Sarà sempre così?

bravagiulia75

Annebbiata lombarda DOCG
Guarda che il mio cazzo non te lo do, ho un certo valore io non vado con tutte.
Sono io che non lo voglio
Tranquillo conservalo pure in naftalina
Io vivo serenamente
E chi mi vuole mi ha
Perché lo voglio pure io
 

Nicky

Utente di lunga data
Per me la lingua più sensuale è l'italiano, il francese mi affascina (come ho gia detto rivelsndo le mie oscure preferenze), ma è in realtà una lingua intellettuale. Poi il portoghese parlato dai brasiliani, è molto morbido, musicale.
 

jack-jackson

Utente di lunga data
Per me la lingua più sensuale è l'italiano, il francese mi affascina (come ho gia detto rivelsndo le mie oscure preferenze), ma è in realtà una lingua intellettuale. Poi il portoghese parlato dai brasiliani, è molto morbido, musicale.
A me il portoghese parlato dai portoghesi sembra si morbido in alcuni tratti ma anche grave come quello dell'est Europa.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Per me la lingua più sensuale è l'italiano, il francese mi affascina (come ho gia detto rivelsndo le mie oscure preferenze), ma è in realtà una lingua intellettuale. Poi il portoghese parlato dai brasiliani, è molto morbido, musicale.
Il brasiliano vero per me è sempre stato una barriera linguistica seria.

Con tutto che lo spagnolo lo parlavo praticamente come l’italiano e il portoghese europeo — quello “regolare” — bene o male lo gestivo, appena entrava in scena un brasiliano con i suoi verbi, le sue inflessioni e quel modo tutto suo di piegare la frase… finiva sempre a casino.

Ma proprio sistematico.

A un certo punto mollavo e passavo all’inglese per disperazione.

E non è solo una questione di suono, che pure è musicale, morbido, ti scivola addosso come una carezza ben data.
È proprio la struttura. È liquida.

Non sta mai ferma.

Si dice — e gli studiati tipo @ipazia lo sanno meglio — che la lingua sia una specie di mappa mentale: il modo in cui costruisci le frasi riflette il modo in cui sei stato addestrato a collegare le cose nella testa fin da piccolo.

E lì qualcosa si vede.

Perché il portoghese brasiliano non è lineare, non è rigido, non è “ordinato”.
È elastico, si piega, si adatta, scarta di lato.

E infatti i brasiliani — per come li ho incrociati io — hanno quel modo di stare al mondo un po’ a cazzo: più istintivo, meno incasellato, meno prevedibile.

Che può essere parte del fascino, certo.

Ma se ci devi lavorare insieme… diventa un incubo.
 

Etta

Utente di lunga data
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