Tu vivi in un film del Von Trier più allucinato, immagino.in un film la sceneggiatura direbbe che lo ha fatto per farsi disprezzare pur amandoti costretto chissà perché a sposarsi
Tu vivi in un film del Von Trier più allucinato, immagino.in un film la sceneggiatura direbbe che lo ha fatto per farsi disprezzare pur amandoti costretto chissà perché a sposarsi
Mi hai fatta sorridere!!!in un film la sceneggiatura direbbe che lo ha fatto per farsi disprezzare pur amandoti costretto chissà perché a sposarsi
capisco che a viverlo sia stato ben diverso, mi spiaceMi hai fatta sorridere!!!
E mi hai fatta sorridere perchè me lo hanno paragonato spesso a una sorta di film...
Leggi la mia ultima frase, solo l'ultima...risponde al tuo secondo punto...
Perchè diciamo che mi sono in quel momento resa conto che, sì...eravamo molto immaturi e incapaci a vivere un rapporto come il nostro...e in quel momento sono semplicemente cresciuta.Premetto che quello che ho scritto l'ho scritto perchè sei veramente una persona che apprezzo.
Si avevo già letto e mi sono astenuto dal commentare perchè per come ho capito io la tua ultima frase, se fossimo stati amici reali ed a quattro occhi ti avrei preso a sberle per svegliarti e farti continuare a giocare, non nel senso negativo ma in quello positivo.
Se ti va mi spieghi la tua ultima frase? Perchè davvero credo di averla fraintesa, o perlomeno lo spero. :smile:
Un brutto momento, come tanti ne capitano nel corso della vita...capisco che a viverlo sia stato ben diverso, mi spiace
ahh ecco. Ora ho capito e posso mandarti un abbraccio grande grande grande.Perchè diciamo che mi sono in quel momento resa conto che, sì...eravamo molto immaturi e incapaci a vivere un rapporto come il nostro...e in quel momento sono semplicemente cresciuta.
Non tutto in un giorno eh...ovviamente!Ma è stato da lì che ho cominciato a maturare...
Bruttissimo modo per farlo, ma ognuno ha le sue sberle dalla vita...una delle sberle che ho ricevuto è stata quella...
Quello che voglio in qualche modo trasmettere è che non è mia intenzione dimenticare, perchè è stata una cosa che ho vissuto...Mi dispiace molto per te però non capisco come tu possa considerarlo un amico.
La violenza è sempre brutta ma da un amante/marito imperdonabile.
Nel suo caso pure premeditata.
spero tu riesca a dimenticare ma dura molto dura.
ahh ecco. Ora ho capito e posso mandarti un abbraccio grande grande grande.
:abbraccio:
Letto.Va che ho anche aggiunto un pezzo...![]()
sono sconcertata da questo racconto...senza parole!Male. MALE. Certe cose si superano, è vero, ma non tutto. Non così. Poi t'è pure venuto dentro. Oh, ma di che cazzo parliamo?
certamente non per colpa tuaSapevo che sarebbe stata pesante da mettere giù e da affrontare...
Non me lo ha spiegato, non c'è niente da spiegare, ma io penso di averlo capito...ad un livello che non è nemmeno semplice da esprimere...è qualcosa di intimo...sono sconcertata da questo racconto...senza parole!
come puoi avere affetto? Cioe' ti ha spiegato perche' si e' comportato cosi?
sono sconcertata da questo racconto...senza parole!
come puoi avere affetto? Cioe' ti ha spiegato perche' si e' comportato cosi?
Basta trovare qualche masochista, mò apri sto thread!!!Letto.
Ma ormai io devo sfogarmi, mo apro un treddì dove domando un volontario che si presta a farsi schiaffeggiare. :mrgreen:
Sai cosa ho pensato io? che le storie bisogna viverle per capirle, e bisogna immedesimarsi in situazioni luoghi ed emozioni. Erano giovani con la fantasia di chi dentro vive realtà false che devono necessariamente essere vere ma impossibili da realizzare perchè la realtà di un vero uomo o di una vera donna va in contrasto con la passione, con l'ormone, con la meschinità e la non capacità di ribellarsi a se stessi e alle porcherie che si fanno e che si giustificano con maschere assurde false e senza riscontro con quello che invece si esterna nella vita.
Sicuro di non essere stato capito tolgo il disturbo. :mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen:
La cosa che ha scritto Minerva è una delle cose a cui ho pensato anche io...e non ho mai giustificato nulla di quel giorno...Ti ringrazio per la condivisione di un momento tanto intimo.
Non so se io riuscirei mai a condividere una cosa così.
Non so come sei riuscita e perché.
Sì nella vita si supera (quasi) tutto. Ci sono molta forza e amore per vita che ce lo consentono.
Io ho pensato qualcosa simile a quello che ha scritto Minerva.
Non volevo però scriverlo per paura che apparisse una giustificazione per lui, che giustificazioni non ne ha.
Ti abbraccio forte.
ho voluto leggere tutto per riuscire a capire il suo comportamento ma mi sembra che un chiarimento diretto rispetto a ciò che è successo quel giorno non ci sia mai stato. INutile dirti che non apprezzo il comportamento del tuo amico quindi passo oltrew, chi mi ha preceduto in questo 3D ha espresso chiaramente la più ampia disapprovazione e son felice che quella più incisiva sia scaturita dagli uomini del forum. vorrei capire ( se non ti è gravoso o ritieni di non parlarne) che motivazioni hai addotto tu del suo comportamento per superare tutto con relativo perdono (?). ti dico subito che un comportamento così a me sembra scaturire da una grande frustrazione e disprezzo ma sarebbe da capire la fonte che ha fatto degenerare il tutto. cOmprendo la sua necessità a mantenere un rapporto con te "amichevole" ma al tuo posto avrei preteso spiegazioni e scuse ben circostanziate ....devi esser una con un cuore di panna ... un abbraccioCi sono molti modi per finire una relazione, che sia d’amore, d’amicizia o clandestina.
Si può parlare, si può discutere e lanciare piatti, ci si può semplicemente allontanare pian piano fino a perdersi totalmente.
Chi mi conosce bene sa come è finita la mia storia da amante, non è una cosa che ho mai raccontato pubblicamente, ma non so…magari può essere di qualche aiuto, di qualche conforto per qualche donna che potrebbe leggere qualcosa che conosce nel suo intimo, semplicemente per dire che si supera...
La mia storia è finita in un pomeriggio di metà settembre.
Già da qualche mese le cose non andavano bene, si vedeva che c’era qualcosa che non andava, del resto dopo anni e anni di uscite quasi quotidiane ci si conosce molto bene e noi prima che amanti eravamo amici.
E prima di iniziare sottolineo che amici siamo rimasti.
Certo, è passato un po’ di tempo, ho dovuto metabolizzare, ha dovuto metabolizzare, ma abbiamo trovato un nostro equilibrio amichevole e di affetto. Gli voglio ancora oggi molto bene e so che la cosa è ricambiata…
Quando ci vediamo non è più per salire in casa sua, è per prendere un caffè e parlare come vecchi tonni (come si dice qui!) di lavoro, di salute, di stronzate…
La mia storia è finita con il peggior tradimento che una donna possa subire.
Quando una donna si mette letteralmente nelle mani di un uomo spera che la fiducia sia ben riposta, spera di essere al sicuro, spera che le urla siano di piacere e non di dolore.
Era un pomeriggio di metà settembre quando mi ha invitata a casa e io come sempre sono andata.
Lo sapevo cosa avremmo fatto, sapevo che avremmo scherzato…anche se meno rispetto al passato, sapevo che lui sarebbe stato sulla soglia di camera sua e io in corridoio e giocare col gatto e lo avrei guardato come a dirgli “eh bè, mò che vuoi!?”, sapevo che mi si sarebbe avvicinato e mi avrebbe presa per mano oppure mi avrebbe abbracciata e baciata lì prima di prendermi in braccio per portarmi sul letto. C’erano giorni in cui ci si divertiva col solletico e giorni in cui giocavamo a fare la lotta, le solite schermaglie di due cretini.
Quel pomeriggio ho suonato e sono entrata in casa ed era seduto sul letto.
Non ha detto molto, mi sono seduta accanto a lui e vedevo che era strano…qualche giorno prima mi aveva detto che dovevamo parlare e già sapevo cosa voleva dirmi. Quando una persona ti dice che ti vuole parlare non è mai per una cosa bella.
Ero lì accanto a lui come sempre e non mi ha guardata in faccia, mi ha solo spogliata velocemente strappandomi di dosso le cose…gli ho detto di fermarsi, gliel’ho urlato di fermarsi, non mi sentiva.
Mi sono trovata sotto di lui senza che riuscissi a divincolarmi e cominciavo a piangere, cercavo di guardarlo negli occhi per farlo smettere. Di tutta risposta mi ha girata di peso e mi ha spinto la faccia sul cuscino, così da soffocare le mie urla, mi teneva stretta per i capelli, non riuscivo a respirare, cercavo di serrare le gambe, ma lui è entrato con forza e in quel momento ho sentito solo una lama che mi trafiggeva.
Una delle cose più piacevoli sulla faccia della terra era diventata all’improvviso un dolore indescrivibile.
Non riesco a spiegarlo in altro modo, è stata una vera e propria coltellata, fisicamente e psicologicamente.
Il coltello lo ha girato nella piaga quando per la prima volta in 6 anni, mentre mi nascondeva la faccia contro il cuscino e sentivo i capelli tirati mi ha chiamata amore, rendendosi conto all’improvviso di cosa aveva detto e dicendo “ma che cazzo ti chiamo amore”. E allo stesso modo per la prima volta in 6 anni mi è venuto dentro, quasi con disprezzo. E per la prima volta non è stato accanto a me a farmi le coccole, ma mi ha lasciata lì sul letto con dolori ovunque, la faccia impiastricciata di lacrime e quella cosa che distingue una donna da un uomo completamente violata ed è andato a farsi una doccia dicendo solo “rivestiti”.
Quando è tornato ha continuato a non guardarmi, si è seduto di fianco a me che continuavo a piangere e ha detto che quella sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo toccati.
L’unica cosa che ho avuto il coraggio di chiedergli è stata se avesse mai provato qualcosa per me, mi ha risposto semplicemente “no”. Mi ha detto che amava la sua ragazza e l'avrebbe sposata.
Ed è stata la prima volta che guardandolo in faccia gli ho detto che lo amavo. Con un sorriso, nonostante continuassi a piangere.
Lo sguardo a quelle parole lo ricorderò finchè campo. Probabilmente in quel momento gli ho fatto male io.
Sapevo che lo avevo perdonato in quello stesso momento, sapevo che forse non aveva mai avuto il coraggio di chiudere con me e nella sua debolezza e incapacità ha pensato che fosse l’unico modo per mettere la parola fine, non mettendo in conto che non era mai stato il sesso a legarci.
A 25 anni sono stata violentata dalla persona che amavo, che quello stesso giorno ha scelto definitivamente un’altra.
A 25 anni ho smesso di giocare.