Brunetta
Utente di lunga data
Forse il mio tentativo di essere sintetica mi rende poco comprensibile.Non ne sono convinto, mostra parzialmente quelli che interessano.
A parte il contenuto delle canzoni, sul quale si potrebbe discutere, su quelle di un tempo come su quelle, ahimè, di oggi, siamo proprio sicuri che quanto viene offerto sia lo specchio del paese e non piuttosto quale si pensa che sia? O ancora peggio, quale si pensa debba essere?
Ammetto di aver seguito poco, anzi pochissimo, non so se quel poco sia bastato, tuttavia mi chiedo a quante persone in fondo sia realmente importato della limonata di fedez, o dei monologhi delle varie Ferragni, Enogu, Francini.
Pensiamo davvero che la gente sia talmente sprovveduta da avere una idea pilotabile in proposito, anzi scusa di una idea interessabile in proposito?
Pensiamo davvero che uno che prende a calci i mazzi di rose sia in qualche modo interessante o latore di un messaggio? Di uno qualsiasi, che non sia di banale idiozia e maleducazione?
Ho visto poca Italia e pochi italiani su quel palco. Ho visto molta voglia di stupire, di provocare, di ribadire l'ovvietà. In fondo una sfilata di privilegiati che nel cimitero delle ideologie si sono assunti la briga di diventare i nuovi predicatore del nulla (rigorosamente all inclusive però).
Penso che sia stato seguito più che per interesse, per il potere stordente, anestetizzante e soporifero che suscita.
Ho parlato di documento storico. Ogni documento storico va contestualizzato e decodificato individuando l’autore e i fini espliciti e impliciti. Vale per una piramide, per a Colonna traiana e per Sanremo o crediamo che le scene di battaglia con i nemici in catene siano cronache oggettive dei fatti?
Certamente è più difficile cercare di interpretare documenti contemporanei, perché siamo immersi e condizionati dal contesto, ma io non riesco a non farlo. Più documenti ho a disposizione, più riesco a capire qualcosa, anche confrontandomi con le interpretazioni di semplici giornalisti di costume e storici e filosofi. Ovviamente non direttamente, ma attraverso articoli e saggi. Serve a me.
Tu hai dato un giudizio che ti fa schierare, io cerco di allontanarmi e vedere la complessità. Anche perché non mi interessa stare dalla parte giusta. In storia non c’è la parte giusta.
