Allora, ho conosciuto insegnanti che non conoscevano autori anche importanti in quanto non corrispondevano ai loro gusti.
Uno pertanto può conoscere l'Italiana in Algeri ma ignorare chi fossero gli Alunni del Sole o le canzoni di Baglioni.
Di per sé non mi stupisce che la Michielin ignori chi fosse Ivan Graziani, è diplomata in canto jazz, avrà maggiori conoscenze per motivi di studio in quell'ambito e ha ritenuto trascurabile approfondire la categoria dei cantautori italiani che evidentemente non sono di suo interesse.
Ciò che ritengo grave è condurre un programma ripetendo mnemonicamente le frasi scritte dagli autori senza sapere cosa si sta dicendo.
Hai un copione o un gobbo in cui trovi il nome Ivan Graziani? Prendi lo Smartphone, vai su Wikipedia o su YouTube e ti informi.
Ci vuole veramente un minuto per non fare brutta figura.
Il fatto increscioso è che lei non ha ritenuto indispensabile farlo, ovvero si è comportata come Fedez con Albertazzi, consapevole che l'ignoranza oggi trova assoluzione da parte degli ignoranti, target di riferimento del programma.
Al che mi viene da pensare che l'ignoranza sia esibita esattamente perché apprezzata più della cultura.
Questo è certo.
Ma vale per tanti in tutti i campi.
Ma vi sono anche altri aspetti. Non credo proprio che tutti debbano sapere tutto e nemmeno simulare di sapere con nozioni raccogliticce, che oggi è appunto così semplice trovare e dimenticare.
Ognuno di noi ha la tendenza a considerare essenziale, fondamentale e non ignorabile ciò che sa e importante e potente ciò che è stato importante per la sua formazione.
Questo comporta che venga celebrata la Carrà o i cartoni animati che abbiamo visto da bambini più di studiosi, poeti e letterati che hanno formato la nostra lingua e il nostro pensiero.
Purtroppo, ma è una mia opinione, io, ma credo anche tu e molti altri qui, siamo parte di generazioni cresciute con la televisione e in particolare una RAI con una impostazione pedagogica con finalità di “fare gli italiani“. Quella televisione, poi criticata perché bacchettona, che ha realmente formato una lingua nazionale, faceva conoscere i capolavori della letteratura con gli sceneggiati, le opere teatrali, il cinema con rassegne a tema.
Da decenni ormai esistono più televisioni ed esiste così perfino la nostalgia del Drive-in e dei cartoni che, chi era cresciuto con la proposta dei film di Bergman o delle tragedie greche schifava. Ma le nuove generazioni non mettono occhio sulla televisione se non come schermo per le serie e film. Per il resto la informazione extra scolastica è in video e contenuti di pochi secondi in sequenza.
Altro che Ivan Graziani, nemmeno sanno chi sia Guccini. E le trasmissioni di talent (sospetto per nonni e nipoti) cercano di far conoscere titoli e autori in catalogo.