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Guest
Nessuna delle due probabilmente...La mia storia l'avete letta, e grazie grazie per le risposte. Io per natura non vado di forcone, ma mi chiedo se in certi casi affrontare certe situazioni di tradimento piuttosto umilianti rincorrendo il fedifrago, immobilizzarlo e piantargli i puntali nelle......non sia la cosa giusta...Qualcuno, per esempio, mi sta dicendo che a fronte della mancanza di resa da parte della signora, che continua a lanciare provocazioni e a insinuare comunque la sua presenza (stesso luogo di lavoro...niente di più comodo!) io non debba rinunciare appunto a inforconare lui e, nella pratica spicciola, ricorrere a mezzi del tipo (in musoduro crescente: 1)chiamare la signora per cellulare e chiedere delucidazioni in merito; 2) presentarmi lì e fare una performance; 3) avendo a disposizione ampio materiale compromettente minacciare di utilizzarlo (ad esempio, con l'ignaro consorte altrui). Premesso che mi verrebbe male, perché uno un po' ci deve nascere a saper fare queste cose, quello che a volte mi trovo a fare è parecchio pressing clamoroso con lui, sotto forma di epiteti suini, muridi ecc. ; oppure faccio la maestrina con la penna rossa ponendo limiti, condizioni e predicozzi. La mia è una domanda un po' teorica, così si sfrantumano solo i gioielli attualmente deprivati dei due amanti separati per forza, si corre il rischio di riattualizzare sempre la cosa, riattivarla? Per traditi e traditori, qual è l'atteggiamento che più può fungere a un impallidimento della faccenda, quando è stata annunciata in teoria la sua interruzione, o per lo meno un incamminamento verso l'interruzione?