È chiaro che si può sempre perdonare!
Non è certo facile, ma si perdonano tradimenti ben peggiori di quelli che hai sofferto tu.
Il perdono serve a far star meglio il tradito: il traditore non c'entra un fico secco (chi si importa se chiede scusa, se è pentito o se soffre per il male fatto).
Se non si perdona si finisce per alimentare la rabbia che si cristallizzerà e si trasformerà in rancore.
Commettere questo errore è proprio da fessi perché si instaurerà nel nostro inconscio un trauma, una ferita, che, se non curata, ci accompagnerà per il resto della nostra vita (a volte riusciamo anche a lasciarla in eredità ai figli). Il tempo passa, i ricordi si affievoliscono, ma il trauma è ormai istallato: è una bomba ad orologeria ed esploderà quando vuole lui.
Tutti abbiamo traumi installati durante l'infanzia con i quali dobbiamo fare i conti, ma andare a cercarsene di nuovi è proprio da fessi.
Ti copio e incollo un racconto (lunghissimo) che avevo riportato in un vecchio thread.
Ti trascrivo qui sotto un racconto che ho letto poco dopo aver scoperto di essere tradito.
Mi ha aiutato a capire dove stavo sbagliando e come venire fuori da questa situazione.
È la storia di Giuseppe, detto Bepi.
Bepi era un uomo onesto e buon lavoratore che abitava in un piccolo paese di provincia. Aveva una vita semplice e buona. A tutti piaceva la sua maniera semplice di vivere. Sposato con la donna che amava fin dall'adolescenza, aveva una casa ben curata. I suoi problemi erano semplici, del tipo che tutti hanno: qualche debito, qualche incomprensione, piccole riparazioni di cui la casa aveva bisogno, qualche piccolo litigio con la moglie. Per il resto, tutto bene.
Qualche amico commentava che Bepi era anche troppo calmo, che sembrava cieco per non accorgersi di quello che stava succedendo ben davanti ai suoi occhi. Qualcuno cercava anche di metterlo sulla pista giusta, ma nessuno aveva il coraggio di parlare apertamente di quel problema terribile che quel poveretto di Bepi stava vivendo senza sapere.
Quando Bepi entrava nel bar vicino alla fabbrichetta dove lavorava, qualche volta si era accorto di alcune risatine strane tra colleghi di lavoro. Ma siccome chi non deve niente a nessuno non teme nulla, visto che lui non doveva niente a loro, Bepi non temeva e neppure sospettava assolutamente niente. Fino al giorno in cui la bomba è esplosa. La moglie lo stava tradendo e la cosa peggiore era che l'amante era il datore di lavoro di Bepi!
Bepi era buono ma non era fesso. È andato subito a chiedere spiegazioni al padrone, voleva chiarire tutta la situazione: per peggiore che sia la verità è sempre la miglior medicina. E il padrone confermò tutto. Era tutto assolutamente vero. E siccome adesso Bepi stava sapendo tutto, era bene che sapesse anche che questo era l'unico motivo per il quale continuava a lavorare il quella fabbrica. Visto che la cosa era stata scoperta non c'era più nessun motivo per mantenerlo nell'organico dei dipendenti. Bepi fu licenziato e umiliato. Il suo ex padrone non fece nessuna questione di lasciare la cosa nascosta: era appassionatissimo per la moglie di Bepi e voleva vederlo lontano per poter avere lei vicino. Spudoratamente ha ammesso tutto, ha licenziato Bepi e in più si è impegnato per far si che la notizia si diffondesse il più possibile. Il disoccupato e triste Bepi è andato allora a chiedere spiegazioni alla moglie. Peggio ancora! La moglie ha ammesso che era appassionata per il padrone e che adesso, visto che aveva scoperto tutto non c'era proprio più nessun motivo per sopportare Bepi per il resto della vita. Nello stesso giorno Bepi ha perso il lavoro, la moglie, un sacco di amici, l'onore, la dignità, il buon nome e il coraggio di vivere.
Uscì di casa e cominciò a vagabondare per le strade. La sua vita era distrutta, ogni giorno che passava il dolore nel suo cuore era maggiore. Lui era uscito di casa ed era stato licenziato ma sembrava che mai così tanto la sua ex moglie e il suo ex padrone fossero stati così presenti nella sua vita: i due stavano abitando in affitto dentro il suo cuore. In qualsiasi posto dove arrivava sembrava che tutti stessero già sapendo dell'accaduto. Tutto quello che faceva gli ricordava quei due terribili nemici che per molto tempo gli sono stati così vicini. La ex moglie e soprattutto il figlio di una ******* dell'ex padrone adesso lo accompagnavano sempre. Anzi, Bepi mai parlò così tanto con la disgraziata dell'ex moglie come in questo momento: giorno e notte lui stava dialogando con lei. O per meglio dire non era proprio un dialogo, adesso ci stava litigando, dicendo tutto quello che sempre avrebbe voluto dire. Adesso era giunta l'ora di parlare di tutte quelle cose che gli stavano intrappolate da molto tempo in gola. E lui parlava senza fine. L'unico problema era che né lei e tanto meno l'ex padrone erano presenti per ascoltare quelle parole. Bepi stava parlando da solo, dialogando con se stesso, mormorando, ruminando, macinando e rimacinando...
Quando trovava una ombra invitante per riposare Bepi si stendeva, chiudeva gli occhi e incominciava ad assistere al film che caricava sempre nel cuore. Lui aveva fatto un film. Cera il giorno che aveva saputo del tradimento. Vedeva se stesso entrando nell'ufficio dell'ex padrone. Vedeva quella faccia di bastardo di quel porco, maledetto e farabutto. Nel film si vedeva bene lui che ritornava in casa. Lui imbarazzato di dover parlare con la moglie: “Stanno... stanno dicendo una cosa...”. E lei gridando “È vero! Perché non ti sopporto più ....” Ogni momento di riposo era l'ora di assistere sempre lo stesso film. Lui stesso aveva prodotto e diretto quel film. Adesso lo stava divulgando questo lungometraggio sulla sua storia di sofferenza, adulterio, infedeltà, tradimento e rivolta! Alcune scene guadagnavano un distacco speciale. Nel DVD della sua memoria vedeva e rivedeva le scene più dolorose. Fermava l'immagine in certe scene e contemplava lungamente ogni gesto, ogni occhiata dell'ex moglie e dell'ex padrone. In questo film lui ha rifatto tutta la sua storia, dal giorno in cui a conosciuto quella ragazzina bellissima, il primo sguardo, il primo bacio. Il giorno del matrimonio... Quanto lui è stato felice, per lo meno per la parte che riguardava lui. L'ex moglie non aveva niente da reclamare a suo rispetto: sempre è stato un marito corretto, onesto, non l'aveva mai tradita! Lei non si è comportata correttamente. Ma perché? Perché ha fatto questo male a lui? Perché pagare con odio il tanto amore che lui gli aveva donato?
E l'ex padrone? Bepi aveva la certezza assoluta, e il film lo mostrava con ricchezza di dettagli, che lui aveva aiutato l'ex padrone a diventare ricco. Quante volte aveva lavorato fino a tarde ore alla notte? Chi può dire che non è stato in queste occasioni che il figlio di ******** dell'ex padrone approfittava per andare a sedurre la sue ex moglie innocente e onesta. Com'è che quell'uomo che gli doveva tanta riconoscenza è stato capace di rubargli la moglie e con questo di rubargli l'allegria di vivere, la dignità, l'onore e il buon nome? Quell'uomo ha vissuto tanto tempo solo con l'obiettivo di pregiudicare quel poveretto del Bepi. La videocassetta del film con la sua storia era già consumata di tanto essere usata. Ma lui non si stancava mai di assisterla. Anche percorrendo le strade della zona in cui viveva continuava mentalmente ad assistere al suo film. Facendo ogni tanto delle piccole variazioni, dei ritocchi, aggiungendo dettagli importanti che solo dopo qualche tempo si riesce a ricordare. Bisognava che il film ritrattasse nel modo più fedele possibile quella storia di infedeltà! Il giurì era già stato composto nel cuore di Bepi e quel lungometraggio prevedeva varie continuazioni (Il ritorno, Il ritorno 2, parte 4, parte 8, parte 18... parte 25!). Bisognava raccontare la storia nei suoi minimi dettagli perché in caso contrario ci sarebbe stato il rischio che i giurati non potessero giudicare l'opera con la necessaria attenzione. Nonostante stesse lavorando con immensa dedicazione alla sua opera prima, Bepi non aveva molto criterio nello scegliere i giurati. Qualsiasi persona che incontrasse nel suo cammino era sufficiente matura per giudicare il suo film. Perfino un cagnolino che incominciò ad accompagnare Bepi è stato promosso al posto di assistente di direzione. Con lui Bepi condivideva tutto: “Hai visto cosa mi ha fatto lei? Felice sei tu cagnolino! Sei felice e non lo sai...” Piangeva e ogni tanto si beveva qualche bicchierino di grappa. Reclamava dell'ex moglie, dell'ex padrone. Assistevano assieme al film. Il cagnolino si era già abituato. Quando non stava assistendo al film, Bepi parlava dell'accaduto. Quando non aveva con chi parlare, pensava e parlava da solo. Dormiva, sognava e si svegliava con il film in testa e nel cuore. E ogni giorno di più rimaneva impressionato e irritato con la crudeltà dell'ex padrone che gli rubò moglie. Nel suo peregrinare per la vita Bepi incontrò in un boschetto un un oggetto strano, che sembrava una teiera antica. Come aveva l'abitudine di raccogliere tutto quello che incontrava nel cammino, raccolse anche quello strano oggetto. Prima di iniziare la tanto sperata sezione notturna di esibizione del film, Bepi tirò fuori dallo zaino tutti gli oggetti incontrarti in quel giorno. E lì che si è accorto che quella teiera, assomigliava ad una lampada, era una lampada di quelle che nascondono geni durante migliaia di anni. Bepi era tanto assorto nei pensieri di sempre che non si è nemmeno accorto che stava sfregando la lampada. E dentro questa lampada c'era proprio un genio! Il genio era felicissimo per essere stato liberato e come è comune nelle storie di geni e di lampade a detto a Bepi che lui aveva diritto ad esprimere un desiderio
“Un desiderio???” esclamò Bepi. “Ho sempre sentito parlare che i desideri erano tre! Che cos'è questa riduzione drastica del numero dei desideri?”
“Questo non lo so!” Rispose il genio con noncuranza. “È prendere o lasciare!”
“Posso chiedere qualsiasi cosa?” chiese Bepi.
Rispose il genio “Qualsiasi cosa. È solo un desiderio ma può essere complesso, grande, esagerato. Puoi chiedere quello che vuoi: salute, pace, soldi, allegria, fortuna. Tutto quello che vuoi. È solo chiedere e sarai esaudito.”
“Tutto quello che voglio, in qualsiasi quantità? Non c'è nessuna condizione?” Chiese Bepi.
“Beh... in verità esiste una legge irrevocabile che tutti noi geni siamo obbligati a rispettare...”
“Io sapevo che non sarebbe stato così facile. Che legge è questa?”
“È irrevocabile, nessuno può cambiare questa legge! La legge è molto semplice: tutto quello che chiederai per te, io sono obbligato ad elargirlo in doppio al tuo peggior nemico!”
“Ah... mi sembrava troppo facile... Vuoi dire che tutto quello che chiederò per me, tu lo darai in doppio al mio ex padrone?”
“Se lui il tuo peggior nemico, con certezza assoluta accadrà questo”
“Aspetta un attimo genio, lui saprà che sta guadagnando tutta questa fortuna sulle mie spalle?”
“Con certezza, noi non possiamo fare niente di nascosto” disse il genio. “Così tutto quello che tu Bepi chiederai per te, sarò obbligato a dare in doppio al tuo ex padrone con i tuoi cari saluti”
“Porca miseria! Che legge assurda! Lui mi ha pregiudicato tanto, mi ha umiliato, ha rubato mia moglie, mi ha buttato in mezzo alla strada e adesso si beneficerà alle mie spalle? Questo non è giusto”
“Se è giusto o ingiusto non lo so. Non sono io quello che ha inventato la legge. Io so solo che devo obbedire.”
Bepi diventò pensoso, quella cosa era tanto nuova, tanto difficile. Lui aveva la possibilità di sistemare la sua vita. Avrebbe potuto chiedere un sacco di soldi al genio e cominciare una vita nuova in un altro posto, dall'altra parte del mondo dove nessuno lo conoscesse. Ma il fatto di sapere che l'ex padrone lucrerebbe con tutto questo non gli dava pace. Quell'uomo lo avrebbe preso ulteriormente per il sedere. Cosa domandare al genio? Bepi chiese un po' di tempo fino al giorno seguente per pensare con calma.
Nel giorno seguente quando il genio gli è apparso per realizzare il suo desiderio, Bepi aveva già preso la decisione più importante della sua vita.
Non ebbe nessun dubbio nel guardare dritto dentro gli occhi del genio e dire “Voglio che tu mi cavi un occhio”.
Conosco anche un'altra versione di questa storia dove Bepi chiede un infarto bello tosto, ma non tanto forte da farlo morire.