O
Old PriMa
Guest
comincio dall’inizio. l’ho conosciuta quattro anni fa. mi trovavo lontano da casa per finire gli studi. una ragazza carina, simpatica, semplice nella persona. avevamo e abbiamo tante cose in comune e tante cose in contrasto. soprattutto non sono mai stato completamente sicuro dei miei sentimenti, ma non per lei, per me. non so come spiegarlo, ma non ho mai provato forti emozioni. se l’amore è fiamma, il mio è sempre stato focolare e mai incendio. mi ritrovo distante da tutti, ma non in modo freddo, mi sono sempre sentito come un masso al sole, caldo ma di riflesso, sicuro ma immobile. non so se conoscete la canzone di de andrè, “cominciai anch’io a sognare insieme a loro… ma non mi sento di sognare con loro no non mi riesce di sognare con loro”. ho sempre finto che fosse amore, l’amore che davvero sentivo.
abbiamo continuato il nostro rapporto, prima a distanza, poi lei ha accettato di raggiungermi nel mio paese, dove avevo lavoro e famiglia. all’inizio tutto bello, facevamo la vita dei fidanzatini. poi, due anni fa, involontariamente, lei è rimasta incinta. io ero felice, c’era una donna che voleva stare con me e qualcuno in arrivo che avrei potuto amare senza riserve di nessun genere. però lei era terrorizzata e shoccata. è praticamente scappata a rifugiarsi dai suoi e mi ha praticamente intimato che dovevo trasferirmi io nella sua città. dopo una serie di discussioni ho accettato.
da quasi due anni sono qui e mi ritrovo ancora a vivere in un limbo disperato. lei si è allontanata molto da me, emotivamente. non so perché, nonostante tutti i miei sforzi, non sono riuscito a farle capire, sentire la mia vicinanza. se cercavo di starle vicino le davo fastidio, se mi allontanavo si sentiva abbandonata. le ho chiesto di sposarmi, quando le cose si fossero stabilizzate economicamente, ma mi ha risposto di non riuscire a vedere un futuro, un qualunque futuro. non ha avuto più la forza di dirmi “ti amo”, la luce che prima brillava nei suoi occhi quando eravamo insieme si è spenta, per mancanza di forza, di fiducia in se stessa, in me, in noi. non ha voluto più fare l’amore con me da quando ha scoperto della bambina. da quando siamo venuti qui, lei vive ancora in casa dei genitori e io mi sono dovuto trovare una stanza perché fisicamente non potevo rimanere da loro. ho trovato un lavoro, noioso e frustrante, che odio, ma in questi tempi di crisi non posso certo lamentarmi. la mia vita è diventata questa: vado a lavoro, esco e corro dalle mie ragazze. sto con loro fino a sera, quando la bimba si addormenta poi torno in quella stanza che non è mia, dormo quando riesco a prendere sonno, mi sveglio e ricomincio. l’unica quiete è quando stringo la mia piccola, la mia pace. ho sempre amato la solitudine, ma ora mi sento solo in un modo diverso, quasi che la mia vita sia diventata una casa dove sono solo un ospite, non sempre benvenuto.
un paio di mesi fa ero uscita di sera, in una via secondaria. c’era una prostituta. sono andato con lei. ho sempre provato repulsione per chi va con loro e non per quelle povere ragazze ma per l’ipocrisia degli uomini che le sfruttano. eppure mi sono comportato così. era come se il cuore, il cervello e l’anima si fossero fatti indietro e avessero lasciato solo il corpo che cercava il calore di un altro corpo. ho pensato che dopo mi sarei odiato per aver voluto far finta che un affare fosse un gesto più umano, ma invece mi sono assolto da quella che non sentivo come una colpa. avevo così bisogno di un contatto intimo che ero disposto a passare sulle mie convinzioni, sui miei principi. alla fine quella ragazza mi ha sorriso, ha detto che ero bravo, forse perché nei miei gesti affiorava qualcosa di più che semplice lussuria. più che il rapporto è stato quel sorriso a donarmi piacere.
non sono pentito. però adesso sono ossessionato. mi guardo intorno ed ogni passante mi sembra un’opportunità. si è risvegliata dentro di me la necessità di avere un rapporto vero tra uomo e donna, non questo accordo tra due genitori. dall’altro lato vedo lei che ha ancora affetto verso di me, che cerca ma non riesce a farsi tornare quello sguardo che aveva prima. e c’è la bambina che è l’unica cosa che non mi fa andare in pezzi, l’unica cosa che mi fa dire che vale la pena di vivere questa vita. eppure mi ritrovo a pensare di non avere la forza e la capacità di essere padre e marito, che sia più giusto cercare qualcuno che vuole davvero stare con me come uomo, che forse mento a me stesso quando ancora le dico che l’amo, anche se il mio sentimento non è finzione. mi ritrovo ogni giorno più debole nell’anima, più stanco e solo. e vado avanti, giorno per giorno, per vedere come va a finire.
abbiamo continuato il nostro rapporto, prima a distanza, poi lei ha accettato di raggiungermi nel mio paese, dove avevo lavoro e famiglia. all’inizio tutto bello, facevamo la vita dei fidanzatini. poi, due anni fa, involontariamente, lei è rimasta incinta. io ero felice, c’era una donna che voleva stare con me e qualcuno in arrivo che avrei potuto amare senza riserve di nessun genere. però lei era terrorizzata e shoccata. è praticamente scappata a rifugiarsi dai suoi e mi ha praticamente intimato che dovevo trasferirmi io nella sua città. dopo una serie di discussioni ho accettato.
da quasi due anni sono qui e mi ritrovo ancora a vivere in un limbo disperato. lei si è allontanata molto da me, emotivamente. non so perché, nonostante tutti i miei sforzi, non sono riuscito a farle capire, sentire la mia vicinanza. se cercavo di starle vicino le davo fastidio, se mi allontanavo si sentiva abbandonata. le ho chiesto di sposarmi, quando le cose si fossero stabilizzate economicamente, ma mi ha risposto di non riuscire a vedere un futuro, un qualunque futuro. non ha avuto più la forza di dirmi “ti amo”, la luce che prima brillava nei suoi occhi quando eravamo insieme si è spenta, per mancanza di forza, di fiducia in se stessa, in me, in noi. non ha voluto più fare l’amore con me da quando ha scoperto della bambina. da quando siamo venuti qui, lei vive ancora in casa dei genitori e io mi sono dovuto trovare una stanza perché fisicamente non potevo rimanere da loro. ho trovato un lavoro, noioso e frustrante, che odio, ma in questi tempi di crisi non posso certo lamentarmi. la mia vita è diventata questa: vado a lavoro, esco e corro dalle mie ragazze. sto con loro fino a sera, quando la bimba si addormenta poi torno in quella stanza che non è mia, dormo quando riesco a prendere sonno, mi sveglio e ricomincio. l’unica quiete è quando stringo la mia piccola, la mia pace. ho sempre amato la solitudine, ma ora mi sento solo in un modo diverso, quasi che la mia vita sia diventata una casa dove sono solo un ospite, non sempre benvenuto.
un paio di mesi fa ero uscita di sera, in una via secondaria. c’era una prostituta. sono andato con lei. ho sempre provato repulsione per chi va con loro e non per quelle povere ragazze ma per l’ipocrisia degli uomini che le sfruttano. eppure mi sono comportato così. era come se il cuore, il cervello e l’anima si fossero fatti indietro e avessero lasciato solo il corpo che cercava il calore di un altro corpo. ho pensato che dopo mi sarei odiato per aver voluto far finta che un affare fosse un gesto più umano, ma invece mi sono assolto da quella che non sentivo come una colpa. avevo così bisogno di un contatto intimo che ero disposto a passare sulle mie convinzioni, sui miei principi. alla fine quella ragazza mi ha sorriso, ha detto che ero bravo, forse perché nei miei gesti affiorava qualcosa di più che semplice lussuria. più che il rapporto è stato quel sorriso a donarmi piacere.
non sono pentito. però adesso sono ossessionato. mi guardo intorno ed ogni passante mi sembra un’opportunità. si è risvegliata dentro di me la necessità di avere un rapporto vero tra uomo e donna, non questo accordo tra due genitori. dall’altro lato vedo lei che ha ancora affetto verso di me, che cerca ma non riesce a farsi tornare quello sguardo che aveva prima. e c’è la bambina che è l’unica cosa che non mi fa andare in pezzi, l’unica cosa che mi fa dire che vale la pena di vivere questa vita. eppure mi ritrovo a pensare di non avere la forza e la capacità di essere padre e marito, che sia più giusto cercare qualcuno che vuole davvero stare con me come uomo, che forse mento a me stesso quando ancora le dico che l’amo, anche se il mio sentimento non è finzione. mi ritrovo ogni giorno più debole nell’anima, più stanco e solo. e vado avanti, giorno per giorno, per vedere come va a finire.