Il problema della corretta temperatura d'esercizio e' una delle questioni piu' delicate per ogni ingegnere;l'usura nei transitori provoca dei danni incommensurabilmente superiori alle migliaia di ore d'esercizio,una volta che fluidi e metalli sono nel corretto intervallo previsto in fase di progettazione.
Perche' se bisogna andare a ritroso di due terzi di centinaia di pagine,l'indizio insinuerebbe nelle menti piu' perverse il biforcuto dubbio che certe lentezze di carburazione,in rari e mirabili casi,lungi dal limitarsi alle ore antimeridiane perdurino vieppiu' al meriggio,via via fin dopo il tramonto ed ancora,nella notte buia e senza luna.
E non importa se questa eclisse cerebrale si palesa in un giorno o in una vita,tanto tutto quanto si puo' ridurre con l'esempio,la similitudine e la proporzione,come i buoni maestri insegnano da una vita a scuola nell'ora di geometria.
Perche' il vento e la pioggia forgiano nei millenni una rupe rocciosa modellandola,e cosi' la summa delle esperienze deve sviluppare il cerebro e la capacita' discernimento.
O sarebbe meglio dire "dovrebbe",perche' altrimenti questa successione di vocali,consonanti e segni d'interpunzione non avrebbe senso alcuno,come del resto sospettano sempre quei due erotomani che puntualmente arrivano alla fine del post,maledicendo puntualmente la dabenaggine curiosa che li ha spinti a divorarlo cogitando d'imparare qualcosa,o che il discorso avesse un senso.
E se il tempo e l'esperienza passano indarno a cosa servono mai i ponti,visto che l'acqua ci scorre sotto inutilmente?
Se una petulante vecchia si libra leggera sulle ali della fantasia come una tredicenne,sognando di planare a cosce rugose e spalancate sui giovani turgidi virgulti di baobab in trepidante attesa,ed invece si sveglia in una palude torbosa,con un puzzolente sfagno irrancidito e piegato dal tempo,che conclusione dovremmo trarne?
"Ma lui m'ama!!!",obiettera' la vegliarda con giuvenil fregola,destinata miseramente all'insoddisfazione ed all'accantonamento nel tombino delle cose che potevano essere e non saranno piu'.
Ed a nulla varra' scuoterne le membra,cercando di riallacciare il contatto neuronico fra le ultime due sinapsi rimaste;otterremmo lo stesso risultato di quel fattore che getta nel truogolo un bel pappone pieno di gemme preziose.
Meglio una dignitosa osservazione della corrente che passa sotto il ponte,magari pitturando di nuovo le tacche dell'igrometro.
D'altronde,se gli aerei intercontinentali durano ben piu' di quelli per voli interni,un motivo c'e'.