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dave.one

Utente di lunga data
Quanti di voi vivono veramente? Quanti possono dire di vivere veramente per definirsi "felici"?
Quanti vivono alla giornata?
Quanti vivono "il" momento e ne assaporano ogni singolo anelito di vita che esso contiene?
Ma, soprattutto, quanti di voi pensano di vivere alla giornata, ma in realtà, in ogni momento di questa giornata, vivono pensando a cosa è stato o a cosa sarà, dimenticandosi dell'ora, dell'adesso? Quindi di aspettative?
Se faccio una disamina di ciò che mi rende infelice, mi accorgo che spesso vivo con l'aspettativa di ciò che è stato e ciò che potrà essere: quindi nel ieri o nel domani. Se questa è disattesa (come puntualmente accade), l'infelicità è certa.
Chi si dimentica delle proprie aspirazioni? Chi non ha mai pensato di sostituirle alle aspettative? Pensare alle proprie aspirazioni per poter ritornare a vivere ogni singolo momento, l'oggi, e non "ieri" o "domani"?
Scusate, pensieri strani di un momento di vita... strano.
Al diavolo l'infelicità...
 

Hirohito

Utente di lunga data
Quanti di voi vivono veramente? Quanti possono dire di vivere veramente per definirsi "felici"?
Quanti vivono alla giornata?
Quanti vivono "il" momento e ne assaporano ogni singolo anelito di vita che esso contiene?
Ma, soprattutto, quanti di voi pensano di vivere alla giornata, ma in realtà, in ogni momento di questa giornata, vivono pensando a cosa è stato o a cosa sarà, dimenticandosi dell'ora, dell'adesso? Quindi di aspettative?
Se faccio una disamina di ciò che mi rende infelice, mi accorgo che spesso vivo con l'aspettativa di ciò che è stato e ciò che potrà essere: quindi nel ieri o nel domani. Se questa è disattesa (come puntualmente accade), l'infelicità è certa.
Chi si dimentica delle proprie aspirazioni? Chi non ha mai pensato di sostituirle alle aspettative? Pensare alle proprie aspirazioni per poter ritornare a vivere ogni singolo momento, l'oggi, e non "ieri" o "domani"?
Scusate, pensieri strani di un momento di vita... strano.
Al diavolo l'infelicità...
Io credo davvero di vivere per il 90 % alla giornata, e sto benino, infatti.
Ma non è una scelta, ci si arriva o meno, a seconda di come va la vita.
 

elena

Utente di lunga data
Quanti di voi vivono veramente? Quanti possono dire di vivere veramente per definirsi "felici"?
Quanti vivono alla giornata?
Quanti vivono "il" momento e ne assaporano ogni singolo anelito di vita che esso contiene?
Ma, soprattutto, quanti di voi pensano di vivere alla giornata, ma in realtà, in ogni momento di questa giornata, vivono pensando a cosa è stato o a cosa sarà, dimenticandosi dell'ora, dell'adesso? Quindi di aspettative?
Se faccio una disamina di ciò che mi rende infelice, mi accorgo che spesso vivo con l'aspettativa di ciò che è stato e ciò che potrà essere: quindi nel ieri o nel domani. Se questa è disattesa (come puntualmente accade), l'infelicità è certa.
Chi si dimentica delle proprie aspirazioni? Chi non ha mai pensato di sostituirle alle aspettative? Pensare alle proprie aspirazioni per poter ritornare a vivere ogni singolo momento, l'oggi, e non "ieri" o "domani"?
Scusate, pensieri strani di un momento di vita... strano.
Al diavolo l'infelicità...
Ciao Dave, sono Elena e ho letto un po' di te qui in giro.
Non puoi confondere aspirazioni e aspettative, perché solo le seconde sono quelle che ci fregano. Ma l'infelicità che deriva dalle aspettative deluse è pure essa un qualcosa che ci fa sentire profondamente e dolorosamente vivi.

Ma tieni
http://www.youtube.com/watch?v=UI7lFaF_owk
 

elena

Utente di lunga data
Io credo davvero di vivere per il 90 % alla giornata, e sto benino, infatti.
Ma non è una scelta, ci si arriva o meno, a seconda di come va la vita.
E a seconda di quanto si decide di essere paraculo (prossimo paranoide o paranormale). :p:p;);)
 

Hirohito

Utente di lunga data
E a seconda di quanto si decide di essere paraculo (prossimo paranoide o paranormale). :p:p;);)
Il paraculismo arriva anch'esso con la vita e con le difficoltà.
Significa volersi bene, non trattarlo male.
Non ha accezione negativa, se ci pensi.
Un pò farebbe bene pure a te.
 

elena

Utente di lunga data
Il paraculismo arriva anch'esso con la vita e con le difficoltà.
Significa volersi bene, non trattarlo male.
Non ha accezione negativa, se ci pensi.
Un pò farebbe bene pure a te.
Sono autodifese, Hiro.
Lo so.
Lo so...hai ragione.
 

Sole

Escluso
Quanti di voi vivono veramente? Quanti possono dire di vivere veramente per definirsi "felici"?
Quanti vivono alla giornata?
Quanti vivono "il" momento e ne assaporano ogni singolo anelito di vita che esso contiene?
Io ho sempre vissuto bene il qui e ora. Quando il qui e ora non funzionano, inizio a scrivere o a immaginare e mi catapulto nell'altrove.

La mia fantasia mi ha sempre aiutato a vivere, ho sempre avuto la sensazione (forse un piccolo delirio di onnipotenza) di poter trasformare la realtà a mio piacere.

Sono autosufficiente. Ho sempre apprezzato ciò che ho e, fondamentalmente, sono un'eterna entusiasta che vede sempre tutto magnifico anche quando non lo è.

Mio marito, irrequieto ed eterno insoddisfatto, mi ha sempre invidiato moltissimo per questo. Perchè, io gli chiedo sempre, non assapori ciò che hai, non ti immergi totalmente nell'attimo che stai vivendo? Ma lui non proprio non ce la fa... sta sempre con un piede fuori, non finisce un pensiero che ne inizia subito un altro e se le cose non vanno come si prefigura lui comincia il dramma.

Il perchè di questa differenza di approccio alla vita non l'ho mai capita però.
 

aristocat

Utente iperlogica
Quanti di voi vivono veramente? Quanti possono dire di vivere veramente per definirsi "felici"?
Quanti vivono alla giornata?
Quanti vivono "il" momento e ne assaporano ogni singolo anelito di vita che esso contiene?
Ma, soprattutto, quanti di voi pensano di vivere alla giornata, ma in realtà, in ogni momento di questa giornata, vivono pensando a cosa è stato o a cosa sarà, dimenticandosi dell'ora, dell'adesso? Quindi di aspettative?
Se faccio una disamina di ciò che mi rende infelice, mi accorgo che spesso vivo con l'aspettativa di ciò che è stato e ciò che potrà essere: quindi nel ieri o nel domani. Se questa è disattesa (come puntualmente accade), l'infelicità è certa.
Chi si dimentica delle proprie aspirazioni? Chi non ha mai pensato di sostituirle alle aspettative? Pensare alle proprie aspirazioni per poter ritornare a vivere ogni singolo momento, l'oggi, e non "ieri" o "domani"?
Scusate, pensieri strani di un momento di vita... strano.
Al diavolo l'infelicità...
caro Dave,
pensavo proprio a questo un'oretta fa, sul treno. Ero in uno stato di relax beato e guardavo fuori il paesaggio dal finestrino. Sembra banale, ma in quell'attimo ho quasi desiderato che il tempo si fermasse perchè me la stavo godendo veramente tanto. Però bisogna accettare il fatto che questo treno continua a correre e, a un certo punto, ferma nella tua stazione. Ed è il momento di scendere e affrontare tutte le incombenze, tutti i chiariscuri del quotidiano. Ovvio, per quanto tu conosca te stesso e la direzione che hai dato alla tua vita, non sai mai esattamente cosa succederà...cosa aspettarti.
E' il bello/brutto del vivere. Certo, a grandi linee sai cosa dovrai fare tra 20 minuti, o domani, o tra una settimana. Sai che tutto quello che andrai a fare risponde a una serie di ragioni di vita che ti sei dato. Perchè ognuno di noi ha delle ragioni di vita, dei motivi più o meno profondi per cui ogni mattina si alza e impiega in un certo modo le proprie energie.
Ok, ci possono essere dei contrattempi, o delle disgrazie che ti costingono a trovare un piano B, altre "aspirazioni", come le chiami tu. Inutile dire che se si pensa "troppo" a questi contrattempi e disgrazie varie, si perde anche di vista quello che è davvero importante per noi, alla fine. E questo è un peccato. Dipende solo da noi non abbattersi, e mantenere un proprio "centro".
Poi, siccome la vita è in evoluzione, ci sta anche che le "aspirazioni" possano cambiare da sè, negli anni. Può pure succedere che, talvolta, il destino ci stupisca favorevolmente, magari regalandoci certe soddisfazioni che non immaginavamo neanche lontanamente di vivere....:sonar:
E' giusto pensare a ieri, è giusto pensare al domani. Dipende solo da come lo si fa :)

ari
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Dave, vivere bene io??? Dai una delle mie aspirazioni è vedere uno stronzo in galera o morto (assassino di mio padre) ed una vacca da monta umiliata!!!! Nessuna di queste cose potrà mai avvenire, qundi non ho aspirazioni e non ho desideri, l'unica cosa che faccio per me è cercare di campare, prendere soldi e comprarmi auto sportive nuove per correre, e correre e sempre più correre in pista fino alla morte, li si che mi sento davvero vivo, solo che ora mi manca il Porsche, accidenti, un maledetto Porsche carrera 4 cercava di superarmi, io risulvevo il gap prestazionale in curva, ma ad un certo punto mi sono trovato con il difetto delle mie 185/70 HR 14 che mi hanno dato quello sgradevole effetto gommoso ed ho dovuto rallentare...devo mettere dei 16 pollici con ruote adeguate. :p
 

xfactor

Utente di lunga data
Hai mai provato a fare il barbone per una giornata?

Tempo fà con il mio carissimo amico decidemmo di fare una vacanza un pò ......fuori dall'ordinario! Mi disse ......prendi un rotolo di carta igienica ed un asciugamano , porta solo 50 euro che partiamo.
Con il suo ducato partimmo ma senza meta , finiti i soldi ed il gasolio cominciammo a fare i barboni ( dopo2 giorni), ti dico provare per credere è stata la vacanza più bella !

Vivo alla giornata e mi vanto!
 
Io ho sempre vissuto bene il qui e ora. Quando il qui e ora non funzionano, inizio a scrivere o a immaginare e mi catapulto nell'altrove.

La mia fantasia mi ha sempre aiutato a vivere, ho sempre avuto la sensazione (forse un piccolo delirio di onnipotenza) di poter trasformare la realtà a mio piacere.

Sono autosufficiente. Ho sempre apprezzato ciò che ho e, fondamentalmente, sono un'eterna entusiasta che vede sempre tutto magnifico anche quando non lo è.

Mio marito, irrequieto ed eterno insoddisfatto, mi ha sempre invidiato moltissimo per questo. Perchè, io gli chiedo sempre, non assapori ciò che hai, non ti immergi totalmente nell'attimo che stai vivendo? Ma lui non proprio non ce la fa... sta sempre con un piede fuori, non finisce un pensiero che ne inizia subito un altro e se le cose non vanno come si prefigura lui comincia il dramma.

Il perchè di questa differenza di approccio alla vita non l'ho mai capita però.
AHAHAHAHAHAHAHAHAHA....
Sai una cosa simpaticissima?
Io ero come tuo marito...e sto diventando come te...
Ma se io casco dentro in qualche altro nuovo progetto o passione...ridivento come tuo marito eh?
AHAHAHAHAHAHAHA....
Vero se le cose non vanno come ci prefiguriamo...ah che delusione...

Ma mi sono accorto di una cosa...
Dopo mi scrollo di dosso la delusione e parto per una nuova magnifica impresa...
Sono dadaista...

Va male con una?
Ben dai chi se ne frega...
Me ne cerco un'altra no?
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Io credo di aver vissuto tutto il vivibile della mia vita, e il tempo di ogni giorno che mi resta è regalato. Sono felice con quello che ho e non desidero altro.

La vita mi regala ogni giorno nuove sfide che vinco o perdo, ma a differenza di prima non mi offendeno le perdite e non mi gratificano le vincite. Alla fine, sono riuscito a giocare e vedere causa ed effetto.

Sono curioso dove andrà a finire e nello stesso tempo se che finirà mai, almeno nel tempo che conosciamo. E' rimasto qualche dubbio sulla trasformazione del mio essere, ma non mi preoccupa.

Posso dire con sincerità, che l'investimento per arrivarci a riscuotere gli interessi è valsa la pena ...
 

elena

Utente di lunga data
caro Dave,
pensavo proprio a questo un'oretta fa, sul treno. Ero in uno stato di relax beato e guardavo fuori il paesaggio dal finestrino. Sembra banale, ma in quell'attimo ho quasi desiderato che il tempo si fermasse perchè me la stavo godendo veramente tanto. Però bisogna accettare il fatto che questo treno continua a correre e, a un certo punto, ferma nella tua stazione. Ed è il momento di scendere e affrontare tutte le incombenze, tutti i chiariscuri del quotidiano. Ovvio, per quanto tu conosca te stesso e la direzione che hai dato alla tua vita, non sai mai esattamente cosa succederà...cosa aspettarti.
E' il bello/brutto del vivere. Certo, a grandi linee sai cosa dovrai fare tra 20 minuti, o domani, o tra una settimana. Sai che tutto quello che andrai a fare risponde a una serie di ragioni di vita che ti sei dato. Perchè ognuno di noi ha delle ragioni di vita, dei motivi più o meno profondi per cui ogni mattina si alza e impiega in un certo modo le proprie energie.
Ok, ci possono essere dei contrattempi, o delle disgrazie che ti costingono a trovare un piano B, altre "aspirazioni", come le chiami tu. Inutile dire che se si pensa "troppo" a questi contrattempi e disgrazie varie, si perde anche di vista quello che è davvero importante per noi, alla fine. E questo è un peccato. Dipende solo da noi non abbattersi, e mantenere un proprio "centro".
Poi, siccome la vita è in evoluzione, ci sta anche che le "aspirazioni" possano cambiare da sè, negli anni. Può pure succedere che, talvolta, il destino ci stupisca favorevolmente, magari regalandoci certe soddisfazioni che non immaginavamo neanche lontanamente di vivere....:sonar:
E' giusto pensare a ieri, è giusto pensare al domani. Dipende solo da come lo si fa :)

ari
...devo dare un po' di reputazione in giro prima di restituirtela, ma questo post mi è piaciuto tantissimo.
 

dave.one

Utente di lunga data
caro Dave,
pensavo proprio a questo un'oretta fa, sul treno. Ero in uno stato di relax beato e guardavo fuori il paesaggio dal finestrino. Sembra banale, ma in quell'attimo ho quasi desiderato che il tempo si fermasse perchè me la stavo godendo veramente tanto. Però bisogna accettare il fatto che questo treno continua a correre e, a un certo punto, ferma nella tua stazione. Ed è il momento di scendere e affrontare tutte le incombenze, tutti i chiariscuri del quotidiano. Ovvio, per quanto tu conosca te stesso e la direzione che hai dato alla tua vita, non sai mai esattamente cosa succederà...cosa aspettarti.
E' il bello/brutto del vivere. Certo, a grandi linee sai cosa dovrai fare tra 20 minuti, o domani, o tra una settimana. Sai che tutto quello che andrai a fare risponde a una serie di ragioni di vita che ti sei dato. Perchè ognuno di noi ha delle ragioni di vita, dei motivi più o meno profondi per cui ogni mattina si alza e impiega in un certo modo le proprie energie.
Ok, ci possono essere dei contrattempi, o delle disgrazie che ti costingono a trovare un piano B, altre "aspirazioni", come le chiami tu. Inutile dire che se si pensa "troppo" a questi contrattempi e disgrazie varie, si perde anche di vista quello che è davvero importante per noi, alla fine. E questo è un peccato. Dipende solo da noi non abbattersi, e mantenere un proprio "centro".
Poi, siccome la vita è in evoluzione, ci sta anche che le "aspirazioni" possano cambiare da sè, negli anni. Può pure succedere che, talvolta, il destino ci stupisca favorevolmente, magari regalandoci certe soddisfazioni che non immaginavamo neanche lontanamente di vivere....:sonar:
E' giusto pensare a ieri, è giusto pensare al domani. Dipende solo da come lo si fa :)

ari
Grazie per la tua risposta Ari. Mi è piaciuta molto.
Posso raccontarti una cosa: la mattina normalmente mi sveglio molto presto. Non fatico a dormire, ma, per abitudine o per altre ragioni, non dormo oltre una certa ora, o per lo meno, non riesco, anche quando vorrei.
Quando potrei (non voglio dire "posso") dormire un po' di più, non solo mi sveglio prima, ma il mio cervello comincia a funzionare ed a pensare a cosa mi aspetta (ergo: aspettative), al "dopo", al "domani". Insomma, non riesco nemmeno a vivere un attimo di pace con me stesso, pensare a rilassarmi, ad "obbligarmi" a riaddormentarmi o a pensare/fare altro proprio in e per quel momento. Non c'è nulla da fare.
Mi chiedo semplicemente se sia dovuto ad abitudine, quindi sovvertibile, oppure se sia invece una situazione connaturata con la quale devo fare i conti (non me ne voglia il... conte:mexican:) vita natural durante.
Tu dici di mantenere un proprio "centro". Ma quando quel "centro" non è in te, ma è spostato più in là (faccio il mio esempio: i bambini), ecco che perdi completamente cognizione di te e quindi ti metti sempre in secondo piano.
Dici che è giusto pensare a ieri o a domani, e dipende soltanto da come lo si fa. Ti rispondo che sono concorde con te sul pensare a ieri o al domani. IMHO, sarebbe buona cosa cominciare a pensare prima all'oggi, all'adesso, prendendolo come punto di partenza per valutare il passato e preparare il proprio futuro. Basta volerlo, no?
Scusami se la risposta è contorta e poco chiara, ma l'italiano non è il mio forte :p.
 
Stato
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