Si, se c'è una cosa sacrosanta è proprio questa.Sono d'accordo...sì...
Sulle componenti...la parola che viene in mente a me è riconoscimento...ma questo è legato anche all'istinto, istinto profondo, la visceralità di cui parli mi sa...e qui si potrebbe aprire un intero capitolo sulle diverse lesioni che l'istinto può riportare nel corso di una vita e di quanto il contesto in cui viviamo lo "addormenti"...siamo molto lontani dalla Natura, anche da quella di noi stessi secondo me...
per quanto riguarda la fatalità...a me vien da chiamarla Casualità, non nel senso di "a caso" ma di "sincronicità"...
No, non penso che esista una vita esente da errori, anzi...penso l'esatto opposto...ma spesso si tende a trasformare l'errore in giudizio di valore, e questo è un aspetto...l'altro aspetto è che gli errori sono formativi nel momento in cui li si mette sul tavolo e li si comprende e li si lavora...prendere l'errore e semplicemente accettarlo o non fare la fatica della comprensione, innanzitutto con se stessi, li rende assolutamente inutili....
Io penso gli errori siano opportunità di apprendimento...ma serve il Volere e la presenza a sè...
edit: pensi che il dialogo di cui parli, possa stare in piedi senza riconoscere condizionamenti, aspettative, bisogni...?
Credo di capire cosa intendi, tieni presente anche che ad una simile intesa si arriva col tempo e, purtroppo o per fortuna, anche tramite gli errori. La presenza del se, tra l'altro, vale per entrambi, se manca la contemporaneità di entrambi in quella dimensione non si conclude un bel niente. Ma di sicuro c'è che per arrivarci bisogna fare uno sforzo in più. Il problema per me non è nella caratteristica delle persone di commettere errori, ma nell'incapacità di risolverli e quindi di crescere. Se non c'è questa capacità il rapporto è finito in partenza, anzi non è mai esistito. Perciò, quando quella visceralità esiste, non si può non notarla e il dialogo e la comprensione diventano spontanei.
Spero di aver risposto alla tua domanda, perché il dialogo è necessario e reale quando ve ne sono i presupposti. Che siano aspettative o bisogni, l'importante è che siano condivisi. I tuoi "riconoscersi" e "sincronismo".