Solitudine.

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Calipso

Utente Eclettica
Probabilmente hai ragione, infatti. Il "mio" crollo nervoso è il giaciglio su cui mi addormento da tre mesi, il primo pensiero che mi sveglia ogni mattina.



Già, concordo sul fatto che in quanto esclusivo atto liberatorio è una carognata. Può forse valere la pena se c'è dell'altro.



Ecco. Questo. Perchè a volte ho l'impressione (che però potrebbe essere solo una mia convinzione) che tra il fatto in sè, i sospetti che al tempo sono emersi, la crisi di allora che da parte mia si è chiusa in buona parte in una silenziosa accettazione e il proposito di tenermi lontano da cazzate del genere per il resto dei miei giorni, qualcosa sia rimasto sospeso fino ad oggi. E una rivelazione ci costringerebbe a riprendere in mano alcuni punti della nostra relazione. Ma potrebbe essere tutta una mia illusione.

Ad ogni modo grazie per gli auguri. Posso chiederti com'è andata, a te? Immagino poi che nel tuo caso tu non abbia "atteso" anni per parlare...

probabilmente qualcuno l'ha gia scritto.. ma... e se lei, avendo dei sospetti, avesse già valutato la possibilità e non avesse voluto approfondire...VOLONTARIAMENTE..?
 

giorgiocan

Utente prolisso
probabilmente qualcuno l'ha gia scritto.. ma... e se lei, avendo dei sospetti, avesse già valutato la possibilità e non avesse voluto approfondire...VOLONTARIAMENTE..?
Sì, si è già accennato a questa visione della cosa. Mi sembra possibile. Non so bene cosa questo implichi, ovvero certamente in questo caso lei avrebbe deciso di rimanere con me, ma sicuramente qualcosa dentro questa decisione l'avrebbe lasciato. Intendo qualcosa che a volte mi sembra ancora si trascini.
Sai, entrambi siamo persone piuttosto introverse, cervellotiche, che pensano molto/troppo. Per assurdo, mi sembrerebbe (ammettendo sia vera l'ipotesi di partenza) che una "spiegazione di quello che è successo" possa essere anche per lei un modo per chiudere definitivamente la questione. A questo punto mi dirai che se lei a quei tempi ha preso veramente una decisione, allora la questione dovrebbe già essere ritenuta chiusa. E io andrei in confusione non sapendo decidere se la verità possa tornare utile "adesso" per capire finalmente cos'è successo (e prenderne sperabilmente le distanze definitivamente), oppure se l'effetto sortito sarebbe l'opposto, ovvero, dal suo punto di vista, "se quello che pensavo allora era falso, allora lo è anche tutto ciò che ne è seguito".
Resta poi la remota ipotesi che questa storia possa venire fuori a prescindere per un caso infelice, e a quel punto forse non ci sarebbe più nulla da mettere sul piatto della bilancia. A volte credo che la delusione che le darei sarebbe più legata all'aver mentito, che all'aver tradito. Anche se la prima probabilmente ha più senso della seconda.
 
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Diletta

Utente di lunga data
Sì, si è già accennato a questa visione della cosa. Mi sembra possibile. Non so bene cosa questo implichi, ovvero certamente in questo caso lei avrebbe deciso di rimanere con me, ma sicuramente qualcosa dentro questa decisione l'avrebbe lasciato. Intendo qualcosa che a volte mi sembra ancora si trascini.
Sai, entrambi siamo persone piuttosto introverse, cervellotiche, che pensano molto/troppo. Per assurdo, mi sembrerebbe (ammettendo sia vera l'ipotesi di partenza) che una "spiegazione di quello che è successo" possa essere anche per lei un modo per chiudere definitivamente la questione. A questo punto mi dirai che se lei a quei tempi ha preso veramente una decisione, allora la questione dovrebbe già essere ritenuta chiusa. E io andrei in confusione non sapendo decidere se la verità possa tornare utile "adesso" per capire finalmente cos'è successo (e prenderne sperabilmente le distanze definitivamente), oppure se l'effetto sortito sarebbe l'opposto, ovvero, dal suo punto di vista, "se quello che pensavo allora era falso, allora lo è anche tutto ciò che ne è seguito".
Resta poi la remota ipotesi che questa storia possa venire fuori a prescindere per un caso infelice, e a quel punto forse non ci sarebbe più nulla da mettere sul piatto della bilancia. A volte credo che la delusione che le darei sarebbe più legata all'aver mentito, che all'aver tradito. Anche se la prima probabilmente ha più senso della seconda.


Tradimento e menzogna vanno insieme, se c'è l'uno c'è anche l'altra per forza di cose, però la delusione che ne deriva è amplificata. Oltre al dolore per il fatto in sé c'è la mortificazione per quello che si percepisce come un inganno, anche se tale percezione è impropria. Infatti basta ragionarci su per comprendere la "normalità" di tale comportamento.
Io penso che si possano contare sulle dita di una mano le persone che hanno confessato di propria volontà...
Chi si butta la zappa sui piedi sapendo o immaginando lo scenario a cui va incontro?
Eppure credimi se ti dico che scoprire una cosa del genere è una fra le esperienze più traumatiche.
Sorprendente come l'incredulità e lo sbigottimento ti prendano ancora a distanza di anni...
Sembra ancora un incubo...
 
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