Si è un crollo orribile. Mi strazia vederlo così, non riesco capire cosa pensa quando ripete la sua routine, quando ci parlo dice sempre le solite cose. Non è più lui nemmeno nell'aspetto e nei gesti, è quasi un estraneo.
Se non ci fossero la terapia e la mia testardaggine credo che si lascerebbe sprofondare nella sua depressione senza cercare stimoli. Non so, ho paura di essere innamorata di un ricordo, quando mi da questi colpi mi convinco sempre di più che lo traghetterò verso uno stato di quiete per poi salutarlo. A me può stare anche bene, in qualche modo ne uscirò, mi basta non avere rimpianti.
Nel caso lui non migliori lasciami l'indirizzo della clinica! Sembra così carina, magari ci faccio un salto pure io per riprendermi.
Per te è già passato tanto tempo. Troppo forse.
(io non so se ce la farei, sia chiaro).
Per lui, no.
Immaginala come una malattia. Fino a che non sei guarito, non vai mica a ballare... nè incoraggi uno coi postumi della polmonite a farsi una arrampicata in montagna.
Credo di avere colto il tuo pensiero nell'organizzare la serata con gli amici, molto bello.
E certo, chiudersi in casa fino alla fine dei vostri giorni, non è tanto salutare.
Ma probabilmente gli serve moooolto più tempo.
Tempo fuori dal tempo, in cui lo scorrere dei giorni non ha senso, dove non ci sono brutti cattivi obblighi che lo mettano in ansia, e addirittura dove non ci siano persone che lo costringano a pensare.
Io non sono psicologa psicoterapeuta o psichiatra.
Ma mi pare di riconoscere lo stato d'animo in cui quel che giova è lo "sbacellamento di piselli".
Una attività meccanica, non faticosa, e che non richiede altro che una infinitesima responsabilità.
Alternative: intrecciare panieri. Pulire casa e dedicarsi al giardinaggio.
Non scherzo sai?
Lui pulisce e si dedica al giardino perchè la mente si rilassi, per non pensare, per distrarsi con un lavoro facile, ripetitivo, rilassante.
Se lo spingi a trovare un altro hobby tipo quelli, è buona cosa secondo me.
Cucinare, sarebbe splendido.
Sai... io penso che lui si senta sollevato quando non ci sei. Perchè è sommerso dai sensi di colpa ma soprattutto dalla paura.
Quando uno sta male, allontana tutto e tutti.
Mi spiace, ma ora non esiste un problema "vostro", ma solo un problema "suo" nel quale, se te la senti, puoi aiutarlo a uscirne, forse.
E credimi, capisco quello che dici quando parli di traghettarlo, e salutarlo.
Onore al merito.
E in bocca al lupo...