Una persona dal passato

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Applausi per questi post in cui non si intravede il braccio teso e la mano alzata :), ma solo lucida analisi. Ottimo e condivisibilissimo
Sempre fascista nell'anima rimango, spiacemi.
E se oggi il papero indossa la camicia marrone???

Eh??

EH???!
Oggi Polo. Non ho appuntamenti.
Dubito, sarà nera come al solito :LOL:
In realtà la porto sempre bianca con la cravatta bordeaux o blu notte. è l'anima che è nera.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Comincia ad andare in tutte le trasmissioni televisive, rendono bene.
Ma conoscendoti litigheresti con Milo Infante e Vespa in tempo zero. :ROFLMAO:
Non è il mio ambiente. Sono abituato a occuparmi di problemi reali e non percepiti. Poi i media servono, ma sono uno strumento che accendi se ti serve.
 

ToyGirl

Utente di lunga data
Forte. Molto maturo.
Io non capirò mai questa incapacità tipicamente femminile di metabolizzare il silenzio. Questo bisogno di fare la scena, dire tutto, sbroccare, lasciare il cadavere emotivo in mezzo alla stanza e poi uscire col mantello al vento. Che poi nella fantasia sembra una cosa potente. Nella realtà, nove volte su dieci, è solo regalare energia a gente che non merita neanche il buongiorno.
Ne parlavo con la bionda l’altra sera. Si è rifatto sotto, con una certa insistenza, un suo ex pisello. Uno che lei colloca serenamente tra le peggiori scopate della sua vita — e su queste cose tendo a crederle — ma soprattutto una di quelle persone brutte e tristi che nella vita hanno il cartello vuoto a perdere cento metri prima. Gente che prende e basta. Non dà niente, non accende niente, non lascia niente se non quella sensazione da portafoglio alleggerito e giornata sporcata.
La classica persona a cui, se dai attenzione, calore, o anche solo l’energia minima per rispondere a un saluto, senti subito che ci hai rimesso.
Tra tutti quelli che si sono fatti un giro tra le cosce della mia ragazza prima che arrivasse il mio, è l’unico che le avevo vivamente consigliato di bloccare. Ci sono persone che non devi affrontare, non devi educare, non devi punire. Devi solo togliere dal perimetro.
Non dico di fare come me, che mi sono messo come esercizio spirituale di far fuori ogni mese 5 nomi dalla rubrica del telefono, ma sicuramente uno o due umani all’anno è pulizia base.
Ieri invece me la ritrovo al telefono tutta trillante, orgogliosa di avergli sbroccato perché lui si era preso confidenze che non doveva, perché lei gli aveva detto di stare fuori dai coglioni, considerando che ci aveva scopato tre volte e si era divertito solo lui.
E io lì, impegnato a non apparire demotivante, pensavo solo una cosa: il tempo che passi con la gente di merda ti depaupera. Sempre. Anche quando “vinci”. Anche quando gliele canti. Anche quando esci dalla conversazione convinta di aver rimesso le cose a posto. In realtà hai comunque concesso presenza, nervi, voce, attenzione. Hai pagato il biglietto per entrare in un circo che dovevi lasciare chiuso.
E poi c’è l’altro punto, quello che tante donne sottovalutano: un maschio che ti è entrato tra le chiappe conserva sempre, da qualche parte nel cranio, un grappolo di neuroni preistorici convinto che quella femmina sia rimasta sua per sempre. Non in senso romantico. In senso proprietario, ottuso, biologico da garage. Gli basta una risposta, un litigio, una porta riaperta per un secondo, e nella sua testa si riaccende il lumino: “allora ancora ci sono”.
Per questo il silenzio è superiore allo sbrocco. Perché lo sbrocco è ancora relazione. Il silenzio no.
Il punto è che delle persone non possiedi niente. Né il bello né il brutto. Non possiedi il ricordo, non possiedi il corpo, non possiedi il diritto di rientrare a piacimento solo perché una volta hai avuto accesso. Quando una persona ti fa battere il cuore davvero, allora uno scambio ha senso. Ma se uno ti mette in moto come potrebbe metterti in moto il barista della mattina, quello che si ricorda come prendi il cappuccino perché è programmato per fidelizzare la clientela, allora che cazzo lo fai entrare nella tua vita a fare?
Tutte queste carinerie a basso sbattimento — il messaggino, il “come stai”, la confidenza fuori tempo massimo, il rientro laterale — non sono regali. Sono tecniche commerciali fondate sulla solitudine e sul bisogno. Micro-esche. Spiccioli emotivi buttati nel piattino per vedere se ancora reagisci.
E allora l’analisi non la devi fare su di lui. Lui è semplice. Vuole spazio, attenzione, un altro giro gratis sulla giostra, threesome vera o fasulla che sia.
L’analisi la devi fare su di te: perché hai bisogno di rispondergli, di spiegargli, di sbroccargli addosso, di fargli sapere che non conta niente.
Anche perché, esattamente come i maschi sono equipaggiati male per capire le femmine, quando una femmina cerca di capire un maschio normalmente fa cazzate.
Quando uno non conta niente davvero, non gli fai il processo. Lo lasci fuori dalla porta. Senza spiegazioni.
Non hai il dono della sintesi.
Bastava dire "il miglior disprezzo è la noncuranza". 😅
In teoria non ci sarebbe neanche bisogno di spiegare il perché, ma credo che molte persone gioveranno della tua compiuta analisi. 😊
 
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