Un bivio devastante

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darla

Utente
Ciao a tutti!
E' parecchio che vi leggo e faccio tesoro dei consigli indiretti di ciascuno di voi.
Ora però vorrei raccontare la mia storia. Principalmente perchè sono arrivata ad un bivio e devo decidere...
Abito nella capitale, ho 38 anni, sono sposata da 12 con un mio coetaneo ed abbiamo due bambini. Un maschio di 10 e una bambina di 8.
Io sono stata la classica "brava ragazza" tutta casa e Chiesa. Con il desiderio di incontrare l'amore e fare una famiglia. Anche un pò per sfuggire alla mia famiglia di origine molto apprensiva, di rigidi principi e soffocante, sia con me che con mia sorella.
Già quando mi fidanzai con mio marito, mio coetaneo conosciuto in Parrocchia, non c'era amore folle, nè da parte mia, nè tantomeno sua. Pur sapendo di non essere innamoratissima, credevo in quel rapporto e nel progetto insieme.
Lui aveva molti più dubbi, forse anche causati dalla giovane età e da un temperamento introverso. In questi anni ci sono stati momenti belli, in primis la nascita dei figli, amatissimi da entrambi.
Ma anche tanti momenti bui. Incomprensioni, mancanza di collaborazione da parte sua nella gestione dei ragazzi. Diversità di indole: io molto solare e socievole, lui rifugge la compagnia e la socialità.
Problemi anche dal punto di vista sessuale, o per lo meno una sintonia apparente, basata su una inesperienza di entrambi e molti tabù che ci ha portati a esplorare solo parzialmente il sesso. Col risultato che io a volte mi sono domandata se non era per caso colpa mia.
Ho tirato avanti, anche perchè molte cose non le vedevo, le avevo messe a tacere con la convinzione che fosse giusto così. Poi in qualche modo non avevo occasione di sentire altri pareri, perchè le mie amiche si triceravano come me dietro il silenzio dell'inconsapevolezza.
Qualche anno fa la svolta: a livello lavorativo assumo un ruolo di maggior responsabilità che mi dà maggiori soddisfazioni. Grazie ai figli creo una nuova rete di amicizie, lontane da quel mondo dove ero cresciuta. Amicizie "normali" magari senza particolari Credo, ma con la verità della vita reale.
Questo mi spinge ad un'analisi, inizialmente involontaria, su me stessa e la mia vita. Parlo con molte persone e scopro che i rapporti non sono idilliaci per nessuno e non è reato avere delle insoddisfazioni e dei problemi.
Divento in qualche modo più indipendente, distaccata, consapevole della mia insoddisfazione.
Cerco di coinvolgere mio marito con richieste di aiuto più o meno esplicite. Gli faccio notare i miei cambiamenti, la mia voglia di vivere in maniera più divertente a appassionata la nostra vita. Cerco di spronarlo facendogli capire che sono una donna che può piacere....ma lui nulla.
Per pigrizia e per comodo va avanti con la sua passività, sia con me che con i ragazzi, per anni.
Un anno fa l'evento decisivo: conosco un uomo tramite amici comuni. Si sta separando per volontà della moglie ed è distrutto.
Cominciamo a scriverci, a sentirci, per raccontarci e confortarci riguardo le reciproche difficoltà. Ora so, col senno del poi, che in quel momento avrei dovuto mettere un freno, ma non avrei pensato sarebbe successo quello che è successo. Oppure, al contrario, lo volevo ardentemente e lo ricercavo.
Comunque lui si è innamorato di me, mi ha travolta e io mi sono lasciata travolgere.
Sono stati mesi meravigliosi, pieni di un amore e una passione che pensavo solo esistere nei film. Che credevo non potermi meritare...
Ci vediamo tutti i giorni. Ci capiamo su tutto. Lui ha un figlio dell'età della mia piccola e quindi capisce anche le problematiche con i ragazzi. Lui fa progetti pratici sulla nostra vita futura, vuole rifarsi una vita con me e con i nostri figli. Lo desidera veramente e non ha dubbi.
Io non ho dubbi sul sentimento che ci lega, non potrei perchè è immenso e sincero. Mi ha donato una nuova vita.
Ho però tante paure. Paura di distruggere quello che ho costruito. Paura di sconvolgere la vita dei miei figli, dei miei genitori.
Mi dispiace molto per mio marito, al quale comunque voglio molto bene e che reputo una bella persona, e so che per lui sarebbe un colpo pazzesco, più che per il sentimento, per l'ideale di vita e famiglia che si è proposto.
Sto cercando di farmi aiutare da uno spicologo.
Sono combattuta. Mi sveglio la mattina pensando che devo fare una scelta, salvando la famiglia, rinunciando a una parte di me.
Vado a letto alla sera dicendomi che indietro non si può più tornare, perchè ho il cuore pieno di amore per un'altro.
Ho paura dei risvolti sociali che una separazione potrebbe creare intorno a me e ai miei bambini.
Ma ho anche paura di non sopportare a lungo la falsità di una doppia vita. Amo troppo il mio nuovo compagno, ma sono ancora piena di domande, di paranoie morali.
Non so se dovute alla mia coscienza o solo al timore di fare la scelta giusta per tutti. E alla consapevolezza che non far soffrire nessuno non è possibile.
Grazie per la vostra pazienza!
 
E

elena_

Guest
Ciao Darla (ma non era il nome di un personaggio di Beautiful?).

Guarda copincollo i miei mantra dalla discussione di Multisala:
- la separazione deve essere un punto cui si arriva indipendentemente dalla presenza di un altro
- i figli sono felici e sereni se lo sono anche i genitori.

Detto questo ti posso dire che ti capisco.
Qualunque scelta tu faccia, qualcuno ne soffrirà.
E dovrai comunque fare una scelta.
E non esiste mai la scelta giusta per gli altri.
Esiste la scelta giusta per te.
Benvenuta.
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Ciao Darla (ma non era il nome di un personaggio di Beautiful?).

Guarda copincollo i miei mantra dalla discussione di Multisala:
- la separazione deve essere un punto cui si arriva indipendentemente dalla presenza di un altro
- i figli sono felici e sereni se lo sono anche i genitori.

Detto questo ti posso dire che ti capisco.
Qualunque scelta tu faccia, qualcuno ne soffrirà.
E dovrai comunque fare una scelta.
E non esiste mai la scelta giusta per gli altri.
Esiste la scelta giusta per te.
Benvenuta.
Straquoto. Soprattutto il grassetto.
 

ferita

Utente di lunga data
Ciao a tutti!
E' parecchio che vi leggo e faccio tesoro dei consigli indiretti di ciascuno di voi.
Ora però vorrei raccontare la mia storia. Principalmente perchè sono arrivata ad un bivio e devo decidere...
Abito nella capitale, ho 38 anni, sono sposata da 12 con un mio coetaneo ed abbiamo due bambini. Un maschio di 10 e una bambina di 8.
Io sono stata la classica "brava ragazza" tutta casa e Chiesa. Con il desiderio di incontrare l'amore e fare una famiglia. Anche un pò per sfuggire alla mia famiglia di origine molto apprensiva, di rigidi principi e soffocante, sia con me che con mia sorella.
Già quando mi fidanzai con mio marito, mio coetaneo conosciuto in Parrocchia, non c'era amore folle, nè da parte mia, nè tantomeno sua. Pur sapendo di non essere innamoratissima, credevo in quel rapporto e nel progetto insieme.
Lui aveva molti più dubbi, forse anche causati dalla giovane età e da un temperamento introverso. In questi anni ci sono stati momenti belli, in primis la nascita dei figli, amatissimi da entrambi.
Ma anche tanti momenti bui. Incomprensioni, mancanza di collaborazione da parte sua nella gestione dei ragazzi. Diversità di indole: io molto solare e socievole, lui rifugge la compagnia e la socialità.
Problemi anche dal punto di vista sessuale, o per lo meno una sintonia apparente, basata su una inesperienza di entrambi e molti tabù che ci ha portati a esplorare solo parzialmente il sesso. Col risultato che io a volte mi sono domandata se non era per caso colpa mia.
Ho tirato avanti, anche perchè molte cose non le vedevo, le avevo messe a tacere con la convinzione che fosse giusto così. Poi in qualche modo non avevo occasione di sentire altri pareri, perchè le mie amiche si triceravano come me dietro il silenzio dell'inconsapevolezza.
Qualche anno fa la svolta: a livello lavorativo assumo un ruolo di maggior responsabilità che mi dà maggiori soddisfazioni. Grazie ai figli creo una nuova rete di amicizie, lontane da quel mondo dove ero cresciuta. Amicizie "normali" magari senza particolari Credo, ma con la verità della vita reale.
Questo mi spinge ad un'analisi, inizialmente involontaria, su me stessa e la mia vita. Parlo con molte persone e scopro che i rapporti non sono idilliaci per nessuno e non è reato avere delle insoddisfazioni e dei problemi.
Divento in qualche modo più indipendente, distaccata, consapevole della mia insoddisfazione.
Cerco di coinvolgere mio marito con richieste di aiuto più o meno esplicite. Gli faccio notare i miei cambiamenti, la mia voglia di vivere in maniera più divertente a appassionata la nostra vita. Cerco di spronarlo facendogli capire che sono una donna che può piacere....ma lui nulla.
Per pigrizia e per comodo va avanti con la sua passività, sia con me che con i ragazzi, per anni.
Un anno fa l'evento decisivo: conosco un uomo tramite amici comuni. Si sta separando per volontà della moglie ed è distrutto.
Cominciamo a scriverci, a sentirci, per raccontarci e confortarci riguardo le reciproche difficoltà. Ora so, col senno del poi, che in quel momento avrei dovuto mettere un freno, ma non avrei pensato sarebbe successo quello che è successo. Oppure, al contrario, lo volevo ardentemente e lo ricercavo.
Comunque lui si è innamorato di me, mi ha travolta e io mi sono lasciata travolgere.
Sono stati mesi meravigliosi, pieni di un amore e una passione che pensavo solo esistere nei film. Che credevo non potermi meritare...
Ci vediamo tutti i giorni. Ci capiamo su tutto. Lui ha un figlio dell'età della mia piccola e quindi capisce anche le problematiche con i ragazzi. Lui fa progetti pratici sulla nostra vita futura, vuole rifarsi una vita con me e con i nostri figli. Lo desidera veramente e non ha dubbi.
Io non ho dubbi sul sentimento che ci lega, non potrei perchè è immenso e sincero. Mi ha donato una nuova vita.
Ho però tante paure. Paura di distruggere quello che ho costruito. Paura di sconvolgere la vita dei miei figli, dei miei genitori.
Mi dispiace molto per mio marito, al quale comunque voglio molto bene e che reputo una bella persona, e so che per lui sarebbe un colpo pazzesco, più che per il sentimento, per l'ideale di vita e famiglia che si è proposto.
Sto cercando di farmi aiutare da uno spicologo.
Sono combattuta. Mi sveglio la mattina pensando che devo fare una scelta, salvando la famiglia, rinunciando a una parte di me.
Vado a letto alla sera dicendomi che indietro non si può più tornare, perchè ho il cuore pieno di amore per un'altro.
Ho paura dei risvolti sociali che una separazione potrebbe creare intorno a me e ai miei bambini.
Ma ho anche paura di non sopportare a lungo la falsità di una doppia vita. Amo troppo il mio nuovo compagno, ma sono ancora piena di domande, di paranoie morali.
Non so se dovute alla mia coscienza o solo al timore di fare la scelta giusta per tutti. E alla consapevolezza che non far soffrire nessuno non è possibile.
Grazie per la vostra pazienza!

Ciao, è difficile darti un consiglio.
Mi fai venire in mente il film "I ponti di madison County". Lo conosci?
In quel film la protagonista decide di rimanere in famiglia ma quando muore i figli leggono il suo diario, e nel suo diario c'è scritto: "non c'è stato un solo giorno della mia vita in cui non abbia pensato a lui".
Ogni decisione ha un altissimo costo.
Rifletti bene prima di fare passi azzardati, ma non per non deludere i genitori, i figli ecc. ecc., ma per te.
Se decidi di andare via è per sempre.
La passione con questa nuova persona (accentuata anche dal sotterfugio, dal sesso e dall'emozione del tradimento) potrebbe non essere per sempre e potresti pentirti quando ormai è troppo tardi.
Una cosa per me è sacrosanta: non puoi continuare a tenere i piedi in due staffe, non è giusto nè per tuo marito, nè per l'altro, nè per te.

Pensaci. :)
 
. Amo troppo il mio nuovo compagno, ma sono ancora piena di domande, di paranoie morali.
Non so se dovute alla mia coscienza o solo al timore di fare la scelta giusta per tutti. E alla consapevolezza che non far soffrire nessuno non è possibile.
Grazie per la vostra pazienza!
Riflettici il troppo stroppia...
No?
Bello il nick Darla eh?
Benvenuta!
 

darla

Utente
Straquoto. Soprattutto il grassetto.
Sono d'accordo con voi che la scelta dev'essere quella giusta per me. E' che in questo momento sono come divisa a metà.
Tra la via del dovere e della tranquillità (anche se solo apparente) della famiglia, e la via della persona che sono ora e che sente di poter essere felice e realmente se stessa con questo nuovo uomo, ma ha come la sensazione che la nuova strada non sia lecita.
E' questa incapacità di decidere che mi tormenta.
Insieme al fatto di sapere che comunque i figli ne soffriranno.
Meglio una mamma che ha scombussolato la loro vita per cercare la SUA felicità o una mamma che si sacrifica per loro rinunciando a a una nuova vita?
Non vedo possibile la terza via: ricominciare con il marito, se non solo con un rapporto di reciproco affetto, ma l'amore è altro.
 

darla

Utente
Ciao, è difficile darti un consiglio.
Mi fai venire in mente il film "I ponti di madison County". Lo conosci?
In quel film la protagonista decide di rimanere in famiglia ma quando muore i figli leggono il suo diario, e nel suo diario c'è scritto: "non c'è stato un solo giorno della mia vita in cui non abbia pensato a lui".
Ogni decisione ha un altissimo costo.
Rifletti bene prima di fare passi azzardati, ma non per non deludere i genitori, i figli ecc. ecc., ma per te.
Se decidi di andare via è per sempre.
La passione con questa nuova persona (accentuata anche dal sotterfugio, dal sesso e dall'emozione del tradimento) potrebbe non essere per sempre e potresti pentirti quando ormai è troppo tardi.
Una cosa per me è sacrosanta: non puoi continuare a tenere i piedi in due staffe, non è giusto nè per tuo marito, nè per l'altro, nè per te.

Pensaci. :)
Conosco e adoro il film.
Fare la scelta di Francesca? Ci ho pensato.
Ma lì si trattava di una more durato 3 giorni.
Qui, per fortuna o purtroppo, la storia è più lunga e intensa. Con sprazzi di quotidianità che lui mi ha aiutato a vivere. Sempre per il desiderio e la volontà di propormi un futuro insieme, che non è fatto solo di momenti di intensa passione, ma di tante piccole condivisioni.
Certo, queste storie hanno il gusto del proibito, ma nel nostro caso le prospettive reali ci sono. Non avremmo neppure grossi problemi economici o logistici a frenarci.
Sono io che devo avere la forza, il coraggio, di fare un passo in una direzione o nell'altra.
 

Diletta

Utente di lunga data
Sono d'accordo con voi che la scelta dev'essere quella giusta per me. E' che in questo momento sono come divisa a metà.
Tra la via del dovere e della tranquillità (anche se solo apparente) della famiglia, e la via della persona che sono ora e che sente di poter essere felice e realmente se stessa con questo nuovo uomo, ma ha come la sensazione che la nuova strada non sia lecita.
E' questa incapacità di decidere che mi tormenta.
Insieme al fatto di sapere che comunque i figli ne soffriranno.
Meglio una mamma che ha scombussolato la loro vita per cercare la SUA felicità o una mamma che si sacrifica per loro rinunciando a a una nuova vita?
Non vedo possibile la terza via: ricominciare con il marito, se non solo con un rapporto di reciproco affetto, ma l'amore è altro.

Sei ferma al bivio forse più importante della tua vita e tu lo sai. Fai bene a stare ancora ferma lì per riflettere e valutare tutto quanto.
Secondo me quando si prova il vero e grande amore è difficile rinunciarci. Tu non l'hai conosciuto con tuo marito e ora la passione ti sta sconvolgendo.
Sì, l'amore è altro, so cosa significa, io l'ho provato per mio marito e non ci avrei rinunciato per tutto l'oro del mondo, nel mio caso l'amore ha veramente smosso le montagne.
Scusa se mi sto perdendo in sentimentalismi...sono fatta così, nonostante le batoste prese...
Tornando a te, tutto si complica perché hai una famiglia, due figli la cui vita verrà comunque scombussolata.
Hai provato a stare lontano un po' di tempo da lui?
Per chi crede nel matrimonio è ovvio che la nuova strada non sia lecita: a chi dare retta allora? Al cuore e alla ricerca di felicità di una donna o ai valori morali che possiede chi crede?
Io non lo so, mi sento di consigliarti di aspettare ancora prima di prendere la decisione, considera anche che la convivenza è tutta altra cosa e perde ben presto quel che di idilliaco (anche perché ci sono i figli che lo faranno perdere con tutti i casini di ordine pratico).
Ma tuo marito non si accorge di nessun cambiamento?
 
Sei ferma al bivio forse più importante della tua vita e tu lo sai. Fai bene a stare ancora ferma lì per riflettere e valutare tutto quanto.
Secondo me quando si prova il vero e grande amore è difficile rinunciarci. Tu non l'hai conosciuto con tuo marito e ora la passione ti sta sconvolgendo.
Sì, l'amore è altro, so cosa significa, io l'ho provato per mio marito e non ci avrei rinunciato per tutto l'oro del mondo, nel mio caso l'amore ha veramente smosso le montagne.
Scusa se mi sto perdendo in sentimentalismi...sono fatta così, nonostante le batoste prese...
Tornando a te, tutto si complica perché hai una famiglia, due figli la cui vita verrà comunque scombussolata.
Hai provato a stare lontano un po' di tempo da lui?
Per chi crede nel matrimonio è ovvio che la nuova strada non sia lecita: a chi dare retta allora? Al cuore e alla ricerca di felicità di una donna o ai valori morali che possiede chi crede?
Io non lo so, mi sento di consigliarti di aspettare ancora prima di prendere la decisione, considera anche che la convivenza è tutta altra cosa e perde ben presto quel che di idilliaco (anche perché ci sono i figli che lo faranno perdere con tutti i casini di ordine pratico).
Ma tuo marito non si accorge di nessun cambiamento?
20% cuore
80% cervello
Sei a posto.

Inverti le proporzioni ti caccerai sempre nei guai.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Ciao a tutti!
E' parecchio che vi leggo e faccio tesoro dei consigli indiretti di ciascuno di voi.
Ora però vorrei raccontare la mia storia. Principalmente perchè sono arrivata ad un bivio e devo decidere...
Abito nella capitale, ho 38 anni, sono sposata da 12 con un mio coetaneo ed abbiamo due bambini. Un maschio di 10 e una bambina di 8.
Io sono stata la classica "brava ragazza" tutta casa e Chiesa. Con il desiderio di incontrare l'amore e fare una famiglia. Anche un pò per sfuggire alla mia famiglia di origine molto apprensiva, di rigidi principi e soffocante, sia con me che con mia sorella.
Già quando mi fidanzai con mio marito, mio coetaneo conosciuto in Parrocchia, non c'era amore folle, nè da parte mia, nè tantomeno sua. Pur sapendo di non essere innamoratissima, credevo in quel rapporto e nel progetto insieme.
Lui aveva molti più dubbi, forse anche causati dalla giovane età e da un temperamento introverso. In questi anni ci sono stati momenti belli, in primis la nascita dei figli, amatissimi da entrambi.
Ma anche tanti momenti bui. Incomprensioni, mancanza di collaborazione da parte sua nella gestione dei ragazzi. Diversità di indole: io molto solare e socievole, lui rifugge la compagnia e la socialità.
Problemi anche dal punto di vista sessuale, o per lo meno una sintonia apparente, basata su una inesperienza di entrambi e molti tabù che ci ha portati a esplorare solo parzialmente il sesso. Col risultato che io a volte mi sono domandata se non era per caso colpa mia.
Ho tirato avanti, anche perchè molte cose non le vedevo, le avevo messe a tacere con la convinzione che fosse giusto così. Poi in qualche modo non avevo occasione di sentire altri pareri, perchè le mie amiche si triceravano come me dietro il silenzio dell'inconsapevolezza.
Qualche anno fa la svolta: a livello lavorativo assumo un ruolo di maggior responsabilità che mi dà maggiori soddisfazioni. Grazie ai figli creo una nuova rete di amicizie, lontane da quel mondo dove ero cresciuta. Amicizie "normali" magari senza particolari Credo, ma con la verità della vita reale.
Questo mi spinge ad un'analisi, inizialmente involontaria, su me stessa e la mia vita. Parlo con molte persone e scopro che i rapporti non sono idilliaci per nessuno e non è reato avere delle insoddisfazioni e dei problemi.
Divento in qualche modo più indipendente, distaccata, consapevole della mia insoddisfazione.

Cerco di coinvolgere mio marito con richieste di aiuto più o meno esplicite. Gli faccio notare i miei cambiamenti, la mia voglia di vivere in maniera più divertente a appassionata la nostra vita. Cerco di spronarlo facendogli capire che sono una donna che può piacere....ma lui nulla.
Per pigrizia e per comodo va avanti con la sua passività, sia con me che con i ragazzi, per anni.
Un anno fa l'evento decisivo: conosco un uomo tramite amici comuni. Si sta separando per volontà della moglie ed è distrutto.
Cominciamo a scriverci, a sentirci, per raccontarci e confortarci riguardo le reciproche difficoltà. Ora so, col senno del poi, che in quel momento avrei dovuto mettere un freno, ma non avrei pensato sarebbe successo quello che è successo. Oppure, al contrario, lo volevo ardentemente e lo ricercavo.
Comunque lui si è innamorato di me, mi ha travolta e io mi sono lasciata travolgere.
Sono stati mesi meravigliosi, pieni di un amore e una passione che pensavo solo esistere nei film. Che credevo non potermi meritare...
Ci vediamo tutti i giorni. Ci capiamo su tutto. Lui ha un figlio dell'età della mia piccola e quindi capisce anche le problematiche con i ragazzi. Lui fa progetti pratici sulla nostra vita futura, vuole rifarsi una vita con me e con i nostri figli. Lo desidera veramente e non ha dubbi.
Io non ho dubbi sul sentimento che ci lega, non potrei perchè è immenso e sincero. Mi ha donato una nuova vita.
Ho però tante paure. Paura di distruggere quello che ho costruito. Paura di sconvolgere la vita dei miei figli, dei miei genitori.
Mi dispiace molto per mio marito, al quale comunque voglio molto bene e che reputo una bella persona, e so che per lui sarebbe un colpo pazzesco, più che per il sentimento, per l'ideale di vita e famiglia che si è proposto.
Sto cercando di farmi aiutare da uno spicologo.
Sono combattuta. Mi sveglio la mattina pensando che devo fare una scelta, salvando la famiglia, rinunciando a una parte di me.
Vado a letto alla sera dicendomi che indietro non si può più tornare, perchè ho il cuore pieno di amore per un'altro.
Ho paura dei risvolti sociali che una separazione potrebbe creare intorno a me e ai miei bambini.
Ma ho anche paura di non sopportare a lungo la falsità di una doppia vita. Amo troppo il mio nuovo compagno, ma sono ancora piena di domande, di paranoie morali.
Non so se dovute alla mia coscienza o solo al timore di fare la scelta giusta per tutti. E alla consapevolezza che non far soffrire nessuno non è possibile.
Grazie per la vostra pazienza!
Bellissima! Era da tanto che aspettavo una donna come te.
Una donna come me...fino a qualche tempo fa.

Nel tuo post ho sottolineato i punti in comune con la mia vita.
 

Carola

Utente di lunga data
in parte anche io

qui si va avanti a vedersiSentirsi
Qnd ci si vede è tutto molto bello
Poi torno alla mia vita e x certiv ersi va anche avanti meglio
Quelle 4 ore io e lui sono così belle che sino a che durerà ben venga
Finirà perché finirà…

Non penso arriverò mai al bivio non sono innamorata del mio amante
C’è un grande affetto e un ‘ottima intesa questo si
E va been così

Mi innamorassi sarebbe davvero difficile quindi ti capisco e credo sia difficilissimo
 

darla

Utente
Sei ferma al bivio forse più importante della tua vita e tu lo sai. Fai bene a stare ancora ferma lì per riflettere e valutare tutto quanto.
Secondo me quando si prova il vero e grande amore è difficile rinunciarci. Tu non l'hai conosciuto con tuo marito e ora la passione ti sta sconvolgendo.
Sì, l'amore è altro, so cosa significa, io l'ho provato per mio marito e non ci avrei rinunciato per tutto l'oro del mondo, nel mio caso l'amore ha veramente smosso le montagne.
Scusa se mi sto perdendo in sentimentalismi...sono fatta così, nonostante le batoste prese...
Tornando a te, tutto si complica perché hai una famiglia, due figli la cui vita verrà comunque scombussolata.
Hai provato a stare lontano un po' di tempo da lui?
Per chi crede nel matrimonio è ovvio che la nuova strada non sia lecita: a chi dare retta allora? Al cuore e alla ricerca di felicità di una donna o ai valori morali che possiede chi crede?
Io non lo so, mi sento di consigliarti di aspettare ancora prima di prendere la decisione, considera anche che la convivenza è tutta altra cosa e perde ben presto quel che di idilliaco (anche perché ci sono i figli che lo faranno perdere con tutti i casini di ordine pratico).
Ma tuo marito non si accorge di nessun cambiamento?
Per un bel pò no. Da un pò di tempo si è accorto.
Mi chiedo se sia proprio necessario aver la moglie con un piede già fuori di casa per aprire gli occhi.
E mi chiedo se sia accettabile e verosimile un cambiamento in lui.
E soprattutto mi chiedo se sono in grado io di riaprire un discorso, col cuore e non solo con cervello e il senso del dovere...
 

Rabarbaro

Escluso
Sono d'accordo con voi che la scelta dev'essere quella giusta per me. E' che in questo momento sono come divisa a metà.
Tra la via del dovere e della tranquillità (anche se solo apparente) della famiglia, e la via della persona che sono ora e che sente di poter essere felice e realmente se stessa con questo nuovo uomo, ma ha come la sensazione che la nuova strada non sia lecita.
E' questa incapacità di decidere che mi tormenta.
Insieme al fatto di sapere che comunque i figli ne soffriranno.
Meglio una mamma che ha scombussolato la loro vita per cercare la SUA felicità o una mamma che si sacrifica per loro rinunciando a a una nuova vita?
Non vedo possibile la terza via: ricominciare con il marito, se non solo con un rapporto di reciproco affetto, ma l'amore è altro.
Ciao Darla!

Certe decisioni sono davvero difficili, se ci pensi bene.
Metti il tuo amore su una bilancina, una di quelle piccole ma precise che di solito usano i farmacisti, maglio se ha i piatti d'ottone, così mentre li guardi nel loro giallo abbagliante ti potrà tornare in mente il disco solare che ornava il capo del dio dalla testa di falco che si venerava nel paese in cui il limo fertile faceva maturare tre raccolti all'anno, dico l'amore che hai per chiunque, ammesso che tu ne abbia, e nell'altro metti il tuo non voler fare del male a chi non se lo merita, il che sovente esclude le suocere, ma tant'è, quindi cronometra quanto dura l'equilibrio impossibile.
Avvolgi nella bambagia l'uomo che ritieni abbia la vivacità culturale di un ravanello e scarnifica tutte e 206 le ossa del gran gonzo che ti lappa, essi avranno lo stesso peso, così come un'oncia di semi di carrube ed una di pepite d'oro premono con ugual forza sul terreno, così sono equipollenti i due uomini che hai per le mani, di loro però cambia il volume.
E tu sei attratta dalle dimensioni più che dal peso.
Fossi anche tu una sgrassacuticole che s'illascivisce come gramolatrice di nespole, sarebbe davvero imbarazzante il silenzio con il quale risponderesti confusa allorquando ti chiedessero cosa ti manca più di tuo marito dacchè l'hanno evirato.
E sei stata tu a sottrargli le olive nascostamente, come un'arvicola ruba le mimetiche uova di piviere crestato dal suo nido nottetempo.
Tu sei falsa e bugiarda come gli antichi dei che giocavano cogli eroi e la loro prole, sei una che si nasconde i moschetti sotto le sottane mentre canta la marsigliese in Vandea e sei un brufolo giallo di sebo untuoso sulla pelle di un bambino magro.
E mi piaci ancor di più perchè in tutto questo mare di luridume che esce da ogni tuo orifizio, l'unico tuo cruccio è l'ordine con cui affogherai chi ti circonda, finchè il loro mucchio esanime toccherà il fondo, affinchè tu possa poggiare i tuoi artigli sulle loro schiene e tenere la tua viscida proboscide sopra il pelo del guano.
Proprio come una bassotta mozzata da un colpo di falce fin alle caviglie, ti senti una giraffa quando un barbone ti appoggia su una sedia zoppa rivestita con poca saggina, così tu, onorata di mansioni poco più che servili, ti senti una satrapa rinchiusa in una stamberga attorniata da pezzenti.
Già, già, se felice vuoi la moglie non svegliare le sue voglie!
E la tua fregola da mandrilla rivoltata come un guanto, beh, ora che hai provato le pozioni vibranti dell'erculoide, è divenuta incontenibile e più violacea delle pudenda di un caprone colla lingua di fuori.
Inutile flaccido bue colla fede al dito!
Meriti ben altri orizzonti della scala Mercalli!
E i figli?
Loro non hanno nulla a che fare colla tua felicità, la tua realizzazione e la tua soddisfazione.
I pargoletti potranno essere felici anche chiamando papà i tuoi nuovi compagni Cheope, Chefren e Micerino mentre giocheranno coi loro novelli fratellini Mammolo, Pisolo, Brontolo, Tarquinio Prisco e Tarquinio il superbo.
Essi sono una tua diretta emanazione citologica o per margotta, ciò che soddisfa i tuoi capricci, per loro deve essere un piacere, guai a loro se non lo fosse!
Goditela prima che qualche cervello, anche di seconda mano, si impossessi della tua capiente scatola cranica!
Perchè certe decisioni sono davvero facili, se non ci pensi affatto.

Ciao!
 
Stato
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