tempo fa scrissi questa cosa da qualche parte.. voglio riportarvela qui perchè so che prima o poi qualcuno riuscirà a lavarmi la testa almeno in parte
(è lunga e pallosa, non ho il dono dell'ermetismo..ahimè.. e penso tanto, troppo. ho sempre qualcosa che non va.. mi chiedo perchè rispondo ai vostri 3d.. come posso dare consigli a qualcuno se non riesco nemmeno a provvedere alle mie più banali esigenze? vabbè.. )
"sono una fallita.
spiego ciò che sono, posso farlo in modo da farvelo sembrare magnifico. ho 25 anni. ho una laurea, ora ho un lavoro fisso, percepisco regolarmente uno stipendio e vivo con il mio ragazzo in un appartamento in centro città. i miei colleghi mi rispettano, il mio ragazzo mi ama, la mia famiglia mi apprezza e siamo tutti in salute. ho diversi amici, e tutti mi stimano.
che vita meravigliosa.
se non fosse che: la mia laurea è totalmente inutile (trattasi di laurea triennale in economia, a momenti la danno in omaggio con gli assorbenti), il mio lavoro lo odio profondamente (ogni giorno mi reco nel mio ufficio a smistare carte per un’azienda che ama approfittarsi delle persone che non riescono a difendersi), il mio stipendio fisso arriva perennemente 10 giorni in ritardo (sempre dopo l'addebito della carta di credito), il mio ragazzo fa un lavoro che non mi permette mai di vederlo (viviamo insieme ma lui è a casa solo due giorni su 7), la mia famiglia mi apprezza (peccato che io viva distanta 200 km e quando vado a casa sento solo urlare), siamo tutti in salute (speriamo che almeno questo regga, ma chi può saperlo), ho diversi amici (ma li ho tutti a casa, quando torno vedo che sono tutti depressi, li sento qualche volta.. ma solo perchè mi faccio sentire io... mi stimano part-time forse).
vorrei scappare via. vorrei.. vorrei... alla fine non so nemmeno io quello che vorrei. forse vorrei solo cancellare tutto e rifarlo dall'inizio. spesso mi chiedo cosa farei se potessi tornare indietro.. sarebbe meglio? farei qualcosa di buono? sicuramente farei di meglio di quello che sto facendo ora, penso. almeno eviterei di lavorare per l'azienda per la quale lavoro ora. forse questo è il mio principale blocco al momento. sento di essere parte del sistema malato che ha rovinato tutto. vorrei fare del bene, ma non ne ho i mezzi. e cado in discorsi triti e ritriti.
stimo chi è riuscito a trasformare la propria passione in soddisfazione, stimo chi ha saputo veicolare il proprio egoistico bisogno di essere "qualcuno" in una professione gratificante e allo stesso tempo utile al mondo.
io non sono niente di tutto questo. sono solo una di quelle persone che si è laureata in fretta per dare piacere ai propri genitori, ha trovato un lavoro che possiamo definire "accettabile" dalla società, e a 25 anni si sente fallita. davanti a me ho ancora almeno 2 volte la mia attuale età. e cosa ho combinato? ho solo passato degli anni. ma non ho fatto un cazzo. perchè non ho fatto altro? perchè sento di non poterlo più fare? perchè ho deciso che è troppo tardi? chi mi ha spinto a diventare così banale? perchè devo continuare a stagnare in questa realtà? il tempo mi assorbe e mi attanaglia. sono bloccata in una situazione che ho creato da sola, convinta di averlo fatto per qualche nobile ragione che ora non ricordo più.. mi sono spinta fino a qua, e ora non mi ritrovo più. evidentemente un giorno mi sono persa, e me ne rendo conto solo ora. perchè ora tiro le somme. ora, sola dentro una stanza, è venerdì sera, ma in verità ho perso anche il senso del tempo. ricordo le emozioni che non provo più: lo stupore, la novità, quella piacevole sensazione che si sente solo quando sei felice e l'aria della primavera ti entra nel naso, quel momento in cui impari qualcosa di nuovo da qualcuno che te lo insegna con passione, quella voglia di scoprire, di esplorare, di provare.. la gioia che trovi solo davanti ad una nuova avventura. e invece è tutto andato. perchè sono fallita. ora il mio tempo è finito. devo vivere quello che ho deciso di vivere, non ho mai avuto un sogno preciso. quindi come posso pretendere di aver realizzato qualcosa? non avevo niente in mente. non avevo un obiettivo, ovviamente non sono arrivata da nessuna parte. l'aria della primavera è solo il vento che si sente in una stagione. non serve a niente scoprire se non hai niente da vedere. cosa cerchi se non hai niente da cercare? Cerchi e ciò che trovi è il fallimento."
Potresti essere più umile.
Nel senso humus
terreno.
Ritenere che un conto è la vita che viviamo
un conto quella che sognamo
magari pesantemente indotti dai media.
Potresti considerarti umilmente una donna
alle prime armi.
Potresti informarti sulla vita che hanno fatto le donne che ti hanno preceduto.
Mi hai fatto venire in mente una cosa.
Tempo fa dopo una lite furibonda con sua figlia
( liti all'ordine del giorno)
Il quadro antico aperse un vecchio quaderno e le lesse il suo diario.
Il quadro antico a 15 anni e con poche parole dipinse il suo senso di frustrazione.
Avrebbe sognato di poter frequentare una scuola superiore, invece fu sbattuta a confezionare guanti in un angusto laboratorio.
I laboratori che vediamo oggi dei cinesi,
nella mia valle,
negli anni 70/80 eran la regola per metter sotto gli adolescenti
Con poca regola
e senza contributi.
Nel suo diario il quadretto antico adolescente
si chiedeva: ma io muoio, la mia vita sarà sempre su queste quattro mura?
Ora è una donna molto realizzata nel suo lavoro.
Ma la sua punta di forza è che è una formica e non una cicala.
Sai io sono molto fiero di quello che nella mia vita ho realizzato.
Molto.
Però quando mi chiedono a che percentuale sono arrivato, dico sempre il dieci per cento, di quello che sognavo.
Ecco allora il consiglio che mi sento di darti.
Punta a mille e di sicuro realizzerai 100.
Settore creditizio ok.
Ora al mio paese sta un vecchino.
In qualche maniera da giovane facendo le serali divenne ragioniere
Sai di giorno si lavora, che schei non ghe xè.
Riesce ad entrare alla tua età in banca.
Si da da fare.
Dopo trent'anni la Cassa Marca di Treviso offre a lui l'incarico di aprire una filiale a Vicenza.
E siamo negli anni 90.
Poi gli ultimi anni li ha fatti a Treviso.
Direttore della casa madre.
Not so bad.
Nel mio settore il più grande organista italiano oggi vivente è un signore di 76 anni.
Vive a Cardano al campo e suona l'organeto alla Basilica di Gallarate.
QUesto signore nato a novi ligure, studiò con mezzi di fortuna.
Nel 1968 dopo aver fatto diversi lavori tra cui insegnante di educazione fisica, divenne docente a Trento.
Dormiva dai frati a verona, e da lì prendeva il trenino.
Poi divenne docente di organo principale a Milano e al Pontificio Istituto di Musica Sacra.
Quando ci incontrammo per la prima volta io e lui, fu nel 1981.
Io avevo 14 anni. Lui più o meno la mia età.
E mi fece da faro. Capisci?
Ok, quest'uomo ha avuto doti immense dalla natura:
Una capacità di macinare note immensa, una lucidità di fisico pazzesca...
Un uomo che nella sua carriera è riuscito a suonare 7 programmi diversi in 7 città diverse in una settimana.
Poteva accontentarsi di molto meno.
E dato che oramai so vecio del mestiere, per arrivare dove è arrivato si è dato molto ma molto da fare.
L'unica cosa che mi ha detto che mi ha lasciato di stucco è stata.
Sai avrei voluto tanto essere una persona colta.
E non ci sono mai riuscito.