Traccia
Utente di lunga data
Nel giorno della festa della mamma, la madre di una carissima amica scompare, dopo un lungo e doloroso cancro che l’ha consumata. Tutti ci riuniamo accanto a lei, per starle vicino, dalla mattina alla notte, e così sarà per un bel po’, finché non riprende il lavoro, sempre presenti, si resta anche a dormire da lei…che è sola, avendo perso gli altri familiari anni prima e non avendo figli o un compagno. La sua famiglia siamo noi.
Mentre eravamo li, arriva anche il mio ex marito.
Solo lui, sola io, tra i nostri amici di sempre.
Da quando ci siamo lasciati, ormai 3 / 4 anni fa, nessuna più occasione ci aveva visto ritrovarci, prima di oggi. A causa soprattutto sua che ha sempre evitato compleanni, cene, eventi di aggregazione comuni. Io non avevo problemi e ho sempre cercato un contatto, una ‘amicizia’ che mi è stata puntualmente negata. Alchè ho lasciato perdere rispettando la sua chiusura. Lui si è man mano ritirato, frequentando gli altri singolarmente e lasciando a me i momenti collettivi.
E la tristezza infinita oggi è stato constatare come due persone che erano state vicine, perse l’uno nello sguardo dell’altro, i famosi ti amo per sempre, la mia vita per la tua, la condivisione dell’altare, del letto, della tavola, delle gioie e dei dolori, mandami un messaggio quando arrivi, hai un filo di febbre mi prendo cura di te, non ti preoccupare ci penso io, gli abbracci infiniti, le risate e giochi, gli invecchieremo assieme…. … …come queste due persone…oggi…non sono più nulla, il NIENTE, estranei l’uno per l’altra.
Tutto ciò mi ha turbata. Intristita. Era li lui, ero li io, nella stessa stanza, due sconosciuti.
Nemmeno mi sono alzata per andare a salutarlo quando è arrivato. Paralizzata ed imbarazzata. Non credevo di essere così a disagio, troppi anni di niente.
Quasi subito si è trasferito in balcone con i fumatori - anche se non fuma- dove è rimasto fino alla fine. Immagino per evitare la stessa mia stanza. Non aveva senso altrimenti restare li fuori tutto il tempo mentre gli altri, dopo la sigaretta, rientravano.
Brutta sensazione, di tristezza infinita, a vivere e constatare come due persone che hanno condiviso tutto, possano essere cordialmente ed educatamente remoti conoscenti.
Quando accadrà a me, di perdere mia madre, lui non ci sarà.
Invece per la mia amica c’era. Giustamente.
Ma si può essere nessuno per chi sei stato l’universo?
Non è assurdo a pensarci? Tutto logicamente coerente, ma non è al contempo FOLLE? Paradossale? Illogico?!
Dopo tutto quello che due persone hanno vissuto di magnifico…come si può?
Non ci siamo nemmeno guardati.
Pesante.
Imbarazzante.
Disagio anche quando mi ha telefonato il mio nuovo compagno, come se lo stessi tradendo. Assurda anche questa di sensazione.
Brutta giornata.
Perché non si può restare amici dei propri ex? Non sarebbe meglio? Cosicché tutto quello che una coppia ha vissuto di bello, resterebbe anche nella memoria dei due, congiunti, che sarebbero felici di vedersi, come vecchi amici che si stringono in un caldo abbraccio, anziché restare distanti ed imbarazzati.
Che tristezza infinita.
Ho voglia di scrivergli, ma tanto, dopo una sua prevedibile e cordiale risposta educata, riceverei un muro di cemento armato in risposta, come al solito.
Non si può essere amici di chi non lo vuole.
Mentre eravamo li, arriva anche il mio ex marito.
Solo lui, sola io, tra i nostri amici di sempre.
Da quando ci siamo lasciati, ormai 3 / 4 anni fa, nessuna più occasione ci aveva visto ritrovarci, prima di oggi. A causa soprattutto sua che ha sempre evitato compleanni, cene, eventi di aggregazione comuni. Io non avevo problemi e ho sempre cercato un contatto, una ‘amicizia’ che mi è stata puntualmente negata. Alchè ho lasciato perdere rispettando la sua chiusura. Lui si è man mano ritirato, frequentando gli altri singolarmente e lasciando a me i momenti collettivi.
E la tristezza infinita oggi è stato constatare come due persone che erano state vicine, perse l’uno nello sguardo dell’altro, i famosi ti amo per sempre, la mia vita per la tua, la condivisione dell’altare, del letto, della tavola, delle gioie e dei dolori, mandami un messaggio quando arrivi, hai un filo di febbre mi prendo cura di te, non ti preoccupare ci penso io, gli abbracci infiniti, le risate e giochi, gli invecchieremo assieme…. … …come queste due persone…oggi…non sono più nulla, il NIENTE, estranei l’uno per l’altra.
Tutto ciò mi ha turbata. Intristita. Era li lui, ero li io, nella stessa stanza, due sconosciuti.
Nemmeno mi sono alzata per andare a salutarlo quando è arrivato. Paralizzata ed imbarazzata. Non credevo di essere così a disagio, troppi anni di niente.
Quasi subito si è trasferito in balcone con i fumatori - anche se non fuma- dove è rimasto fino alla fine. Immagino per evitare la stessa mia stanza. Non aveva senso altrimenti restare li fuori tutto il tempo mentre gli altri, dopo la sigaretta, rientravano.
Brutta sensazione, di tristezza infinita, a vivere e constatare come due persone che hanno condiviso tutto, possano essere cordialmente ed educatamente remoti conoscenti.
Quando accadrà a me, di perdere mia madre, lui non ci sarà.
Invece per la mia amica c’era. Giustamente.
Ma si può essere nessuno per chi sei stato l’universo?
Non è assurdo a pensarci? Tutto logicamente coerente, ma non è al contempo FOLLE? Paradossale? Illogico?!
Dopo tutto quello che due persone hanno vissuto di magnifico…come si può?
Non ci siamo nemmeno guardati.
Pesante.
Imbarazzante.
Disagio anche quando mi ha telefonato il mio nuovo compagno, come se lo stessi tradendo. Assurda anche questa di sensazione.
Brutta giornata.
Perché non si può restare amici dei propri ex? Non sarebbe meglio? Cosicché tutto quello che una coppia ha vissuto di bello, resterebbe anche nella memoria dei due, congiunti, che sarebbero felici di vedersi, come vecchi amici che si stringono in un caldo abbraccio, anziché restare distanti ed imbarazzati.
Che tristezza infinita.
Ho voglia di scrivergli, ma tanto, dopo una sua prevedibile e cordiale risposta educata, riceverei un muro di cemento armato in risposta, come al solito.
Non si può essere amici di chi non lo vuole.