voglia di liberta

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Kid

Utente un corno
ho voglia di libertà
sono sposata da 18 anni e il mio matrimonio tra alti e bassi oggi forse è arrivato al capolinea. x mio marito provo un profondo affetto ma non amore con la A maiuscola
questo forse xkè ho conosciuto una persona in chat. E' cominciato tutto per gioco ed ora mi sono ritrovata a pensare continuamente a lui. Con lui riesco ad essere me stessa, come se la conoscessi da anni oltre a provare una grandissima attrazzione, per me lui è un amico.Ci siamo visti un paio di volte, (anche lui è sposato)
ma non siamo andati oltre i baci, ma questo xke lui aveva paura di avere un rapporto con me, xk poi non sarebbe riuscito ad avvicinarsi a sua moglie, Io lo attraggo tantissimo e anche se non ce sesso fra di noi lui vuole continuare a vedermi, anche se i nostri incontri sono molto sporadici dato che abbitiamo a 250 km di distanza . Tutta questa distanza mi fa star male, anche se è meglio cosi , sarebbe un casino se fossimo vicini. Cmq il mio posto e accanto a mio marito ma non so fino a quando riusciro a resistere. Qualcuno mi sa dire come fare per superare questo periodo cosi triste ?
E' un discorso alquanto adolescenziale, permettimi.

Molleresti tutta la tua vita per uno sposato e conosciuto in chat? Bel coraggio....

Cerca di ravvivare il tuo matrimonio và....
 
O

Old squonk

Guest
Oltre a quotare e straquotare kid anch'io, ripropongo la stessa domanda che avevo già posto a qualcuna che si chiedeva tranquillamente se mollare o meno il marito. Vorrei proprio sapere se, in una coppia, non si ritiene di avere anche DOVERI oltre ai supposti diritti di alzarsi la mattina e di dire ciao ti lascio.
Non parlo ovviamente dei "doveri coniugali" di buona memoria, prima che si faccia la battuta, ma i doveri di rispettare il patto che ENTRAMBI i coniugi un bel giorno hanno liberamente stipulato. Un patto di ESSERCI in base al quale anche l'altro si fa sacrosante aspettative di non restare solo come un paracarro nello spazio di un'apertura e chiusura di porta e di uno sbadiglio di noia.
Mi viene sempre più da pensare che per molti un marito, una moglie, un partner, sia come una lavastoviglie o - nella migliore dell'ipotesi - un'automobile. Si rompe spesso, ha la carrozzeria rigata ed è un modello vecchio. Oggi la porto del demolitore e ne compro una nuova.
Investire nel rapporto, mettersi in discussione, parlare con il partner (almeno provarci, è ovvio), sforzarsi di non cadere nelle trappole del banale vivere di tutti i giorni per poi accorgersi fuori tempo massimo di essere in mezzo al mare (di guai o in tempesta), in una parola: amare e costruire un progetto, oltre che amare una persona, questo mai, vero?
Che gran carosello di egoisti, narcisisti ed eterni adolescenti che vedo girare...
 

Kid

Utente un corno
Oltre a quotare e straquotare kid anch'io, ripropongo la stessa domanda che avevo già posto a qualcuna che si chiedeva tranquillamente se mollare o meno il marito. Vorrei proprio sapere se, in una coppia, non si ritiene di avere anche DOVERI oltre ai supposti diritti di alzarsi la mattina e di dire ciao ti lascio.
Non parlo ovviamente dei "doveri coniugali" di buona memoria, prima che si faccia la battuta, ma i doveri di rispettare il patto che ENTRAMBI i coniugi un bel giorno hanno liberamente stipulato. Un patto di ESSERCI in base al quale anche l'altro si fa sacrosante aspettative di non restare solo come un paracarro nello spazio di un'apertura e chiusura di porta e di uno sbadiglio di noia.
Mi viene sempre più da pensare che per molti un marito, una moglie, un partner, sia come una lavastoviglie o - nella migliore dell'ipotesi - un'automobile. Si rompe spesso, ha la carrozzeria rigata ed è un modello vecchio. Oggi la porto del demolitore e ne compro una nuova.
Investire nel rapporto, mettersi in discussione, parlare con il partner (almeno provarci, è ovvio), sforzarsi di non cadere nelle trappole del banale vivere di tutti i giorni per poi accorgersi fuori tempo massimo di essere in mezzo al mare (di guai o in tempesta), in una parola: amare e costruire un progetto, oltre che amare una persona, questo mai, vero?
Che gran carosello di egoisti, narcisisti ed eterni adolescenti che vedo girare...

Ahimè hai ragione.
 

MK

Utente di lunga data
credo

che ci si sposi più per dovere che per amore.
 
O

Old mux

Guest
Oltre a quotare e straquotare kid anch'io, ripropongo la stessa domanda che avevo già posto a qualcuna che si chiedeva tranquillamente se mollare o meno il marito. Vorrei proprio sapere se, in una coppia, non si ritiene di avere anche DOVERI oltre ai supposti diritti di alzarsi la mattina e di dire ciao ti lascio.
Non parlo ovviamente dei "doveri coniugali" di buona memoria, prima che si faccia la battuta, ma i doveri di rispettare il patto che ENTRAMBI i coniugi un bel giorno hanno liberamente stipulato. Un patto di ESSERCI in base al quale anche l'altro si fa sacrosante aspettative di non restare solo come un paracarro nello spazio di un'apertura e chiusura di porta e di uno sbadiglio di noia.
Mi viene sempre più da pensare che per molti un marito, una moglie, un partner, sia come una lavastoviglie o - nella migliore dell'ipotesi - un'automobile. Si rompe spesso, ha la carrozzeria rigata ed è un modello vecchio. Oggi la porto del demolitore e ne compro una nuova.
Investire nel rapporto, mettersi in discussione, parlare con il partner (almeno provarci, è ovvio), sforzarsi di non cadere nelle trappole del banale vivere di tutti i giorni per poi accorgersi fuori tempo massimo di essere in mezzo al mare (di guai o in tempesta), in una parola: amare e costruire un progetto, oltre che amare una persona, questo mai, vero?
Che gran carosello di egoisti, narcisisti ed eterni adolescenti che vedo girare...
squonk, purttroppo le tue parole sono sante...ahimè la realtà è che si son persi i valori. La famiglia il matrimonio non contano piu' nulla se non al ricordo di una bella festicciola svoltasi tra amici e parenti.
Poi quando senti certe donne...non mi interessa avere tutto il porco...ma solo una parte...bhè ti cadono i maroni a terrà.
é come se dicessi mi son trombato annamazzamauro...ma le ho messo un materasso in faccio, cos' non la vedevo.
La società sta cadendo troppo in basso e il futuro non è certo roseo per le new entry
 
O

Old squonk

Guest
squonk, purttroppo le tue parole sono sante...ahimè la realtà è che si son persi i valori. La famiglia il matrimonio non contano piu' nulla se non al ricordo di una bella festicciola svoltasi tra amici e parenti.
Poi quando senti certe donne...non mi interessa avere tutto il porco...ma solo una parte...bhè ti cadono i maroni a terrà.
é come se dicessi mi son trombato annamazzamauro...ma le ho messo un materasso in faccio, cos' non la vedevo.
La società sta cadendo troppo in basso e il futuro non è certo roseo per le new entry

Sai qual è il problema? Che per come la vedo io, nessuno è obbligato a sposarsi/convivere/coinvolgere altri in relazioni stabili. Proprio nessuno. Essendone capaci e avendone voglia, sia che si sia maschi, femmine, etero, omo o trans, si può passare tutta la propria vita a svolazzare di fiore in fiore e in tutti i modi possibili, senza per questo male ad anima viva.
Ma dal momento in cui si decide liberamente di LEGARSI ad un partner, si smette di essere da soli. E ciò che io faccio, da portare a spasso il cane fino a scegliere la vacanza o cambiare lavoro, non riguarda più soltanto me stesso ma ENTRAMBI.
E allora, per evitare prese in giro tanto penose quanto crudeli, la parola data sia una. E che cambiarla non sia faccenda di sostituire giacca o pettinatura, ma qualcosa di più serio, meditato, dibattuto e che, prima di arrivare all'ultima ratio, ci si PARLI. Tutti i giorni, e non solo per farsi ciccicoccò o litigare sulla pasta scotta. E' un concetto davvero così marziano?
O bisogna arrivare al paradosso che ci si possa sposare/avere una residenza in comune soltanto dopo un la frequenza obbligatoria di una serie di sedute di psicologia comportamentale di coppia, ad impartire quella "educazione sentimentale" che pare tanto conosciuta ai più quanto la teoria dei quanti di Planck?
 

MK

Utente di lunga data
ok

e se il parlarne fosse sto bene con te ma vorrei anche altro. Altro che tu non mi puoi dare. Credi sarebbe meglio?
 

MK

Utente di lunga data
Vere

più per il progetto matrimonio che per amore verso quella persona.
 
O

Old squonk

Guest
e se il parlarne fosse sto bene con te ma vorrei anche altro. Altro che tu non mi puoi dare. Credi sarebbe meglio?
Guarda che un concetto del genere è del tutto equivalente a "non ti amo più ti lascio". Perché è la comunicazione di una decisione già presa, che tradotta è: "il mio egoismo mi fa capire che con te non posso più stare". Solo che come l'hai espresso tu è in forma molto più ipocrita...

Un concetto NON ipocrita potrebbe essere, per esempipo banale: "guarda, sento che CI manca qualche cosa. Tu stai bene con me? Io Mi sento trascurata/o, possiamo capire insieme dove stiamo andando, che cosa ci sta succedendo e toglierci di dosso un po' di polvere?"
 

MK

Utente di lunga data
non lo so

chiedo. Non vedo tante coppie felici, e vedo tanti tradimenti. Allora si sta insieme per cosa?
 

MK

Utente di lunga data
squonk

e se l'oggetto della conversazione fosse il desiderio verso un'altra persona?
 
O

Old squonk

Guest
e se l'oggetto della conversazione fosse il desiderio verso un'altra persona?
Non credo ci siano regole assolute. Dipende da chi hai di fronte. Se è vero che - in linea teorica e ideale - sarebbe meglio essere sinceri, non sempre sarebbe utile se si vuole aiutare il rapporto che zoppica.
Nel chiedere attenzione al partner per una "malattia della coppia" si potrebbe infatti anche "saltare" di raccontare l'effetto di questa malattia (cioè il desiderio di un'altra persona) per affrontare invece direttamente le cause che l'hanno procurato...
 

MK

Utente di lunga data
Certo, dipende da chi ti trovi davanti. Ma se la malattia la vede solo una parte anche parlarne diventa complicato.
 
O

Old squonk

Guest
Certo, dipende da chi ti trovi davanti. Ma se la malattia la vede solo una parte anche parlarne diventa complicato.
Verissimo. Ma in quel caso la responsabilità - morale, s'intende - per il "tradimento della coppia" (cioè per il mancato rispetto dell'impegno a mantenerla viva) passa a chi si ostina a non riconoscere i problemi e non è più certo imputabile a chi li evidenzia per cercare di risolverli.
In ogni caso, da quel momento in poi, dal "tradimento della coppia" al "tradimento del partner" ancora ce ne passa... O, meglio, ce ne dovrebbe passare.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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