Ma neppure a me piace Gigi e per questo mi sono sorpreso ad ascoltarlo.
La Mannoia l'ho apprezzata molto ai tempi di Caffè nero bollente, anche se non faccio follie per il genere musicale che interpreta.
Il testo della sua canzone (composta da Amara, concorrente di "Amici" nel 2005)?
immaginiamocelo interpretato da Albano o D'Alessio:
"Che sia benedetta
Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta
Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta
Tenersela stretta".
Cioè?

Amara non è Ruggeri e si sente...
Ha una bella voce, ma questa canzone l'ho trovata sopravvalutata a dispetto del coro unanime che l'acclamava e la pretendeva vincitrice.
Questo il testo di D'Alessio dedicato alla madre morta 35 anni fa:
"Potessi avere io le ali e scavalcare il cielo
Volare oltre l’universo
E arrivare dove niente è più lo stesso
Vorrei farti vedere il viso mio com’è cambiato
Qualche ruga mi ha graffiato
Come vedi gli anni passano
Ma non ho chiuso il cuore
Io posso ancora amare
Ho mille sogni ancora da inseguire
Ed il più bello so a chi regalare
Il tempo perso da restituire
A chi mi deve un giorno perdonare
Vorrei
Gli occhi tuoi nei miei
Per guardare insieme
Tutto quello che tu forse non hai visto
Sai quante volte io
Ti ho invocato
aiuto
Ed ho implorato pure Dio
Che ho sentito sempre mio
Quante volte
ti ho cercato
E ti ho parlato
Ed ho sperato
Mentre guardavo con gli occhi in su
Che la prima stella accesa
Quella fossi tu"
Gabbani ha proposto la canzone più divertente, al di là del testo, ma non pensavo potesse vincere.
Mia figlia l'adora e ieri mi ha proposto un mix tormentoso di Gabbani e Coviello misto a Rovazzi.
Piacerà.
Certo, per tutti, siamo lontani anni luce anche da una canzone come "Capolavoro" di Vecchioni, che a distanza di anni ancora mi chiedo cosa voglia dire di preciso, ma che trovo meravigliosa ugualmente:
"Si svegliò, guardò nell'alba e l'alba
era lì senza memoria;
camminò la terra ormai da anni
senza tempo e senza storia:
e fin dove gli occhi andavano
non un suono, non un fiore
rise e raddrizzò le sagome
dei suoi alberi in cartone;
strinse in tasca i semi inutili
come il torto e la ragione:
nel cervello già sfumava l'ombra
e con l'ombra ci viveva...
s'infilò come abitudine
l'ago, quello di ogni sera
e i fantasmi ritornarono
per tenerlo vivo ancora
"Dormi ora, dormi piano:
sei bambino sui sentieri,
l'orzo cresce, l'aria è buona
proprio come ieri;
dormi, forse c'è qualcuno
dormi, forse non sei solo;
dormi, è l'ultimo possibile capolavoro,
dormi, è l'ultimo possibile capolavoro"