e allora parliamo di una cosa molto simile, io e te. Credo invece che IO intenda l'impulso e creda che tale impulso sia il nostro vero io. Poi, l'istinto come lo intendi tu, organico fra pancia e cervello, molto veloce, può essere più indagato nelle situazioni complesse, reso ancor meno avventato (per certi versi un po' rallentato). In molti casi, secondo me, è naturalmente necessario farlo, la necessità la sento naturale e integrata, mi parte da "dentro". Esigenza di "istinto ragionato" (per usare la bella espressione di Minerva). Non so se sono riuscita a farmi capire.