Ciao Irrisoluto, benvenuto.
A me pare che la situazione sia davvero moralmente terra terra, e non tanto per i giochetti double - che per indole potrebbero anche ingrifarvi, a tutti e 3 - quanto per tutto il resto.
Do per scontato che la tua ricostruzione in "fatto" sia completa, mentre ho perplessità sulla tua interpretazione del fenomeno recente...
Premessa in fatto:
a) tu sei ben lontano da una stabilità professionale ed economica, non vivi in Italia, non vivi da solo, hai passato - come lei - la trentina. Tale stabilità è auspicabile, ma assai incerta nei tempi, potrebbero passare diversi anni;
b) tu e lei vi conoscete 7 anni fa, ovvero quando di anni ne avevate 25. Vi piacete, vi dichiarate amore, lei non ha velleità di indipendenza, e accetta tutti i punti interrogativi legati al punto "a". Addirittura non pensa ad avere figli;
c) passati 7 anni, e avvicinandovi al "mezzo del cammin di vostra vita", lei incrocia un tizio. Costui lavora, benestante di famiglia, fa bella vita, e ama infilarsi nei buchi di donzelle che - come le gazze - adorano tutto ciò che emani luccichio;
d) improvvisamente, ti fa pesare la situazione del punto "a", comincia a fare la zoccola personale del tizio di cui al punto "c", ma -poichè guarda con romanticismo e nostalgia alla fiaba squattrinata di cui al punto "b" - ti dice: tu trombi come un toro, lui ha il portafogli da toro, vorrei essere la vostra comune giumenta. E fa di tutto - alla lettera - per sollazzarsi in sì affollata stalla.
La tua esegesi del fenomeno è discutibile. Te la prendi con lui ("zerbino", "sfigato", "incapace a letto"). Lei ti pare quasi da comprendere (in fondo è stata "sincera", e "tu coa puoi offrirle?"). Tu ti autoconsoli interpretando pro domo tua asserzioni che lei ti fornisce in grande quantità, dicendoti quello che vuoi sentirti dire.
Ti dico la mia.
Lei, come tante persone, ha sottovalutato (a 25 anni) le esigenze che avrebbe avuto a 28, a 30, a 35. Non siete sposati, non esiste il "finchè morte non ci separi", ergo può benissimo decidere che oggi vuole uscire, vuole convivere, vuole un progetto, vuole dei figli. O comunque non vuole non potere avere tutto questo. La cosa probabilmente covava dentro di lei da tempo. Chissà: magari da quando vedeva le sue amiche - man mano - avviare progetti di vita, o anche solo fare la bella vita mantenute da tizio o da caio.
Ha quindi (di nascosto) cominciato a sollazzarsi.
Poi si è confidata con te (dietro tuoi sospetti, mi par di capire: anche qui nessuna iniziativa da parte sua). Conoscendo la tua ideologia "liberal", ha sperato (e aveva ragione) che saresti stato benevolo urbi et orbi.
Inoltre, lei era affezionata a te, un pò come ad un dolce cagnolino, e se può evitare di perderti - facendosi nel frammentre i cazzi suoi (e quelli degli altri) - la sua coscienza la fa sentire meno zoccola. Inoltre, se non vi lasciate, la sua amica (ex del pigmalione che la cavalca) non sospetta della sua zoccolaggine, e zitti zitti tutti son contenti.
Tutte le altre storie: che tu la fai godere di più, che sceglierebbe te, che lui è zerbino, che si suicida se le togli il saluto...beh, lascia perdere. Fanno sorridere.
Lei - al massimo massimo - ti tiene buono perchè sa che tu la ami e che se il pigmalione si trova una lituana 20enne, lei si becca un calcio in culo. E non sia mai che le tocchi davvero andare a lavorare, a sto giro.
Ora dico: ma tu - ammesso e non concesso - ti riprenderesti una che come massima aspirazione aveva quella di tirarti nel letto che divide col suo amante? e ammesso e non concesso che si stanca di lui, come fai a tenertela dopo che ti ha candidamente detto che ci andava per danari? Cioè, che poesia riesumeresti, in questo contesto?