In quel letto, io l'ho amato davvero. In quel letto e fuori, in giro per i mercatini, mentre gli raccontavo dei miei sogni... ed ora mi sento svuotata. Lui ha preso tutto il mio amore e l'ha portato via. Vorrei chiamare l'altra e dirle tutto, e sapere chi è... ma ho paura. Intanto ho cambiato scheda, lui ha provato a contattarmi ma lo guarderò negli occhi quando riuscirò a non piangere, e per il momento non credo sia possibile. Sono una stupida, e se lei fosse... la sua fidanzata, che so... o addirittura sua moglie... sarei anche una traditrice... mi scoppia la testa.
Ciao Net!
Io dico no agli uomini troppo colti e intelligenti, perchè loro conoscono le modalità per fare ciò che desiderano e sanno scegliere bene le persone con le quali conviene farlo.
Loro sono gli schermidori abili che maneggiano abbastanza bene ogni tipo di arma bianca, tanto da evitrare gli attacchi e da andare a segno ogniqualvolta lo desiderano.
L'uomo ideale per la donna con degli ideali è il mediocre, un po' ottuso e spuntato, quello che ride ore davanti ad un paio di chiappe che ballonzolano in televisione e che quando tenta di trattenere un rutto, poi gli scappa di spetezzare.
Un uomo semplice da gestire e da correggere, utile nei lavori così come servizievole nel tempo libero, senza organi superflui e di infrequente manutenzione è una garanzia per la famiglia e una certezza per il futuro che non svuoterà mai il portafogli e non spezzerà mai il cuore.
Io dico no alle donne che ritornano bambine, perchè loro non sono ecologicamente sostenibili e, rivivendo due volte un'età di sprechi ed abuso del superfluo, finiscono per sprecare ed abusare soprattutto della propria credulità malriposta.
Esse sono tanto noiose quanto quegli scempi di corse automobistiche su circuiti ovali ed altrettanto sconclusionate, hanno lo stesso stile carnevalesco di una novantenne che veste alla marinaretta senza godere dello spirito di goliardica follia che invece è proprio solo del periodo che precede la Pasqua.
La donna desiderabile per l'uomo di valore non ripassa malamente, e fuori tempo massimo, per una via che ha già percorso - ferendosi come in mezzo ai rovi - solo per rifondersi in un distillato di memorie travisate e raggrumarsi in una colata che non ha più un necessario stampo in cui formarsi nuovamente.
Una donna del genere, solo perchè è talmente traviata dentro e fuori di sè, può non rifiutare sdegnata le attenzioni di qualcuno disposto ad usare una in uno stato come il suo senza farsi scrupoli o remore di alcun tipo.
Io dico no ai principi semplici e sani senza il sano e semplice principio del sospetto, perchè esso è il fondamento di ogni relazione umana e la porta tagliafuoco che impedisce alla semplice brace caduta sul tappeto in un momento di distrazione di diventare un incendio incontrollabile che lascia solo nero e cenere ovunque abbia furoreggiato.
Essi sono tanto inutili quanto dannosi, da un lato se non sono sostenuti da un guardiano dai cento occhi che si industrii giorno e notte per non assopirsi in luoghi perigliosi o con compagni inconoscibili e dall'altro se non sono frenati da un palafreniere accorto ed umile che tenga sempre presente di star guidando un birroccio e non un landò.
Il principio è sano o guasto a seconda del luogo, del tempo e della convenienza, non vive di assoluti e su essi non si appoggia mai, neppure quando è sfinito, per essere travolto e schiacciato, come un tappeto damascato da scarponi frusti e fangosi, dalle necessità e dalle irriverenze frettolose o artefatte che precedono o seguono chi chiede e ringrazia per aver ricevuto in regalo o rubato il necessario o il superfluo allo sciocco od al distratto.
Il principio indica il verso, come il dito con la direzione, non s'addentra mai nella materia che sporca, come la freccia nel bersaglio di paglia.
Io dico no anche all'amore che si fa merce, perchè egli sarebbe impacchettato e scambiato, tra uno sciocco che se ne priva ed un indegno che non ne può mettere nel proprio sacco, cosìcchè questo pare andare disperso piuttosto che trasferito e la sua quantità negli animi tende ad un minimo assoluto.
Esso è un fenomeno del tutto autonomo, il quale non abbisogna minimamente di nessun altro nè per crearlo, nè per subirlo, giacchè è una formazione univoca e completa già all'interno di un solo animo ed un solo cuore, il quale non necessità per riscaldarsi nè che gliene batta uno accanto, nè tantomeno che batta d'amore reciproco.
L'amore non si combina e non si somma, non si accoda nè si eleva e non viene trascinato nè sospinto, sia esso in completa solitudine umorale o venga per accidenti a trovarsi a captare tutte le attenzioni affettuose del mondo intero.
Un amore è per un'illusione e non è per una disillusione, talora il contrario, ma mai e per nessun motivo è dovuto ad una realtà
Ciao!