Persa/Ritrovata
Utente di lunga data
Undicietrenta di Roberto Cotroneo
Le ronde didattiche della Gelmini
Ho terminato di leggere, da un minuto, l'intervista che il ministro Gelmini ha rilasciato al quotidiano "La Stampa". Un'intervista a commento del fatto che quest'anno il numero di bocciati nelle scuole dell'obbligo e nelle scuole superiori è altissimo. Come è altissimo il numero dei bocciati per un 5 in condotta. Il ministro Gelmini è stupefacente, e probabilmente ha una scarsissima idea di cosa sia davvero la didattica, e di cosa debbono fare gli insengnanti. Il ministro Gelmini dice frasi a casaccio, tipo: è arrivato il momento di premiare il merito. Oppure: basta con la cultura del 68, con il 6 politico, il 18 politico, etc.
Ora, senza voler essere né eccessivamente ironico e neppure aggressivo, vorrei intanto togliere di mezzo un primo punto. Il 68, il 6 politico, il 18 politico... Sono passati 41 anni dal 68, i ragazzi che sono oggi a scuola sono figli di gente che ha anche meno di 40 anni, e che può pensare al 68 come a una cosa per nonni. Perché è così. Un ragazzo che prendeva il 6 politico nel 68 oggi ha più di 60 anni. Ed è ora di finirla di ritornare a storie seppellite dai decenni.
Riguardo invece al problema del merito, la faccenda si fa molto seria. Lo sanno tutti, tutti i professori onesti e in pace con la propria coscienza: ogni bocciatura, qualunque bocciatura, è una sconfitta del docente. Soprattutto quando parliamo di ragazzini di 12 o di 13 anni. Il merito torni all'univeristà, dove invece viene spesso e allegramente dimenticato. I professori di scuola media inferiore e superiore dovrebbero sapere che di fronte a uno studente che non riesce, c'è nella quasi totalità dei casi, una incapacità didattica e una incapacità maieutica, una scarsa sensibilità a capire dinamiche e problemi, uno schematismo e un egoismo che un docente non può permettersi di avere. Bocciare una mare di ragazzini di 13 anni non vuol dire ristabilire l'ordine, con le ronde didattiche dei professori, significa fallire come sistema scolastico di un paese.
E i risultati degli scrutini di questi giorni, figli della riforma Gelmini, sono un fallimento del sistema scolastico del nostro paese. Ma non sono un fallimento dei ragazzi. Semmai dei docenti ottusi che trovano più semplice mettere i 5 in condotta, dei programmi vecchi della scuola, dell'incapacità a insegnare davvero, dello scarso aggiornamento di buona parte del corpo docente, della noia che prende questi ragazzi ad ascoltare lezioni improbabili. Altro che merito. Ma di quale merito parla la Gelmini. Ma non sia ridicola.
http://www.unita.it/rubriche/cotroneo
Le ronde didattiche della Gelmini
Ho terminato di leggere, da un minuto, l'intervista che il ministro Gelmini ha rilasciato al quotidiano "La Stampa". Un'intervista a commento del fatto che quest'anno il numero di bocciati nelle scuole dell'obbligo e nelle scuole superiori è altissimo. Come è altissimo il numero dei bocciati per un 5 in condotta. Il ministro Gelmini è stupefacente, e probabilmente ha una scarsissima idea di cosa sia davvero la didattica, e di cosa debbono fare gli insengnanti. Il ministro Gelmini dice frasi a casaccio, tipo: è arrivato il momento di premiare il merito. Oppure: basta con la cultura del 68, con il 6 politico, il 18 politico, etc.
Ora, senza voler essere né eccessivamente ironico e neppure aggressivo, vorrei intanto togliere di mezzo un primo punto. Il 68, il 6 politico, il 18 politico... Sono passati 41 anni dal 68, i ragazzi che sono oggi a scuola sono figli di gente che ha anche meno di 40 anni, e che può pensare al 68 come a una cosa per nonni. Perché è così. Un ragazzo che prendeva il 6 politico nel 68 oggi ha più di 60 anni. Ed è ora di finirla di ritornare a storie seppellite dai decenni.
Riguardo invece al problema del merito, la faccenda si fa molto seria. Lo sanno tutti, tutti i professori onesti e in pace con la propria coscienza: ogni bocciatura, qualunque bocciatura, è una sconfitta del docente. Soprattutto quando parliamo di ragazzini di 12 o di 13 anni. Il merito torni all'univeristà, dove invece viene spesso e allegramente dimenticato. I professori di scuola media inferiore e superiore dovrebbero sapere che di fronte a uno studente che non riesce, c'è nella quasi totalità dei casi, una incapacità didattica e una incapacità maieutica, una scarsa sensibilità a capire dinamiche e problemi, uno schematismo e un egoismo che un docente non può permettersi di avere. Bocciare una mare di ragazzini di 13 anni non vuol dire ristabilire l'ordine, con le ronde didattiche dei professori, significa fallire come sistema scolastico di un paese.
E i risultati degli scrutini di questi giorni, figli della riforma Gelmini, sono un fallimento del sistema scolastico del nostro paese. Ma non sono un fallimento dei ragazzi. Semmai dei docenti ottusi che trovano più semplice mettere i 5 in condotta, dei programmi vecchi della scuola, dell'incapacità a insegnare davvero, dello scarso aggiornamento di buona parte del corpo docente, della noia che prende questi ragazzi ad ascoltare lezioni improbabili. Altro che merito. Ma di quale merito parla la Gelmini. Ma non sia ridicola.
http://www.unita.it/rubriche/cotroneo