scegliesse sempre la creme caramel per dessert il giorno in cui toccava a lei sceglierlo, toccava a tuti a rotazione in tempi in cui gli altri italiani era già tanto che avessero la minestra, e Susanna ha sempre odiato quel dessert. Aneddoto inutile :mexican:) e quindi potevano certamente essere più aperti e curiosi di assaggiare cose sempre più diverse.
Il mercato del lusso poi si espande a persone che sempre più possono permetterselo e che sempre più non appartengono a quel tipo di classe sociale in origine ma ambiscono a farne parte (del resto gli Agnelli ambivano a far parte della "nobiltà" e si sono quasi tutti sposati con nobili), anche in contrasto con i legami affettivi.
Il desiderio di far parte o almeno di sperimentare modi di vivere di classi più elevate pè di tutti e servizi che un tempo erano esclusivi diventano gradualmente alla portata di sempre più persone, un esempio per tutti potrebbe essere l'aria condizionata a casa e nelle auto o un altro le beauty farm.
A contrasto con questa tendenza ci sono ragioni affettive e ideologiche.
 

Brunetta

Utente di lunga data
bene, e nessuno penso ti chieda di cambiare idea."
sul discorso del fotoamatore bravissimo e dotato ti dico subito la "la piccola" discriminante qual è:
la possibilità di scegliersi soggetti e fare in genere ciò che gli piace in condizioni ottimali.
il professionista deve invece sempre essere all'altezza e dare il miglior prodotto in qualsiasi condizioni e con i soggetti richiesti.
per dirne una
ma alla fine non ho capito cosa vuoi dimostrare ...che non vanno apprezzate le professionalità con tutta la passione e la fatica che chi lavora mette in quello che fa?
Io ho scritto chiarissimamente che ho letto una spatafiata a proposito della fotografia scritta da fotografi. Non ho detto che la condivido.
La professionalità vale, se un professionista la possiede, perché c'è chi vive di una professione e non è eccellente in quello che fa, anche se può avere un buon successo.
Certamente chi ha successo ad alti livelli la professionalità eccellente la possiede.
Ma per quanto riguarda il cibo è diverso per l'aspetto esperienziale-affettivo. Ho scritto anche un altro post a chiarimento. Di più non so.
 

zadig

8=D
Qui l'unico che sta male e che dovrebbe stare meglio sei tu.

Sia per quello che ti è successo, sia perchè hai veramente passato il limite.
il limite lo hai passato tu, non lui.
E lo dico anche se non sono d'accordo con lui.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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