Il paradosso: veri o falsi?

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Rabarbaro

Escluso
Proprio i soli due cosmetici che non mi faccio mancare quasi mai.
Quando si dice la lettura, per quanto inconsapevole, certamente, in questo caso.
E' solo un caso, un po' come quando capita, come in questo momento, di star ascoltando gli Smiths mentre si sta leggendo di un tizio che cita Kant...

Solo un caso.

(Che dici, glielo buttiamo giù un thread pachidermico con interventi illeggibili per farli contenti?;))
 

Fantastica

Utente di lunga data
Per tornare in argomento, la dicotomia vero/falso da Nietzsche in poi è stata abbandonata al ciarpame delle cantine le cui soffittature, seppure reggano i piani degli edifici in cui genti ciabattanti indaffarate a cucinare uova poco tempo hanno di abitare rilassandosi nell'ascolto di qualche leggenda narrata dagli avi, -perché anche loro oggi cucinano uova, perlopiù sodate, (quelle dei figli loro)-, e dalle cantine non deve riemergere a confondere gli architetti dell'edificio virtuale, che altri non siamo che noi, quand'anche cucinassimo solo uova.
Perché non è che guardando fuori dalla finestra di cucina non si possano vedere gli orizzonti del possibile, senza per questo decidersi a portarsi dietro la carcassa del corpo per cavalcare fino a quell'orizzonte, per scoprire poi che oltre ce n'è un altro e così sfiancare il cavallo e rischiare che ci lasci a piedi, per quindi poi maciullarsi i piedi nel goffo tentativo di agguantare col corpo un orizzonte che per forza di cose è pur sempre al di là.
Stando ritti nella cucina di casa sopra quella cantina si può comunque percorrere molto spazio e non solo ciabattando per spostarsi a prendere il sale, ma anche magari per salire al primo piano, dove da un'altra finestra si apprezzeranno altri orizzonti. E si fa con gli occhi questo, e con la mente, si fa come quando appunto gli avi narravano le fiabe ai nipoti quando ancora non si cucinavano solo uova e con quelle fiabe si formavano muscoli ossa e tendini nei piccoli corpi in ascolto rapiti.
 
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E' solo un caso, un po' come quando capita, come in questo momento, di star ascoltando gli Smiths mentre si sta leggendo di un tizio che cita Kant...

Solo un caso.

(Che dici, glielo buttiamo giù un thread pachidermico con interventi illeggibili per farli contenti?;))
se vi diverte chi siamo noi per impedirlo?
 

Brunetta

Utente di lunga data

Fantastica

Utente di lunga data
E' solo un caso, un po' come quando capita, come in questo momento, di star ascoltando gli Smiths mentre si sta leggendo di un tizio che cita Kant...

Solo un caso.

(Che dici, glielo buttiamo giù un thread pachidermico con interventi illeggibili per farli contenti?;))
Il caso cade, vorresti metterlo in dubbio? E comunque cada, forma figure: rette e oblique. Solo il vocativo sfugge a questa legge. Il tuo è un caso retto:)

(Io ho cominciato qui!)
 

morfeo78

Utente di lunga data
finalmente ci siamo arrivati, certo con un pochino di ritardo.
si paragona la vita vera a questa,
virtuale.
si suppone anche che questa sia in fondo più vera.
io mi sono immaginato in mezzo agli amici veri, quelli fisici, uno solo, poi due...
in effetti sono diverso, sono me, quello che sono sempre stato. cosa sono qui?
l'espressione sublimata di una risposta, di una domanda senza regole.

siamo più veri o siamo più falsi?
Più veri nella vita reale o in quella virtuale?? Ogniuno è la proiezione di ciò che vuole apparire. C'è chi preferisce vivere dietro una maschera nella vita reale e poi sfogarsi senza filtri nel virtuale, chi invece il contrario.

Nella vita ho già provato ad indossare per gioco la maschera. Sia nel reale che nel virtuale ma finito il gioco ho buttato via la maschera e sono quel che sono. Se vi sono simpatico così bene, altrimenti fuck you!

L'altra sera mi sono sentito dire: ma a volte se fossi un pò più.... NO! Io sono così! Non perché non sia capace a fare, ma perché non voglio "fare" ma "essere".
 

Brunetta

Utente di lunga data
Per tornare in argomento, la dicotomia vero/falso da Nietzsche in poi è stata abbandonata al ciarpame delle cantine le cui soffittature, seppure reggano i piani degli edifici in cui genti ciabattanti indaffarate a cucinare uova poco tempo hanno di abitare rilassandosi nell'ascolto di qualche leggenda narrata dagli avi, -perché anche loro oggi cucinano uova, perlopiù sodate, (quelle dei figli loro)-, e dalle cantine non deve riemergere a confondere gli architetti dell'edificio virtuale, che altri non siamo che noi, quand'anche cucinassimo solo uova.
Perché non è che guardando fuori dalla finestra di cucina non si possano vedere gli orizzonti del possibile, senza per questo decidersi a portarsi dietro la carcassa del corpo per cavalcare fino a quell'orizzonte, per scoprire poi che oltre ce n'è un altro e così sfiancare il cavallo e rischiare che ci lasci a piedi, per quindi poi maciullarsi i piedi nel goffo tentativo di agguantare col corpo un orizzonte che per forza di cose è pur sempre al di là.
Stando ritti nella cucina di casa sopra quella cantina si può comunque percorrere molto spazio e non solo ciabattando per spostarsi a prendere il sale, ma anche magari per salire al primo piano, dove da un'altra finestra si apprezzeranno altri orizzonti. E si fa con gli occhi questo, e con la mente, si fa come quando appunto gli avi narravano le fiabe ai nipoti quando ancora non si cucinavano solo uova e con quelle fiabe si formavano muscoli ossa e tendini nei piccoli corpi in ascolto rapiti.
:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 

Spider

Escluso
E' solo un caso, un po' come quando capita, come in questo momento, di star ascoltando gli Smiths mentre si sta leggendo di un tizio che cita Kant...

Solo un caso.

(Che dici, glielo buttiamo giù un thread pachidermico con interventi illeggibili per farli contenti?;))
gli Smiths... che bellezza!
quanta poesia.
uno scrittore, stridulo, stridulo, con una patata in bocca mentre canta...che si ritrova a cantare le sue
personalissime idee.
un pochino come te, con la differenza che non canti.
e per fortuna direi...
o no?
 

Rabarbaro

Escluso
gli Smiths... che bellezza!
quanta poesia.
uno scrittore, stridulo, stridulo, con una patata in bocca mentre canta...che si ritrova a cantare le sue
personalissime idee.
un pochino come te, con la differenza che non canti.
e per fortuna direi...
o no?
La prima che hai detto!
 

Joey Blow

Escluso
Vedi, JB, la logica del virtuale come la sposo io insieme a quei due francesi che secondo te farneticano, giustifica perfettamente l'appellativo che Rabarbaro mi ha qui riservato, perché chi sa leggere su questo forum cosa scrivono le mascherine variamente scriventi, e ci viene senza l'ombra di secondi fini, comprende, come nella vita reale, -esattamente come nella vita reale!-, che io sono una ragazza (e nello stesso tempo una centenaria, da certo punto di vista).
Tu, che domandi sempre l'età a chiunque non la dichiari, sei cieco all'essenza, alla forma, vorrei dire alla "verità", cieco, appunto, al virtuale.
Tu sei una cinquantacinquenne, occhio e croce, senza capo nè coda. Non una ragazza virtuale. E lassa perde Er Capra.
 

Joey Blow

Escluso
Mi risulta che lo sia.
Ti risulta male.

P.S.: "Sorvegliare" non mi pare sia la parola adatta. Se vai a cercare (lo so che è fatica...) i post che ho scritto a lui i primi giorni dopo che mi son iscritto capirai benissimo cosa ero venuto a fare.
Effettivamente mi fa fatica, ma se non è sorvegliare sarà qualcosa di simile giocato sui termini che comunque è irrimediabilmente una scemenza.
 
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