C'é un'arguta storia di Schopenhauer che dice:
"In una fredda giornata d'inverno alcuni porcospini si stringevano uno addosso all'altro per scaldarsi; si accorsero però che nel farlo ciascuno pungeva l'altro con i propri aculei. Ogni volta che cercavano di trovare conforto al freddo avvicinandosi avevano anche il tormento degli aculei..."
La metafora é semplice: abbiamo un bisogno irrinunciabile di entrare in contatto con gli altri perché senza di loro non potremmo avere una socialità vissuta. Spesso ci affidiamo a qualcuno perché pensiamo di poter contare su tale persona.
Tuttavia, qualunque rapporto umano, può essere "irto di pungiglioni".
Capita che gli altri possano prevaricarci, farci sentire estranei o emarginarci; a volte sembrano interessati a noi, altre ci possono apparire ostili o cercare di porre ostacoli al nostro vivere.
L'errore é dare troppo peso agli altri, qualunque sia la loro importanza nella nostra vita!
Come dice Montaigne, il nostro problema spesso é non essere stati in grado di "riservarci un retrobottega tutto nostro", del tutto indipendente, nel quale stabilire la nostra vera libertà, il nostro ritiro spirituale interiore, l'angolo della nostra benefica solitudine estranea a lusinghe, malizie, doveri e compromessi.
Questo nostro giardino privato é la nostra interiorità, un luogo dove gli altri passano, ma non possono interferire nei colori e nei profumi del nostro essere, né intaccare il patrimonio di energie creative che spesso, perfino a nostra insaputa, giace nel profondo della nostra intimità, e che non sempre riesce ad uscire, presi come siamo dalla dedizione verso coloro che ci avvolgono nel turbine dei sentimenti passionali.
Non che ci sia alcunché di sbagliato nella passione e nel sentimento, ma se si lascia che questi creino ostacoli o interferenze negative ai doni del nostro "giardino segreto", ecco che non saremo più noi a vivere la vita ma sarà la vita a farci vivere di rimessa.
L'anima non é mai contro di noi, sono gli eventi e le persone che possono interagire, l'anima ci é semplicemente vicina, ci accompagna, per quanto ci siano ombre nella nostra esistenza, lei ci porge sempre la sua piccola luce e ci dice quietamente: "ascoltati".
"In una fredda giornata d'inverno alcuni porcospini si stringevano uno addosso all'altro per scaldarsi; si accorsero però che nel farlo ciascuno pungeva l'altro con i propri aculei. Ogni volta che cercavano di trovare conforto al freddo avvicinandosi avevano anche il tormento degli aculei..."
La metafora é semplice: abbiamo un bisogno irrinunciabile di entrare in contatto con gli altri perché senza di loro non potremmo avere una socialità vissuta. Spesso ci affidiamo a qualcuno perché pensiamo di poter contare su tale persona.
Tuttavia, qualunque rapporto umano, può essere "irto di pungiglioni".
Capita che gli altri possano prevaricarci, farci sentire estranei o emarginarci; a volte sembrano interessati a noi, altre ci possono apparire ostili o cercare di porre ostacoli al nostro vivere.
L'errore é dare troppo peso agli altri, qualunque sia la loro importanza nella nostra vita!
Come dice Montaigne, il nostro problema spesso é non essere stati in grado di "riservarci un retrobottega tutto nostro", del tutto indipendente, nel quale stabilire la nostra vera libertà, il nostro ritiro spirituale interiore, l'angolo della nostra benefica solitudine estranea a lusinghe, malizie, doveri e compromessi.
Questo nostro giardino privato é la nostra interiorità, un luogo dove gli altri passano, ma non possono interferire nei colori e nei profumi del nostro essere, né intaccare il patrimonio di energie creative che spesso, perfino a nostra insaputa, giace nel profondo della nostra intimità, e che non sempre riesce ad uscire, presi come siamo dalla dedizione verso coloro che ci avvolgono nel turbine dei sentimenti passionali.
Non che ci sia alcunché di sbagliato nella passione e nel sentimento, ma se si lascia che questi creino ostacoli o interferenze negative ai doni del nostro "giardino segreto", ecco che non saremo più noi a vivere la vita ma sarà la vita a farci vivere di rimessa.
L'anima non é mai contro di noi, sono gli eventi e le persone che possono interagire, l'anima ci é semplicemente vicina, ci accompagna, per quanto ci siano ombre nella nostra esistenza, lei ci porge sempre la sua piccola luce e ci dice quietamente: "ascoltati".
