Cosa è l'istinto?

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Minerva,non credo all'istinto ragionato,credo all'istinto guidato dalla ragione!Poi, ognuno di noi è norma di se stesso,nel mio caso la ragione ha sempre l'ultima parola,l'istinto la prima!Aggiungere un terzo parametro:la lucidità,ti permette di agire secondo l'istinto o la ragione in base al caso e alle necessità!
la lucidità è ancora un altro stadio.
per arrivarci occorre proprio sgombrare il campo dall'istinto ed essere disposti ad accettare verità anche sgradevoli analizzando freddamente.
 

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Cito questa frase a paradigma di un concetto che ho sentito accennare in altre parti della board, non per confutare te. Ecco, io dentro questa dicotomia istinto/razionalità non mi ci ritrovo per niente. Proprio per niente. A volte sembra che riteniate l'istinto come una cosa immediata, vicina alla "natura" per definizione, mentre la riflessione una cosa lenta e "artificiale", da sovrapporre in un secondo momento, quasi a tarpare la spontaneità, a snaturare la natura.

Io proprio a questa cosa non credo. La riflessione (più o meno razionale) è immediata, immediatamente scatta (almeno per me) quando parte lo stimolo (visivo, un'idea, etc). E' "incarnata", non sovrapposta modello camicia di forza. Ci sono poi riflessioni più brevi, momentanee, altre più difficili, dunque più lunghe. Ma io sono l'esercizio d'entrambe. L'istinto, la gamba sinistra. La riflessione critica (anche di un istante) la gamba destra. Sarei monca in altro modo, zoppa. Quando leggo "naturalmente avrei fatto quello, ma c'ho pensato e ho fatto questo e ora rimpiango etc" io...non so che dire, se non che: non funziona così. Perlomeno, non dovrebbe. Le due facoltà dovrebbero naturalmente intrecciarsi, crescere insieme, insieme svilupparsi. Siamo il prodotto delle due, non della supposta naturalità primigenia. IMHO.

A parere mio hai evidenziato l'evoluzione dell'uomo. Ora quali sono queste razionalità di pensiero istintivo che hanno preso il sopravvento all'atavico istinto?

Perchè se parliamo di istinto sappiamo bene che qualcosa di ciò è andato perso, sappiamo bene che l'istinto è qualcosa di somigliante a quello che una volta faceva apparire ancora più bestie.
 

Ultimo

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Ecco, quando leggo di una discussione del genere, il mio istinto mi consiglia di pensarci un po' su.
Io, ovviamente, non gli darò retta e scriverò la prima cosa che mi passa per la testa, come al solito.

A me sembra che tutta l'istintività, tutta quella che mi viene in mente almeno, sia una sorta di mostro con quattro teste.
La prima ha il colore di un pregiudizio della vita stessa, una sorta di tesoro triste, come la verginità in un uomo, che ammicca senza soluzione di continuità prima alla propria dissolvenza in un mare pieno di meduse urticanti, poi alla propria permanenza in una gipsoteca, proprio in mezzo al busto di ciò che si sarebbe potuto fare ed all'erma di ciò che non si farà mai.
Nel primo caso i pruriti e le vescicolazioni sono il premio di ciò che è stato compiuto troppo presto e nel secondo la polvere ricoprirà l'eterno rimpianto.
Una tinta aberrante quindi, che disdegna le alterazioni del non-ancora-esperito, e ne onora le sorti con un'etichettatura subitanea e senza necessità di profilassi, per poi archiviarla nel disdegno o fra gli allori.
La seconda ha la forza di un vangelo della nuova genesi, è l'urlo di un wundertäter nel deserto che annuncia il secondo avvento di un'età dell'oro che, a ben vedere, non è mai esistita.
E' l'eco perenne di un suono che non è mai stato emesso in nessun tempo e da nessuna bocca, eppure sembra sempre essere il consiglio serpentino, che gatteggia più di un occhio di tigre, allorquando i nervi vengono attorcigliati da una tenaglia rovente o la testa bolle come una pentola di fagioli.
E' il 'come' le cose devono essere fatte e subite, come lo percepisce un io che non è mai esistito vantando un successo che non è mai stato ottenuto, indicando -con fare sicuro- delle prove invisibili.
La terza si incasella come uno zeugma dentro al quale esso è il verbo unico delle molteplici frasi che sono le circostanze, ed i casi, dell'umana esistenza.
Un passepartout grezzo e lesto come un piede di porco ed un furfante quando essi sono l'unico mezzo e protagonista dell'apertura di un lucchetto e della pulizia del viso dal trucco.
E' la fiamma ossidrica nelle mani di un barbitonsore il cui unico e ripetuto cliente è il nostro quotidiano indaffararsi spaurito ed ipertricotico.
Istromento malagevolante spropositato e lagnoso per qualsiasi fine da gentiluomini ed azione che non voglia risultare infelice nello svolgersi così come nell'esito.
La quarta ha la sedimentazione dell'ignavia nel predicatore che va cuculiando gli avventori e i passeggeri dovendo scrostare a costoro la buona fede e procurare per sè stesso un misero pasto per non morire di stenti.
E' egli stesso un errore acuto che impigrisce il suo intestino prima ed il suo respiro poi.
Va vendendosi ai rammolliti ed agli imberbi cospargendo i loro capi vuoti di due gocce di lozione magica che sembra un senapismo rubefacente, ma che non arrossa davvero, se non per le mani callose che frullano sulla cute mentre si trastulla cantando 'Mi chiamani Mimì...', e fingendo che il suo operato abbia qualche effetto oltre a favorire il surriscaldamento del cranio ed ad anestetizzare il cervello.

Per queste ragioni scalza persino l'Idra nella mia personale classifica dei mostri pluricefali!
E scusate se è poco!

Quanta tristezza che ho percepito, ma di sicuro sbaglio.
 

Hellseven

Utente di lunga data
Claudio, non è l'istinto che fa l'uomo ladro (e la donna oggetto del furto :smile: o viceversa) è una libera scelta, è il libero arbitrio. L'istinto viene in gioco in altre situazioni, non qui. Forse c'è di mezzo l'indole, ma l'istinto no, per me.
Se fosse l'istinto, e se l'istinto non fosse controllabile, avremmo lo stupro, l'omicidio, il furto, il sopruso ecc ecc come norma, non come eccezione.
Si tradisce perché si vuole tradire, suvvia .... Bada bene la mia non è una condanna verso il tradimento, è solo una mera, pacifica direi, constatazione ;)
 

Ultimo

Escluso
Claudio, non è l'istinto che fa l'uomo ladro (e la donna oggetto del furto :smile: o viceversa) è una libera scelta, è il libero arbitrio. L'istinto viene in gioco in altre situazioni, non qui. Forse c'è di mezzo l'indole, ma l'istinto no, per me.
Se fosse l'istinto, e se l'istinto non fosse controllabile, avremmo lo stupro, l'omicidio, il furto, il sopruso ecc ecc come norma, non come eccezione.
Si tradisce perché si vuole tradire, suvvia .... Bada bene la mia non è una condanna verso il tradimento, è solo una mera, pacifica direi, constatazione ;)

Non per nulla siamo evoluti. E con l'evoluzione siamo arrivati a darci una regolata. Ma quello che hai scritto fa parte del nostro passato, del nostro essere più vicino a degli uomini che vivevano senza regole sociali, a degli animali appunto, e l'animale uomo aveva delle priorità, riproduzione, diventare dei capi etc, e tutto questo soltanto per semplici e basilari regole, adesso l'istinto te lo fanno ingoiare, per paura per vergogna per convenienza...... e per falso amore.
 

AnnaBlume

capziosina random
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OT: Dear Santa, se non posso avere Johnny, posso avere almeno Eddie? Ti prego...
 

oscuro

Utente di lunga data

oscuro

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