Viva l'infedeltà

Stato
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Durante una partita di tennis, il fratello di landolfo, lanfranco si avvicino' alla rete con aria turbata. Non so a chi dirlo, mi disse confermandomi la mia inutilita', ma ho tradito. Io, dopo aver scrutato attentamente nella mia mente il viso, le mani,il corpo, la voce e la gestualita' della moglie rimasi dubbioso. Poi visualizzai, non con reifiuto, seni e chiappe, e risposi convinto: ne dubito
Tennis?:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotf l:

[video=youtube;5otmEH3xSpY]http://www.youtube.com/watch?v=5otmEH3xSpY[/video]

C'è anche lo sciemo....:p:p:p:p
 

Sbriciolata

Escluso
d'altro lato, se lo scoglio si scioglie, pur grande, il mare prevale. Ma tutto non possiamo prevedere, dobbiamo accettare la realta'

ps: possiamo approfondire, se occorre
se lo scoglio si scioglie, la sogliola che fa?
 

Tr@deUp

Utente di lunga data
Se lo scoglio è molto grande e il mare molto piccolo, e se lo scoglio è rotondo, ci si può pure provare...
A parte che quanto descrivi sembra più un'isola che comunque non arginerebbe, non nel senso che Mogol volle dare alla frase, vorrei aggiungere che non capisco perché dovrebbe farlo meglio se rotondo.
Anzi, una superficie sferica faciliterebbe lo scorrere dell'acqua.
 

Tr@deUp

Utente di lunga data
dopo il tradimento ci sono dei momenti di riflessione, anche per gente come me. Landolfo ne dubita, ma e' cosi'. Come mai lo faccio? Cosa mi spinge? Risposte non ve ne sono, perche' si viene immediatamente distratti. Ma la riflessione ha bisogno di risposte per essere tale? Purtroppo quello sguardo mi impedisce di rispondere anche a questa domanda. E questo ci porta a concludere che il tradimento e' il causato dalla distrazione
Riflessione dopo? Mai successo. Caso mai mi soffermo ancora adesso a ripensare a certi momenti, quasi tutti indelebili, e non mi sto riferendo solo a quei momenti ma un po' tutto l'insieme di una storia. E ne faccio tesoro per buoni o cattivi che siano stati.
 

Nausicaa

sfdcef
d'altro lato, se lo scoglio si scioglie, pur grande, il mare prevale. Ma tutto non possiamo prevedere, dobbiamo accettare la realta'

ps: possiamo approfondire, se occorre

Ma ordunque, non è forse vero che se lo scoglio si sciogliesse, il mare troverebbe una ulteriore lingua di terra a racchiuderlo?
E che sia scoglio o sabbia, forse che una rosa cessa di essere un fiore solo perchè mia figlia si incavola a essersi sbagliata a chiamarla "margherita", sì amore è bellissima, ma è una rosa non una margherita e lei con faccia di bronzo "LO SO solo che io preferisco chiamarla margherita" ok amore ma così nessuno ti capirà "NON ME NE IMPORTA IO LA CHIAMO COSi' LO STESSO"
 
Il vate e le sue imprese...

L´HAREM DI ARIEL
Attilio Mazza
Principesse e bottegaie, cantanti e attrici, muse e cameriere Le donne del poeta sono le tappe della sua biografia. Estrema


Dicono abbia amato «la donna», ma quante! Cento? Cinquecento? Nessuno è stato capace di tenere i conti per Gabriele d´Annunzio, tra fisse, occasionali, muse e «badesse». L´immaginifico, pronto ad appropriarsi di tutto, e tutto giustificare e sublimare nella poesia, si proclamò «infedele per amore». Una caccia spasmodica, ossessiva negli anni della maturità e patetica in quelli estremi. Pulsione erotica incontrollata, il «furore del maschio» in cui il «gonfalon selvaggio» lo induceva a cercare ovunque la «rosa», facendogli perdere il dominio di scelte raffinate (principesse, contesse, marchese), inducendolo a contatti con femmine d´ogni genere ed estrazione, anche la «puttana di Palmanova».
Vivisezionò, con accenti di verità, le visioni più intime, il bisogno dell´orgia, che includeva l´assunzione di cocaina, indispensabile probabilmente dai tempi dell´esilio francese e soprattutto negli anni del Vittoriale. Analizzò con acutezza la contemplazione di sé, della donna, degli oggetti. Evocò negli appunti segreti degli anni virili i particolari eccitanti: le calze di seta «sottili che rivelano anche la lanugine più lieve», l´incanto dei dettagli anatomici, i «seni della donna allo scoppio del riso simili a due cimbali d´argento, a due melagrane pallide colme di acini perlati».
Ed ecco le emozioni morbose di attimi perduti: «La docilità della carne nel secondare la brama di totale possesso, la mano plastica che contorna e rimodella i due sentieri che scendono giù per gli inguini, orlati della selvetta rada o folta, e s´ingolfano nel solco delle due mezzelune. La destra è quasi sempre più soda e più florida, e più fiera nel dimenìo dell´anca, mentre la sinistra è più delicata e più attraente al bacio quasi paffuta guancia».
Nel gioco erotico, nel desiderio di totale possesso, ebbe la manìa «di mutare nome» alle sue belle, «di inventare nomi d´amore e atti d´amore», al punto che non si riesce più a distinguere una Mélitta o una Nerissa da un´altra, soprannome il primo dato in particolare alle amiche bionde, il secondo alle corvine, rendendo impossibile svelare il volto di numerose donne che furono sue per tempi più o meno brevi, fra cui le innumerevoli «badesse al passo».
Non conobbe lealtà in amore: «bisogna spezzare la maschera della fedeltà, come quella della verginità. Non v´è menzogna sillabica più confusa e diffusa di questa: la fedeltà. Ha il suono scenico delle false catene. Non v´è coppia fedele per amore. Io sono infedele per amore».
Un programma di vita al quale sempre si attenne. Sentì, infatti, il bisogno di trasgressioni costanti, di avventure erotiche, di emozioni nuove quasi all´infinito, anche nei momenti di più ardente passione, di «abbandono pieno», quando nel suo cielo brillarono i grandi astri, le donne che segnarono in vario modo la sua vita e la sua poesia.
Poté realizzare il proposito di rimanere «infedele per amore» grazie alla straordinaria capacità di attrarre a sé le donne, serrandole in un corteggiamento ardente e irresistibile: lettere, fiori, audacie improvvise.
Poi negli anni, quando cadde il fascino della prima giovinezza (anche se non alto e di corporatura minuta, fu definito in gioventù «bello come un paggio del Medioevo»), e divenne gradualmente calvo in seguito alle cure per una ferita riportata in un duello, salì sempre più alta la seduzione della sua celebrità internazionale di poeta e di scrittore, d´amatore impareggiabile, di mitico eroe della Grande Guerra e di comandante di Fiume, capace di qualsiasi impresa. E fu sempre più assediato da donne ambiziose, desiderose di brillare di luce riflessa, con la speranza di entrare in una delle sue pagine, o da femmine alla ricerca d´ emozioni nuove.
Quando, soprattutto negli ultimi tempi (ma anche prima), le donne non salivano spontaneamente al Vittoriale, fu lui a cercarle, attraverso persone di fiducia, facendo esplorare anche i marciapiedi delle città vicine per trovare qualche bellezza mercenaria in grado di soddisfare la sua sfrenata voglia di piacere.
Ma non tutte si piegarono ai suoi desideri spasmodici. Non è stato ancora possibile un censimento delle numerose donne che seppero resistere ai suoi assalti. Fra le tante, nel 1895, forse anche la bella pianista Giulietta Gordigiani, amica di Eleonora Duse, che sposerà il banchiere Roberto von Mendelsohn: «Alta, con le reni falcate, con il corpo agile e robusto di una Vittoria senz´ali, tutta armata della sua verginità». E così avvenne per la celebre danzatrice americana Isadora Duncan. E nemmeno riuscì a sedurre, su di un divano della Prioria, l´attrice Maria Melato.
Fu sempre smanioso di conoscere ogni forma di vita e non è fuori luogo il sospetto che abbia voluto sperimentare anche il piacere che può dare un bel Ganimede. Nel 1924 fu al Vittoriale il giovane Alberto Spadolini e il poeta lo invitò a rimanere suo ospite. Un giorno, passeggiando per i giardini, dopo aver parlato a lungo della bellezza delle statue greche, gli ordinò di spogliarsi per ammirare il suo corpo perfetto. Quando il giovane partì per Parigi, dove conquistò grande fama di danzatore e di coreografo, lo colmò di doni, fra cui una busta con quarantamila lire in biglietti nuovi. Storie da romanzo hard. Che nessuno potrà mai raccontare.
 
Pensaci Trombeur...

SAGGIO. La psicologia di un predatore compulsivo e irresponsabile nella carriera amatoria dell´inesauribile «Vate»
D´Annunzio Don Giovanni: il catalogo è questo
Attilio Mazza descrive nove storie tra tutte: così fra abbandoni, delirio e cocaina, fino a perdersi



mercoledì 19 settembre 2012 CULTURA, pagina 47
Gabriele d´Annunzio

Nel suo ultimo libro, D´Annunzio e le donne (editore Mario Ianieri, Pescara, 150 pagine, 16 euro), Attilio Mazza, nostro collaboratore, conduce nell´harem del poeta, e tenta anche di delinearne la psicologia, la sua «avidità di vivere, di conoscere, di predare». Nell´articolo qui sotto, una presentazione del saggio. Vi sono ritratte nove muse, a cominciare da Elvira Fraternali, moglie del conte Ercole Leoni, per la quale il ventiquattrenne Gabriele abbandonò la consorte che gli aveva dato tre figli. Fu poi la volta della principessa Maria Gravina Cruyllas di Ramacca Anguissola di San Damiano, una tra le più infelici amanti, abbandonata – dopo aver avuto una figlia riconosciuta e amata, Renata, la familiare Cicciuzza, Sirenetta del Notturno –, quando nacque un maschio ripudiato, e mentre aveva già intrecciato il rapporto con l´attrice Eleonora Duse. E ancora Alessandra di Rudinì dei marchesi Starabba, vedova del marchese Marcello Carlotti, figlia dell´ex presidente del Consiglio dei ministri, che finirà i suoi giorni nella clausura di un convento; la contessa Giuseppina Mancini che pare lo mandò in bianco; l´affascinante contessa russa Nathalie Victor Cross de Goloubeff, ètoile della Parigi Belle Époque, forse la più splendida. E sempre a Parigi Emilie Mazoyer, 24 anni, che gli rimarrà vicina poi sino alla morte: cameriera, governante, amante, testimone discreta dei suoi ultimi 27 anni di alcove.
I nomi delle grandi ispiratrici dannunziane si concludono con quello della pianista veneziana Luisa Baccara, conosciuta nell´estate del 1919 e che lo accompagnerà a Fiume, dove sarà la «piccola italiana indomita viva forza della città di vita», quindi a Gardone Riviera, «Signora del Vittoriale», sempre meno amante e sempre più confidente e amica dopo il «volo dell´Arcangelo» del 13 agosto 1922, la misteriosa caduta da una finestra del Vittoriale, in seguito alla quale il poeta rimase alcuni giorni fra la vita e la morte.
Per chi con Gabriele d´Annunzio crede alla magia dei numeri, il nove è perfetto, essendo «uguale a tre moltiplicato tre», e nove sono le donne descritte nel libro D´Annunzio e le donne.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Ho dovuto cambiare la tastiera, non mi funzionava più la T.

Come facevo a scrivere "Tette", per esempio?

Adesso posso farlo, vedete?

Tette tette tette tette tette
Tette tette tette tette tette
Tette tette tette tette tette
Tette tette tette tette tette
Tette tette tette tette tette
Tette tette tette tette tette
Tette tette tette tette tette

Niente, così, sapevatelo.
se scrivevi dedde in certi posti non si notava la differenza :rotfl:
 

massinfedele

Utente di lunga data
Ma ordunque, non è forse vero che se lo scoglio si sciogliesse, il mare troverebbe una ulteriore lingua di terra a racchiuderlo?
E che sia scoglio o sabbia, forse che una rosa cessa di essere un fiore solo perchè mia figlia si incavola a essersi sbagliata a chiamarla "margherita", sì amore è bellissima, ma è una rosa non una margherita e lei con faccia di bronzo "LO SO solo che io preferisco chiamarla margherita" ok amore ma così nessuno ti capirà "NON ME NE IMPORTA IO LA CHIAMO COSi' LO STESSO"
ma quanto sono vere le tue parole, che mi sconquassano come le onde di un mare in tempesta. La questione che poni e' di sostanza e sono sorpreso che non sia stata ancora colta da altri. Questa incomunicabilita' , e la tendenza a non mangiare il finocchio. Grazie del tuo contributo

ps: sarei tentato di contattarti in privato e lo farei, se non lo avessi gia' fatto
 

massinfedele

Utente di lunga data
Simiglianze abbaglianti

Caro Conte, in primo luogo permettermi di ringraziarti caramente per esserti preso la briga di intervenire in maniera cosi' copiosa. Ne sono lusingato, se posso dirlo in questo contesto.

Il trombeur, per deformazione professionale, mente spesso, e sempre al fine di riuscire nel suo intento di risultare piacente. Anche in questo caso mi sono ovviamente chiesto cosa fosse meglio rispondere e se fosse opportuno mentire, ma ovviamente capirai che non posso condividere la risposta, poiche' altrimenti renderebbe inutile il mio sforzo

Ma vengo al merito, che' le tue osservazioni sono di sostanza.

Non ho mai letto il vate, ne' mi sono occupato di lui perche' l'ho sempre profondamente disprezzato. Vedevo lui, in base alle sommarie informazioni raccolte durante i miei studi svogliati, tutto cio' di orrendo che c'e' in un uomo. Anzi per dire meglio, l'orrore in persona.

Che il desiderio non si trasformi in appetito canino, scrisse un tale su una vettura della metro linea B. Ed io condivido. Che la considerazione di se' non diventi motore della propria esistenza, disse un giorno il portiere mentre sgranocchiava semi di mais. Ed io condivido.

Infine, approfitto delle mie letture delle scritte della capitale per affermare in maniera decisa: di dietro liceo, davanti museo. Simiglianze abbaglianti
 

Sbriciolata

Escluso
tradisce, ovviamente, cos'altro per distrarsi dalla perdita dello scoglio?
eh no. Poichè lo scoglio si è sciolto... la sogliola va in mare aperto, lo scoglio non c'è più e non c'è più nulla da tradire. Caspìta Trombeur, mi sei scivolato sulla sogliola:mrgreen:
 

Nausicaa

sfdcef
ma quanto sono vere le tue parole, che mi sconquassano come le onde di un mare in tempesta. La questione che poni e' di sostanza e sono sorpreso che non sia stata ancora colta da altri. Questa incomunicabilita' , e la tendenza a non mangiare il finocchio. Grazie del tuo contributo

ps: sarei tentato di contattarti in privato e lo farei, se non lo avessi gia' fatto

Uh, l'incomunicabilità è colta e ricolta da tutti, ovunque e comunque, e se non colta, anche magari ignorante, ma di certo mangiata e digerita in ogni occasione :)

Non intasarmi l'inbox per favore! :)
 

Sbriciolata

Escluso
Uh, l'incomunicabilità è colta e ricolta da tutti, ovunque e comunque, e se non colta, anche magari ignorante, ma di certo mangiata e digerita in ogni occasione :)

Non intasarmi l'inbox per favore! :)
:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::nclpf:
 
T

trombeur sconnesso

Guest
- nausicaa: e dire che non ho fatto nulla per piacerti. Affinita' elettiva. Scusa i messaggi, leggi bene il numer 22, alla 15ma riga
- sbri: effettivamente non avevo colto il senso della sogliola.Ma ora che lo colsi, mi accorgo di aver perso punti. C'e' modo per recuperare? Sono pentito
 

Nausicaa

sfdcef
- nausicaa: e dire che non ho fatto nulla per piacerti. Affinita' elettiva. Scusa i messaggi, leggi bene il numer 22, alla 15ma riga
- sbri: effettivamente non avevo colto il senso della sogliola.Ma ora che lo colsi, mi accorgo di aver perso punti. C'e' modo per recuperare? Sono pentito

Dici che mi è sfuggito qualcosa di importante nella vecchia corrispondenza? :D
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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