danny
Utente di lunga data
Nel parlare con conoscenti, spesso emerge la categorizzazione sulla base del sesso. A prendere spunto da questa atavica contrapposizione i media, da sempre, con un aumento dei toni aspri e delle contrapposizioni negli ultimi anni per combattere il calo dell'audience.
Ma neppure i social network con i gruppi di fasce più giovani sono risparmiati da questo.
Così mi capita di notare spesso l'attribuzione del tradimento prevalentemente alla fascia maschile, con relativo contorno di donne incattivite verso i comportamenti di questi maschi inaffidabili (con valutazioni che comprendono l'intero genere).
Ora, la questione è spinosa quanto quella della precisione degli orari dei treni quando c'era lui (e le linee ferroviarie erano anche meno intasate)
.
Ovvero, è un po' il complemento dello sfogo dovuto alla frustrazioni quotidiane che avviluppano un po' tutti, per cui lascia un po' il tempo che trova.
Però sottintende una mentalità comune abbastanza resistente (ancora), ovvero che la donna sia meno incline al tradimento, più naturalmente portata alla famiglia, alla fedeltà, spesso vittima della voracità sessuale maschile.
Così quando io subii il tradimento, il mio cambiamento di abitudini e di umore fece pensare a più persone che fossi io in realtà a tradire. Ci fu un certo stupore per alcuni a cui rivelai la situazione nell'apprendere che le cose non stavano proprio così. Minore è comunque l'empatia nei confronti del maschio tradito, in genere. L'uomo talvolta si vergogna a parlarne, perché trova poca considerazione da parte degli altri: "Sicuramente se viene tradito è perché..." (e qui ognuno appiccica la sua regoletta del consorte fedele e rispettato per cui se un marito viene tradito è perché se lo è meritato oppure - sentito anche questo - perché è un cretino che non se ne accorge).
Nei confronti della donna tradita scatta spesso invece la solidarietà di genere, con relativi epiteti (anche qui di genere) categorici.
Un'altra considerazione che mi viene da fare è che noto molti uomini soli in giro, di ridotto o nullo interesse per le donne. Sembra quasi che la popolazione femminile sia attratta da pochi esemplari del genere maschile (in genere belli o dalla valida o millantata posizione sociale), che si ritrovano a dover condividere inconsapevolmente con altre donne identicamente attratte da loro. In pratica le donne scelgono sempre gli stessi uomini, tralasciandone altri che restano ai margini, rimanendo casti o fedeli più per necessità che per scelta.
Ma neppure i social network con i gruppi di fasce più giovani sono risparmiati da questo.
Così mi capita di notare spesso l'attribuzione del tradimento prevalentemente alla fascia maschile, con relativo contorno di donne incattivite verso i comportamenti di questi maschi inaffidabili (con valutazioni che comprendono l'intero genere).
Ora, la questione è spinosa quanto quella della precisione degli orari dei treni quando c'era lui (e le linee ferroviarie erano anche meno intasate)
Ovvero, è un po' il complemento dello sfogo dovuto alla frustrazioni quotidiane che avviluppano un po' tutti, per cui lascia un po' il tempo che trova.
Però sottintende una mentalità comune abbastanza resistente (ancora), ovvero che la donna sia meno incline al tradimento, più naturalmente portata alla famiglia, alla fedeltà, spesso vittima della voracità sessuale maschile.
Così quando io subii il tradimento, il mio cambiamento di abitudini e di umore fece pensare a più persone che fossi io in realtà a tradire. Ci fu un certo stupore per alcuni a cui rivelai la situazione nell'apprendere che le cose non stavano proprio così. Minore è comunque l'empatia nei confronti del maschio tradito, in genere. L'uomo talvolta si vergogna a parlarne, perché trova poca considerazione da parte degli altri: "Sicuramente se viene tradito è perché..." (e qui ognuno appiccica la sua regoletta del consorte fedele e rispettato per cui se un marito viene tradito è perché se lo è meritato oppure - sentito anche questo - perché è un cretino che non se ne accorge).
Nei confronti della donna tradita scatta spesso invece la solidarietà di genere, con relativi epiteti (anche qui di genere) categorici.
Un'altra considerazione che mi viene da fare è che noto molti uomini soli in giro, di ridotto o nullo interesse per le donne. Sembra quasi che la popolazione femminile sia attratta da pochi esemplari del genere maschile (in genere belli o dalla valida o millantata posizione sociale), che si ritrovano a dover condividere inconsapevolmente con altre donne identicamente attratte da loro. In pratica le donne scelgono sempre gli stessi uomini, tralasciandone altri che restano ai margini, rimanendo casti o fedeli più per necessità che per scelta.