perchè il senso di rispetto è relativo alle cose alle quali diamo importanza, ai valori. E quelli sono soggettivi. Altrimenti, iperbole, dovremmo scusarci con tutte le persone sull'autobus se ci scappa uno starnuto o un colpo di tosse, per fare un esempio. Non abbiamo tutti la stessa scala di valori e non solo: questa scala varia anche per noi, a volte.
Io non ho la stessa scala di valori che avevo a 14 anni e per questo ho ancora un lavoro, per dirne una.
Certo, ma fino a un certo punto. Altrimenti dovremmo giustificare serenamente quelli che lapidano le adultere, perché in certe culture ci sono scale di valori diverse rispetto alle nostre.
Per fortuna ci sono persone che ancora si indignano davanti a fatti che non ritengono in linea con i propri valori. E non è per imporre una morale, ma perché indignarsi davanti a certi comportamenti è un buon segno.
Poi il passo successivo è comprendere, capire e diversificare a seconda dei casi. Io l'ho sempre sostenuto e ne sono convinta.
Ma il moto di ribellione ci sta, vuol dire che siamo vivi e abbiamo un senso personale di cosa sia giusto e cosa no.
Si può giustificare un comportamento che non ci piace conoscendo le circostanze e trovando le attenuanti caso per caso. Ma non a priori solo perché i valori sono diversi. Questo relativismo non lo apprezzo per nulla... anche perché nei fatti nessuno poi lo applica. Non siamo tutti così scialli e comprensivi, anzi.