Vi aggiorno II - Psicoterapia

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MillePensieri

Utente di lunga data
ed è giusto che tu lo faccia.... :)
Grazie. :)
Con tatto magari, ma si.

scusami, ma più ti leggo, più mi si rafforza l'impressione (!) che tu sia ostaggio della sua debolezza.

anche se credi di non ottenere nulla, faresti comunque bene a non soffocare oltre le tue emozioni, la tua spontaneità.
non puoi continuare a muoverti come in un campo minato.
che si chiuda, che pianga, che capisca che 'lo scudo' che ha attivato non regge più, non gli serve, non esiste.
non trattarlo da 'malato', rivolgiti a lui come all'uomo che era, non ha certo perso il senno o la consapevolezza.
allinearti ai suoi tempi, assecondare la sua indolenza, la sua paura, è lo stillicidio che state vivendo.
chiaramente, mi fido più di te che del terapeuta.
Non è solo una tua impressione, è così. Per far star bene lui mi pongo parecchi limiti.

Il problema è che se gli dicessi tutto, ma proprio tutto come succedeva prima, sono sicura che otterrei una notte di disperazione. Sua e mia. Già provato, eh. Non lo dico per ipotesi, dopo la scoperta del tradimento ho passato un mese così, sfogandomi e chiedendo spiegazioni, dicendogli quanto stavo male, urlando, uscendo di casa per ore e rientrando ancora più rabbiosa. E lui non era ancora crollato, si vergognava da morire e non riusciva a guardarmi in faccia, ma andava ancora a lavorare e faceva un po' di altre cose.

Lo devo trattare per forza in un altro modo, sotto sotto sarà ancora lo stesso (forse), ma non è più così solido.
Anche se c'è da dire che per ora il terapeuta sta pensando a lui, quindi le richieste di non fargli troppe pressioni credo che dipendano solo dal non voler stressare il suo paziente e vanificare il lavoro che stanno facendo insieme.

Comunque gli dirò molto, alla fine passeremo una lunga e difficile serata, anche con il quasi-sfogo che sto pensando da giorni ormai. O settimane se contiamo anche le cose scritte qui.

Grazie per la fiducia!
 

dammi un nome

Utente di lunga data
Stanotte ho dormito poco, lui di nuovo in preda al sonno agitato post-terapia, io mi sono spostata sul divano dopo l'ennesimo risveglio burrascoso. E addio riposo, travolta da una cascata di pensieri con le cuffie nelle orecchie.
Per colpa o merito di un forumista ho passato le ore a fare un elenco mentale di cosa non riesco più a fare e di cosa mi da fastidio a tre mesi dal tradimento. Cose solo mie, che non riguardano (del tutto) lui. Tanto per farmi male.

Leggere. E' diventato un gesto meccanico, sforzandomi riesco a mandare giù qualche pagina, ma resisto poco.

La musica. Ne ascolto molta di più, ma ho tagliato via tutti i cantautori e i gruppi italiani che piacciono anche a lui.
A volte si finiva a canticchiare insieme abbracciati, cose zuccherose che mi da fastidio ricordare. Battisti, i Nomadi ed altri mi stanno enormemente sulle palle ora, abbandonati a tempo indefinito, con grande dispiacere.

Lo sport è aumentato. Adesso è soprattutto una valvola di sfogo per lo stress. Non c'è più solo il gusto di faticare e macinare chilometri, tipo sfida con me stessa. Pratica necessaria per non esplodere.

Il lavoro è diventato fondamentale per stare bene e tenere la mente occupata, vado via da casa anche quando non ne ho davvero bisogno e accetto più incarichi.

Queste sono tutte cavolate. Ora come ora no, ma passeranno. Le cose serie sono altre.

Il dialogo non c'è più. Sta migliorando quasi giorno per giorno, lo ammetto. Però mi manca parlare a casa.

L'intimità con lui, azzerata. La sola idea mi fa rabbrividire. Quando leggo di maratone di sesso rabbioso o conciliatore non riesco a capire come sia possibile. Certo, lui è ridotto ad una larva, se avessi litigato e discusso con un uomo forse sarebbe diverso. Non ne ho idea, per ora niente.

La fiducia nei suoi confronti è sotto zero, non ha ancora fatto nulla per riguadagnarsela.

Ma il pensiero che mi fa più male è quello di non riuscire più ad immaginarmi madre.
I primi due mesi dopo il tradimento era fisso nel mio cervello. Qualunque cosa stessi facendo, era lì. Scoppiavo in lunghissimi pianti disperati e urlavo fino a perdere la voce.
A casa, al lavoro, in strada, in tenda, in viaggio, sempre. Ho eroso la spalla della mia migliore amica con le mie lacrime.
Ma a un certo punto ho semplicemente smesso di piangere, senza un motivo o un ragionamento profondo.
Se mi sforzo sento un grumo nero che mi blocca la gola, un enorme vuoto al petto e mi pulsano le tempie, ma non ho più le reazioni terribili dei primi momenti. Una sensazione che è lì ma non è lì.
Questa è sicuramente la cosa più brutta che mi è stata strappata via, ne avevamo parlato a lungo, avevamo messo tutto in stand by durante i suoi mesi di lavoro intenso e stavamo per provarci quando ho scoperto tutto. Mi ha illusa e ingannata.
Ora, da un lato sono sollevata di dover badare solo a me stessa, ma dall'altro so che difficilmente penserò nuovamente ad una gravidanza, soprattutto dopo aver fatto tanta fatica per superare i miei blocchi e pensare a lui anche come ad un buon padre, l'uomo con cui voler mettere su una famiglia.

C'è qualcuno qui che ha avuto un figlio dopo un tradimento? E perché?


Non l avevo letta Mille.
( !!! )


tu hai un bisogno enorme di cacciare fuori tutta sta roba. Tu non poi rimanere nel silenzio..no ..no...

un abbraccio vero.
 

dammi un nome

Utente di lunga data
Si, il non registrato ha ragione, anche se certe cose per ora non posso farle.


Ma quanto sei curiosa! :mrgreen:
Mille, fai solo, SOLO, cio' che non fai fatica a fare.

Già ti è richiesto moltissimo.


ma che nome hanno dato a quello che sta succedendo al tuo Ragazzo?

forse sono indiscreta
 
N

Non Registrato

Guest
Non è solo una tua impressione, è così. Per far star bene lui mi pongo parecchi limiti.

Il problema è che se gli dicessi tutto, ma proprio tutto come succedeva prima, sono sicura che otterrei una notte di disperazione. Sua e mia. Già provato, eh. Non lo dico per ipotesi, dopo la scoperta del tradimento ho passato un mese così, sfogandomi e chiedendo spiegazioni, dicendogli quanto stavo male, urlando, uscendo di casa per ore e rientrando ancora più rabbiosa. E lui non era ancora crollato, si vergognava da morire e non riusciva a guardarmi in faccia, ma andava ancora a lavorare e faceva un po' di altre cose.

Lo devo trattare per forza in un altro modo, sotto sotto sarà ancora lo stesso (forse), ma non è più così solido.
Anche se c'è da dire che per ora il terapeuta sta pensando a lui, quindi le richieste di non fargli troppe pressioni credo che dipendano solo dal non voler stressare il suo paziente e vanificare il lavoro che stanno facendo insieme.

Comunque gli dirò molto, alla fine passeremo una lunga e difficile serata, anche con il quasi-sfogo che sto pensando da giorni ormai. O settimane se contiamo anche le cose scritte qui.

Grazie per la fiducia!

purtroppo non dubito della disperazione che ne seguirebbe, anche per questo ti vedo 'ostaggio'.

il crollo è stato la sua risposta ultima, il salvavita scattato per il sovraccarico emotivo che l'ha investito.
non discuto certo l'autenticità del suo malessere, penso ci sia una parte di lui che stia giocando alle sue stesse spalle, ed è proprio questa parte che, come un bravo artificiere, dovresti per il tuo e per il suo bene disinnescare.
è la parte che rifugge l'aggressività, il dovere, la punizione, la colpa.
parte che convive tranquillamente con ognuno di noi, niente di insano, anzi, fino a quando però, per qualche ragione, non 'assume il comando'.
ovviamente sto banalizzando, ma riportarla all'ordine, smontare la sua strategia di difesa (che si rivela di 'attacco' per chi vive accanto e la subisce), significa affrontarne tutte le resistenze, e queste non sono mai poche o indolori, purtroppo.

non credere che non comprenda o sottovaluti le tue incertezze e i tuoi timori.
spero soltanto tu possa scongiurare l'eventualità che il tuo coinvolgimento, la tua forza, possano diventare un suo, anche involontario, strumento.
un forte in bocca al lupo!
 

demoralizio

Utente di lunga data
Milly, boh, io continuo a pensare che la tua presenza sia tossica per lui. Non so un cazzo di psichiatria o psicoquelcheè, ma la tua impossibilitá di rapportarti ad un adulto cosciente (v. Zombie), di non poterti incazzare perchè altrimenti "rimane offeso", di vivere la tua sofferenza ho paura che ti porti sempre più nello sconforto.

Tu parli di stupendi anni passati insieme, ok, di canzoni italiane (nomadi brrrrrr), del progetto di un figlio, di tante cose che ti si stanno rivoltando contro, e non sei nelle condizioni di dilaniare tutto per curare te stessa. Invece HAI SEMPRE la possibilità di decidere della tua vita, a costo di far male agli altri. Vorresti, nel caso andaste avanti, una persona che sta con te per riconoscenza?
 

MillePensieri

Utente di lunga data
Milly, boh, io continuo a pensare che la tua presenza sia tossica per lui. Non so un cazzo di psichiatria o psicoquelcheè, ma la tua impossibilitá di rapportarti ad un adulto cosciente (v. Zombie), di non poterti incazzare perchè altrimenti "rimane offeso", di vivere la tua sofferenza ho paura che ti porti sempre più nello sconforto.

Tu parli di stupendi anni passati insieme, ok, di canzoni italiane (nomadi brrrrrr), del progetto di un figlio, di tante cose che ti si stanno rivoltando contro, e non sei nelle condizioni di dilaniare tutto per curare te stessa. Invece HAI SEMPRE la possibilità di decidere della tua vita, a costo di far male agli altri. Vorresti, nel caso andaste avanti, una persona che sta con te per riconoscenza?
I nostri anni insieme...fa male ricordarli perché sembra tutto rovinato ora, ma sono stati davvero belli (parlo per me...). Il figlio mancato mi resterà addosso come una cicatrice comunque andranno le cose, perché lui è stato fondamentale per farmici pensare.
Ma quello che sto affrontando adesso, lo voglio, così come ho voluto tante altre cose. E' una mia decisione, è difficile, ma sono sicura di voler proseguire. Non ad oltranza chiaramente, finché la cosa avrà un senso per me.
La mia presenza è pesante, ma è lui ad aver avuto l'ultima parola sul suo ritorno a casa (e abbiamo chiesto al terapeuta, ci ha dato l'ok).

Sul neretto: assolutamente no.
Come gli ho già detto (e gli ripeterò più tardi), io ora sento di volergli stare vicino ed aiutarlo, non so per quanto resisterò e sono la prima a non poter prevedere se dopo aver risolto i suoi problemi continueremo. Se non mollerò prima avrà la possibilità di darmi dei buoni motivi per pensare ancora ad un futuro insieme. E io valuterò.
Non per riconoscenza o dipendenza. In quel caso lo rifiuterei e gli direi di tornare in terapia, solo che non ci sarei più io, figurati un noi. E' difficile da spiegare, ma per ora ti assicuro che non stiamo lavorando per recuperare il nostro rapporto, se succederà dovrà esserne consapevole e partecipe. E dovrò volerlo pure io.






Ok, sui Nomadi magari ho esagerato, dai...sono legati a dei bei momenti, viaggi in macchina, cose così, in generale non mi esaltano. Sorridevo riascoltando certe loro canzoni che mi aveva fatto conoscere lui. I miei gusti musicali si orientano su altro.
Capita di assorbire dal partner anche cose che normalmente non ci entusiasmerebbero! Non mi ha obbligato nessuno! Oh, non fare il demo pignolo!

Ora si cena e mi preparo a spaccargli le ossa...che brutta serata mi attende. :unhappy:
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Perchè parlo per me e basta. Se lui avesse voglia di raccontarsi sarebbe qui o altrove. :blank:
sarebbe una delle possibili soluzioni. perché non lo inviti qui ... che lo rullocompressiamo un po' ;)
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Ora si cena e mi preparo a spaccargli le ossa...che brutta serata mi attende. :unhappy:
ma anche no. always look on the bright side of life :)

[video=youtube;-ECUtkv2qV8]http://www.youtube.com/watch?v=-ECUtkv2qV8[/video]
 

Sbriciolata

Escluso
purtroppo non dubito della disperazione che ne seguirebbe, anche per questo ti vedo 'ostaggio'.

il crollo è stato la sua risposta ultima, il salvavita scattato per il sovraccarico emotivo che l'ha investito.
non discuto certo l'autenticità del suo malessere, penso ci sia una parte di lui che stia giocando alle sue stesse spalle, ed è proprio questa parte che, come un bravo artificiere, dovresti per il tuo e per il suo bene disinnescare.
è la parte che rifugge l'aggressività, il dovere, la punizione, la colpa.
parte che convive tranquillamente con ognuno di noi, niente di insano, anzi, fino a quando però, per qualche ragione, non 'assume il comando'.
ovviamente sto banalizzando, ma riportarla all'ordine, smontare la sua strategia di difesa (che si rivela di 'attacco' per chi vive accanto e la subisce), significa affrontarne tutte le resistenze, e queste non sono mai poche o indolori, purtroppo.

non credere che non comprenda o sottovaluti le tue incertezze e i tuoi timori.
spero soltanto tu possa scongiurare l'eventualità che il tuo coinvolgimento, la tua forza, possano diventare un suo, anche involontario, strumento.
un forte in bocca al lupo!
:smile:
 

dammi un nome

Utente di lunga data
Ci ho già pensato io, ve lo mando appena si riprende...che stanchezza. :blank:
è una ottima idea quella di Qui.

ma non puo' reggere. troppo semplice sfilarsi da qua.


lo fa con la realtà reale figurati con quella virtuale.

se venisse qui sopra significherebbe che è già guarito. questo è quello che penso, vorrei sbagliarmi.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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