Vi sentite mai completamente irrealizzati?

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dimmidinò

utente tranciante
tempo fa scrissi questa cosa da qualche parte.. voglio riportarvela qui perchè so che prima o poi qualcuno riuscirà a lavarmi la testa almeno in parte

(è lunga e pallosa, non ho il dono dell'ermetismo..ahimè.. e penso tanto, troppo. ho sempre qualcosa che non va.. mi chiedo perchè rispondo ai vostri 3d.. come posso dare consigli a qualcuno se non riesco nemmeno a provvedere alle mie più banali esigenze? vabbè.. )


"sono una fallita.
spiego ciò che sono, posso farlo in modo da farvelo sembrare magnifico. ho 25 anni. ho una laurea, ora ho un lavoro fisso, percepisco regolarmente uno stipendio e vivo con il mio ragazzo in un appartamento in centro città. i miei colleghi mi rispettano, il mio ragazzo mi ama, la mia famiglia mi apprezza e siamo tutti in salute. ho diversi amici, e tutti mi stimano.
che vita meravigliosa.
se non fosse che: la mia laurea è totalmente inutile (trattasi di laurea triennale in economia, a momenti la danno in omaggio con gli assorbenti), il mio lavoro lo odio profondamente (ogni giorno mi reco nel mio ufficio a smistare carte per un’azienda che ama approfittarsi delle persone che non riescono a difendersi), il mio stipendio fisso arriva perennemente 10 giorni in ritardo (sempre dopo l'addebito della carta di credito), il mio ragazzo fa un lavoro che non mi permette mai di vederlo (viviamo insieme ma lui è a casa solo due giorni su 7), la mia famiglia mi apprezza (peccato che io viva distanta 200 km e quando vado a casa sento solo urlare), siamo tutti in salute (speriamo che almeno questo regga, ma chi può saperlo), ho diversi amici (ma li ho tutti a casa, quando torno vedo che sono tutti depressi, li sento qualche volta.. ma solo perchè mi faccio sentire io... mi stimano part-time forse).
vorrei scappare via. vorrei.. vorrei... alla fine non so nemmeno io quello che vorrei. forse vorrei solo cancellare tutto e rifarlo dall'inizio. spesso mi chiedo cosa farei se potessi tornare indietro.. sarebbe meglio? farei qualcosa di buono? sicuramente farei di meglio di quello che sto facendo ora, penso. almeno eviterei di lavorare per l'azienda per la quale lavoro ora. forse questo è il mio principale blocco al momento. sento di essere parte del sistema malato che ha rovinato tutto. vorrei fare del bene, ma non ne ho i mezzi. e cado in discorsi triti e ritriti.
stimo chi è riuscito a trasformare la propria passione in soddisfazione, stimo chi ha saputo veicolare il proprio egoistico bisogno di essere "qualcuno" in una professione gratificante e allo stesso tempo utile al mondo.
io non sono niente di tutto questo. sono solo una di quelle persone che si è laureata in fretta per dare piacere ai propri genitori, ha trovato un lavoro che possiamo definire "accettabile" dalla società, e a 25 anni si sente fallita. davanti a me ho ancora almeno 2 volte la mia attuale età. e cosa ho combinato? ho solo passato degli anni. ma non ho fatto un cazzo. perchè non ho fatto altro? perchè sento di non poterlo più fare? perchè ho deciso che è troppo tardi? chi mi ha spinto a diventare così banale? perchè devo continuare a stagnare in questa realtà? il tempo mi assorbe e mi attanaglia. sono bloccata in una situazione che ho creato da sola, convinta di averlo fatto per qualche nobile ragione che ora non ricordo più.. mi sono spinta fino a qua, e ora non mi ritrovo più. evidentemente un giorno mi sono persa, e me ne rendo conto solo ora. perchè ora tiro le somme. ora, sola dentro una stanza, è venerdì sera, ma in verità ho perso anche il senso del tempo. ricordo le emozioni che non provo più: lo stupore, la novità, quella piacevole sensazione che si sente solo quando sei felice e l'aria della primavera ti entra nel naso, quel momento in cui impari qualcosa di nuovo da qualcuno che te lo insegna con passione, quella voglia di scoprire, di esplorare, di provare.. la gioia che trovi solo davanti ad una nuova avventura. e invece è tutto andato. perchè sono fallita. ora il mio tempo è finito. devo vivere quello che ho deciso di vivere, non ho mai avuto un sogno preciso. quindi come posso pretendere di aver realizzato qualcosa? non avevo niente in mente. non avevo un obiettivo, ovviamente non sono arrivata da nessuna parte. l'aria della primavera è solo il vento che si sente in una stagione. non serve a niente scoprire se non hai niente da vedere. cosa cerchi se non hai niente da cercare? Cerchi e ciò che trovi è il fallimento."
 
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Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
tempo fa scrissi questa cosa da qualche parte.. voglio riportarvela qui perchè so che prima o poi qualcuno riuscirà a lavarmi la testa almeno in parte

(è lunga e pallosa, non ho il dono dell'ermetismo..ahimè.. e penso tanto, troppo. ho sempre qualcosa che non va.. mi chiedo perchè rispondo ai vostri 3d.. come posso dare consigli a qualcuno se non riesco nemmeno a provvedere alle mie più banali esigenze? vabbè.. )


"sono una fallita.
spiego ciò che sono, posso farlo in modo da farvelo sembrare magnifico. ho 25 anni. ho una laurea, ora ho un lavoro fisso, percepisco regolarmente uno stipendio e vivo con il mio ragazzo in un appartamento in centro città. i miei colleghi mi rispettano, il mio ragazzo mi ama, la mia famiglia mi apprezza e siamo tutti in salute. ho diversi amici, e tutti mi stimano.
che vita meravigliosa.
se non fosse che: la mia laurea è totalmente inutile (trattasi di laurea triennale in economia, a momenti la danno in omaggio con gli assorbenti), il mio lavoro lo odio profondamente (ogni giorno mi reco nel mio ufficio a smistare carte per un’azienda che ama approfittarsi delle persone che non riescono a difendersi), il mio stipendio fisso arriva perennemente 10 giorni in ritardo (sempre dopo l'addebito della carta di credito), il mio ragazzo fa un lavoro che non mi permette mai di vederlo (viviamo insieme ma lui è a casa solo due giorni su 7), la mia famiglia mi apprezza (peccato che io viva distanta 200 km e quando vado a casa sento solo urlare), siamo tutti in salute (speriamo che almeno questo regga, ma chi può saperlo), ho diversi amici (ma li ho tutti a casa, quando torno vedo che sono tutti depressi, li sento qualche volta.. ma solo perchè mi faccio sentire io... mi stimano part-time forse).
vorrei scappare via. vorrei.. vorrei... alla fine non so nemmeno io quello che vorrei. forse vorrei solo cancellare tutto e rifarlo dall'inizio. spesso mi chiedo cosa farei se potessi tornare indietro.. sarebbe meglio? farei qualcosa di buono? sicuramente farei di meglio di quello che sto facendo ora, penso. almeno eviterei di lavorare per l'azienda per la quale lavoro ora. forse questo è il mio principale blocco al momento. sento di essere parte del sistema malato che ha rovinato tutto. vorrei fare del bene, ma non ne ho i mezzi. e cado in discorsi triti e ritriti.
stimo chi è riuscito a trasformare la propria passione in soddisfazione, stimo chi ha saputo veicolare il proprio egoistico bisogno di essere "qualcuno" in una professione gratificante e allo stesso tempo utile al mondo.
io non sono niente di tutto questo. sono solo una di quelle persone che si è laureata in fretta per dare piacere ai propri genitori, ha trovato un lavoro che possiamo definire "accettabile" dalla società, e a 25 anni si sente fallita. davanti a me ho ancora almeno 2 volte la mia attuale età. e cosa ho combinato? ho solo passato degli anni. ma non ho fatto un cazzo. perchè non ho fatto altro? perchè sento di non poterlo più fare? perchè ho deciso che è troppo tardi? chi mi ha spinto a diventare così banale? perchè devo continuare a stagnare in questa realtà? il tempo mi assorbe e mi attanaglia. sono bloccata in una situazione che ho creato da sola, convinta di averlo fatto per qualche nobile ragione che ora non ricordo più.. mi sono spinta fino a qua, e ora non mi ritrovo più. evidentemente un giorno mi sono persa, e me ne rendo conto solo ora. perchè ora tiro le somme. ora, sola dentro una stanza, è venerdì sera, ma in verità ho perso anche il senso del tempo. ricordo le emozioni che non provo più: lo stupore, la novità, quella piacevole sensazione che si sente solo quando sei felice e l'aria della primavera ti entra nel naso, quel momento in cui impari qualcosa di nuovo da qualcuno che te lo insegna con passione, quella voglia di scoprire, di esplorare, di provare.. la gioia che trovi solo davanti ad una nuova avventura. e invece è tutto andato. perchè sono fallita. ora il mio tempo è finito. devo vivere quello che ho deciso di vivere, non ho mai avuto un sogno preciso. quindi come posso pretendere di aver realizzato qualcosa? non avevo niente in mente. non avevo un obiettivo, ovviamente non sono arrivata da nessuna parte. l'aria della primavera è solo il vento che si sente in una stagione. non serve a niente scoprire se non hai niente da vedere. cosa cerchi se non hai niente da cercare? Cerchi e ciò che trovi è il fallimento."
Da quanto ti sentì così ? Ti è capitato altre volte? Leggendoti mi sembri soprattutto molto stressata e potrei dirti che sia una crisi passeggera ma vorrei capire se altre volte ti sei sentita così negativa
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
ci penso su un attimo prima di risponderti.

incomincio col dirti che a 25 anni "sono una fallita" non si può leggere.


al resto rispondo quando mi viene l'ispirazione
 

dimmidinò

utente tranciante
Da quanto ti sentì così ? Ti è capitato altre volte? Leggendoti mi sembri soprattutto molto stressata e potrei dirti che sia una crisi passeggera ma vorrei capire se altre volte ti sei sentita così negativa
ci penso su un attimo prima di risponderti.

incomincio col dirti che a 25 anni "sono una fallita" non si può leggere.


al resto rispondo quando mi viene l'ispirazione
mi sento così praticamente ogni volta che prendo fiato da quella che è "la normalità", appena mi fermo penso questo.

credo che "fallita" vada inteso misurandolo in considerazione di quanto vissuto fino ad ora. se mi definisco fallita è solo perchè tiro le somme di quanto io ho fatto.. e ho solo 25 anni dietro a me.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
mi sento così praticamente ogni volta che prendo fiato da quella che è "la normalità", appena mi fermo penso questo.

credo che "fallita" vada inteso misurandolo in considerazione di quanto vissuto fino ad ora. se mi definisco fallita è solo perchè tiro le somme di quanto io ho fatto.. e ho solo 25 anni dietro a me.
capisco che essere praticamente sola lontano da fidanzato e famiglia e fare un lavoro che ti fa schifo non aiuti l'autostima e la solitudine faccia il resto,però veramente


i falliti sono tutta un'altra cosa,credi a me
 

Nausicaa

sfdcef
Mamma mia.

Che diamine rispondere?

Un pò di tutto, senza pensare, senza mettere in ordine i pensieri.

Uno: sei emotiva? Se lo sei, e se sei sensibile a certi momenti più che ad altri, basta una serata da sola, una pioggia insistente, perchè i brutti pensieri ti risalgano su per le ossa e ti avvelenino il midollo.
Gli stessi pensieri che magari il giorno dopo evaporano al sole. Saperlo aiuta, dirselo aiuta.

Ma immagino che non sia solo questo. Ma magari è anche questo. Perchè descrivi tutto, tutto con qualcosa di negativo dentro, quel pizzico di fiele che amareggia tutto.
Tutto quanto.. è troppo.
Anche con le "doverose" -paiono doverose e non sentite- descrizioni positive iniziali.

Ma c'è del vero nelle cose positive che dici sai? Sono vere.
Le cose che hai raggiunto, le hai raggiunte TU, mica un'altra persona.
E la persona che si è laureata, che si è trovata un lavoro, che ha un ragazzo da amare, che vive e fatica e arriva ogni giorno a fine giornata, può fare quello e molto altro.

Cosa è fallimento e successo?

Un amico speciale mi ha scritto qualcosa sul fallimento che conservo con molta cura.
Posso scrivertelo?

"Stai lottando con tutte le tue forze contro un nemico che la quasi totalita' delle persone avrebbe dichiarato essere invincibile. E tu, invece, ci lotti ancora. E con successo, sebbene ora ti potra' sembrare strano che io dica questo. Ma lo dico perche' la mia metrica del successo e' differente da quella comune, calcolatrice e meschina, che stupidamente guarda solo al risultato finale (che in grandissima misura non dipende da noi. O per lo meno non solo da noi). La vera metrica del successo, invece, e' solo quella di saper continuare ad essere felici, di non perdere la fiducia e la certezza di riuscirci, di sapere vedere e trasmettere il bello di vivere e di esistere in ogni situazione in ogni circostanza, di saper riconoscere ed apprezzare il valore dell'esistenza nella sua totalita'. Anche quando fa male. Saper continuare a credere in se stessi e nelle proprie convinzioni e continuare a perseguirle anche nelle avversita'.
Perche' la vera sconfitta comincia quando smettiamo di credere in queste cose.
Perche' le battaglie non le vinciamo quasi mai tutte. Anzi raramente lo facciamo. Mentre della felicita' ne abbiamo bisogno ogni secondo della nostra vita. E la dobbiamo saperla trovare e cogliere in qualunque situazione la vita ci presenti. Perche' altrimenti la sprechiamo la nostra vita.
E per questo continuiamo, dobbiamo continuare a lottare."

E mi scrisse anche che è normale sentirsi scoraggiati e stanchi.
Caspita, QUANTO è normale.. lo so benissimo...

Non so cosa puoi fare per riprendere fiducia, coraggio. Non lo so. In tante occasioni, io ho bevuto la forza, il coraggio, la fiducia di altre persone in me, mettendo un passo avanti all'altro usando la loro convinzione, e non la mia.

Quindi, saggi consigli non ne ho, ahimè, da darti.

Tranne che di aspettare che torni il sole, che torni quella giornata un pò particolare in cui ti viene più facile sorridere. E di guardarti intorno, e vedere che cosa puoi fare, che cosa puoi cambiare.

Perchè secondo me puoi farlo.

Hai 25 anni... è un periodo duro, è un periodo in cui la speranza e la fiducia delle persone è strizzata fino all'inverosimile, in cui sembra che un buco nero inghiotta ogni energia. Ma non è così.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
mi sento così praticamente ogni volta che prendo fiato da quella che è "la normalità", appena mi fermo penso questo.

credo che "fallita" vada inteso misurandolo in considerazione di quanto vissuto fino ad ora. se mi definisco fallita è solo perchè tiro le somme di quanto io ho fatto.. e ho solo 25 anni dietro a me.
Cosa ti pesa più il lavoro, la vita di coppia o la lontananza dai tuoi familiari ed amici ? Cerca di analizzare intanto questo
 

dimmidinò

utente tranciante
capisco che essere praticamente sola lontano da fidanzato e famiglia e fare un lavoro che ti fa schifo non aiuti l'autostima e la solitudine faccia il resto,però veramente


i falliti sono tutta un'altra cosa,credi a me
è solo il fatto di proiettare questa stessa vita per i prossimi anni.. la cosa mi spaventa. non posso essere davvero così vuota. e la domanda che arriva spontanea è: cosa vorresti fare quindi? e la cosa che mi preoccupa di più è che non ho una risposta. vuoi dirmi che sono troppo giovane? e non dovrei preoccuparmi di questo? forse è vero perchè non ho mai sentito nessun altro alla mia età lamentarsi di questo. ma credo che in fondo lo pensino tutti.
 

Spider

Escluso
hai scritto una cosa molto bella.
molto sincera, molto vera... che merita un rispetto profondissimo,
anzi lo genera, il rispetto.
capisco interamente cosa hai voluto dire.
con tutto il rispetto che posso mostrarti,
ti dico di cominciare dalle piccole cose,
anche dai piccoli gesti, dalle piccole abitudini.
e non pensare che tutto cambierà insieme.
le piccole cose sono anche volersi bene,
e pensare che quello che senti, che provi,
è già un dono, già è un riscatto.
forse hai poco ma hai intelligenza e riflessione.
e credimi sono tanto, tantissimo.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
è solo il fatto di proiettare questa stessa vita per i prossimi anni.. la cosa mi spaventa. non posso essere davvero così vuota. e la domanda che arriva spontanea è: cosa vorresti fare quindi? e la cosa che mi preoccupa di più è che non ho una risposta. vuoi dirmi che sono troppo giovane? e non dovrei preoccuparmi di questo? forse è vero perchè non ho mai sentito nessun altro alla mia età lamentarsi di questo. ma credo che in fondo lo pensino tutti.
Premesso che come ha scritto Nausicaa credo faccia molto la tua emotività.....ed il fatto che la sera di San Valentino, per quanto sia una festa commerciale e tutto il blablabla del caso,tu sia qui con noi sul forum (bentornata :) ) invece che stare col tuo fidanzato probabilmente accentuata il tuo pessimismo da morte termica dell'Universo.

mi pare di capire che il tuo travaglio di coscienza sia dovuto al lavoro. non ricordo esattamente tu che faccia,ma credo che ti senti come mi sentirei io se lavorassi per qualche organizzazione criminale o per Equitalia (che poi sono la stessa roba)

Quindi la prima cosa che viene da chiedere.....perchè non provi a guardarti attorno e a cercare qualcosa che ti faccia sentire meno sporca?
 

dimmidinò

utente tranciante
Mamma mia.

Che diamine rispondere?

Un pò di tutto, senza pensare, senza mettere in ordine i pensieri.

Uno: sei emotiva? Se lo sei, e se sei sensibile a certi momenti più che ad altri, basta una serata da sola, una pioggia insistente, perchè i brutti pensieri ti risalgano su per le ossa e ti avvelenino il midollo.
Gli stessi pensieri che magari il giorno dopo evaporano al sole. Saperlo aiuta, dirselo aiuta.

Ma immagino che non sia solo questo. Ma magari è anche questo. Perchè descrivi tutto, tutto con qualcosa di negativo dentro, quel pizzico di fiele che amareggia tutto.
Tutto quanto.. è troppo.
Anche con le "doverose" -paiono doverose e non sentite- descrizioni positive iniziali.

Ma c'è del vero nelle cose positive che dici sai? Sono vere.
Le cose che hai raggiunto, le hai raggiunte TU, mica un'altra persona.
E la persona che si è laureata, che si è trovata un lavoro, che ha un ragazzo da amare, che vive e fatica e arriva ogni giorno a fine giornata, può fare quello e molto altro.

Cosa è fallimento e successo?

Un amico speciale mi ha scritto qualcosa sul fallimento che conservo con molta cura.
Posso scrivertelo?

"Stai lottando con tutte le tue forze contro un nemico che la quasi totalita' delle persone avrebbe dichiarato essere invincibile. E tu, invece, ci lotti ancora. E con successo, sebbene ora ti potra' sembrare strano che io dica questo. Ma lo dico perche' la mia metrica del successo e' differente da quella comune, calcolatrice e meschina, che stupidamente guarda solo al risultato finale (che in grandissima misura non dipende da noi. O per lo meno non solo da noi). La vera metrica del successo, invece, e' solo quella di saper continuare ad essere felici, di non perdere la fiducia e la certezza di riuscirci, di sapere vedere e trasmettere il bello di vivere e di esistere in ogni situazione in ogni circostanza, di saper riconoscere ed apprezzare il valore dell'esistenza nella sua totalita'. Anche quando fa male. Saper continuare a credere in se stessi e nelle proprie convinzioni e continuare a perseguirle anche nelle avversita'.
Perche' la vera sconfitta comincia quando smettiamo di credere in queste cose.
Perche' le battaglie non le vinciamo quasi mai tutte. Anzi raramente lo facciamo. Mentre della felicita' ne abbiamo bisogno ogni secondo della nostra vita. E la dobbiamo saperla trovare e cogliere in qualunque situazione la vita ci presenti. Perche' altrimenti la sprechiamo la nostra vita.
E per questo continuiamo, dobbiamo continuare a lottare."

E mi scrisse anche che è normale sentirsi scoraggiati e stanchi.
Caspita, QUANTO è normale.. lo so benissimo...

Non so cosa puoi fare per riprendere fiducia, coraggio. Non lo so. In tante occasioni, io ho bevuto la forza, il coraggio, la fiducia di altre persone in me, mettendo un passo avanti all'altro usando la loro convinzione, e non la mia.

Quindi, saggi consigli non ne ho, ahimè, da darti.

Tranne che di aspettare che torni il sole, che torni quella giornata un pò particolare in cui ti viene più facile sorridere. E di guardarti intorno, e vedere che cosa puoi fare, che cosa puoi cambiare.

Perchè secondo me puoi farlo.

Hai 25 anni... è un periodo duro, è un periodo in cui la speranza e la fiducia delle persone è strizzata fino all'inverosimile, in cui sembra che un buco nero inghiotta ogni energia. Ma non è così.
è davvero bello quello che mi hai scritto, e quanto hai riportato, sicuramente proviene da un discorso ben più serio che in confronto le mie paranioie sono una sciocchezza! mi sento un po' stupida..
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
è davvero bello quello che mi hai scritto, e quanto hai riportato, sicuramente proviene da un discorso ben più serio che in confronto le mie paranioie sono una sciocchezza! mi sento un po' stupida..
Eh no che fa riflessioni come le tue a 25 anni e cerca delle risposte dentro se può esser smarrita ma certo non stupida;)
 

dimmidinò

utente tranciante
hai scritto una cosa molto bella.
molto sincera, molto vera... che merita un rispetto profondissimo,
anzi lo genera, il rispetto.
capisco interamente cosa hai voluto dire.
con tutto il rispetto che posso mostrarti,
ti dico di cominciare dalle piccole cose,
anche dai piccoli gesti, dalle piccole abitudini.
e non pensare che tutto cambierà insieme.
le piccole cose sono anche volersi bene,
e pensare che quello che senti, che provi,
è già un dono, già è un riscatto.
forse hai poco ma hai intelligenza e riflessione.
e credimi sono tanto, tantissimo.
volermi bene, questo me lo dicono spesso.. per quanto possa contare per il poco tempo che sono al mondo, un tempo ero molto più egoista, ho iniziato ad ammorbidirmi e forse, per eccesso, ho smesso di volermi bene
 

dimmidinò

utente tranciante
Cosa ti pesa più il lavoro, la vita di coppia o la lontananza dai tuoi familiari ed amici ? Cerca di analizzare intanto questo
più di tutto mi pesa il lavoro. ma non per la fatica di andare a lavoro.. quello non è un problema.. io lavoro volentieri, nel senso di farlo per una questione di dovere.. mi pesa il "lavoro" in quanto tale. oltre ad essere una cosa che svaluta completamente le mie competenze, è anche un lavoro che, facendo parte del settore creditizio, ha dei risvolti etici-morali che mi disturbano
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
più di tutto mi pesa il lavoro. ma non per la fatica di andare a lavoro.. quello non è un problema.. io lavoro volentieri, nel senso di farlo per una questione di dovere.. mi pesa il "lavoro" in quanto tale. oltre ad essere una cosa che svaluta completamente le mie competenze, è anche un lavoro che, facendo parte del settore creditizio, ha dei risvolti etici-morali che mi disturbano
Ok ho compreso perfettamente ma ritengo sia legalmente riconosciuto quindi tu cerca di viverlo mettendo in primo piano la persona piuttosto che i numeri ... E se proprio non riesci nel frattempo cerca di capire se puoi trovare qualcosa di meglio
 

dimmidinò

utente tranciante
Premesso che come ha scritto Nausicaa credo faccia molto la tua emotività.....ed il fatto che la sera di San Valentino, per quanto sia una festa commerciale e tutto il blablabla del caso,tu sia qui con noi sul forum (bentornata :) ) invece che stare col tuo fidanzato probabilmente accentuata il tuo pessimismo da morte termica dell'Universo.

mi pare di capire che il tuo travaglio di coscienza sia dovuto al lavoro. non ricordo esattamente tu che faccia,ma credo che ti senti come mi sentirei io se lavorassi per qualche organizzazione criminale o per Equitalia (che poi sono la stessa roba)

Quindi la prima cosa che viene da chiedere.....perchè non provi a guardarti attorno e a cercare qualcosa che ti faccia sentire meno sporca?
grazie per il bentornata!
san valentino non mi preoccupa più di tanto.. anzi.. anche se il mio ragazzo fosse qui non avremmo fatto niente di diverso dal solilto..

guardarsi intorno per un altro lavoro è quello che mi dicono tutti, ed è ovviamente la prima cosa che ho fatto anche io. sembra banale da dire.. ma cerca quello che ti pare.. e non trovi proprio niente. se hai un lavoro fisso, te lo tieni stretto. anche se non ti piace, l'affitto lo devi pagare.. no?
 

Fantastica

Utente di lunga data
Ti capisco bene, dimmidino... bene bene.. sei quel tipo di persona che proprio mi piace, perché non finge di essere felice, ma si beve l'amaro tutti i santi giorni, osando dire no, dentro di sé all'immagine, l'immagine del benessere che pare e non è.
Sai che c'è? Che per trovare senso in qualsiasi vita la si deve donare.
Donare a qualcosa di sensato e il senso c'è dove circola amore.
L'amore circola quando dai il tuo niente a qualcuno in cambio del suo niente.
A me viene da dire che una persona che ha la tua intelligenza ha molto niente da dare.
Se non sei pigra (cosa possibile, ma superabile), metti il tempo che non hai a disposizione di qualsiasi bisogno: croce rossa, bambini ospedalizzati, vecchi abbandonati, gruppi di ascolto, telefono rosa, azzurro, cooperative varie... c'è un sacco di roba da fare per non sentirsi vuoti di senso.
Ti abbraccio
 

Nausicaa

sfdcef
è davvero bello quello che mi hai scritto, e quanto hai riportato, sicuramente proviene da un discorso ben più serio che in confronto le mie paranioie sono una sciocchezza! mi sento un po' stupida..
Cara,

che importa se hai preoccupazioni più o meno grandi di altri?

La regola, ovviamente, è sempre: lamentati dell'età solo con persone più giovani, del peso solo con persone più magre etc etc.;)

Ma le preoccupazioni e le sensazioni sono le tue. E chi prima di tutto si deve preoccupare di te? Tu! E guardarti dentro e capire come stai, e perchè, non è stupido.
E per quanto lo raccomandino spesso, guardare i più sfortunati... non aiuta per un tubo :)

Sembra che il lavoro sia davvero la cosa che più ti butta giù. Calma e sangue freddo. Rassegnarsi è il primo, unico, fondamentale passo per rimanere impantanati a vita.
Aspetta, lo dico davvero, un giorno in cui le cose per qualunque motivo vanno meglio. In cui ti senti meglio. Fatti un drink, o qualcosa che ti piace, dai da mangiare al tuo buon umore, nutrilo e coccolalo.
E guardati intorno.
Cerca di capire che fare. Se puoi rischiare da qualche parte.
Se puoi permetterti qualche balzo nel buio.

Diamine... sai, l'unica cosa che rimpiango di quando avevo la tua età, era che davanti a me vedevo tutte le strade possibili e immaginabili... non mi sentivo certo il coraggio di percorrerle tutte, ma almeno sapevo che c'erano :D
E non credo, davvero non credo che tu non ne abbia.

Hai paura, magari, paura guardando il mercato lavorativo attuale, i tuoi amici senza lavoro, i genitori in ansia per il tuo avvenire.
Ma tu non sei nessuno di loro. Tu sei una persona che ha voglia di vivere e di mettersi alla prova, che vuole realizzare qualcosa, che vuole cambiare le cose, che vuole fare qualcosa di buono.

Visto che io di saggezza da spandere ne ho pochina, mi avvalgo ancora di parole altrui. Pratchett. Traduco liberamente.

Un ragazzo si trova davanti a una scelta. Può decidere di fare una cosa, oppure no. Ha paura e non vorrebbe farla, anche se lo desidera. Il ragazzo riflette

"Potrei girarmi e andare via, e non saprò mai cosa c'è dietro quella porta. E magari studierò, mi laureerò, lavorerò, incontrerò una donna e mi sposerò e avrò figli poi andrò in pensione, avrò una buona vita e poi arriverà il giorno della mia morte, e io avrò sempre il rimpianto di non sapere cosa c'era dietro quella porta. E arriva un angelo che mi dice che prima di morire posso avere un ultimo desiderio, e io desidero sapere cosa c'era dietro quella porta.
E magari tutto questo è GIA' successo, e l'angelo ha esaudito il mio desiderio, e questa è la mia seconda possibilità. E allora... non posso certo deludermi...."

(a me pratchett aiuta tantissimo :) )
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
grazie per il bentornata!
san valentino non mi preoccupa più di tanto.. anzi.. anche se il mio ragazzo fosse qui non avremmo fatto niente di diverso dal solilto..

guardarsi intorno per un altro lavoro è quello che mi dicono tutti, ed è ovviamente la prima cosa che ho fatto anche io. sembra banale da dire.. ma cerca quello che ti pare.. e non trovi proprio niente. se hai un lavoro fisso, te lo tieni stretto. anche se non ti piace, l'affitto lo devi pagare.. no?
certo che sì,ma se non riesci a guardarti allo specchio la mattina per via di quello che fai....che senso ha?

Poi sì certo. la crisi,la recessione,l'incertezza del domani,il fatto che la Roma sbaglia sempre le partite importanti, quello che vuoi. Ma se ti incisti su questo,rimani all'interno di quell'Entropia negativa che ti fa sentire così male.

tu cosa vorresti trovare,per curiosità?
 

Nausicaa

sfdcef
Ti capisco bene, dimmidino... bene bene.. sei quel tipo di persona che proprio mi piace, perché non finge di essere felice, ma si beve l'amaro tutti i santi giorni, osando dire no, dentro di sé all'immagine, l'immagine del benessere che pare e non è.
Sai che c'è? Che per trovare senso in qualsiasi vita la si deve donare.
Donare a qualcosa di sensato e il senso c'è dove circola amore.
L'amore circola quando dai il tuo niente a qualcuno in cambio del suo niente.
A me viene da dire che una persona che ha la tua intelligenza ha molto niente da dare.
Se non sei pigra (cosa possibile, ma superabile), metti il tempo che non hai a disposizione di qualsiasi bisogno: croce rossa, bambini ospedalizzati, vecchi abbandonati, gruppi di ascolto, telefono rosa, azzurro, cooperative varie... c'è un sacco di roba da fare per non sentirsi vuoti di senso.
Ti abbraccio

interessante e utile suggerimento quello di impegnarsi anche in altro.

A parte il "dare" he da sempre soddisfazione... penso che una buona parte dei lavori oggi siano lavori "inventati"... nel senso... servono sempre maestre, stagnini bottegai e commercianti, banchieri (vabbè :D) etc etc, ma io conosco in giro quella che ha creato il circolo culturale per bambini, quella che ha aperto la ludoteca, quella che...

Vedo associazioni di giovani che si mettono insieme per portare avanti delle idee.
Vedo ragazzi che si spostano all'estero (lo so che hai il ragazzo con te, ma spostarsi sarebbe così impensabile?)

Vedo persone che si reinventano, usando il proprio titolo di studio in modi che a me non sarebbe ami venuto in mente.

E spesso non è questione di genio o coraggio ultraterreno, ma solo di orecchie aperte e opportunità... non negartele! :)
 
Stato
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