Armonie barocche per viola da gamba, suggestive inquadrature di immobili paesaggi del Nord Europa, donne in caldi abiti campestri, grandi case della campagna francese arredate con austera essenzialità: Un mondo di incantevole bellezza che affascina per una verità e un rigore ormai perduti. Tutto questo ci trasmette lo struggente film di Corneau. Ambientato nella Francia del XVII secolo, il film propone la storia del legame tra due grandi musicisti dell'epoca: Sainte-Colombe (Monsieur de) sommo maestro nella viola da gamba e Marain Marais suo giovane allievo. Sainte-Colombe, seguace della dottrina giansenista di Port Royal conduce una vita improntata a una morale religiosa austera poco inclibne a lasciarsi attrarre dalle lusinghe del mondo. Rimasto solo dopo la scomparsa della giovane adorata consorte si chiude sempre più al mondo esterno e la musica diventa per lui essenzialmente un'impossibile comunicazione con il mondo degli scomparsi. Il giovane Marais , non senza una qualche esitazione, viene accettato come suo allievo. E' un diciasettenne che si affaccia alla vita e nella musica cerca la propria affermazione, il proprio riscatto dalle sue umili origini. A differenza di Sainte-Colombe vuole suonare per un pubblico. Diventerà il gambista preferito alla corte di Luigi XIV e acquisterà la fama a cui tanto teneva.
Due concezioni antitetiche per il momento inconciliabili. Protagonista è la musica. Una riflessione sulla sua funzione, sul suo scopo, sull'amplificazione dei suoi significati non relegabili a semplice diletto, sulla differenza che esiste tra "fare musica" e "essere un musicista": E' nel commovente dialogo finale tra i due protagonisti che forse intuiamo una possibile risposta a tante domande: " La musica non è per Dio, non per il potere, non per il re. E' per addolcire la martellata del calzolaio... per l'istante che precede l'infanzia... per la nostra gioia umana":
Ma il divario non investe solo la musica, investe la vita intera nella sua totalitrà e nel suo mistero. Alla fine chi ha motivi di rimpianto è Marais. Dopo tanti successi e allori raccolti a corte dice:" L'ombra datemi l'ombra..... Era tutta austerità e collera e muto come un pesce. Io sono un impostore e non valgo nulla. Ho ambito al nulla e ho raccolto il nulla."
Marais non dfisconoscerà mai il valore del suo maestro e nonostante le divergenze rispetto alla vita di corte la continuità di pensiero tra i due durerà per tutta la vita.
La serenità e l'armonia dell'epoca viene resa con inquadrature fortemenmte ispirate ai quadri dei pittori olandesi dell'epoca da Vermeer a Rembrandt.
Di eccezionale interesse la colonna sonora, parte integrante del film senza la quale non sarebbe possibile comprendere lo spirito del tempo. Il regista si è avvalso della collaborazione dello spagnolo Jordi Savall che non solo è uno dei più grandi gambisti viventi ma è anche un maestro della divulgazione alta delle musiche del periodo.
Due concezioni antitetiche per il momento inconciliabili. Protagonista è la musica. Una riflessione sulla sua funzione, sul suo scopo, sull'amplificazione dei suoi significati non relegabili a semplice diletto, sulla differenza che esiste tra "fare musica" e "essere un musicista": E' nel commovente dialogo finale tra i due protagonisti che forse intuiamo una possibile risposta a tante domande: " La musica non è per Dio, non per il potere, non per il re. E' per addolcire la martellata del calzolaio... per l'istante che precede l'infanzia... per la nostra gioia umana":
Ma il divario non investe solo la musica, investe la vita intera nella sua totalitrà e nel suo mistero. Alla fine chi ha motivi di rimpianto è Marais. Dopo tanti successi e allori raccolti a corte dice:" L'ombra datemi l'ombra..... Era tutta austerità e collera e muto come un pesce. Io sono un impostore e non valgo nulla. Ho ambito al nulla e ho raccolto il nulla."
Marais non dfisconoscerà mai il valore del suo maestro e nonostante le divergenze rispetto alla vita di corte la continuità di pensiero tra i due durerà per tutta la vita.
La serenità e l'armonia dell'epoca viene resa con inquadrature fortemenmte ispirate ai quadri dei pittori olandesi dell'epoca da Vermeer a Rembrandt.
Di eccezionale interesse la colonna sonora, parte integrante del film senza la quale non sarebbe possibile comprendere lo spirito del tempo. Il regista si è avvalso della collaborazione dello spagnolo Jordi Savall che non solo è uno dei più grandi gambisti viventi ma è anche un maestro della divulgazione alta delle musiche del periodo.