Tradito chiede aiuto

Foglia

utente viva e vegeta
Sinceramente non lo so... Prendo tempo e decido penso
Boh. Sinceramente fossi in te raccoglierei prove e poi non starei ad aspettare altro. Potresti anche farti aiutare da un investigatore privato, sapendolo già indirizzare non dovrebbe ne' metterci molto ne' costarti troppo.

Prove alla mano (vedrai poi tu come utilizzarle o meno) fossi in te la affronterei freddamente, per iscritto, con un messaggio o una mail di poche parole: tipo " scusa, chi è Tizio?".

Direi che dalla risposta che può uscire per effetto di una domanda posta in maniera quasi neutrale avrai una idea molto attendibile su quello che sarà il da farsi.

Visto che sei riuscito a stare calmo sino ad ora, sfrutta il lato positivo del tuo atteggiamento. E mi raccomando: fallo con prove provate (e soprattutto producibili in una eventuale separazione). Fatto 30... Fai 31. E se dovessi perdonare tieni in saccoccia comunque le tue prove.
 

JON

Utente di lunga data
Sono crollati tutti i principi... Da come parla sembra preoccuparsi solo della fisicità..
Probabilmente ha scoperto un aspetto di lei che non t'aspettavi. Forse l'hai beccata in un momento di egoistico compiacimento per la sua fisicità...o per quella altrui.

Forse aspetti che si riprenda, ma dato che probabilmente lei è fuori come una campana la tua attesa e osservazione non ha alcun senso. Devi avvalerti del tuo diritto al rispetto e smontare questo teatrino che al momento logora soltanto te.
 

Brunetta

Utente di lunga data
@johndoe

Non ho mai capito il senso di raccogliere prove.
Soprattutto la raccomandazione di altri a farlo.
Pensate che siano tutti donald che non vuole passare l'assegno a Ivana?
In una fase iniziale un* tradit* vuole solo sapere se è vero e se il traditore/traditrice le/gli vuole bene.
Questo si capisce PARLANDO.

Che prove hai da wapp?
 

marietto

Heisenberg
Non ho mai capito il senso di raccogliere prove.
Soprattutto la raccomandazione di altri a farlo.
Pensate che siano tutti donald che non vuole passare l'assegno a Ivana?
In una fase iniziale un* tradit* vuole solo sapere se è vero e se il traditore/traditrice le/gli vuole bene.
Questo si capisce PARLANDO.

Che prove hai da wapp?
Come no... Parlando con chi?
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Come no... Parlando con chi?
Parlando tra loro i due componenti della coppia: tradito e traditore.
Se il tradito rifiuta il dialogo sancisce la fine. Si può certamente fare. Ma non l'ho fatto nemmeno io!
 

marietto

Heisenberg
Parlando tra loro i due componenti della coppia: tradito e traditore.
Se il tradito rifiuta il dialogo sancisce la fine. Si può certamente fare. Ma non l'ho fatto nemmeno io!
Io dubito molto che la maggior parte dei traditori, se chiedi se è vero che stanno tradendo, ti rispondano la verità.

Per come la vedo io, e per i casi che ho visto/sentito il 90% (e forse esagero per difetto) negherà anche l'evidenza. Il 10% che ammetterà lo farà in una versione edulcorata (e spesso molto) almeno per il 9%.

Poi c'è il 1% di "coglioni" che dirà la verità anche senza alcuna prova (tra cui possiamo annoverare anche il sottoscritto), ma non è un campione statisticamente rilevante.

Ma il pensare che chi ti ha mentito e ingannato fino a qualche minuto prima, vuoti il sacco a semplice richiesta mi sembra davvero una roba da cappuccetto rosso.

E lo stesso vale per il volerti/non volerti bene. Se un* ti tradisce è perchè vuole altro fuori e mantenere il rapporto, forse perchè alla fin fine ti vuole anche bene, ma forse perchè servi anche tu per mantenere il tenore di vita di prima. E se è così non te lo verranno certo a dire a semplice domanda...

Io credo che sia bene raccogliere dati "indipendenti", non per raccogliere prove da usare in chissa quale tribunale, ma perchè nei fatti, non edulcorati, sta probabilmente, almeno in gran parte, la risposta alle due domande che hai citato.

Quindi no, non credo che tu possa risolvere qualcosa parlando...Nella maggior parte dei casi, quanto meno.
 

Divì

Utente senza meta
Io dubito molto che la maggior parte dei traditori, se chiedi se è vero che stanno tradendo, ti rispondano la verità.

Per come la vedo io, e per i casi che ho visto/sentito il 90% (e forse esagero per difetto) negherà anche l'evidenza. Il 10% che ammetterà lo farà in una versione edulcorata (e spesso molto) almeno per il 9%.

Poi c'è il 1% di "coglioni" che dirà la verità anche senza alcuna prova (tra cui possiamo annoverare anche il sottoscritto), ma non è un campione statisticamente rilevante.

Ma il pensare che chi ti ha mentito e ingannato fino a qualche minuto prima, vuoti il sacco a semplice richiesta mi sembra davvero una roba da cappuccetto rosso.

E lo stesso vale per il volerti/non volerti bene. Se un* ti tradisce è perchè vuole altro fuori e mantenere il rapporto, forse perchè alla fin fine ti vuole anche bene, ma forse perchè servi anche tu per mantenere il tenore di vita di prima. E se è così non te lo verranno certo a dire a semplice domanda...

Io credo che sia bene raccogliere dati "indipendenti", non per raccogliere prove da usare in chissa quale tribunale, ma perchè nei fatti, non edulcorati, sta probabilmente, almeno in gran parte, la risposta alle due domande che hai citato.

Quindi no, non credo che tu possa risolvere qualcosa parlando...Nella maggior parte dei casi, quanto meno.
A te non è andata cosi ...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io dubito molto che la maggior parte dei traditori, se chiedi se è vero che stanno tradendo, ti rispondano la verità.

Per come la vedo io, e per i casi che ho visto/sentito il 90% (e forse esagero per difetto) negherà anche l'evidenza. Il 10% che ammetterà lo farà in una versione edulcorata (e spesso molto) almeno per il 9%.

Poi c'è il 1% di "coglioni" che dirà la verità anche senza alcuna prova (tra cui possiamo annoverare anche il sottoscritto), ma non è un campione statisticamente rilevante.

Ma il pensare che chi ti ha mentito e ingannato fino a qualche minuto prima, vuoti il sacco a semplice richiesta mi sembra davvero una roba da cappuccetto rosso.

E lo stesso vale per il volerti/non volerti bene. Se un* ti tradisce è perchè vuole altro fuori e mantenere il rapporto, forse perchè alla fin fine ti vuole anche bene, ma forse perchè servi anche tu per mantenere il tenore di vita di prima. E se è così non te lo verranno certo a dire a semplice domanda...

Io credo che sia bene raccogliere dati "indipendenti", non per raccogliere prove da usare in chissa quale tribunale, ma perchè nei fatti, non edulcorati, sta probabilmente, almeno in gran parte, la risposta alle due domande che hai citato.

Quindi no, non credo che tu possa risolvere qualcosa parlando...Nella maggior parte dei casi, quanto meno.
Sono abbastanza d'accordo con te

Ma io vedo livelli in quel che dici..provo a spiegare :)

Un livello, che anche io attuerei, sarebbe quello di raccogliere "prove"...
Che poi le chiamiamo prove, ma è più che altro capire cosa sta succedendo guardandolo direttamente.

L'altro livello è il parlarsi.
Principalmente per non avere sospesi.
Per non doversi guardare indietro, qualunque decisione si prenda.

Avere conoscenza dei fatti è utile.

Anche se richiede una certa capacità di mantenere lucidità...cosa che non è per niente scontata.

Permette comunque una prima valutazione, che io penso riguardi la coincidenza fra quel che l'altro racconta e i fatti.
Tenendo un certo margine di "menzogna"..nel senso che ritengo molto probabile che l'altro in un modo o nell'altro vada in difensiva e di conseguenza aggiusti, alleggerisca...in quel margine fra l'aggiustamento e i fatti, ci sono dentro un sacco di cose importanti, secondo me.

Parlarsi serve per andare oltre, pulire il campo e poter prendere posizione.
Entrambi.

Servono entrambi i livelli, secondo me.

I fatti e le parole.

Qualunque decisione si possa poi prendere.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
dite? sarebbe assurdo... contropsiche
Ciao, benvenuto :)

Perchè assurdo?

Come ti senti in tutta questa situazione?

Richiede una fermezza non indifferente quello che stai facendo...l'attesa non è roba da poco, specialmente quando non si sa neanche esattamente cosa si sta attendendo...
 

marietto

Heisenberg

marietto

Heisenberg
Sono abbastanza d'accordo con te

Ma io vedo livelli in quel che dici..provo a spiegare :)

Un livello, che anche io attuerei, sarebbe quello di raccogliere "prove"...
Che poi le chiamiamo prove, ma è più che altro capire cosa sta succedendo guardandolo direttamente.

L'altro livello è il parlarsi.
Principalmente per non avere sospesi.
Per non doversi guardare indietro, qualunque decisione si prenda.

Avere conoscenza dei fatti è utile.

Anche se richiede una certa capacità di mantenere lucidità...cosa che non è per niente scontata.

Permette comunque una prima valutazione, che io penso riguardi la coincidenza fra quel che l'altro racconta e i fatti.
Tenendo un certo margine di "menzogna"..nel senso che ritengo molto probabile che l'altro in un modo o nell'altro vada in difensiva e di conseguenza aggiusti, alleggerisca...in quel margine fra l'aggiustamento e i fatti, ci sono dentro un sacco di cose importanti, secondo me.

Parlarsi serve per andare oltre, pulire il campo e poter prendere posizione.
Entrambi.

Servono entrambi i livelli, secondo me.

I fatti e le parole.

Qualunque decisione si possa poi prendere.
Le parole, eventualmente servono in un secondo tempo, una volta che si "gioca" alla pari in riferimento alla conoscenza dei fatti, che dovrebbero arrivare al tradito non "filtrati" dal traditore.

E comunque parlarsi non può quasi mai rispondere alla prima domanda di cui parlava [MENTION=4739]Brunetta[/MENTION] (se è vero), e può rispondere alla seconda solo parzialmente (unita ad una almeno discreta conoscenza dei fatti) e tenendo conto che quella domanda sconfina nel campo dell'inconoscibile...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Le parole, eventualmente servono in un secondo tempo, una volta che si "gioca" alla pari in riferimento alla conoscenza dei fatti, che dovrebbero arrivare al tradito non "filtrati" dal traditore.

E comunque parlarsi non può quasi mai rispondere alla prima domanda di cui parlava @Brunetta (se è vero), e può rispondere alla seconda solo parzialmente (unita ad una almeno discreta conoscenza dei fatti) e tenendo conto che quella domanda sconfina nel campo dell'inconoscibile...

Esattamente nel senso del grassetto intendevo riferendomi ai livelli.

Il tradimento è in fondo una asimmetria che si crea per decisione unilaterale, e l'asimmetria per come la vedo io è data dalla disponibilità di informazioni che ha il traditore e non il tradito. (fra le altre cose)

Il traditore è in una apparente "posizione di potere" (per dirla male) anche perchè le informazioni in suo possesso sono "maggiori" rispetto al tradito in riferimento ad uno stesso fatto, il tradimento appunto.

E la fiducia richiesta, al tradito, ma anche al traditore per certi versi, è altissima senza nessun fatto a sostegno.

E penso sia anche per questo motivo che si creano arroccamenti distruttivi...

La menzogna svelata, e mai nominata prima ma anzi, negata nei presupposti delle promesse, scoppia in mano ad entrambi.

E, al netto delle motivazioni che hanno portato lì, prima di poter parlare serve una base comune su cui appoggiarsi per ricostruire fiducia. E la fiducia si costruisce sulla conoscenza.

Ecco perchè le "prove" sono anche secondo me importantissime.

Poi c'è chi le usa in tempi diversi.
Chi non vuole sapere niente, ma valuta ogni singolo momento del post. Chi mette in discussione anche tutto l'ante, chi ha la necessità di conoscere il durante....

Io di mio credo che prima di tutto cercherei i fatti. E poi, ristabilita la simmetria dei fatti rilevabili, verificherei me stessa e l'altro attraverso quelli.

Forse il fatto di aver tradito, e quindi toccato con mano il dislivello che deriva da conoscenze che l'altro non ha, mi condiziona. So che il potere in quella posizione è immenso. E che l'altro, fondamentalmente può o accettare o rifiutare. Ma la conoscenza dipende direttamente da me.

Ed è un potere che adesso, non vorrei più in mano.
La menzogna è un'arma potente, sia per chi la subisce sia per chi la agisce...


Il potere dell'informazione, per ricreare simmetria relazionale io penso sia fondamentale.

Anche semplicemente per andarsene.

Tenendo sempre conto del fatto, che nella "pancia" dell'altro, non ci si può entrare, neanche se quell'altro la pancia se la apre davanti ai nostri occhi...o se ce la si apre davanti ai suoi...

Non so se sono riuscita a spiegarmi...:)
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Ma il tradito che ha scoperto ha già ristabilito una certa simmetria. Intanto se ha scoperto sa e poi ha il coltello dalla parte del manico. È il coltello che l'ha ferito, ma adesso l'ha in mano lui.

Il tradito è in pratica Pm e giudice e il traditore imputato ed proprio durante il dibattimento che si accettano i fatti.
Come si può rinunciare a questa fase?
 

Foglia

utente viva e vegeta
Non ho mai capito il senso di raccogliere prove.Soprattutto la raccomandazione di altri a farlo.Pensate che siano tutti donald che non vuole passare l'assegno a Ivana?In una fase iniziale un* tradit* vuole solo sapere se è vero e se il traditore/traditrice le/gli vuole bene.Questo si capisce PARLANDO.Che prove hai da wapp?
No. Non penso che siano tutti trump. Ed è proprio per questo motivo che ho consigliato di precostituirsi prove. Perché quando poi le cose vanno a ramengo non credo sia bello per il tradito trovarsi anche mazziato economicamente. O no?
 

marietto

Heisenberg
Esattamente nel senso del grassetto intendevo riferendomi ai livelli.

Il tradimento è in fondo una asimmetria che si crea per decisione unilaterale, e l'asimmetria per come la vedo io è data dalla disponibilità di informazioni che ha il traditore e non il tradito. (fra le altre cose)

Il traditore è in una apparente "posizione di potere" (per dirla male) anche perchè le informazioni in suo possesso sono "maggiori" rispetto al tradito in riferimento ad uno stesso fatto, il tradimento appunto.

E la fiducia richiesta, al tradito, ma anche al traditore per certi versi, è altissima senza nessun fatto a sostegno.

E penso sia anche per questo motivo che si creano arroccamenti distruttivi...

La menzogna svelata, e mai nominata prima ma anzi, negata nei presupposti delle promesse, scoppia in mano ad entrambi.

E, al netto delle motivazioni che hanno portato lì, prima di poter parlare serve una base comune su cui appoggiarsi per ricostruire fiducia. E la fiducia si costruisce sulla conoscenza.

Ecco perchè le "prove" sono anche secondo me importantissime.

Poi c'è chi le usa in tempi diversi.
Chi non vuole sapere niente, ma valuta ogni singolo momento del post. Chi mette in discussione anche tutto l'ante, chi ha la necessità di conoscere il durante....

Io di mio credo che prima di tutto cercherei i fatti. E poi, ristabilita la simmetria dei fatti rilevabili, verificherei me stessa e l'altro attraverso quelli.

Forse il fatto di aver tradito, e quindi toccato con mano il dislivello che deriva da conoscenze che l'altro non ha, mi condiziona. So che il potere in quella posizione è immenso. E che l'altro, fondamentalmente può o accettare o rifiutare. Ma la conoscenza dipende direttamente da me.

Ed è un potere che adesso, non vorrei più in mano.
La menzogna è un'arma potente, sia per chi la subisce sia per chi la agisce...


Il potere dell'informazione, per ricreare simmetria relazionale io penso sia fondamentale.

Anche semplicemente per andarsene.

Tenendo sempre conto del fatto, che nella "pancia" dell'altro, non ci si può entrare, neanche se quell'altro la pancia se la apre davanti ai nostri occhi...o se ce la si apre davanti ai suoi...

Non so se sono riuscita a spiegarmi...:)
Per me ti sei spiegata benissimo e sono assolutamente d'accordo su tutto.

Se avevo dato l'impressione di non esserlo, probabilmente mi ero spiegato male io prima.
 

marietto

Heisenberg
Ma il tradito che ha scoperto ha già ristabilito una certa simmetria. Intanto se ha scoperto sa e poi ha il coltello dalla parte del manico. È il coltello che l'ha ferito, ma adesso l'ha in mano lui.

Il tradito è in pratica Pm e giudice e il traditore imputato ed proprio durante il dibattimento che si accettano i fatti.
Come si può rinunciare a questa fase?
Devo dire che la metafora del processo non la trovo molto azzeccata. Il tradito non sta giudicando nessuno, sta giudicando la propria voglia e la propria capacità di proseguire o abbandonare i rapporti con il traditore.

Cosa di cui ha perfettamente diritto. Non c'è una condanna del traditore ad alcunchè se non all'assenza del tradito, Non impartisco una punizione, semplicemente mi tolgo da una situazione nella quale non mi riconosco più a causa delle azioni del traditore.

Comunque volendo mantenere questa metafora, al dibattimento non si accertano i fatti. Essendo fatti sono già avvenuti e già accertati. Si accerta la responsabilità dell'imputato rispetto a tali fatti, e se questi fatti costituiscano reato (in questo caso "offesa alla parte lesa" potremmo dire), e l'eventuale esistenza di circostanze attenuanti.

Ma prima di questa fase c'è la conoscenza dei fatti che non può evidentemente basarsi sulle sole affermazioni di chi per quei fatti è "imputato". Anche nei processi veri c'è una fase preventiva chiamata "istruttoria". In base alla quale verranno presentati, nel dibattimento, testimonianze e prove a sostegno o detrimento di quanto sopra.

Io non ho mai visto dibattimenti svolgersi in questo modo:
PM: imputato, lei è colpevole dei reati ascritti?
Imputato: No.
PM: Ah beh, allora niente, tutti a casa...

Se tu mi scrivi questo:

In una fase iniziale un* tradit* vuole solo sapere se è vero e se il traditore/traditrice le/gli vuole bene.
Questo si capisce PARLANDO.
che è la frase sulla quale sono intervenuto io, mi scrivi una cosa non vera.

Se non so niente e ho solo sospetti, al 99% non potrò mai rispondere alla prima domanda "parlando".

Parlare potrà fare parte della risposta alla seconda domanda, ma solo se i fatti sono anche patrimonio mio e non un segreto del traditore.

Perchè io comunque quello che tu mi dici lo dovrò confrontare con i fatti nudi e crudi e vedere se posso accettare la questione (ammesso che voglia continuare il rapporto, come ben sai, se mi fermo al "tradito, basta", la seconda domanda diventa oziosa).

Per indole io sono sempre portato a considerare prevalenti i fatti piuttosto che le parole. Le parole sono frutto di ragionamenti fatti dopo, e spesso, secondo me, sono razionalizzazioni che facciamo per spiegare agli altri e anche a noi stessi quello che spesso troviamo inspiegabile, e a volte girano intorno alle realtà che non vogliamo affrontare.

Quindi io non contesto che poi bisognerà anche (spesso, non necessariamente sempre) arrivare a parlare, ma che una fase in cui tu acquisisci i fatti possibilmente non inquinati deve esserci e deve esserci PRIMA di parlare.
 
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