La vendetta è una sniffatona di cocaina, un bagno di mediatori aspri e potenti dell'energia, una colata lavica, un'inondazione di limo apparente fertilizzante; come nella bòtta cocainica tutto sembra potentemente confluire verso la mèta, tutto si configura con lucidità abbagliante, i neuroni sembrano avere uno splendore abbacinante e feroce, tutto prefigura lo scatto liberatorio. E' una congestione eccitante, un umore puntuto e magnetizzante, tutto sembra irrorato da un fuoco siderato che dà come un'affabulata certezza della soluzione. Si sente forse il tossico che serpeggia e che sembra di sapore buono, ed è quello che toglie la vista proprio mentre ti fa credere di lucidarla. E le energie vengono consumate in gran copia e a velocità supersonica, tanto che poco dopo è facile che ti ritrovi vittima di un cambiamento drammatico: dopo l'orgia amfetaminica, come si sa, ti potresti ritrovare con le sinapsi avvizzite, i neuroni ipossici, la faccia ingrigita dallo stremo e dai conti energetici in rosso, indebitato con i tuoi umori dalla testa ai piedi.
L'innamoramento in effetti somiglia, ma con la differenza che a sostituire la cocaina, per intenderci, non c'è il nulla o lo stremato svuotamento delle sinapsi, ma naturalmente l'operosa fabbrica di altri mediatori, un progressivo riaggiustamento, un fisiologico tentativo, non si sa quanto riuscibile ma c'è, di non ritrovarsi nella bolletta più nera dopo l'orgia...