Un dolore che non passa mai si gestisce meglio se diventa fisico

Stato
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banshee

The Queen
eh già..

Ciao e benvenuta, credo di capire da quale melma stai cercando di uscire, si può uscirne facendo forza sulla propria volontà che non è facile mantenere salda ma un passo alla volta si riesce. La tua storia di non tradimento può essere paradossalmente più dolorosa perché "gli alti e bassi" di una relazione malata sono devastanti e tocca uscirne prima possibile.
grazie Fiammetta, infatti è così.

Sono intervenuta per la prima volta nel forum proprio in questo 3d perché conosco molto bene la sensazione di totale impotenza che sta provando newbie.

La volontà c'è, anche perché per quanto mi riguarda, sono arrivata al punto in cui sono letteralmente scappata di casa perché non ne potevo più, dei continui alti e bassi, delle litigate assurde senza motivazioni valide, del "ti amo sei tutta la mia vita" e il giorno dopo "fai schifo vattene"... sono stata legata per anni ad un uomo che non è capace in alcun modo di avere una relazione serena.. ci stavo perdendo il sonno e la ragione.. poi ce l'ho fatta. Ma fa male come dici tu, cerchi veramente di uscire da una palude. E leggi le storie degli altri e pensi "posso farcela", senza rimetterci ulteriori pezzi di me... perché comunque un pezzo me lo sono dovuto tagliare, per potermene andere.

Scusate l'off topic :)
 

banshee

The Queen
Effettivamente mi interessa poco "essere consumata dentro".

Non sono nata con un ideale di coppia, anzi....direi che non me ne è proprio fregato nulla fino ai 20 anni...avevo ben altri progetti su cui concentrarmi.

Poi le cose sono andate come sono andate e negli anni ho sviluppato questo sogno di coppia ideale destinata a perdurare nei secoli e secoli, questo sogno di "noi, solo noi" sulle note di Cotugno.
Poi il sogno si è infranto e adesso non sarà mai più possibile realizzarlo, con nessuno. Quindi l'ho abbandonato. Ho perso, ceduto il testimone, vedetela un po' come vi pare.
Ho un carattere per cui "o si fa perfetto o non si fa". Ora perfetto non potrò mai più.
Adesso semplicemente ho il bisogno di ricominciare da capo con me stessa. Morire e rinascere, come ha detto ipazia. Ma rinascere "pulita", e questo non si può. Spero di aver reso comprensibile il senso di impotenza che provo.
Per questo la consunzione interiore non m'interessa. non ho un motivo reale per fermala. Quindi ben venga.

Chi lo sa, forse dovrei tirar fuori dal cassetto i sogni di quando ero bambina, sogni individuali in cui la presenza del maschio non solo non era prevista, ma nemmeno voluta, se non come oggetto di svago occasionale....ma non so, superati gli enta mi pare tardi per spolverare vecchi sogni.

Concludo con una postilla, al fine di non apparire maleducata. Domani torno a casa mia. In questi giorni ho potuto scrivere perchè avevo preso dei giorni off dal lavoro per via dei miei. Tornando alla routine quotidiana, durante il giorno non avrò tempo e la sera non sarò sola ed inoltre usiamo lo stesso computer...Quindi molto probabilmente questo sarà il mio ultimo post, almeno per un po.

Continuerò a leggere, tuttavia, come ho fatto questi mesi, dal lavoro, nelle pause caffè o nei momenti morti.
Vi ringrazio per lo spazio, l'ascolto, la comprensione e anche la non-comprensione (si, fantastica, parlo con te ;) ).

Per quanto possa apparire assurdo, considerando quello che (mi) faccio, io non comprendo le persone che fumano. Queste persone che, in nome di pochi attimi di serenità, coccolano e nutrono il loro cancro, inquinando l'ambiente, avvelenando il prossimo col fumo passivo, gravando sulla spesa sanitaria nazionale, puzzando, e facendo preoccupare parenti e amici (alzi la mano il fumatore che non è mai stato incentivato a smettere!)..... Vedi, è solo questione di punti di vista, o di vissuti personali, il cosa si è in grado di capire, i panni di chi si è in grado di mettere. Io fuggo il fumatore come tu fuggi l'autolesionista. Io sono solo più fortunata perchè il fumatore è manifesto.

Arrivederci alla prossima.
Newbie, non chiuderti, non sparire.. continua a scrivere quando puoi, sfogati...

Spero di leggerti ancora.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Effettivamente mi interessa poco "essere consumata dentro".

Non sono nata con un ideale di coppia, anzi....direi che non me ne è proprio fregato nulla fino ai 20 anni...avevo ben altri progetti su cui concentrarmi.

Poi le cose sono andate come sono andate e negli anni ho sviluppato questo sogno di coppia ideale destinata a perdurare nei secoli e secoli, questo sogno di "noi, solo noi" sulle note di Cotugno.
Poi il sogno si è infranto e adesso non sarà mai più possibile realizzarlo, con nessuno. Quindi l'ho abbandonato. Ho perso, ceduto il testimone, vedetela un po' come vi pare.
Ho un carattere per cui "o si fa perfetto o non si fa". Ora perfetto non potrò mai più.
Adesso semplicemente ho il bisogno di ricominciare da capo con me stessa. Morire e rinascere, come ha detto ipazia. Ma rinascere "pulita", e questo non si può. Spero di aver reso comprensibile il senso di impotenza che provo.
Per questo la consunzione interiore non m'interessa. non ho un motivo reale per fermala. Quindi ben venga.


Chi lo sa, forse dovrei tirar fuori dal cassetto i sogni di quando ero bambina, sogni individuali in cui la presenza del maschio non solo non era prevista, ma nemmeno voluta, se non come oggetto di svago occasionale....ma non so, superati gli enta mi pare tardi per spolverare vecchi sogni.

Concludo con una postilla, al fine di non apparire maleducata. Domani torno a casa mia. In questi giorni ho potuto scrivere perchè avevo preso dei giorni off dal lavoro per via dei miei. Tornando alla routine quotidiana, durante il giorno non avrò tempo e la sera non sarò sola ed inoltre usiamo lo stesso computer...Quindi molto probabilmente questo sarà il mio ultimo post, almeno per un po.

Continuerò a leggere, tuttavia, come ho fatto questi mesi, dal lavoro, nelle pause caffè o nei momenti morti.
Vi ringrazio per lo spazio, l'ascolto, la comprensione e anche la non-comprensione (si, fantastica, parlo con te ;) ).

Per quanto possa apparire assurdo, considerando quello che (mi) faccio, io non comprendo le persone che fumano. Queste persone che, in nome di pochi attimi di serenità, coccolano e nutrono il loro cancro, inquinando l'ambiente, avvelenando il prossimo col fumo passivo, gravando sulla spesa sanitaria nazionale, puzzando, e facendo preoccupare parenti e amici (alzi la mano il fumatore che non è mai stato incentivato a smettere!)..... Vedi, è solo questione di punti di vista, o di vissuti personali, il cosa si è in grado di capire, i panni di chi si è in grado di mettere. Io fuggo il fumatore come tu fuggi l'autolesionista. Io sono solo più fortunata perchè il fumatore è manifesto.

Arrivederci alla prossima.
Ciao Newbie...mi riferisco al grasseto.

Tu non stai morendo. non stai attraversando la rabbia. Ti ci sei aggrappata per ora.
Ed è lei che ti fa vivere quell'impotenza di cui parli.

Attraversare la rabbia, e "morire" significa smettere di nutrirla.
E tu la stai nutrendo. Lasciando a lei il controllo di te.
La nutri col silenzio, col segreto. Con il continuare a portare fuori l'immagine di te che non corrisponde a ciò che è dentro di te. Nascondendo quella che sei nel contenitore adeguato alle richieste a cui credi di dover rispondere in cui ti stai trasformando..

Che ci può anche stare. Perchè no?

Il punto è dirselo chiaramente.
Il fatto che tu abbia scritto, che ci abbia provato almeno, è in un qualche modo un tentativo di svelamento.
Ti ritrai.
Forse non è il tuo momento. Forse hai bisogno di rotolarti ancora un po'.

L'importante è che tu lo sappia. E che tu te lo dica.

Ma....dipende effettivamente soltanto da te trovare la strada. Per perderti o ritrovarti.
Per rinascere.

Pulita o sporca non conta nulla.
Sei già pulita. Solo che non lo sai.


Rispetto al rosso, perchè no?
Dove è scritto che non si possa?
Esiste qualche grande libro della vita che mette divieti in tal senso?

E chi l'ha scritto, se esiste?

Bah...perchè darsi limiti autoimposti?



E' perchè non lo sei ancora, consumata dentro, che non ti interessa...peggiorerà. Se lascerai che accada.
Poi farai le tue scelte. Per ora in effetti non ne hai fatta ancora nessuna.

In bocca al lupo. Credo tu ne abbia bisogno.

Ciao Newbie.
 

lolapal

Utente reloaded
Effettivamente mi interessa poco "essere consumata dentro".

Non sono nata con un ideale di coppia, anzi....direi che non me ne è proprio fregato nulla fino ai 20 anni...avevo ben altri progetti su cui concentrarmi.

Poi le cose sono andate come sono andate e negli anni ho sviluppato questo sogno di coppia ideale destinata a perdurare nei secoli e secoli, questo sogno di "noi, solo noi" sulle note di Cotugno.
Poi il sogno si è infranto e adesso non sarà mai più possibile realizzarlo, con nessuno. Quindi l'ho abbandonato. Ho perso, ceduto il testimone, vedetela un po' come vi pare.
Ho un carattere per cui "o si fa perfetto o non si fa". Ora perfetto non potrò mai più.
Adesso semplicemente ho il bisogno di ricominciare da capo con me stessa. Morire e rinascere, come ha detto ipazia. Ma rinascere "pulita", e questo non si può. Spero di aver reso comprensibile il senso di impotenza che provo.
Per questo la consunzione interiore non m'interessa. non ho un motivo reale per fermala. Quindi ben venga.

Chi lo sa, forse dovrei tirar fuori dal cassetto i sogni di quando ero bambina, sogni individuali in cui la presenza del maschio non solo non era prevista, ma nemmeno voluta, se non come oggetto di svago occasionale....ma non so, superati gli enta mi pare tardi per spolverare vecchi sogni.

Concludo con una postilla, al fine di non apparire maleducata. Domani torno a casa mia. In questi giorni ho potuto scrivere perchè avevo preso dei giorni off dal lavoro per via dei miei. Tornando alla routine quotidiana, durante il giorno non avrò tempo e la sera non sarò sola ed inoltre usiamo lo stesso computer...Quindi molto probabilmente questo sarà il mio ultimo post, almeno per un po.

Continuerò a leggere, tuttavia, come ho fatto questi mesi, dal lavoro, nelle pause caffè o nei momenti morti.
Vi ringrazio per lo spazio, l'ascolto, la comprensione e anche la non-comprensione (si, fantastica, parlo con te ;) ).

Per quanto possa apparire assurdo, considerando quello che (mi) faccio, io non comprendo le persone che fumano. Queste persone che, in nome di pochi attimi di serenità, coccolano e nutrono il loro cancro, inquinando l'ambiente, avvelenando il prossimo col fumo passivo, gravando sulla spesa sanitaria nazionale, puzzando, e facendo preoccupare parenti e amici (alzi la mano il fumatore che non è mai stato incentivato a smettere!)..... Vedi, è solo questione di punti di vista, o di vissuti personali, il cosa si è in grado di capire, i panni di chi si è in grado di mettere. Io fuggo il fumatore come tu fuggi l'autolesionista. Io sono solo più fortunata perchè il fumatore è manifesto.

Arrivederci alla prossima.
Cara Newbie, io spero di leggerti ancora... ho seguito tutto con molta attenzione. Rifletti molto bene su quanto ti è stato detto un po' da tutti, soprattutto da Ipazia, che condivido e non solo a livello teorico...

Per il neretto: credo che tu sia riuscita a focalizzare una cosa molto importante di te... riflettici bene... non è mai troppo tardi e te lo dico perché so esattamente di cosa si sta parlando...

In bocca al lupo. Noi siamo qui, anche in mp. :)
 

disincantata

Utente di lunga data
Se ci godi a farti del MALE continua pure.

Io non ho mai chiesto a mio marito di smettere di fumare. Problema suo. Non fuma in casa.

Buona fortuna ad entrambi.
 

spleen

utente ?
Ringrazio ancora tutti per il supporto, l'incoraggiamento a non fare quello che voglio fare, la comprensione di chi ci è passato.
Ma proprio chi ci è passato dovrebbe sapere che se l'impulso a non farlo non parte dal sè, nemmeno Gesù Cristo redivivo riuscirà a persuaderti.

ovvio che non voglio uscirne. questo l'ho già detto. Per lo meno non ora. Se lo volessi, se non mi desse più fastidio che la cosa venisse allo scoperto, cercherei rimedio. Per ora no.


Sfogarsi in altro modo? be', per esempio...sarebbe veramente di sollievo rispondere ad una delle telefonata di lei e urlarle "BASTA ROMPERE I COGLIONI!! non gliene frega niente a nessuno se tu adesso ti senti a disagio, vuoi rimanere sua amica, vuoi che lui ti parli, pensi che lui sia una bella persona perchè non ti ha illuso, pensi che sia uno stronzo perchè non ti caga più, vuoi dare consigli perchè capisci che io sto soffrendo e lui non si sta occupando di me...BASTA! ECLISSATI, SPARISCI, EMIGRA.

Si, sarebbe di gran sollievo. Però non si può. Perchè poverina è anche lei vittima della situazione, perchè bisogna mantenere buoni i rapporti di lavoro, perchè bisogna ignorarla, perchè tanto non servirebbe a niente perchè il cambiamento parte da dentro di noi e altre aminità psico-filosofiche del genere.

Odio la psico-filosofia da bar.

Dopo un pomeriggio passato di pessimo umore, mi sono fatta 16 km coi pattini...ho un mal di gola tremendo, ma va meglio.

Cmq, no, non uso lamette e lascio in pace i miei piedi. evito il rischio di cicatrici perenni in zone che possono essere visibili (è dura giustificare dei calzini al mare o in piscina). E conto i giorni in modo tale che il giorno della visita medica non ci siano segni.
Pensavo, per una questione di correttezza, di dirlo al primo controllo medico per la donazione di sangue. Tanto è tenuto al segreto professionale. Ma finchè sono sotto antibiotici il problema non si pone.

L'umore di stasera è piuttosto diverso da quello dei post precedenti. Vorrei scusarmi se a tratti appaio petulante. So di essere emotivamente immatura. Non ho avuto bisogno di crescere negli ultimi 15 anni e quindi non l'ho fatto. Dovrei farlo adesso, ma mi rifiuto di farlo nella speranza di svegliarmi da un brutto sogno. A volte penso che avrei bisogno che sopravvenisse un ostacolo, un dolore più grande, per smuovere questa situazione: o torno a vivere del tutto, o soccombo del tutto. Entrambi gli scenari sarebbero migliori di quello attuale.

Perchè non lo lascio? ho meditato alcune motivazioni, che mi rendo conto alcuni potranno ritenere discutibili o tristi. Ma partono tutte dal presupposto di fare, egoisticamente, quello che ritengo meglio per me:
1) non ho una stabilità economica tale da poter vivere da sola
2) non accetto che 15 anni si cancellino con una scopata
3) mi rifiuto di dar ragione alla signora, la quale gli disse, con aria navigata "eh, quando accadono queste cose, il rapporto è finito" (il che sottointendeva, ovviamente, "tanto vale che stai con me")
4)quando sto con lui e facciamo le cose che appartengono solo a noi (cioè quelle che non ha fatto con la signora), obiettivamente, sto bene. cazzo, se sto bene! Quando fa la lotta col cane, mi prepara la cena, s'incazza perchè ho perso il cell, tenta di tenermi sveglia durate quei mattoni di film che si guarda lui...entro in un livello di pace dei sensi da far concorrenza ad un drogato di oppio. Non è, sia chiaro, la stessa pace dei sensi di 9 mesi fa, che era pulita, innocente e ingenua. Adesso è una pace dei sensi effimera, melanconica perchè consapevole di essere effimera, discontinua perchè cmq intervallata da picchi di nervosismo dettati da improvvisi brutti pensieri. Il sesso mi crea problemi perchè l'ha fatto con lei. Mi ha creato lo stesso turbamento, lo stesso senso di schifo, dover attraversare quei luoghi nei quali sapevo che erano stati anche loro. I vestiti che aveva addosso durante i loro incontri...glieli ho fatti buttare. Un bacio in ascensore è ok, è nostro. Un bacio a labbra sfiorate è ok. La lingua in trachea sotto le lenzuola...quello no, non è ok, quello mi fa schifo. Accarezzarsi la mano durante i pasti mi fa schifo. e cosi via.

Il problema è che speravo che la quantità di cose per cui provavo schifo diminuissero col tempo e ritornassimo ad un rapporto "normale". Invece aumentano. Tipo, per fare un esempio pratico: l'ho sempre saputo che durante i pasti la signora gli sedeva di fronte accarezzandogli la mano. All'inizio però non era tra le cose mi procuravano schifo (probabilmente perchè era un'abitudine anche nostra e, immagino, comune a molte coppie). Ora lo è.
Per questo sento di amarlo sempre meno, ma tuttavia di amarlo ancora.

Grazie per l'attenzione
Benvenuta.
Il neretto è il grave, di una gravità inaudita e tu non te ne rendi conto appieno credo.
Prima giustamente hai citato l'anoressia, sembri effettivamente come quelle ragazze che si vedono grasse a 30 kg.
Perdonami i paragoni, bulimia anoressia e autolesionismo sono tutti comportamenti che hanno come sfondo la ricerca del controllo completo sulla propria esistenza, controllo che nessuno possiede appieno, nemmeno premi Nobel re e imperatori.
L'unica cosa che ci restituisce un poco di possibilità per superare i nostri guai è la capacità di reagire, capacità che devi ritrovare al più presto, anche (e nel tuo caso te lo consiglio vivamente) con l'aiuto di qualche terapia.
Questo a prescindere da come finisca il tuo rapporto con lui.

PS
In un post scrivi: .... o è perfetto o niente....
Se qualcuno ti ha raccontato che esiste l'amore perfetto o la vita "perfetta" ti ha raccontato una bugia.
La menzogna più grande, attorno alla quale tutto il mondo brucia.
 

tullio

Utente di lunga data
Benvenuta.
Il neretto è il grave, di una gravità inaudita e tu non te ne rendi conto appieno credo.
Prima giustamente hai citato l'anoressia, sembri effettivamente come quelle ragazze che si vedono grasse a 30 kg.
Perdonami i paragoni, bulimia anoressia e autolesionismo sono tutti comportamenti che hanno come sfondo la ricerca del controllo completo sulla propria esistenza, controllo che nessuno possiede appieno, nemmeno premi Nobel re e imperatori.
L'unica cosa che ci restituisce un poco di possibilità per superare i nostri guai è la capacità di reagire, capacità che devi ritrovare al più presto, anche (e nel tuo caso te lo consiglio vivamente) con l'aiuto di qualche terapia.
Questo a prescindere da come finisca il tuo rapporto con lui.

PS
In un post scrivi: .... o è perfetto o niente....
Se qualcuno ti ha raccontato che esiste l'amore perfetto o la vita "perfetta" ti ha raccontato una bugia.
La menzogna più grande, attorno alla quale tutto il mondo brucia.

Spleen. al solito, ci ha colto in pieno.
Due parole sulla ricerca del dolore. La sofferenza è in grado, a volte, di permettere di ritrovare la propria autenticità.
IL dolore è, per definizione, solo proprio e può svolgere il ruolo di aiutarci a ritrovare noi stessi. Soprattutto quando è liberamente accettato (penso, ad esempio, al dolore che si riceve infilandosi uno spillo nel naso o facendo un tatuaggio). Nel tuo caso, però, mi viene il sospetto che si tratti, più che di una punizione autoimposta, di una fuga da te stessa. Il dolore ricercato è un mondo che sei in grado di controllare, un mondo solo tuo nel quale, paradossalmente, non può accaderti nulla di male perché il dolore te lo fai da sola. Però è un dolore che chiude il tuo mondo e non lo apre. E' un dolore che dice qualosa solo a te stessa e a nessun altro (a differenza dei tatuaggi...). Praticamente è l'equivalente di una droga. E come tale negativo, negativissimo.
Devi cominciare a reagire...
 

Apollonia

Utente di lunga data
Spleen. al solito, ci ha colto in pieno.
Due parole sulla ricerca del dolore. La sofferenza è in grado, a volte, di permettere di ritrovare la propria autenticità.
IL dolore è, per definizione, solo proprio e può svolgere il ruolo di aiutarci a ritrovare noi stessi. Soprattutto quando è liberamente accettato (penso, ad esempio, al dolore che si riceve infilandosi uno spillo nel naso o facendo un tatuaggio). Nel tuo caso, però, mi viene il sospetto che si tratti, più che di una punizione autoimposta, di una fuga da te stessa. Il dolore ricercato è un mondo che sei in grado di controllare, un mondo solo tuo nel quale, paradossalmente, non può accaderti nulla di male perché il dolore te lo fai da sola. Però è un dolore che chiude il tuo mondo e non lo apre. E' un dolore che dice qualosa solo a te stessa e a nessun altro (a differenza dei tatuaggi...). Praticamente è l'equivalente di una droga. E come tale negativo, negativissimo.
Devi cominciare a reagire...
Parole sante! È vero, verissimo. Ma finché non ne sei fuori non lo capisci!
 

Diletta

Utente di lunga data
anch'io

mi soffermerei sulla tua affermazione rigidissima:
"o è perfetto o niente".

Tale e quale a me "ante tempesta", tempesta che ora, pur a denti stretti, devo ringraziare perché mi ha permesso di rinascere e di evolvermi in questa vita.
Ho capito tante cose e tante mie verità assolute erano sbagliate semplicemente perché irreali e io ero un po' troppo fuori dalla realtà.
Mi ero costruita un mio mondo ideale dove nel mezzo c'era una coppia perfetta, la nostra.
Bellissima questa idea, ma che me ne faccio se era un'illusione?

Quello che ho capito è che non esiste niente del genere nella realtà, qualcuno mi dirà il contrario, ma non ci casco...ci saranno sicuramente coppie migliori della mia, ma mai così perfette come pensavo fossimo noi, e questa consapevolezza mi ha trasformato in meglio.

ll mio uomo è stato da sempre su di un piedistallo (ce l'avevo messo io anche se lui aveva fatto in modo che ce lo mettessi) e ora non c'è più e mai ci risalirà, ma questo è solo un bene.
Ora lo vedo per quello che è: un uomo che ha sbagliato, e tanto, un'imperfezione che cammina, ma che ha anche dei pregi che sono stati quelli che mi hanno fatto decidere di fare un tentativo.
Quelle qualità non sono andate perdute, ci sono ancora.

E' un cammino pazzesco, di una difficoltà inaudita, questo sì, ma lo sai, e niente sarà più come prima.
Ecco: prima è stato in un modo e siete stati bene, ora, se vivrete ancora insieme, lo farete in un modo diverso cercando di trovare un nuovo equilibrio che possa permettervi di vivere discretamente.
Sento già arrivare delle obiezioni sulla parola "discretamente" e a sostegno della tesi che nella vita bisogna rincorrere la piena felicità.
Non lo so...questione di punti di vista anche qui: io alla felicità piena, incondizionata e senza macchia non ci credo, non ci credo più.

Credimi, il fatto che lui te l'abbia confessato è di una importanza galattica, e non so fino a che punto te ne rendi conto.
Io lo accoglierei a braccia aperte (dopo averlo riempito di calci nel culo e di tutti gli epiteti peggiori sulla terra, ovviamente).
Fossi in te, mediterei su questo gesto che denota una persona profonda con dei valori.
Avercene...magari l'avesse fatto il mio...sarebbero stati 1000 punti a suo favore, ma quando gliene parlo mi guarda basito e mi dice che non è né pazzo né sadico-masochista...e si chiede chi farebbe una cosa del genere?
Appunto: solo un pazzo,o, un idiota, secondo lui.
Ora gli posso dire che non è così, perché non credo che il tuo compagno appartenga ad una di queste categorie...

E pensa anche che nessuno ti garantirà mai la perfezione, quindi: o si decide di starcene da sole così da metterci al riparo da altre delusioni, o si stende un velo pietoso sulla faccenda.
Ma per fare questo ci vuole tanto tempo...e sei mesi non sono nulla, ma credimi se ti dico che verrà il giorno che non te ne fregherà più nulla alla rievocazione di un luogo o una situazione, all'inizio un leggero fastidio, ma poi neanche più quello e arriverai a pensare che sono cavoli suoi e della sua coscienza, che non ne vuoi più sapere delle miserie disgustose che ha combinato e che hai perso anche troppo tempo dietro alle sue immani cazzate.
Credimi ancora: noi siamo superiori a loro, altro che vittime, io volo alto cento metri sopra di lui e me ne compiaccio! ;)
 

Joey Blow

Escluso
mi soffermerei sulla tua affermazione rigidissima:
"o è perfetto o niente".

Tale e quale a me "ante tempesta", tempesta che ora, pur a denti stretti, devo ringraziare perché mi ha permesso di rinascere e di evolvermi in questa vita.
Ho capito tante cose e tante mie verità assolute erano sbagliate semplicemente perché irreali e io ero un po' troppo fuori dalla realtà.
Mi ero costruita un mio mondo ideale dove nel mezzo c'era una coppia perfetta, la nostra.
Bellissima questa idea, ma che me ne faccio se era un'illusione?

Quello che ho capito è che non esiste niente del genere nella realtà, qualcuno mi dirà il contrario, ma non ci casco...ci saranno sicuramente coppie migliori della mia, ma mai così perfette come pensavo fossimo noi, e questa consapevolezza mi ha trasformato in meglio.

ll mio uomo è stato da sempre su di un piedistallo (ce l'avevo messo io anche se lui aveva fatto in modo che ce lo mettessi) e ora non c'è più e mai ci risalirà, ma questo è solo un bene.
Ora lo vedo per quello che è: un uomo che ha sbagliato, e tanto, un'imperfezione che cammina, ma che ha anche dei pregi che sono stati quelli che mi hanno fatto decidere di fare un tentativo.
Quelle qualità non sono andate perdute, ci sono ancora.

E' un cammino pazzesco, di una difficoltà inaudita, questo sì, ma lo sai, e niente sarà più come prima.
Ecco: prima è stato in un modo e siete stati bene, ora, se vivrete ancora insieme, lo farete in un modo diverso cercando di trovare un nuovo equilibrio che possa permettervi di vivere discretamente.
Sento già arrivare delle obiezioni sulla parola "discretamente" e a sostegno della tesi che nella vita bisogna rincorrere la piena felicità.
Non lo so...questione di punti di vista anche qui: io alla felicità piena, incondizionata e senza macchia non ci credo, non ci credo più.

Credimi, il fatto che lui te l'abbia confessato è di una importanza galattica, e non so fino a che punto te ne rendi conto.
Io lo accoglierei a braccia aperte (dopo averlo riempito di calci nel culo e di tutti gli epiteti peggiori sulla terra, ovviamente).
Fossi in te, mediterei su questo gesto che denota una persona profonda con dei valori.
Avercene...magari l'avesse fatto il mio...sarebbero stati 1000 punti a suo favore, ma quando gliene parlo mi guarda basito e mi dice che non è né pazzo né sadico-masochista...e si chiede chi farebbe una cosa del genere?
Appunto: solo un pazzo,o, un idiota, secondo lui.
Ora gli posso dire che non è così, perché non credo che il tuo compagno appartenga ad una di queste categorie...

E pensa anche che nessuno ti garantirà mai la perfezione, quindi: o si decide di starcene da sole così da metterci al riparo da altre delusioni, o si stende un velo pietoso sulla faccenda.
Ma per fare questo ci vuole tanto tempo...e sei mesi non sono nulla, ma credimi se ti dico che verrà il giorno che non te ne fregherà più nulla alla rievocazione di un luogo o una situazione, all'inizio un leggero fastidio, ma poi neanche più quello e arriverai a pensare che sono cavoli suoi e della sua coscienza, che non ne vuoi più sapere delle miserie disgustose che ha combinato e che hai perso anche troppo tempo dietro alle sue immani cazzate.
Credimi ancora: noi siamo superiori a loro, altro che vittime, io volo alto cento metri sopra di lui e me ne compiaccio! ;)
Eri.
 

Sbriciolata

Escluso
Credimi ancora: noi siamo superiori a loro, altro che vittime, io volo alto cento metri sopra di lui e me ne compiaccio! ;)
Maremma sopravvalutata:
ma noi chi? loro chi? e perchè? e, soprattutto perchè compiacersene?
Voglio dire Diletta:
che sugo c'è a sentirsi superiori a qualcuno con il quale condividi la tua vita?
Il compiangere la sua inferiorità?
Che tra l'altro hai decretato tu, arbitrariamente?
E' così importante essere superiori?
Volare alto?
Così in alto da non essere raggiunti?
E' una sensazione esaltante quella di volare da soli, cento metri sopra?
Non sarebbe invece meglio scendere tra i mortali, i peccatori, le persone imperfette?
Sporcarsi insieme a loro, sentire l'odore dei loro sbagli mischiarsi con l'odore dei nostri?
Chiedo, eh?
Chè a me hanno insegnato che la superbia ci è costata l'Eden, mica bau bau micio micio.
Non che ci abbia mai creduto, all'Eden, però la metafora la colgo pure io.
 

Divì

Utente senza meta
Maremma sopravvalutata:
ma noi chi? loro chi? e perchè? e, soprattutto perchè compiacersene?
Voglio dire Diletta:
che sugo c'è a sentirsi superiori a qualcuno con il quale condividi la tua vita?
Il compiangere la sua inferiorità?
Che tra l'altro hai decretato tu, arbitrariamente?
E' così importante essere superiori?
Volare alto?
Così in alto da non essere raggiunti?
E' una sensazione esaltante quella di volare da soli, cento metri sopra?
Non sarebbe invece meglio scendere tra i mortali, i peccatori, le persone imperfette?
Sporcarsi insieme a loro, sentire l'odore dei loro sbagli mischiarsi con l'odore dei nostri?
Chiedo, eh?
Chè a me hanno insegnato che la superbia ci è costata l'Eden, mica bau bau micio micio.

Non che ci abbia mai creduto, all'Eden, però la metafora la colgo pure io.
Quoto.

Posso aggiungere una cosa?

Un po' di cose in questa esperienza di m... le ho capite.

La prima è che inseguire una persona ideale, idealizzare una persona, o peggio costringerla a martellate ad essere il tuo ideale, non è una buona cosa.

Alla fine l'unico "ideale" che dobbiamo perseguire è il nostro "star bene con", la qualità (e non idealità) della relazione, anche difficile, anche conflittuale, ma ricca di vita e di trasporto.

Con umiltà, certo, con l'umiltà di chi comprende che in una relazione ciascuno è responsabile al 100% del 50% del rapporto.
 

Diletta

Utente di lunga data
Maremma sopravvalutata:
ma noi chi? loro chi? e perchè? e, soprattutto perchè compiacersene?
Voglio dire Diletta:
che sugo c'è a sentirsi superiori a qualcuno con il quale condividi la tua vita?
Il compiangere la sua inferiorità?
Che tra l'altro hai decretato tu, arbitrariamente?
E' così importante essere superiori?
Volare alto?
Così in alto da non essere raggiunti?
E' una sensazione esaltante quella di volare da soli, cento metri sopra?
Non sarebbe invece meglio scendere tra i mortali, i peccatori, le persone imperfette?
Sporcarsi insieme a loro, sentire l'odore dei loro sbagli mischiarsi con l'odore dei nostri?
Chiedo, eh?
Chè a me hanno insegnato che la superbia ci è costata l'Eden, mica bau bau micio micio.
Non che ci abbia mai creduto, all'Eden, però la metafora la colgo pure io.

Apparirò presuntuosa e ora provo a spiegarmi meglio.
Me ne compiaccio eccome di sentirmi superiore a chi non è stato capace di resistere alle tentazioni, e per quelli come noi intendo chi porta avanti, nel concreto, un ideale di coppia in cui crede, nonostante tutto, riuscendo a mettere in pratica i principi che sono parte della propria vita.
E soprattutto chi ha vacillato, ma non è caduto, in un frangente in cui non era così improbabile.
Se non è forza questa, chiamala come vuoi Sbri.

Quindi: sì, posso dire ad alta voce di essere stata migliore di chi mi sta accanto, precisando che sto parlando del rapporto di coppia.
E' così, è un dato oggettivo.
Fra i mortali ci sono scesa e ci sguazzo dentro...
Idem per l'essermi sporcata.
Conto che mio marito abbia imparato qualcosa da me allo stesso modo in cui io ho imparato delle cose da lui perché anch'io, e ci mancherebbe, ho avuto bisogno di rettifiche e correzioni.
 

Diletta

Utente di lunga data
Quoto.

Posso aggiungere una cosa?

Un po' di cose in questa esperienza di m... le ho capite.

La prima è che inseguire una persona ideale, idealizzare una persona, o peggio costringerla a martellate ad essere il tuo ideale, non è una buona cosa.

Alla fine l'unico "ideale" che dobbiamo perseguire è il nostro "star bene con", la qualità (e non idealità) della relazione, anche difficile, anche conflittuale, ma ricca di vita e di trasporto.

Con umiltà, certo, con l'umiltà di chi comprende che in una relazione ciascuno è responsabile al 100% del 50% del rapporto.

La vedo esattamente così!! :up::up::up:
 

Joey Blow

Escluso
Apparirò presuntuosa e ora provo a spiegarmi meglio.
Me ne compiaccio eccome di sentirmi superiore a chi non è stato capace di resistere alle tentazioni, e per quelli come noi intendo chi porta avanti, nel concreto, un ideale di coppia in cui crede, nonostante tutto, riuscendo a mettere in pratica i principi che sono parte della propria vita.
E soprattutto chi ha vacillato, ma non è caduto, in un frangente in cui non era così improbabile.
Se non è forza questa, chiamala come vuoi Sbri.

Quindi: sì, posso dire ad alta voce di essere stata migliore di chi mi sta accanto, precisando che sto parlando del rapporto di coppia.
E' così, è un dato oggettivo.
Fra i mortali ci sono scesa e ci sguazzo dentro...
Idem per l'essermi sporcata.
Conto che mio marito abbia imparato qualcosa da me allo stesso modo in cui io ho imparato delle cose da lui perché anch'io, e ci mancherebbe, ho avuto bisogno di rettifiche e correzioni.
Ma quale superiore che non capisci un cazzo di niente di nulla. Su. Madonna buona, superiore de che? Ma poi forza di che, tra l'altro, che se stai così, mentecatta, non è manco per un tradimento di ADESSO, ma di roba di quand'eravate fidanzati che ti ha fuso le sinapsi. Ma che cazzo vai farfugliando, chi lo sa.
 

Sbriciolata

Escluso
Apparirò presuntuosa e ora provo a spiegarmi meglio.
Me ne compiaccio eccome di sentirmi superiore a chi non è stato capace di resistere alle tentazioni, e per quelli come noi intendo chi porta avanti, nel concreto, un ideale di coppia in cui crede, nonostante tutto, riuscendo a mettere in pratica i principi che sono parte della propria vita.
E soprattutto chi ha vacillato, ma non è caduto, in un frangente in cui non era così improbabile.
Se non è forza questa, chiamala come vuoi Sbri.

Quindi: sì, posso dire ad alta voce di essere stata migliore di chi mi sta accanto, precisando che sto parlando del rapporto di coppia.
E' così, è un dato oggettivo.
Fra i mortali ci sono scesa e ci sguazzo dentro...
Idem per l'essermi sporcata.
Conto che mio marito abbia imparato qualcosa da me allo stesso modo in cui io ho imparato delle cose da lui perché anch'io, e ci mancherebbe, ho avuto bisogno di rettifiche e correzioni.
Tu devi essere al più contenta di te stessa, non compiaciuta di essere(?) superiore a chi ha sbagliato.
Il fatto di sentirti migliore di tuo marito implica che tu lo inferiore a te.
E allora... che ci stai a fare con uno che non è alla tua altezza?
Per sentirti migliore rispetto a chi si è dimostrato inadeguato?
Ma non era una cosa assai distante dalla tua etica questa?
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Maremma sopravvalutata:
ma noi chi? loro chi? e perchè? e, soprattutto perchè compiacersene?
Voglio dire Diletta:
che sugo c'è a sentirsi superiori a qualcuno con il quale condividi la tua vita?
Il compiangere la sua inferiorità?
Che tra l'altro hai decretato tu, arbitrariamente?
E' così importante essere superiori?
Volare alto?
Così in alto da non essere raggiunti?
E' una sensazione esaltante quella di volare da soli, cento metri sopra?
Non sarebbe invece meglio scendere tra i mortali, i peccatori, le persone imperfette?
Sporcarsi insieme a loro, sentire l'odore dei loro sbagli mischiarsi con l'odore dei nostri?
Chiedo, eh?
Chè a me hanno insegnato che la superbia ci è costata l'Eden, mica bau bau micio micio.
Non che ci abbia mai creduto, all'Eden, però la metafora la colgo pure io.

E soprattutto amare e sentirsi superiore non è un po' una contraddizione?
 

Diletta

Utente di lunga data
Tu devi essere al più contenta di te stessa, non compiaciuta di essere(?) superiore a chi ha sbagliato.
Il fatto di sentirti migliore di tuo marito implica che tu lo inferiore a te.
E allora... che ci stai a fare con uno che non è alla tua altezza?
Per sentirti migliore rispetto a chi si è dimostrato inadeguato?
Ma non era una cosa assai distante dalla tua etica questa?

Sì, contenta, hai ragione, ma perché devo essere contenta?
Perché sono (stata) superiore, diciamo meglio, MIGLIORE quanto a serietà di coppia.
Ma questo non me lo dico mica da sola, per autoconvincermi e raccontarmela, è semplicemente una CONSTATAZIONE e come tutte le constatazioni se ne prende atto.

Che ci sto a fare con uno che si è rivelato non essere alla mia altezza?
Ma è chiaro: per renderlo migliore.
Il matrimonio ha anche questo fine.

Ciascuno aiuta l'altro come meglio può, io penso in questo modo.
Ma, ripeto, è uno scambio, altrimenti non funziona.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Tu devi essere al più contenta di te stessa, non compiaciuta di essere(?) superiore a chi ha sbagliato.
Il fatto di sentirti migliore di tuo marito implica che tu lo inferiore a te.
E allora... che ci stai a fare con uno che non è alla tua altezza?
Per sentirti migliore rispetto a chi si è dimostrato inadeguato?
Ma non era una cosa assai distante dalla tua etica questa?

:up::up::up::up::up:
Strepitosa come sempre
 

Diletta

Utente di lunga data
Ma quale superiore che non capisci un cazzo di niente di nulla. Su. Madonna buona, superiore de che? Ma poi forza di che, tra l'altro, che se stai così, mentecatta, non è manco per un tradimento di ADESSO, ma di roba di quand'eravate fidanzati che ti ha fuso le sinapsi. Ma che cazzo vai farfugliando, chi lo sa.
Vedi che ti faccio subito incazzare?
Come mi diverte sta cosa, non hai idea...!
 
Stato
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