Non avrei mai creduto

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erab

Utente di lunga data
Si...è così ... e dopo questo popò di roba tagliare qui sarebbe la cosa giusta probabilmente
Cosa deve fare ancora sta donna per farti incazzare?????
 

beatl

Utente di lunga data
Fermati ! Lascia perdere e non cercare più nulla...
distraiti in qualche modo con un hobby.
Pensa bene a quello che devi fare e ricorda che più cerchi più aumenta l'ansia
più aumenta l'ansia più cresce la rabbia, col rischio serio di passare dalla ragione al torto.
Magari inizia ad accompagnare la signora alla porta, con molta nonchalance,
una valigetta e via. Vedi un pochino come reagisce.
ma non andare via tu, così le stai facendo tirare un rigore a porta praticamente vuota.
Di casa io non me ne vado.. col cazzo...

Il problema, è che pensava lo fosse, (pure io di mio marito fino a un anno fa), invece era un inganno unico.

Lui è giovane, indipendente economicamente, il figlio è grandicello, che aspetta? DEVE LASCIARLA. per STARE MEGLIO!
E' cosi..
 

devastata

Utente di lunga data
Hai ragionissima...

Una vicenda emblematica, che smentisce molti luoghi comuni. Il tribunale ha disposto che sia la moglie adultera a pagare una quota di mantenimento al marito; che la casa coniugale resti a lui; che la figlia venga gestita con l'affido condiviso, ma con prevalenza al padre. È quanto ha disposto il giudice Eloisa Pesenti accogliendo gran parte delle richieste avanzate dagli avv. Giancarlo e Ruggero Rubisse, che assistono un impiegato di 30 anni di origini siciliane che abita nell'hinterland della città. Il caso, che ha anche strascichi penali, è tutt'altro che chiuso, perchè si attende anche l'intervento dell'ufficiale giudiziario visto che la donna non pare abbia intenzione di obbedire a quanto stabilito dal giudice. Lui e lei sono coetanei, entrambi di origini siciliane. Si trasferiscono a Vicenza e trovano lavoro nella stessa azienda: medesimo l'impiego, uguale lo stipendio. Si sposano e diventano genitori di una bambina, che oggi ha 4 anni. Il rapporto poi entra in crisi; il marito sospetta che lei frequenti qualcun altro, ma non ha alcuna prova. Nel frattempo il legame si logora e lei chiede la separazione. In una situazione “normale” i due coniugi avrebbero trovato un accordo per la divisione delle spese, della casa, degli assegni e per la gestione della figlia. La moglie però ha chiesto l'addebito al marito. Il quale, per non diventare cornuto e mazziato, ha deciso di investire dei quattrini per vederci chiaro. Consigliato dai suoi legali, si è rivolto ad un investigatore privato che ha fatto bene - per il marito, s'intende - il suo lavoro. E cioè ha fotografo e filmato la siciliana in atteggiamenti inequivocabili con un altro uomo, un vicentino di 40 anni, fra l'altro con più di qualche grana con la giustizia; di recente è stato rinviato a giudizio. E lo 007 ha ricostruito che la relazione con lui andava avanti da un bel po'. Quando i legali del marito hanno presentato la corposa documentazione in tribunale, la donna deve essersi sentita mancare. La decisione del giudice è stata conforme a quanto emerso: la separazione va addebita a lei, che ha tradito bellamente il marito. E pertanto la casa è stata assegnata a lui, che ha la prevalenza dell'affido della figlia. La mamma deve pertanto pagare una quota per il mantenimento della bimba. I problemi sono emersi subito dopo. Il mutuo di quell'appartamento dove la famiglia viveva quand'era unita lo pagano assieme, moglie e marito. E lei non se ne vuole andare per nessuna ragione. Anzi, quando il marito è andato ad invitarla a fare i bagagli, lei lo ha minacciato pesantemente senza immaginare che lui la stava registrando. Morale, è stata denunciata in procura anche per minacce e dovrà affrontare un processo penale. La coppia è tornata davanti al giudice civile, che ha imposto alla donna di lasciare quella casa al massimo entro quindici giorni. Lei ha ribadito di non sapere dove andare. Il marito, per essere certo di rientrare a casa sua, dovrà affidarsi ad un ufficiale giudiziario per avviare una pratica analoga a quella di uno sfratto per morosità. I tempi sono lunghi, almeno un paio di mesi, ma la donna lì non può restare e dovrà trovarsi un'altra sistemazione, a meno che non intenda correre il rischio di vedersi denunciare penalmente altre volte. Tutto per un tradimento, che questa volta è costato davvero molto caro.
 

beatl

Utente di lunga data
Una vicenda emblematica, che smentisce molti luoghi comuni. Il tribunale ha disposto che sia la moglie adultera a pagare una quota di mantenimento al marito; che la casa coniugale resti a lui; che la figlia venga gestita con l'affido condiviso, ma con prevalenza al padre. È quanto ha disposto il giudice Eloisa Pesenti accogliendo gran parte delle richieste avanzate dagli avv. Giancarlo e Ruggero Rubisse, che assistono un impiegato di 30 anni di origini siciliane che abita nell'hinterland della città. Il caso, che ha anche strascichi penali, è tutt'altro che chiuso, perchè si attende anche l'intervento dell'ufficiale giudiziario visto che la donna non pare abbia intenzione di obbedire a quanto stabilito dal giudice. Lui e lei sono coetanei, entrambi di origini siciliane. Si trasferiscono a Vicenza e trovano lavoro nella stessa azienda: medesimo l'impiego, uguale lo stipendio. Si sposano e diventano genitori di una bambina, che oggi ha 4 anni. Il rapporto poi entra in crisi; il marito sospetta che lei frequenti qualcun altro, ma non ha alcuna prova. Nel frattempo il legame si logora e lei chiede la separazione. In una situazione “normale” i due coniugi avrebbero trovato un accordo per la divisione delle spese, della casa, degli assegni e per la gestione della figlia. La moglie però ha chiesto l'addebito al marito. Il quale, per non diventare cornuto e mazziato, ha deciso di investire dei quattrini per vederci chiaro. Consigliato dai suoi legali, si è rivolto ad un investigatore privato che ha fatto bene - per il marito, s'intende - il suo lavoro. E cioè ha fotografo e filmato la siciliana in atteggiamenti inequivocabili con un altro uomo, un vicentino di 40 anni, fra l'altro con più di qualche grana con la giustizia; di recente è stato rinviato a giudizio. E lo 007 ha ricostruito che la relazione con lui andava avanti da un bel po'. Quando i legali del marito hanno presentato la corposa documentazione in tribunale, la donna deve essersi sentita mancare. La decisione del giudice è stata conforme a quanto emerso: la separazione va addebita a lei, che ha tradito bellamente il marito. E pertanto la casa è stata assegnata a lui, che ha la prevalenza dell'affido della figlia. La mamma deve pertanto pagare una quota per il mantenimento della bimba. I problemi sono emersi subito dopo. Il mutuo di quell'appartamento dove la famiglia viveva quand'era unita lo pagano assieme, moglie e marito. E lei non se ne vuole andare per nessuna ragione. Anzi, quando il marito è andato ad invitarla a fare i bagagli, lei lo ha minacciato pesantemente senza immaginare che lui la stava registrando. Morale, è stata denunciata in procura anche per minacce e dovrà affrontare un processo penale. La coppia è tornata davanti al giudice civile, che ha imposto alla donna di lasciare quella casa al massimo entro quindici giorni. Lei ha ribadito di non sapere dove andare. Il marito, per essere certo di rientrare a casa sua, dovrà affidarsi ad un ufficiale giudiziario per avviare una pratica analoga a quella di uno sfratto per morosità. I tempi sono lunghi, almeno un paio di mesi, ma la donna lì non può restare e dovrà trovarsi un'altra sistemazione, a meno che non intenda correre il rischio di vedersi denunciare penalmente altre volte. Tutto per un tradimento, che questa volta è costato davvero molto caro.
Sempre detto ... tradire porta solo dolore e disfacimento
 
Sempre detto ... tradire porta solo dolore e disfacimento
Ma mio caro ora che hai la diagnosi...
dobbiamo disfarci del dolore...

E credimi la terapia gas del dott. Lothar è efficacissima

Tre principi attivi: Gnocca, Amici, Sangiovese...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non è un caso unico. Non so con che criterio alcune notizie vengano pubblicate e altre no. Forse è solo questione di spazio.
 

beatl

Utente di lunga data
Non è un caso unico. Non so con che criterio alcune notizie vengano pubblicate e altre no. Forse è solo questione di spazio.
Un po' di "giustizia" non guasta... io purtroppo mi sto preparando a scontri durissimi ... Bah... quanta sofferenza, quanto tempo e quante energie
 

devastata

Utente di lunga data
Non è un caso unico. Non so con che criterio alcune notizie vengano pubblicate e altre no. Forse è solo questione di spazio.

Sicuramente, era nel forum, era solo per sollevare un pò il morale, cosa impossibile in questi momenti, all'amico 'beati', forse riferito a 'loro?'.

La cosa importante è che non emerga che lui abbia ascoltato telefonate e letto la posta privata. Questo deve rimanere tabù.
 

cyemme

Utente
Un po' di "giustizia" non guasta... io purtroppo mi sto preparando a scontri durissimi ... Bah... quanta sofferenza, quanto tempo e quante energie
Hai ragione, io sono stanca psicologicamente, non ne posso più, sono ridotta un sacco di ossa. Ed ogni volta che lo rivedo ho bisogno di giorni x recuperare pezzi di me e poi giù di nuovo. Quando penso di stare meglio sono costretta a risentire le sue follie e a rivederlo.
 

lunaiena

Scemo chi legge
Un po' di "giustizia" non guasta... io purtroppo mi sto preparando a scontri durissimi ... Bah... quanta sofferenza, quanto tempo e quante energie
parlagliene e dille che sai tutto...
non pensare ora a chi o a chi non deve lasciare la casa e ad altre cose...
un passo per volta ...
vedi intanto la sua reazione
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sicuramente, era nel forum, era solo per sollevare un pò il morale, cosa impossibile in questi momenti, all'amico 'beati', forse riferito a 'loro?'.

La cosa importante è che non emerga che lui abbia ascoltato telefonate e letto la posta privata. Questo deve rimanere tabù.
Se tira su.
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Una vicenda emblematica, che smentisce molti luoghi comuni. Il tribunale ha disposto che sia la moglie adultera a pagare una quota di mantenimento al marito; che la casa coniugale resti a lui; che la figlia venga gestita con l'affido condiviso, ma con prevalenza al padre. È quanto ha disposto il giudice Eloisa Pesenti accogliendo gran parte delle richieste avanzate dagli avv. Giancarlo e Ruggero Rubisse, che assistono un impiegato di 30 anni di origini siciliane che abita nell'hinterland della città. Il caso, che ha anche strascichi penali, è tutt'altro che chiuso, perchè si attende anche l'intervento dell'ufficiale giudiziario visto che la donna non pare abbia intenzione di obbedire a quanto stabilito dal giudice. Lui e lei sono coetanei, entrambi di origini siciliane. Si trasferiscono a Vicenza e trovano lavoro nella stessa azienda: medesimo l'impiego, uguale lo stipendio. Si sposano e diventano genitori di una bambina, che oggi ha 4 anni. Il rapporto poi entra in crisi; il marito sospetta che lei frequenti qualcun altro, ma non ha alcuna prova. Nel frattempo il legame si logora e lei chiede la separazione. In una situazione “normale” i due coniugi avrebbero trovato un accordo per la divisione delle spese, della casa, degli assegni e per la gestione della figlia. La moglie però ha chiesto l'addebito al marito. Il quale, per non diventare cornuto e mazziato, ha deciso di investire dei quattrini per vederci chiaro. Consigliato dai suoi legali, si è rivolto ad un investigatore privato che ha fatto bene - per il marito, s'intende - il suo lavoro. E cioè ha fotografo e filmato la siciliana in atteggiamenti inequivocabili con un altro uomo, un vicentino di 40 anni, fra l'altro con più di qualche grana con la giustizia; di recente è stato rinviato a giudizio. E lo 007 ha ricostruito che la relazione con lui andava avanti da un bel po'. Quando i legali del marito hanno presentato la corposa documentazione in tribunale, la donna deve essersi sentita mancare. La decisione del giudice è stata conforme a quanto emerso: la separazione va addebita a lei, che ha tradito bellamente il marito. E pertanto la casa è stata assegnata a lui, che ha la prevalenza dell'affido della figlia. La mamma deve pertanto pagare una quota per il mantenimento della bimba. I problemi sono emersi subito dopo. Il mutuo di quell'appartamento dove la famiglia viveva quand'era unita lo pagano assieme, moglie e marito. E lei non se ne vuole andare per nessuna ragione. Anzi, quando il marito è andato ad invitarla a fare i bagagli, lei lo ha minacciato pesantemente senza immaginare che lui la stava registrando. Morale, è stata denunciata in procura anche per minacce e dovrà affrontare un processo penale. La coppia è tornata davanti al giudice civile, che ha imposto alla donna di lasciare quella casa al massimo entro quindici giorni. Lei ha ribadito di non sapere dove andare. Il marito, per essere certo di rientrare a casa sua, dovrà affidarsi ad un ufficiale giudiziario per avviare una pratica analoga a quella di uno sfratto per morosità. I tempi sono lunghi, almeno un paio di mesi, ma la donna lì non può restare e dovrà trovarsi un'altra sistemazione, a meno che non intenda correre il rischio di vedersi denunciare penalmente altre volte. Tutto per un tradimento, che questa volta è costato davvero molto caro.

e direi ben meritato il costo.
Traditrice o no, è solo una grandissima stronza.
 

beatl

Utente di lunga data
Che dite .. Nella mia storia possa aver influito la differenza di età? Io 37, lei 46... Ma una differenza ben mimetizzata .. Io tendenzialmente più maturo della mia età ...lei molto molto bella e giovanile..
 
Che dite .. Nella mia storia possa aver influito la differenza di età? Io 37, lei 46... Ma una differenza ben mimetizzata .. Io tendenzialmente più maturo della mia età ...lei molto molto bella e giovanile..
assolutamente NO
 
Stato
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