Perdonare a volte significa demolire il proprio IO!

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erab

Utente di lunga data
Ciao

questo lo sostieni tu.
non mi sono fatta nessun film.
il mio collegamento con la realtà è stata
ricordarmi come si è comportato con me,
in casa, con la figlia ... in quei mesi.

il resto ... non mi può interessare, visto che
mi ha supplicato di non buttarlo fuori ...

sienne
Hai ragione, da uomo ho ragionato in termini maschili e su queste cose la mente maschile
è estremamente prolifica (in senso negativo).
Rimane sempre il fatto che siamo individui e ognuno reagisce in modo diverso.
 

sienne

lucida-confusa
Hai ragione, da uomo ho ragionato in termini maschili e su queste cose la mente maschile
è estremamente prolifica (in senso negativo).
Rimane sempre il fatto che siamo individui e ognuno reagisce in modo diverso.

Ciao

è vero, siamo diversi ... per fortuna, se no, non importerebbe con chi dividere le passioni.
e noi stessi, neanche sappiamo come sarà la nostra reazione.

sienne
 

Fantastica

Utente di lunga data
Qualunque scelta presuppone che si abbia la capacità di metterla in pratica, ma si inizia sempre scegliendo.
Allora, facciamo un po' di ordine?
Se sono ubriaca fradicia, non scelgo. Se sono in preda a una passione travolgente, visto che è travolgente, non scelgo. Uno mi può dire: ok, allora sei da neurodeliri, vai a farti curare.
E invece io dico che è stupido l'essere umano che crede di avere sempre il controllo su tutto.
Scegliere lo fai DOPO che è passata la tempesta. E, anzi, ancora una volta non sei tu che scegli, ma è il tradito che sceglie. A lui spetta decidere. Perché un tradimento è una cosa SERISSIMA.
 

erab

Utente di lunga data
Allora, facciamo un po' di ordine?
Se sono ubriaca fradicia, non scelgo. Se sono in preda a una passione travolgente, visto che è travolgente, non scelgo. Uno mi può dire: ok, allora sei da neurodeliri, vai a farti curare.
E invece io dico che è stupido l'essere umano che crede di avere sempre il controllo su tutto.
Scegliere lo fai DOPO che è passata la tempesta. E, anzi, ancora una volta non sei tu che scegli, ma è il tradito che sceglie. A lui spetta decidere. Perché un tradimento è una cosa SERISSIMA.
mmmmmm....mmmmm.... Non è proprio così.....
Non succede mai in tempo 0, ci sono segni, sintomi, avvisaglie.
Si sceglie di lasciare che succeda.
Il principio è lo stesso che equipara, in molti paesi, la guida in stato di ebrezza al tentato omicidio.
C' è stato un momento in cui ha scelto di lasciarti travolgere e non scegliere più.
 

ilnikko

utente chitarrista
mmmmmm....mmmmm.... Non è proprio così.....
Non succede mai in tempo 0, ci sono segni, sintomi, avvisaglie.
Si sceglie di lasciare che succeda.
Il principio è lo stesso che equipara, in molti paesi, la guida in stato di ebrezza al tentato omicidio.
C' è stato un momento in cui ha scelto di lasciarti travolgere e non scegliere più.
:up:
 

Brunetta

Utente di lunga data
mmmmmm....mmmmm.... Non è proprio così.....
Non succede mai in tempo 0, ci sono segni, sintomi, avvisaglie.
Si sceglie di lasciare che succeda.
Il principio è lo stesso che equipara, in molti paesi, la guida in stato di ebrezza al tentato omicidio.
C' è stato un momento in cui ha scelto di lasciarti travolgere e non scegliere più.
:up:
 

lunaiena

Scemo chi legge
Allora, facciamo un po' di ordine?
Se sono ubriaca fradicia, non scelgo. Se sono in preda a una passione travolgente, visto che è travolgente, non scelgo. Uno mi può dire: ok, allora sei da neurodeliri, vai a farti curare.
E invece io dico che è stupido l'essere umano che crede di avere sempre il controllo su tutto.
Scegliere lo fai DOPO che è passata la tempesta. E, anzi, ancora una volta non sei tu che scegli, ma è il tradito che sceglie. A lui spetta decidere. Perché un tradimento è una cosa SERISSIMA.
l'ordine lo puoi fare solo dandoti delle priorità ...
e la priorità e sempre in base a ciò che più conta per te...
Mi spiace ma per me tutto ha una scelta ...
Saró stupida ma su di me ho pieno controllo
 

MillePensieri

Utente di lunga data
mmmmmm....mmmmm.... Non è proprio così.....
Non succede mai in tempo 0, ci sono segni, sintomi, avvisaglie.
Si sceglie di lasciare che succeda.
Il principio è lo stesso che equipara, in molti paesi, la guida in stato di ebrezza al tentato omicidio.
C' è stato un momento in cui ha scelto di lasciarti travolgere e non scegliere più.
quoto e approvo
:umile:
 

Sole

Escluso
Io amo Galimberti e quel libro è bellissimo. E ciò che dice in quel che citi, Camomilla, è totalmente condivisibile, proprio perché il tradimento è una cosa SERIA. O lo è, se c'è amore, cioè FIDUCIA E CONSEGNA.
Non si risolve a tarallucci e vino. Se lo si risolve così, allora smettiamola di parlare di amore, per conto mio. Non è amore: è convenienza, egoismo, viltà, pochezza, infingardaggine, quieto vivere. Tutte cose comprensibili, ma non parliamo d'amore.
Condivido al 100%!
 

Innominata

Utente che predica bene
Guarda che posso condividere il tuo percorso e un biglietto di solo andata potrà non risolvere ma è tanto libbberatorio! Il percorso di Galimberti però è interessante perché vede nelle spiegazioni un modo per sminuire e a volte lo è.
Ma anche no! Mi ricorda il predicozzo di un suo compare junghiano (Carotenuto), il quale si levava tanto di cappello davanti al traditore, spiegando con compunzione che in fondo il traditore era quello che si accollava sulle spalle il peso di dichiarare che qualcosa non andava, attribuendosi la fatica e il fardello di dire qualcosa che il tradito scansafatiche non si dava la pena di dire. Peccato che tali dichiarazioni siano in genere consumate in privato, facendo anzi il modo che il tradito non se ne accorga, e che forse in una coppia ci potrebbero essere altri modi(meno sacrificali per il traditore che caracolla con tutto 'sta missione sulla schiena) per denunciare un disagio, diversi dall'autosollazzo che mira in primis ad escludere l'altro. Poi il fatto galimbertiano di sottrarsi alle spiegazioni mi sembra un modo un po'' a buon mercato di sottrarsi alla voragine scatenata nell'altro, quella che vorrebbe colmare i buchi neri, di darsela a gambe in modo narciso.
 
Ultima modifica:

Leda

utente Olimpi(c)a
Poi il fatto galimbertiano di sottrarsi alle spiegazioni mi sembra un modo un po'' a buon mercato di sottrarsi alla voragine scatenata nell'altro, quella che vorrebbe colmare i buchi neri, di darsela a gambe in modo narciso.
Le parole nude e crude dicono questo, e se ci limitiamo al piano visibile anch'io rabbrividisco dall'orrore.
Ma mi è parso che ci fosse in realtà del sottotesto, che stava a suggerire che in ultima analisi spetta al tradito trovare spazi e risposte dentro di sè per spiegarsi l'accaduto, per spiegarsi un diverso sè stesso e anche l'altro. Con questo non voglio dire che le spiegazioni non vadano chieste o anche pretese, ma chi ci è passato sa che quanto verrà detto è solo un punto di inizio (e da qualche parte bisogna pur cominciare!), del tutto insufficiente e insoddisfacente, che condurrà ben lontano da dove si pensava. Non a caso, io credo, chi a distanza di anni ancora non si dà pace è chi quel cammino non può/non vuole/non riesce a farlo.
In nessun modo sto giusticando il tradimento, comunque, giusto perchè sia chiaro. Non sta scritto da nessuna parte che sia un evento che per forza deve essere metabolizzato o superato.
 

Innominata

Utente che predica bene
Le parole nude e crude dicono questo, e se ci limitiamo al piano visibile anch'io rabbrividisco dall'orrore.
Ma mi è parso che ci fosse in realtà del sottotesto, che stava a suggerire che in ultima analisi spetta al tradito trovare spazi e risposte dentro di sè per spiegarsi l'accaduto, per spiegarsi un diverso sè stesso e anche l'altro. Con questo non voglio dire che le spiegazioni non vadano chieste o anche pretese, ma chi ci è passato sa che quanto verrà detto è solo un punto di inizio (e da qualche parte bisogna pur cominciare!), del tutto insufficiente e insoddisfacente, che condurrà ben lontano da dove si pensava. Non a caso, io credo, chi a distanza di anni ancora non si dà pace è chi quel cammino non può/non vuole/non riesce a farlo.
In nessun modo sto giusticando il tradimento, comunque, giusto perchè sia chiaro. Non sta scritto da nessuna parte che sia un evento che per forza deve essere metabolizzato o superato.
D'accordo, ma solo così sarebbe un modo un po' autistico. Un tradimento e' in fondo la sottrazione brutale, estrema, non dichiarata all'altro, non condivisa e anzi occultata di uno spazio che dovrebbe riguardare entrambi. Quindi in un primo momento ci starebbe un antidoto potente, anche metaforico, che riporti anche in maniera drammatica la condivisione in primo piano. Di li si parte, il bivio viene dopo, e d'accordo che bisogna avere voglia di fare la strada, avere fiato, avere gambe. Ma se di simboli si parla, come fa Galimberti, di metafore, in questa fase iniziale nessun percorso può dirsi tale se è condotto ognuno per proprio conto. Ci si troverebbe a tutti gli effetti ancora nella contrada del tradimento. Ci si deve trasferire nella contrada del mettere in comune gli spazi occultati, prima e durante, e questo forse deve avvenire in un primissimo momento anche drammaticamente, pletoricamente. Il tradito deve procedere, e l'altro se la da' a gambe filosoficamente, con la filosofica facoltà di non rispondere, seppur con narcisa cenere nebulizzata dignitosamente sul capo?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma anche no! Mi ricorda il predicozzo di un suo compare junghiano (Carotenuto), il quale si levava tanto di cappello davanti al traditore, spiegando con compunzione che in fondo il traditore era quello che si accollava sulle spalle il peso di dichiarare che qualcosa non andava, attribuendosi la fatica e il fardello di dire qualcosa che il tradito scansafatiche non si dava la pena di dire. Peccato che tali dichiarazioni siano in genere consumate in privato, facendo anzi il modo che il tradito non se ne accorga, e che forse in una coppia ci potrebbero essere altri modi(meno sacrificali per il traditore che caracolla con tutto 'sta missione sulla schiena) per denunciare un disagio, diversi dall'autosollazzo che mira in primis ad escludere l'altro. Poi il fatto galimbertiano di sottrarsi alle spiegazioni mi sembra un modo un po'' a buon mercato di sottrarsi alla voragine scatenata nell'altro, quella che vorrebbe colmare i buchi neri, di darsela a gambe in modo narciso.
Sei troppo concreta ma hai pure ragione :up:Tu non capisci il tradimento filosofico; neanch'io però ci provo:mrgreen::cool:.
 

Innominata

Utente che predica bene
Sei troppo concreta ma hai pure ragione :up:Tu non capisci il tradimento filosofico; neanch'io però ci provo:mrgreen::cool:.
Un tempo ero una grande intenditrice di tradimento filosofico:mrgreen::mrgreen::mrgreen::sonar::sonar:
O illacrimabile Narciso!
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Un tempo ero una grande intenditrice di tradimento filosofico:mrgreen::mrgreen::mrgreen::sonar::sonar:
:mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

Leda

utente Olimpi(c)a
D'accordo, ma solo così sarebbe un modo un po' autistico. Un tradimento e' in fondo la sottrazione brutale, estrema, non dichiarata all'altro, non condivisa e anzi occultata di uno spazio che dovrebbe riguardare entrambi. Quindi in un primo momento ci starebbe un antidoto potente, anche metaforico, che riporti anche in maniera drammatica la condivisione in primo piano. Di li si parte, il bivio viene dopo, e d'accordo che bisogna avere voglia di fare la strada, avere fiato, avere gambe. Ma se di simboli si parla, come fa Galimberti, di metafore, in questa fase iniziale nessun percorso può dirsi tale se è condotto ognuno per proprio conto. Ci si troverebbe a tutti gli effetti ancora nella contrada del tradimento. Ci si deve trasferire nella contrada del mettere in comune gli spazi occultati, prima e durante, e questo forse deve avvenire in un primissimo momento anche drammaticamente, pletoricamente. Il tradito deve procedere, e l'altro se la da' a gambe filosoficamente, con la filosofica facoltà di non rispondere, seppur con narcisa cenere nebulizzata dignitosamente sul capo?
Capisco il tuo punto di vista e concordo.
Non riesco a focalizzare bene perchè questo feroce riportare alla condivisione, proprio da me che ci credo, nella condivisione, mi suoni così forzato da darmi fastidio. :blank:
 

Innominata

Utente che predica bene
Capisco il tuo punto di vista e concordo.
Non riesco a focalizzare bene perchè questo feroce riportare alla condivisione, proprio da me che ci credo, nella condivisione, mi suoni così forzato da darmi fastidio. :blank:
Perché la fase feroce è' piacevole come l'acido lattico che si accumula nelle "carni crette": come le chiamava mia nonna, riferendosi alle crepe nelle fibrille muscolari sotto sforzo e al dolore acuto che danno. In acuzie.Perché è una cosa sotto sforzo. E deve durare il tempo che deve durare, cioe' un tempo limitato, se no la carne rimane cretta. Ma ribadisco le mie perplessità sulla doppia autoreferenzialita' che esclude l'altro, la prima durante il tradimento (denuncio il malessere, ma occulto la contromisura dedicandola solo a me), la seconda dopo il tradimento ( esso serve a me per fare il mio percorso). In entrambi i casi siamo troppo radicalmente fuori dalla coppia, se il fine e' davvero una riflessione sulla coppia; se no e' un utilizzo del malessere di coppia per fare un itinerario del tutto personale.
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Perché la fase feroce è' piacevole come l'acido lattico che si accumula nelle "carni crette": come le chiamava mia nonna, riferendosi alle crepe nelle fibrille muscolari sotto sforzo e al dolore acuto che danno. In acuzie.Perché è una cosa sotto sforzo. E deve durare il tempo che deve durare, cioe' un tempo limitato, se no la carne rimane cretta. Ma ribadisco le mie perplessità sulla doppia autoreferenzialita' che esclude l'altro, la prima durante il tradimento (denuncio il malessere, ma occulto la contromisura dedicandola solo a me), la seconda dopo il tradimento ( esso serve a me per fare il mio percorso). In entrambi i casi siamo troppo radicalmente fuori dalla coppia, se il fine e' davvero una riflessione sulla coppia; se no e' un utilizzo del malessere di coppia per fare un itinerario del tutto personale.
:)

Conosci troppo bene l'autismo per non svelarne le trame occulte anche quando si è (o si dovrebbe essere, o si pensa di essere) in due.
 
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