Storia finita

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Ryoga74

Utente sperduto
Stasera mia moglie mi ha confessato di essersi invaghita di un altro uomo.
Stiamo insieme da quasi 11 anni, di cui 7 da sposati, ovviamente come in tutte le coppie con alti e bassi. Ma fino a un mese fa avrei definito il nostro rapporto come granitico, indissolubile.
Sì era creata una complicità davvero intensa, sia nella vita di tutti i giorni che dal punto di vista sessuale.
Poi una serie di eventi apparentemente esterni al rapporto che hanno segnato entrambi sono stati il preludio per un lento quanto costante e irrimediabile distacco. Questo almeno da parte sua, visto che io avevo affrontato tale momento come una transizione inevitabile per qualsiasi rapporto di coppia e che una volta finito avrebbe reso ancor più saldo il nostro legame.
Invece un mese fa ho cominciato a percepire qualcosa di più preoccupante: ai miei tentativi di dialogo dall'altra parte si è erto un muro (cosa mai successa prima) e la cosa e degenerata domenica scorsa con uno sfogo repentino di lei che chiedeva tempo e spazio per riflettere. Da sola.
Stasera è arrivata la "confessione": non mi ha ancora tradito carnalmente, ma dal mio punto di vista poco cambia. L'ho persa.
Sono ancora innamorato di lei, ma non ho intenzione di farmi illusioni e di cercare di ricucire il rapporto.
Non voglio dare colpe esclusive a lei, se si è arrivati a questo punto anche dalla mia parte ci sono delle responsabilità, però chi sto comunque malissimo.
Mi sono iscritto a questo forum non per cercare conforto, ma per confrontarmi con persone che hanno affrontato situazioni similari e per instaurare un dialogo costruttivo al fine di rendermi capace di affrontare questo periodo nel migliore dei modi...
 

Nicka

Capra Espiatrice
Benvenuto.
Bè...che dire...l'invaghimento nel corso di una storia lunga ci può anche stare...
Capisco che sia doloroso, ma non è detto che sia finita...
Avete figli?
 

Ultimo

Escluso
Stasera mia moglie mi ha confessato di essersi invaghita di un altro uomo.
Stiamo insieme da quasi 11 anni, di cui 7 da sposati, ovviamente come in tutte le coppie con alti e bassi. Ma fino a un mese fa avrei definito il nostro rapporto come granitico, indissolubile.
Sì era creata una complicità davvero intensa, sia nella vita di tutti i giorni che dal punto di vista sessuale.
Poi una serie di eventi apparentemente esterni al rapporto che hanno segnato entrambi sono stati il preludio per un lento quanto costante e irrimediabile distacco. Questo almeno da parte sua, visto che io avevo affrontato tale momento come una transizione inevitabile per qualsiasi rapporto di coppia e che una volta finito avrebbe reso ancor più saldo il nostro legame.
Invece un mese fa ho cominciato a percepire qualcosa di più preoccupante: ai miei tentativi di dialogo dall'altra parte si è erto un muro (cosa mai successa prima) e la cosa e degenerata domenica scorsa con uno sfogo repentino di lei che chiedeva tempo e spazio per riflettere. Da sola.
Stasera è arrivata la "confessione": non mi ha ancora tradito carnalmente, ma dal mio punto di vista poco cambia. L'ho persa.
Sono ancora innamorato di lei, ma non ho intenzione di farmi illusioni e di cercare di ricucire il rapporto.
Non voglio dare colpe esclusive a lei, se si è arrivati a questo punto anche dalla mia parte ci sono delle responsabilità, però chi sto comunque malissimo.
Mi sono iscritto a questo forum non per cercare conforto, ma per confrontarmi con persone che hanno affrontato situazioni similari e per instaurare un dialogo costruttivo al fine di rendermi capace di affrontare questo periodo nel migliore dei modi...
Il mio consiglio è quello di mettere in chiaro e senza indugi la situazione. Per una serie di circostanze vi siete allontanati, per un certo verso il tradimento c'è stato ma non completo. Direi che una separazione ci può stare, separazione che serve ad entrambi a riflettere, non ad avere rapporti sessuali extra. Ma appunto una separazione che dia modo ad entrambi di parlarsi quando se ne sente la necessità, per chiarire, chiarirsi e comprendere se c'è da comprendere ed aggiustare se si può aggiustare. Alla fine se c'è da separarsi oppure ritentare un rapporto nella coppia sarà appunto lo scopo della separazione.

PS: Sono molto maligno, perchè mentre scrivevo pensavo al terzo incomodo fermo la ad aspettare l'eventuale separazione. Chissà se al terzo incomodo interessi la separazione vostra.
 

Divì

Utente senza meta
Stasera mia moglie mi ha confessato di essersi invaghita di un altro uomo.
Stiamo insieme da quasi 11 anni, di cui 7 da sposati, ovviamente come in tutte le coppie con alti e bassi. Ma fino a un mese fa avrei definito il nostro rapporto come granitico, indissolubile.
Sì era creata una complicità davvero intensa, sia nella vita di tutti i giorni che dal punto di vista sessuale.
Poi una serie di eventi apparentemente esterni al rapporto che hanno segnato entrambi sono stati il preludio per un lento quanto costante e irrimediabile distacco. Questo almeno da parte sua, visto che io avevo affrontato tale momento come una transizione inevitabile per qualsiasi rapporto di coppia e che una volta finito avrebbe reso ancor più saldo il nostro legame.
Invece un mese fa ho cominciato a percepire qualcosa di più preoccupante: ai miei tentativi di dialogo dall'altra parte si è erto un muro (cosa mai successa prima) e la cosa e degenerata domenica scorsa con uno sfogo repentino di lei che chiedeva tempo e spazio per riflettere. Da sola.
Stasera è arrivata la "confessione": non mi ha ancora tradito carnalmente, ma dal mio punto di vista poco cambia. L'ho persa.
Sono ancora innamorato di lei, ma non ho intenzione di farmi illusioni e di cercare di ricucire il rapporto.
Non voglio dare colpe esclusive a lei, se si è arrivati a questo punto anche dalla mia parte ci sono delle responsabilità, però chi sto comunque malissimo.
Mi sono iscritto a questo forum non per cercare conforto, ma per confrontarmi con persone che hanno affrontato situazioni similari e per instaurare un dialogo costruttivo al fine di rendermi capace di affrontare questo periodo nel migliore dei modi...
Perché? Hai forse avuto l'impressione che lei sia molto determinata sul fatto di voler chiudere con te?
Farsi illusioni e cercare di ricucire il rapporto non stanno sullo stesso piano.
Benvenuto e coraggio!
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
Stasera mia moglie mi ha confessato di essersi invaghita di un altro uomo.
Stiamo insieme da quasi 11 anni, di cui 7 da sposati, ovviamente come in tutte le coppie con alti e bassi. Ma fino a un mese fa avrei definito il nostro rapporto come granitico, indissolubile.
Sì era creata una complicità davvero intensa, sia nella vita di tutti i giorni che dal punto di vista sessuale.
Poi una serie di eventi apparentemente esterni al rapporto che hanno segnato entrambi sono stati il preludio per un lento quanto costante e irrimediabile distacco. Questo almeno da parte sua, visto che io avevo affrontato tale momento come una transizione inevitabile per qualsiasi rapporto di coppia e che una volta finito avrebbe reso ancor più saldo il nostro legame.
Invece un mese fa ho cominciato a percepire qualcosa di più preoccupante: ai miei tentativi di dialogo dall'altra parte si è erto un muro (cosa mai successa prima) e la cosa e degenerata domenica scorsa con uno sfogo repentino di lei che chiedeva tempo e spazio per riflettere. Da sola.
Stasera è arrivata la "confessione": non mi ha ancora tradito carnalmente, ma dal mio punto di vista poco cambia. L'ho persa.
Sono ancora innamorato di lei, ma non ho intenzione di farmi illusioni e di cercare di ricucire il rapporto.
Non voglio dare colpe esclusive a lei, se si è arrivati a questo punto anche dalla mia parte ci sono delle responsabilità, però chi sto comunque malissimo.
Mi sono iscritto a questo forum non per cercare conforto, ma per confrontarmi con persone che hanno affrontato situazioni similari e per instaurare un dialogo costruttivo al fine di rendermi capace di affrontare questo periodo nel migliore dei modi...

Benvenuto.
Intanto mi sento di dovermi togliere il cappello davanti a tua moglie. Se è vero che non ti ha ancora tradito carnalmente, ha dimostrato di avere gli attributi con questa confessione. Questa non è una cosa affatto comune, ma potrebbe voler dire che lei ha preso la sua decisione, lasciandoti fuori dai giochi senza neanche interpellarti. E da come argomenti sembra proprio che tu senta di averla persa.
Il fatto è che lei ha preso la decisione per entrambi e ieri sera ha solo pensato di metterti al corrente della cosa. Ora, se una separazione ci deve essere, è bene che sia propedeutica al tuo comprendere ed accettare la situazione, non al suo sgravio di coscienza.
Poi, come tutti ti stanno scrivendo qui, non tutto è perduto. Solo che da adesso in poi niente sarà come prima.
 

danny

Utente di lunga data
Stasera mia moglie mi ha confessato di essersi invaghita di un altro uomo.
Stiamo insieme da quasi 11 anni, di cui 7 da sposati, ovviamente come in tutte le coppie con alti e bassi. Ma fino a un mese fa avrei definito il nostro rapporto come granitico, indissolubile.
Sì era creata una complicità davvero intensa, sia nella vita di tutti i giorni che dal punto di vista sessuale.
Poi una serie di eventi apparentemente esterni al rapporto che hanno segnato entrambi sono stati il preludio per un lento quanto costante e irrimediabile distacco. Questo almeno da parte sua, visto che io avevo affrontato tale momento come una transizione inevitabile per qualsiasi rapporto di coppia e che una volta finito avrebbe reso ancor più saldo il nostro legame.
Invece un mese fa ho cominciato a percepire qualcosa di più preoccupante: ai miei tentativi di dialogo dall'altra parte si è erto un muro (cosa mai successa prima) e la cosa e degenerata domenica scorsa con uno sfogo repentino di lei che chiedeva tempo e spazio per riflettere. Da sola.
Stasera è arrivata la "confessione": non mi ha ancora tradito carnalmente, ma dal mio punto di vista poco cambia. L'ho persa.
Sono ancora innamorato di lei, ma non ho intenzione di farmi illusioni e di cercare di ricucire il rapporto.
Non voglio dare colpe esclusive a lei, se si è arrivati a questo punto anche dalla mia parte ci sono delle responsabilità, però chi sto comunque malissimo.
Mi sono iscritto a questo forum non per cercare conforto, ma per confrontarmi con persone che hanno affrontato situazioni similari e per instaurare un dialogo costruttivo al fine di rendermi capace di affrontare questo periodo nel migliore dei modi...

Non è che se ti invaghisci di un altro uomo lasci il marito così.
Lo lasci perché non ci stai più bene, punto.
E in questo caso non nomini l'altro uomo neppure sotto tortura.
Oppure l'altro uomo ce l'hai da un anno, ci scopi e hai scoperto che fatti i conti vuoi stare con lui.
E lasci il marito per l'altro. Certo, per dirlo anche qui ci vuole coraggio, a meno proprio di voler sancire la decisione presa in maniera irrevocabile.
Ma, diciamo, come te l'ha raccontata, sta in piedi a malapena.
 
Ultima modifica:

Ryoga74

Utente sperduto
Benvenuto.
Bè...che dire...l'invaghimento nel corso di una storia lunga ci può anche stare...
Capisco che sia doloroso, ma non è detto che sia finita...
Avete figli?
Grazie [emoji4]
No, non ne abbiamo avuti. Vi abbiamo provato, ma senza successo. Ed una delle cose che mi imputa è il non aver fatto alcuno sforzo per approfondire i motivi per cui non riusciamo a concepire. Lei ha fatto delle analisi preliminari, io non ho mai fatto analizzare il mio sperma...

Il mio consiglio è quello di mettere in chiaro e senza indugi la situazione. Per una serie di circostanze vi siete allontanati, per un certo verso il tradimento c'è stato ma non completo. Direi che una separazione ci può stare, separazione che serve ad entrambi a riflettere, non ad avere rapporti sessuali extra. Ma appunto una separazione che dia modo ad entrambi di parlarsi quando se ne sente la necessità, per chiarire, chiarirsi e comprendere se c'è da comprendere ed aggiustare se si può aggiustare. Alla fine se c'è da separarsi oppure ritentare un rapporto nella coppia sarà appunto lo scopo della separazione.

PS: Sono molto maligno, perchè mentre scrivevo pensavo al terzo incomodo fermo la ad aspettare l'eventuale separazione. Chissà se al terzo incomodo interessi la separazione vostra.
Sarò un po' sprovveduto, ma non è ovvio che al terzo incomodo abbia interesse riguardo la fine del nostro rapporto?
In questo momento le parole ho impressione che servano a poco, percepisco un distacco da parte sua che è difficile da colmare...

Perché? Hai forse avuto l'impressione che lei sia molto determinata sul fatto di voler chiudere con te?
Farsi illusioni e cercare di ricucire il rapporto non stanno sullo stesso piano.
Benvenuto e coraggio!
Grazie del benvenuto [emoji4]
Il problema sta nel coinvolgimento emotivo che rendeva consolidato il nostro rapporto. Tolta la complicità, essendo due persone molto diverse difficilmente mi sembra si possa evolvere la nostra relazione...

Benvenuto.
Intanto mi sento di dovermi togliere il cappello davanti a tua moglie. Se è vero che non ti ha ancora tradito carnalmente, ha dimostrato di avere gli attributi con questa confessione. Questa non è una cosa affatto comune, ma potrebbe voler dire che lei ha preso la sua decisione, lasciandoti fuori dai giochi senza neanche interpellarti. E da come argomenti sembra proprio che tu senta di averla persa.
Il fatto è che lei ha preso la decisione per entrambi e ieri sera ha solo pensato di metterti al corrente della cosa. Ora, se una separazione ci deve essere, è bene che sia propedeutica al tuo comprendere ed accettare la situazione, non al suo sgravio di coscienza.
Poi, come tutti ti stanno scrivendo qui, non tutto è perduto. Solo che da adesso in poi niente sarà come prima.
Se la conosco bene, è stata sincera. E in questo la ammiro per il coraggio avuto.
Come scritto sopra difficilmente posso immaginare una relazione ancora con lei in termini diversi da come è stata fino a poco tempo fa. Era una cosa bella, non tornerà più come prima. Ho la sensazione sia meglio non rovinare quel passato con una convivenza artificiosa...

Non è che se ti invaghisci di un altro uomo lasci il marito così.
Lo lasci perché non ci stai più bene, punto.
E in questo caso non nomini l'altro uomo neppure sotto tortura.
Oppure l'altro uomo ce l'hai da un anno, ci scopi e hai scoperto che fatti i conti vuoi stare con lui.
E lasci il marito per l'altro. Certo, per dirlo anche qui ci vuole coraggio, a meno proprio di voler sancire la decisione presa in maniera irrevocabile.
Ma, diciamo, come te l'ha raccontata, sta in piedi a malapena.
Lei prima di stare con me è stata 11 anni fidanzata e convivente con un precedente ragazzo. È nella sua indole evidentemente, quando la passione affievolisce si rifugia se ne ha la possibilità in un'altra relazione. Del resto anche con l'altro fece così: cercò altrove, trovò me, quindi lo lasciò e inizio la nostra relazione...
 

Tessa

Escluso
Stasera mia moglie mi ha confessato di essersi invaghita di un altro uomo.
Stiamo insieme da quasi 11 anni, di cui 7 da sposati, ovviamente come in tutte le coppie con alti e bassi. Ma fino a un mese fa avrei definito il nostro rapporto come granitico, indissolubile.
Sì era creata una complicità davvero intensa, sia nella vita di tutti i giorni che dal punto di vista sessuale.
Poi una serie di eventi apparentemente esterni al rapporto che hanno segnato entrambi sono stati il preludio per un lento quanto costante e irrimediabile distacco. Questo almeno da parte sua, visto che io avevo affrontato tale momento come una transizione inevitabile per qualsiasi rapporto di coppia e che una volta finito avrebbe reso ancor più saldo il nostro legame.
Invece un mese fa ho cominciato a percepire qualcosa di più preoccupante: ai miei tentativi di dialogo dall'altra parte si è erto un muro (cosa mai successa prima) e la cosa e degenerata domenica scorsa con uno sfogo repentino di lei che chiedeva tempo e spazio per riflettere. Da sola.
Stasera è arrivata la "confessione": non mi ha ancora tradito carnalmente, ma dal mio punto di vista poco cambia. L'ho persa.
Sono ancora innamorato di lei, ma non ho intenzione di farmi illusioni e di cercare di ricucire il rapporto.
Non voglio dare colpe esclusive a lei, se si è arrivati a questo punto anche dalla mia parte ci sono delle responsabilità, però chi sto comunque malissimo.
Mi sono iscritto a questo forum non per cercare conforto, ma per confrontarmi con persone che hanno affrontato situazioni similari e per instaurare un dialogo costruttivo al fine di rendermi capace di affrontare questo periodo nel migliore dei modi...
Se ti va puoi dirmi perché credi di avere delle responsabilità?
 

JON

Utente di lunga data
Stasera mia moglie mi ha confessato di essersi invaghita di un altro uomo.
Stiamo insieme da quasi 11 anni, di cui 7 da sposati, ovviamente come in tutte le coppie con alti e bassi. Ma fino a un mese fa avrei definito il nostro rapporto come granitico, indissolubile.
Sì era creata una complicità davvero intensa, sia nella vita di tutti i giorni che dal punto di vista sessuale.
Poi una serie di eventi apparentemente esterni al rapporto che hanno segnato entrambi sono stati il preludio per un lento quanto costante e irrimediabile distacco. Questo almeno da parte sua, visto che io avevo affrontato tale momento come una transizione inevitabile per qualsiasi rapporto di coppia e che una volta finito avrebbe reso ancor più saldo il nostro legame.
Invece un mese fa ho cominciato a percepire qualcosa di più preoccupante: ai miei tentativi di dialogo dall'altra parte si è erto un muro (cosa mai successa prima) e la cosa e degenerata domenica scorsa con uno sfogo repentino di lei che chiedeva tempo e spazio per riflettere. Da sola.
Stasera è arrivata la "confessione": non mi ha ancora tradito carnalmente, ma dal mio punto di vista poco cambia. L'ho persa.
Sono ancora innamorato di lei, ma non ho intenzione di farmi illusioni e di cercare di ricucire il rapporto.
Non voglio dare colpe esclusive a lei, se si è arrivati a questo punto anche dalla mia parte ci sono delle responsabilità, però chi sto comunque malissimo.
Mi sono iscritto a questo forum non per cercare conforto, ma per confrontarmi con persone che hanno affrontato situazioni similari e per instaurare un dialogo costruttivo al fine di rendermi capace di affrontare questo periodo nel migliore dei modi...
Quali sono gli eventi che hanno generato il distacco?
Comunque qui è ancora tutta da vedere.
 

Rocco_365

Utente timido
Stasera mia moglie mi ha confessato di essersi invaghita di un altro uomo.
Stiamo insieme da quasi 11 anni, di cui 7 da sposati, ovviamente come in tutte le coppie con alti e bassi. Ma fino a un mese fa avrei definito il nostro rapporto come granitico, indissolubile.
Sì era creata una complicità davvero intensa, sia nella vita di tutti i giorni che dal punto di vista sessuale.
Poi una serie di eventi apparentemente esterni al rapporto che hanno segnato entrambi sono stati il preludio per un lento quanto costante e irrimediabile distacco. Questo almeno da parte sua, visto che io avevo affrontato tale momento come una transizione inevitabile per qualsiasi rapporto di coppia e che una volta finito avrebbe reso ancor più saldo il nostro legame.
Invece un mese fa ho cominciato a percepire qualcosa di più preoccupante: ai miei tentativi di dialogo dall'altra parte si è erto un muro (cosa mai successa prima) e la cosa e degenerata domenica scorsa con uno sfogo repentino di lei che chiedeva tempo e spazio per riflettere. Da sola.
Stasera è arrivata la "confessione": non mi ha ancora tradito carnalmente, ma dal mio punto di vista poco cambia. L'ho persa.
Sono ancora innamorato di lei, ma non ho intenzione di farmi illusioni e di cercare di ricucire il rapporto.
Non voglio dare colpe esclusive a lei, se si è arrivati a questo punto anche dalla mia parte ci sono delle responsabilità, però chi sto comunque malissimo.
Mi sono iscritto a questo forum non per cercare conforto, ma per confrontarmi con persone che hanno affrontato situazioni similari e per instaurare un dialogo costruttivo al fine di rendermi capace di affrontare questo periodo nel migliore dei modi...
Benvenuto Ryoga74

ho vissuto una cosa similare, anche se non ero sposato ma era un convivenza lunga con tanto di acquisti importanti fatti in condivisione. La mia compagna un bel giorno durante una discussione mi ammise che un suo collega d'ufficio ci aveva provato e lei si era scoperta infatuata di lui, diceva che non era successo niente perché lei aveva detto che era fidanzata e convivente. Da lì in poi nulla è più stato come prima e infatti nel giro di due mesi tutto è degenerato in modo totale, non per me che ho cercato di essere più presente, più affettuoso ma per lei che è diventata scontrosa, assente nel rapporto, perennemente incazzata nei miei riguardi e perfino un oggetto che cadeva per terra generava una lite furibonda. Dopo due mesi, senza neanche una litigata lei ha abbandonato la casa dove convivevamo e ha cercato una nuova casa. Sono sicuro che si sia messa col suo collega.
Certo tu sei sposato e quindi mi pare più improbabile che se ne vada così facilmente, però medita sulle conseguenze.
 

Eratò

Utente di lunga data
Stasera mia moglie mi ha confessato di essersi invaghita di un altro uomo.
Stiamo insieme da quasi 11 anni, di cui 7 da sposati, ovviamente come in tutte le coppie con alti e bassi. Ma fino a un mese fa avrei definito il nostro rapporto come granitico, indissolubile.
Sì era creata una complicità davvero intensa, sia nella vita di tutti i giorni che dal punto di vista sessuale.
Poi una serie di eventi apparentemente esterni al rapporto che hanno segnato entrambi sono stati il preludio per un lento quanto costante e irrimediabile distacco. Questo almeno da parte sua, visto che io avevo affrontato tale momento come una transizione inevitabile per qualsiasi rapporto di coppia e che una volta finito avrebbe reso ancor più saldo il nostro legame.
Invece un mese fa ho cominciato a percepire qualcosa di più preoccupante: ai miei tentativi di dialogo dall'altra parte si è erto un muro (cosa mai successa prima) e la cosa e degenerata domenica scorsa con uno sfogo repentino di lei che chiedeva tempo e spazio per riflettere. Da sola.
Stasera è arrivata la "confessione": non mi ha ancora tradito carnalmente, ma dal mio punto di vista poco cambia. L'ho persa.
Sono ancora innamorato di lei, ma non ho intenzione di farmi illusioni e di cercare di ricucire il rapporto.
Non voglio dare colpe esclusive a lei, se si è arrivati a questo punto anche dalla mia parte ci sono delle responsabilità, però chi sto comunque malissimo.
Mi sono iscritto a questo forum non per cercare conforto, ma per confrontarmi con persone che hanno affrontato situazioni similari e per instaurare un dialogo costruttivo al fine di rendermi capace di affrontare questo periodo nel migliore dei modi...
Non finiscono le storie così da un giorno al altro...fai bene ad allontanarti e a lasciarle tempo per pensare ma più che finita la vostra storia sembra che per lungo avete viaggiato su onde di frequenza diverse e adesso dovete affrontare la realtà.
 

Ryoga74

Utente sperduto
Se ti va puoi dirmi perché credi di avere delle responsabilità?
Perché difficilmente in un rapporto intenso e duraturo l'epilogo è imputabile con esclusività ad uno dei due. Nel mio caso non ho con volontarietà fatto cose per compromettere il rapporto, ma evidentemente anche il solo non aver colto certi suoi segnali di disagio nella maniera corretta è una mia colpa...
Quali sono gli eventi che hanno generato il distacco?
Comunque qui è ancora tutta da vedere.
La morte di mio padre.
L'improvviso e grave malore che ha colto sua madre.
L'andamento deficitario e altalenante della sua attività lavorativa.
Tutte cose che hanno cambiato le nostre routine, la nostra vita nel quotidiano, i nostri momenti di svago...


Benvenuto Ryoga74

ho vissuto una cosa similare, anche se non ero sposato ma era un convivenza lunga con tanto di acquisti importanti fatti in condivisione. La mia compagna un bel giorno durante una discussione mi ammise che un suo collega d'ufficio ci aveva provato e lei si era scoperta infatuata di lui, diceva che non era successo niente perché lei aveva detto che era fidanzata e convivente. Da lì in poi nulla è più stato come prima e infatti nel giro di due mesi tutto è degenerato in modo totale, non per me che ho cercato di essere più presente, più affettuoso ma per lei che è diventata scontrosa, assente nel rapporto, perennemente incazzata nei miei riguardi e perfino un oggetto che cadeva per terra generava una lite furibonda. Dopo due mesi, senza neanche una litigata lei ha abbandonato la casa dove convivevamo e ha cercato una nuova casa. Sono sicuro che si sia messa col suo collega.
Certo tu sei sposato e quindi mi pare più improbabile che se ne vada così facilmente, però medita sulle conseguenze.
Grazie mio omonimo ;)
La mia paura è infatti quella di ricucire il rapporto usando i suoi senso di colpa e l'affetto che ancora prova per me. Come risultato ci sarebbe solo il rinvio della fine, e farebbe ancora più male...


Non finiscono le storie così da un giorno al altro...fai bene ad allontanarti e a lasciarle tempo per pensare ma più che finita la vostra storia sembra che per lungo avete viaggiato su onde di frequenza diverse e adesso dovete affrontare la realtà.
In realtà è lei che si vuole allontanare. Io rimarrei a casa, terrei i miei piccoli (ho due cani e tre gatti) e sarebbe lei a ricominciare di nuovo tutto daccapo (come già fece quando inizio la nostra relazione 11 anni fa)...
 

Diletta

Utente di lunga data
In realtà è lei che si vuole allontanare. Io rimarrei a casa, terrei i miei piccoli (ho due cani e tre gatti) e sarebbe lei a ricominciare di nuovo tutto daccapo (come già fece quando inizio la nostra relazione 11 anni fa)...

Lei si vuole allontanare emotivamente da te o vuole proprio andarsene via di casa?
Secondo me, vuole stare da sola, ma a casa sua.
Ergo: sei te che dovresti andartene...
Correggimi se sbaglio
 

JON

Utente di lunga data
Perché difficilmente in un rapporto intenso e duraturo l'epilogo è imputabile con esclusività ad uno dei due. Nel mio caso non ho con volontarietà fatto cose per compromettere il rapporto, ma evidentemente anche il solo non aver colto certi suoi segnali di disagio nella maniera corretta è una mia colpa...

La morte di mio padre.
L'improvviso e grave malore che ha colto sua madre.
L'andamento deficitario e altalenante della sua attività lavorativa.
Tutte cose che hanno cambiato le nostre routine, la nostra vita nel quotidiano, i nostri momenti di svago...
Quindi alle prime difficoltà giù tutto?
Sicuramente sono cose che allontanano, diciamo pure che hanno creato un varco in lei che ha lasciato entrare l'altro. Però anche la situazione attuale puoi ritenerla un segnale del vostro malessere. Voglio dire, lei ti ha espressamente detto che vuole andarsene? Che non ti ama? Che è finità?

Stando a quello che hai detto è venuto fuori solo che lei si sia invaghita. Ma questo qui chi è?
 

Fantastica

Utente di lunga data
Non è che se ti invaghisci di un altro uomo lasci il marito così.
Lo lasci perché non ci stai più bene, punto.
E in questo caso non nomini l'altro uomo neppure sotto tortura.
Oppure l'altro uomo ce l'hai da un anno, ci scopi e hai scoperto che fatti i conti vuoi stare con lui.
Mi sa che è così.. o/o.
"L'ho persa" è eloquente.
 

Rabarbaro

Escluso
Ciao Ryoga,

Mi piacerebbe dirti che le donne sono irragionevoli e nella loro scostante umoralità vengono travolte da quello che tu definisci invaghimento per un periodo di tempo limitato e che, magari dopo qualche convoluzione intima ed esteriore, poi ritornano ad essere ragionevoli, a valutare ciò che hanno costruito, l'affetto che è stato dato loro in passato e nel presente e la bellezza delle persone che sono state loro accanto nel bene e nel male fino a quel momento, ma sarebbe una bugia.
Alcune di loro sono fatte proprio così, sono delle lumache che s'arrampicano le une sulle altre per arrivare sul bordo curvo della cesta in cui sono state messe, per poi ricaderci dentro e ricominciare a sbavare accanto a qualche altro mollusco.
Certo, anche questa può essere una forma d'amore, ma è un amore calcolato, freddo e meccanico.
Loro sono meccanismi ad orologeria che non puoi caricare due volte e che, una volta che la loro molla sia stata srotolata, necessitano di un'altra mano a girarle.
Tu le puoi vedere ovunque - per strada, qui sul forum e nel tuo letto - queste donne che null'altro sono se non dimostrazioni eloquenti di come non si possa curare l'anaffettività con la disonestà intellettuale.
Esse sono tutte sbagliate al loro interno, e non come se avessero l'intestino collegato ad un orecchio o il cuore dentro la lingua, nel qual caso al più patiresti miasmi insopportabili allorquando ti sovvenisse di sussurrare loro qualche parola dolce o capiresti perchè pare che non possano vivere senza parlare in continuazione, no, loro sono ben oltre quel mostro mitologico metà mestruazioni e metà scarpe nuove che pure saresti anche disposto a sopportare, perché loro hanno la femminilità.
E la femminilità è quella cosa rosa e confettosa che racchiude il capriccio e l'incostanza.
La femminilità è quella cosa che le rende schiave delle voglie schife e scrofe con vite stufe.
Sono ierodule di déi falsi e bugiardi i cui idoli sono malamente scolpiti dentro a templi cadenti su montagne sperdute ed altissime, oppure nel bagni malpuliti degli autogrill in cui ti fermi prima di imboccare l'autostrada contromano.

Putroppo capita a volte di trovarsele accanto.
Quelle volte dobbiamo solo salutarle mentre se ne vanno.
E poi far festa.


Ciao!
 
Ciao Ryoga,

Mi piacerebbe dirti che le donne sono irragionevoli e nella loro scostante umoralità vengono travolte da quello che tu definisci invaghimento per un periodo di tempo limitato e che, magari dopo qualche convoluzione intima ed esteriore, poi ritornano ad essere ragionevoli, a valutare ciò che hanno costruito, l'affetto che è stato dato loro in passato e nel presente e la bellezza delle persone che sono state loro accanto nel bene e nel male fino a quel momento, ma sarebbe una bugia.
Alcune di loro sono fatte proprio così, sono delle lumache che s'arrampicano le une sulle altre per arrivare sul bordo curvo della cesta in cui sono state messe, per poi ricaderci dentro e ricominciare a sbavare accanto a qualche altro mollusco.
Certo, anche questa può essere una forma d'amore, ma è un amore calcolato, freddo e meccanico.
Loro sono meccanismi ad orologeria che non puoi caricare due volte e che, una volta che la loro molla sia stata srotolata, necessitano di un'altra mano a girarle.
Tu le puoi vedere ovunque - per strada, qui sul forum e nel tuo letto - queste donne che null'altro sono se non dimostrazioni eloquenti di come non si possa curare l'anaffettività con la disonestà intellettuale.
Esse sono tutte sbagliate al loro interno, e non come se avessero l'intestino collegato ad un orecchio o il cuore dentro la lingua, nel qual caso al più patiresti miasmi insopportabili allorquando ti sovvenisse di sussurrare loro qualche parola dolce o capiresti perchè pare che non possano vivere senza parlare in continuazione, no, loro sono ben oltre quel mostro mitologico metà mestruazioni e metà scarpe nuove che pure saresti anche disposto a sopportare, perché loro hanno la femminilità.
E la femminilità è quella cosa rosa e confettosa che racchiude il capriccio e l'incostanza.
La femminilità è quella cosa che le rende schiave delle voglie schife e scrofe con vite stufe.
Sono ierodule di déi falsi e bugiardi i cui idoli sono malamente scolpiti dentro a templi cadenti su montagne sperdute ed altissime, oppure nel bagni malpuliti degli autogrill in cui ti fermi prima di imboccare l'autostrada contromano.

Putroppo capita a volte di trovarsele accanto.
Quelle volte dobbiamo solo salutarle mentre se ne vanno.
E poi far festa.


Ciao!
....non sei misogino eh?
 

Ryoga74

Utente sperduto
Lei si vuole allontanare emotivamente da te o vuole proprio andarsene via di casa?
Secondo me, vuole stare da sola, ma a casa sua.
Ergo: sei te che dovresti andartene...
Correggimi se sbaglio
...sbagli ;)
abbiamo la separazione dei beni (scelta condivisa da entrambi fin da subito) e la casa è la mia. Conoscendola non mi chiederebbe MAI di andar via da casa mia, è lei che sta pensando di voltare pagina. Quindi se ci separiamo sarà lei ad andar via...

Quindi alle prime difficoltà giù tutto?
Sicuramente sono cose che allontanano, diciamo pure che hanno creato un varco in lei che ha lasciato entrare l'altro. Però anche la situazione attuale puoi ritenerla un segnale del vostro malessere. Voglio dire, lei ti ha espressamente detto che vuole andarsene? Che non ti ama? Che è finità?

Stando a quello che hai detto è venuto fuori solo che lei si sia invaghita. Ma questo qui chi è?
Non so chi sia, potrei scoprirlo facilmente, ma non cambierebbe di una virgola i miei problemi con lei. Non è sicura di ciò che vuol fare, per questo chiede tempo. Ma io non riesco a sopportare tale "limbo" in cui è finita la nostra relazione, ho bisogno di capire cosa vuole fare. Ma anche se decidesse di riprovare con me, non penso che glielo permetterei. ho perso totalmente la fiducia, e non mi va di passare sopra a una cosa del genere...
Mi sa che è così.. o/o.

"L'ho persa" è eloquente.
E' eloquente perchè la conosco bene, quando mi guarda adesso ho la certezza di averla persa.

Ciao Ryoga,

Mi piacerebbe dirti che le donne sono irragionevoli e nella loro scostante umoralità vengono travolte da quello che tu definisci invaghimento per un periodo di tempo limitato e che, magari dopo qualche convoluzione intima ed esteriore, poi ritornano ad essere ragionevoli, a valutare ciò che hanno costruito, l'affetto che è stato dato loro in passato e nel presente e la bellezza delle persone che sono state loro accanto nel bene e nel male fino a quel momento, ma sarebbe una bugia.
Alcune di loro sono fatte proprio così, sono delle lumache che s'arrampicano le une sulle altre per arrivare sul bordo curvo della cesta in cui sono state messe, per poi ricaderci dentro e ricominciare a sbavare accanto a qualche altro mollusco.
Certo, anche questa può essere una forma d'amore, ma è un amore calcolato, freddo e meccanico.
Loro sono meccanismi ad orologeria che non puoi caricare due volte e che, una volta che la loro molla sia stata srotolata, necessitano di un'altra mano a girarle.
Tu le puoi vedere ovunque - per strada, qui sul forum e nel tuo letto - queste donne che null'altro sono se non dimostrazioni eloquenti di come non si possa curare l'anaffettività con la disonestà intellettuale.
Esse sono tutte sbagliate al loro interno, e non come se avessero l'intestino collegato ad un orecchio o il cuore dentro la lingua, nel qual caso al più patiresti miasmi insopportabili allorquando ti sovvenisse di sussurrare loro qualche parola dolce o capiresti perchè pare che non possano vivere senza parlare in continuazione, no, loro sono ben oltre quel mostro mitologico metà mestruazioni e metà scarpe nuove che pure saresti anche disposto a sopportare, perché loro hanno la femminilità.
E la femminilità è quella cosa rosa e confettosa che racchiude il capriccio e l'incostanza.
La femminilità è quella cosa che le rende schiave delle voglie schife e scrofe con vite stufe.
Sono ierodule di déi falsi e bugiardi i cui idoli sono malamente scolpiti dentro a templi cadenti su montagne sperdute ed altissime, oppure nel bagni malpuliti degli autogrill in cui ti fermi prima di imboccare l'autostrada contromano.

Putroppo capita a volte di trovarsele accanto.
Quelle volte dobbiamo solo salutarle mentre se ne vanno.
E poi far festa.


Ciao!
Mamma mia Rabarbaro, quanto pungente è la tua critica verso le donne, tanto deve essere la sofferenza che ti hanno causato nella vita evidentemente. Io pur vivendo in questo momento un periodo davvero duro non potrei mai scrivere critiche così pesanti verso l'universo femminile. ti dirò di più: il dolore che mi sta causando la (probabile) fine della mia relazione non può minimamente offuscare i meravigliosi momenti che ho passato con mia moglie. E' stato un rapporto con un coinvolgimento emotivo e fisico bellissimo, tornassi indietro sapendo prima come purtroppo si sta concludendo, non avrei comunque alcun dubbio nel fare la scelta di stare con lei. E' stato amore. Ed è stato bellissimo. Per questo mi fa tanto male per questo che mi dà la sensazione di un inevitabile epilogo...
 
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