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Old Zyp
Guest
mah, io rimango della mia idea, tutta la mia famiglia fortunatamente non sa nemmeno cosa sia il calcio, e ne son contento
da queste parti ci piace muover le chiappette e far altro, invece di star seduti a guardare la tv
leggete queste dichiarazioni, io non segfuirei più il calcio proprio per prender le distanze da tutta sta gentaglia
ecco qua ...
da queste parti ci piace muover le chiappette e far altro, invece di star seduti a guardare la tv
leggete queste dichiarazioni, io non segfuirei più il calcio proprio per prender le distanze da tutta sta gentaglia
ecco qua ...
ROMA — Dopo la partita di domenica ha difeso i suoi tifosi, Aurelio De Laurentiis: «Sto sempre dalla loro parte, è gente che fa dei sacrifici». E sulle prime il presidente del Napoli si è preso pure la benedizione di suor Paola: «Anche io sto dalla parte dei tifosi perché, è vero, fanno molti sacrifici». Ma la verità è che nemmeno la lazialissima sorella del calcio riesce a condividere quelle parole che hanno fatto sobbalzare in molti dalla sedia: «Non si possono difendere i tifosi quando fanno cose violente come quelle...». «Come quelle di domenica alla stazione di Napoli?», provoca Diego Abatantuono, veramente «eccezziunale» nel criticare la violenza dei tifosi. A tutto tondo. Dice: «Sono quarant'anni che in Italia si va avanti con un enorme equivoco di fondo: l'extraterritorialità del mondo del calcio. Ma se duemila persone normali avessero assaltato un treno come hanno fatto domenica i tifosi del Napoli, cosa sarebbe successo? Avremmo parlato di guerra civile?». Ma non solo. Rilancia Abatantuono: «Questo problema va risolto a fondo. E non soltanto vietando le trasferte, ma anche considerando con le aggravanti i reati commessi dai tifosi. Oggi rimangono praticamente impuniti. Tanto che dico sempre per paradosso: se vuoi uccidere tua suocera è bene che la porti dentro lo stadio e la strozzi con la sciarpa della tua squadra. Probabilmente ti proibiranno di vedere le partite per tutta la vita. Ma niente di più». Anche Ilaria D'Amico è molto critica sui tifosi ed è convinta che il problema della violenza vada risolto una volta per tutte. «Siamo in ritardo di almeno vent'anni rispetto al resto d'Europa», dice infatti lei, già conduttrice di programmi di calcio. Aggiunge: «Sono sicura che De Laurentiis ha sbagliato in buona fede nel dire quello che ha detto perché lo so, lo conosco: lui è un uomo che vuole cambiare il calcio. E dovrebbe seguire l'esempio dei Della Valle a Firenze: stanno cambiando la cultura del tifo lì. Loro hanno detto: o la piantate con la violenza o la piantiamo noi con la squadra. Ed infatti domenica c'è stata Fiorentina-Juventus: due squadre che si odiano. Non è successo nulla».