MillePensieri
Utente di lunga data
Grazie.ed è giusto che tu lo faccia....![]()
Con tatto magari, ma si.
Non è solo una tua impressione, è così. Per far star bene lui mi pongo parecchi limiti.scusami, ma più ti leggo, più mi si rafforza l'impressione (!) che tu sia ostaggio della sua debolezza.
anche se credi di non ottenere nulla, faresti comunque bene a non soffocare oltre le tue emozioni, la tua spontaneità.
non puoi continuare a muoverti come in un campo minato.
che si chiuda, che pianga, che capisca che 'lo scudo' che ha attivato non regge più, non gli serve, non esiste.
non trattarlo da 'malato', rivolgiti a lui come all'uomo che era, non ha certo perso il senno o la consapevolezza.
allinearti ai suoi tempi, assecondare la sua indolenza, la sua paura, è lo stillicidio che state vivendo.
chiaramente, mi fido più di te che del terapeuta.
Il problema è che se gli dicessi tutto, ma proprio tutto come succedeva prima, sono sicura che otterrei una notte di disperazione. Sua e mia. Già provato, eh. Non lo dico per ipotesi, dopo la scoperta del tradimento ho passato un mese così, sfogandomi e chiedendo spiegazioni, dicendogli quanto stavo male, urlando, uscendo di casa per ore e rientrando ancora più rabbiosa. E lui non era ancora crollato, si vergognava da morire e non riusciva a guardarmi in faccia, ma andava ancora a lavorare e faceva un po' di altre cose.
Lo devo trattare per forza in un altro modo, sotto sotto sarà ancora lo stesso (forse), ma non è più così solido.
Anche se c'è da dire che per ora il terapeuta sta pensando a lui, quindi le richieste di non fargli troppe pressioni credo che dipendano solo dal non voler stressare il suo paziente e vanificare il lavoro che stanno facendo insieme.
Comunque gli dirò molto, alla fine passeremo una lunga e difficile serata, anche con il quasi-sfogo che sto pensando da giorni ormai. O settimane se contiamo anche le cose scritte qui.
Grazie per la fiducia!