Credo si tratti di una rappresaglia». È così che Maria Luisa Busi, volto di punta del Tg1, commenta in un'intervista a Repubblica gli avvicendamenti alla conduzione del telegiornale Rai decisi dal direttore Augusto Minzolini. Per la conduttrice «non è casuale» il fatto che dalla conduzione siano stati cancellati i volti di coloro che non hanno firmato la lettera a favore del direttore sul caso Mills. La decisione di Minzolini, aggiunge, «ha colpito volti storici e professionisti liberi di questo giornale». Tra questi Busi cita Massimo De Strobel, caporedattore centrale, «anche lui non firmatario di quella lettera, guarda caso. Anche lui rimosso senza un'alternativa professionale credibile». La giornalista parla di un clima «insostenibile» in redazione. «In 21 anni ho visto altri direttori riconducibili all'area culturale del centrodestra - spiega - ma nessuno aveva mai osato tanto» e gli spettatori «sono sempre meno».
TRE RIMOZIONI «La notizia di una imminente rimozione dagli incarichi di conduzione del Tg1, di colleghi come Paolo Di Giannantonio, Piero Damosso e Tiziana Ferrario, rischia di configurarsi come rappresaglia piuttosto che come un normale esercizio dei poteri del direttore che il contratto tutela». Lo afferma Franco Siddi, segretario Fnsi, intervistato dal sito di Articolo21 in merito alle voci relative all'allontanamento di tre giornalisti dalla conduzione del Tg1. «È inevitabile - afferma Siddi - che ciò accada in un luogo attraversato da invasioni di campo politiche e permanenti. E non sarebbe peraltro la prima volta. Ma colpisce che siano presi di mira, nell'opera di 'revisionè del direttore Minzolini colleghi preparati, impegnati senza sbavature sul lavoro e sui compiti assegnati e nello stesso tempo, come moderazione fermi sui principi di riferimento morale e professionale che sono la cifra della propria autonomia di giudizio». «Cambi così massicci nella proposizione del principale telegiornale del servizio pubblico e che riguardano tre colleghi autorevoli che, guarda caso, appena poche settimane fa non firmarono un documento di sostegno al direttore - dice Siddi - suscitano più di un dubbio. Confidiamo in una rettifica di tutte le voci insistenti che viaggiano in questa direzione. Se invece cosi non fosse, il sindacato non starà di certo a guardare».
MINZOLINI: "SEMPLICE RICAMBIO" Nessuna epurazione solo un ricambio generazionale: lo dice il direttore del Tg1 Augusto Minzolini sull'allontanamento dal video di alcuni giornalisti come Paolo Di Giannantonio, Piero Damosso e Tiziana Ferrario. «Sono stati assunti - spiega rivendicandolo come fatto importante della sua direzione - diciotto precari e per dare un segnale di cambiamento al Tg1 bisogna mostrare volti nuovi. Sono decisioni prese da tempo e i documenti, nè quelli a favore, nè quelli contro, non c'entrano assolutamente niente. Sono liturgie che non mi appartengono».
REPORTERS SAN FRONTIERES: EPURAZIONE La sezione italiana di Reporters sans frontieres esprime «forte preoccupazione per la decisione del direttore Augusto Minzolini di rimuovere dalla conduzione tre volti storici del Tg1: Piero Damosso dall'edizione delle 7, Paolo di Giannantonio da quella delle 13 e Tiziana Ferrario dalle 20». «L'aria che si respira al giornale della prima rete della Rai, da qualche tempo a questa parte - sostiene Rsf in una nota - è quella dell'epurazione. La sensazione, infatti, Š che il direttore stia colpendo quelli che non hanno firmato il documento a suo favore e che stia, invece, promuovendo chi lo ha firmato. Una decisione che Augusto Minzolini ha motivato con la necessità di rinnovamento. Eppure i giornalisti che prenderanno il posto dei rimossi non sono volti nuovi. Alle 20, ad esempio, andrà Francesco Giorgino, considerato vicino al direttore e gi… in conduzione alle 13, lo stesso che avrebbe organizzato la raccolta di firme alla lettera in difesa del direttore (siglata da 90 dei 160 giornalisti del Tg1)». I giornalisti del Tg1 «hanno segnalato a Reporters sans frontieres un clima interno molto teso, conseguente all'annullamento del confronto redazionale nella composizione quotidiana del giornale che viene ormai realizzato con direttive precise dall'alto che non lasciano spazio ad alcuna autonomia intellettuale ai giornalisti». Una metodologia che, secondo Rsf, si riflette «negativamente sia sulla libertà di espressione dei singoli giornalisti sia sulla qualità finale del prodotto giornalistico, ai suoi minimi storici».
IL CDR: "PRECEDENTE GRAVE" «Un precedente che riteniamo molto grave, anche alla luce dell'intenzione manifestata dal direttore di continuare nell'opera di 'rinnovamentò delle conduzioni che - ha detto - 'diventerà fisiologicà: è la presa di posizione del comitato di redazione del Tg1 dopo la decisione del direttore Augusto Minzolini di un avvicendamento alle conduzioni che sarebbe avvenuto, secondo il cdr, senza il consenso dei diretti interessati e nella logica di penalizzare i colleghi che non hanno firmato il documento a sostegno della direzione sul caso Mills. Dalla prossima settimana, rende noto la rappresentanza sindacale - escono dalla conduzione Tiziana Ferrario alle 20.00, Paolo Di Giannatonio alle 13.30 e Piero Damosso alle sette edizioni del mattino. »Ai colleghi - sottolinea il cdr - il direttore non ha mosso alcun rilievo professionale, ma ha richiamato l'esigenza di ringiovanire e rinnovare i volti del telegiornale«. Prendono il loro posto: alle 20.00 Francesco Giorgino, alle 13.30 Laura Chimenti e Francesca Grimaldi. Per gli ulteriori »scorrimenti« Laura Mambelli va alle 17.00, Alberto Matano in mezzasera, Maria Soave e Mariasilvia Santilli in notte, Alessandra di Tommaso e Barbara Capponi al mattino. Emma D'Aquino prende il posto di Di Tommaso alla rubrica Libri e Alessio Zucchini il posto di Matano alla rubrica Note. I conduttori della notte e del mattino passano in questo modo da quattro a cinque.
USIGRAI: "MINZOLINI DIRETTORE DIMEZZATO" «L'unica cosa di cui è capace il direttore nei fatti dimezzato del Tg1 sono le rimozioni, con improbabili ricollocazioni», dice Carlo Verna, segretario dell'Usigrai in merito all'allontanamento dal video di Paolo Di Giannantonio, Piero Damosso e Tiziana Ferrario. «La Rai - aggiunge - non è in grado di porre un argine, ma quando il contratto di lavoro e le norme del codice civile sul divieto di dequalificare vengono violate il conto, dopo le inevitabili cause, non potrà essere presentato alla collettività, ma a chi ne è realmente responsabile. E poichè Minzolini appare accecato dalla note vicende che lo riguardano, stretto fra tapiri e scatoloni di firme contro una clamorosa scivolata per la quale non ha mai chiesto scusa (il caso Mills) e totalmente privo di serenità verso chi la pensa diversamente da lui,del suo comportamento dovrà rispondere anche chi guida l'azienda. Masi non pensi di poter fare come Pilato». «Cancellare conduttori storici come Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso - prosegue Verna - è solo il segno esteriore di un delirio di onnipotenza, consentito dall'acquiescenza del direttore generale e che già aveva portato ad altri accantonamenti e demansionamenti meno visibili per il pubblico. La richiesta dell'Usigrai non può essere semplicemente il reintegro dei colleghi, ma una discussione sul caso Minzolini, che porti rapidamente ad un avvicendamento nella guida della testata».